Dopo l’interessante “Yar’s Revenge”, recensito da poco su queste pagina, è ora di passare al nuovo capitolo di questa ‘riscoperta’, da parte di Atari, di alcuni titoli del passato: un capitolo che si rivela più amaro del previsto, forte il pesantissimo contraccolpo di un infame presente sulla nostra nostalgia estremamente canaglia. Abbandoniamo i bio-avversari di Yar e restiamo, comunque, nello spazio per affrontare il feroce impero Zylon, pronto a minacciare la terra dopo 29 lunghi anni in questo “Star Raiders”, remake dell’omonimo titolo per Atari 2600. Riuscirà la terra a salvarsi nuovamente? La buona norma ci vorrebbe tutti speranzosi in questo senso, ma una volta avviato il nostro gioco noi proveremo dolore per il nostro Hard Disk, in quanto costretto ad ospitare uno dei peggiori titoli di questa generazione. E questo è un ‘signor risultato’ davvero.

Una nuova Atari Force?

“Star Raiders” narra le vicende di cinque avventurieri spaziali, arruolati dall’Accademia Atar (già…) per combattere l’impero dei malvagi Zylon, alieni intenzionati ad invadere la Terra dopo averne distrutto le difese. L’introduzione è narrata dal nostro protagonista e alter-ego, Ruiz, mentre ci presenta i componenti della sua squadra, quasi fossero discendenti di quella ‘Atari Force’ che spopolava negli anni ’80: una volta iniziata la battaglia, tuttavia, di questa storia non resta nulla. E con nulla non si vuole intendere una pessima realizzazione: si vuole intendere ‘nulla’. Ci sono state aperte le porte di una narrazione dall’altissimo potenziale e poi sono state immediatamente e irrimediabilmente chiuse, eludendo ogni volontà di sviluppo per lasciare spazio direttamente al gioco. Senz’altro si tratta di una scelta curiosa, forse poco intelligente, ma forse la bellezza del titolo potrà compensare questa perdita iniziale.

Le istruzioni sono per i pivelli

E’ vero che uno dei tratti più frustranti di “Yar’s Revenge” era il suo sistema di controllo estremamente complesso e difficile da dominare, ma è altrettanto vero che, per ogni mossa, era presente un tutorial molto dettagliato, capace di far affezionare il giocatore a tutte quelle astruse combinazioni di tasti in poco tempo, per fargli comprendere il loro pieno potenziale. “Star Raiders” dimentica tutto questo, buttandoci nel mezzo della battaglia con gli Zylon senza insegnarci proprio niente! Il giocatore si schianta letteralmente contro una serie di interfacce dal dubbio significato, con un insieme di tasti dei quali conosce solo una blanda funzione per sigla e con dei nemici da abbattere: decisamente una falsa partenza, che rende il gioco molto più complesso di quanto in realtà non lo sia. L’astronave di Ruiz (che per tutto il gioco verrà chiamato ‘Talon’) resta fissa in mezzo allo schermo, in attesa dei nostri ordini: premendo il tasto RB sarà possibile trasformarla in una delle sue tre forme, scegliendo tra la Turret Mode, molto lenta ma dalla grande resistenza, la Assault Mode, bilanciata in tutte le sue funzioni, e la Attack Mode, ottima per assalti veloci ma priva del giusto supporto per gli scudi. La Turret Mode a la Assault Mode si controllano seguendo le norme classiche del genere, spostando il mirino con l’analogico destro e muovendo la nave con il sinistro; per qualche ragione oscura, la Attack Mode porta entrambi i comandi sull’analogico sinistro, rendendola assolutamente ingestibile, impossibile da utilizzare per attacchi di precisione. Ogni forma possiede le sue armi peculiari, divisa in arma principale, da attivare con il grilletto destro, e secondaria, legata al grilletto sinistro: si passa da fucili al plasma a mitragliatori, dai missili a ricerca termica fino a disgregatori di materia; nulla di veramente nuovo ma quanto basta per tenere impegnati i nostri nemici per un bel pezzo. Premendo la croce direzionale si possono attivare quelle che il gioco chiama ‘Contromisure’: vero è che il loro scopo non è intuitivo e non viene mai spiegato, e il giocatore finirà per dimenticarle fin troppo presto, visto il loro essere assolutamente superflue. Attorno al mirino, sempre e comunque al centro dello schermo come nel vecchio “Star Raiders”, sono presenti alcune linee colorate che, probabilmente, indicano la resistenza della navetta e degli scudi, insieme alla durata delle proprie armi: purtroppo, quando la navetta sarà in punto di morte, non potremo fare nulla se non fuggire dai nostri nemici, in quanto un corto circuito può mettere fuori uso tutte le nostre armi; tanto valeva farci saltare subito in aria, visto che non esistono cure o riparazioni di nessun genere e la sconfitta non avrà la benché minima conseguenza, ad eccezione di una risibile attesa di cinque secondi per ripartire da un punto a caso della mappa. Il tutto senza vite da salvaguardare, ci sarà concesso di far esplodere tutte le navicelle che vogliamo: un metodo come un altro per assassinare il livello di sfida. Le nostre armi e alcuni robottini di supporto con varie abilità potranno essere potenziate sulla nostra nave madre, la Solaris, dalla quale potremo gestire i settori della Griglia Galattica da ripulire dagli Zylon: si tratta, tuttavia, di una falsa libertà di scelta, in quanto i potenziamenti sono tutti obbligatoriamente lineari, trasformando la crescita della nostra nave in una sorta di sistema di ‘level up’ privo di ogni automatismo. Perlomeno, ogni arma avrà una particolare gittata, indicata in chilometri, e questo richiederà un minimo di strategia per il superamento di alcuni punti chiave del gioco.

Sinonimi

In svariati giochi capita che la ripetitività sia un problema di ampia portata, ma mai la parola poteva essere sostituita con il termine ‘sinonimo’ in maniera così efficace. In “Star Raiders” non esiste nessuna varietà: una missione di attacco può prevedere l’abbattimento di astronavi nemiche, torrette, fregate e quant’altro e le missioni di ricognizione e protezione saranno ad esse completamente identiche. Non lasciatevi ingannare da un maldestro briefing iniziale: l’obiettivo della missione cambierà nel corso della partita, diventando sempre (senza esagerare) ‘distruggi X navicelle’ o ‘distruggi la fregata’ o ‘distruggi X cannoni’. Sempre. Come si può pretendere di mantenere vivo l’interesse per un titolo quando i tentativi di varietà si rivelano essere solo delle coltellate nella schiena, pronte a colpire il giocatore meno accorto?

Modulazione di non-frequenza

Pensate alle vecchie radio, a tutta la fatica necessaria per trovare una stazione dal suono limpido e a tutti i suoni gracchianti di quelle micro-stazioni intermedie, generate da interferenze e fastidiose al punto da saltarle a piè pari, senza dar loro la minima speranza. Oppure pensate a uno strumento musical, al tragico momento in cui un jack sgangherato si inserisce in un amplificatore, portando al generarsi di un suono secco, dal volume immenso, terrore di ogni timpano. Queste sono le esplosioni di “Star Raiders”. E’ quasi imbarazzante notare come ogni colpo sparato dalla nostra astronave, trovando impatto su un qualsiasi bersaglio, esploda in un crepitio assordante, a la ‘tizzone gettato nel fuoco’, portando obbligatoriamente a sopprimere il volume della televisione per non far soffrire i nostri padiglioni auricolari ulteriormente. Si tratta, senza ombra di dubbio, di uno dei peggiori bug sonori registrati nei giochi di nuove generazione, che non solo andrebbe corretto tempestivamente con una patch ma che non avrebbe dovuto permettere a questo titolo di vedere la luce del giorno! La resa grafica, a volte intrigante ma dalle esplosioni che ne deturpano il fascino, e l’insieme complessivo di musica ed effetti sonori, inoltre, non aiutano a mascherare questo problema, risultando globalmente blandi e privi di spessore. E non pensate di chiamare qualcuno a giocare con voi, non sia mai: non esiste nessuna modalità multigiocatore, né in locale né tantomeno online. Da ultimo, ogni tanto capita che il cursore, all’interno di ogni menù, si fermi senza ragione, per poi riprendere a scorrere circa un secondo e mezzo dopo: nulla di davvero disturbante, ma quanto basta per rendersi conto del pessimo lavoro svolto dai tester e dai correttori dei bug prima del lancio.

Conclusioni

Può sembrare assurdo ma il primo consiglio che viene da dare a un critico è quello di scaricare la versione di prova di “Star Raiders”: qui siamo di fronte a un paradigma di orrore che comprende tutto quello che si può sbagliare nell’ambito dello sviluppo videoludico, ed è necessario giocare anche a cose simili per avere un’idea della bellezza di tutto il resto. Gameplay traballante, realizzazione tecnica poco audace e comparto sonoro devastato da bug orrendi: “Star Raiders” non è solo l’assassino dei ricordi di tutti coloro che hanno amato il suo predecessore, ma è anche un bislacco tentativo di vendere un prodotto mal realizzato e poco interessate in un mercato che non ha certo fame di sparatutto mediocri, quanto piuttosto di vere emozioni a bordo di vascelli spaziali, emozioni che rendano la difesa della terra qualcosa in cui ancora credere, nel suo gusto tenacemente retrò. Lasciamo che gli Zylon vincano questa battaglia: salire su un’astronave sgangherata va oltre ogni buonsenso, e non è proprio necessario vivere un’esperienza così castrante solo attratti dal nostro fattore nostalgico. Grazie, “Star Raiders”, per averci insegnato come i videogiochi non devono essere.

CI PIACE

Obiettivi semplici da sbloccare
\nPorta il titolo di un classico del passato…

NON CI PIACE

…ma probabilmente è un ‘Contro’ anche questo
\nSistema di controllo complesso e totale assenza di tutorial
\nNarrazione accennata e poi completamente dimenticata
\nCrepitii sonori inaccettabili rendono l’insieme assolutamente inascoltabile
\nRipetivito fino allo stremo e privo di mordente

3Cyberludus.com
Articolo precedenteUno spin-off per Bayonetta?
Prossimo articoloUfficializzata la PSP Remaster Series
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.