L’incontrovertibile “legge della trilogia” colpisce ancora. Si tratta di quel principio secondo il quale se tu hai un franchise che funziona, e crei un secondo capitolo, inevitabilmente ne seguirà un terzo a chiudere il cerchio (o forse no…). Se però esistono serie che nascono esplicitamente con l’intento di svilupparsi su un trittico, altre invece vedono delle aggiunte in epoche successive. E così ci ritroviamo a constatare che per il fu agente Max Payne ancora pace non ce n’è, nemmeno dopo 8 anni dalla pubblicazione della sua caduta (“Max Payne 2: The Fall of Max Payne”). Tanti anni e innumerevoli vittime dopo, il punitore targato Remedy è in dirittura di ritorno sui nostri schermi, non più ad opera dello sviluppatore finlandese, ma di un gruppo di talentuosi designer che tante soddisfazioni ci hanno regalato. Il nome? Tenetevi forte: Rockstar Games.

Brasil, due pistole ed un fucil La Grande Mela al signor Payne non andava giù. Mettiamoci nei suoi panni: una banda di tossici strafatti di una droga sintetica dal nome Valchiria ti uccide brutalmente la moglie e la neonata figlia, e mentre tu cerchi di trovare i responsabili usando il tuo lavoro di poliziotto il tuo socio viene ucciso e un solerte agente della disciplinare accusa te, che così perdi il lavoro e diventi braccato dai tuoi ex colleghi. Porti così avanti la tua vendetta privata, fino a sgominare il traffico dietro alla Valchiria ed essere tirato fuori di prigione da un altolocato senatore, per poi essere riabilitato come poliziotto… Solo per trovarsi alle prese con una banda di criminali che si fanno chiamare Ripulitori, che arrivano ad uccidere anche colei di cui ti stavi innamorando. Il tutto ringraziando il destino che non sembra per nulla accanirsi. E così il buon Max decide di abbandonare la città che così poca fortuna gli ha portato e trasferirsi a San Paolo, in Brasile, per ritrovare se stesso e la sua tranquillità. Passano dodici anni, e Max ha come nuova occupazione quella del bodyguard per una ricca famiglia del luogo. Gli anni sono stati come il destino per l’ex agente Payne: impietosi. Il Max che si muove per la megalopoli carioca è visibilmente invecchiato, calvo, con una barba modello Bud Spencer prima maniera, qualche chilo extra e una sequela di cicatrici sul corpo da farlo sembrare un patchwork. Insomma, un nuovo Max Payne, cambiato nell’aspetto e nella location, ma apparentemente non nell’animo, sempre suo malgrado coinvolto in faide tra narcos e guerre tra bande. Ancora non ci è dato sapere chi sarà il bersaglio del nostro eroe stavolta, o il movente dell’ennesima vendetta del novello punitore targato Rockstar, sappiamo solo che in mezzo alla vicenda ci sarà una banda locale poco raccomandabile dal nome sintetico di Primerio Comanda de Capital. Una megalopoli pericolosa, una gang altrettanto pericolosa… Cambia la latitudine, ma di sicuro Max Payne si sentirà a casa anche stavolta.

The Payne of a Rockstar Fermi tutti, riavvolgiamo un attimo… Max Payne in Brasile? Esatto. Molti di voi si chiederanno se questo non significhi un addio alle atmosfere noir che caratterizzavano i primi due capitoli, visto che San Paolo è soleggiata e vitale, a differenza della cupa New York City a cui ci ha abituato Remedy. A quanto pare è solo una questione di facciata. San Paolo sarà anche calda e luminosa, ma è anche una megalopoli che conta 20 milioni di abitanti, tra le più pericolose del mondo, specialmente per quanto riguarda le famigerate favelas. E qui soprattutto opererà Max, nel luogo che più si addice ad un uomo nato sotto il segno del pericolo come lui. Insomma, Rockstar assicura che il mood del gioco resterà invariato nonostante il nuovo setting. E rimarrà anche invariata l’essenza del gameplay. Preparatevi ad assaporare nuovamente il primo TPS della storia a fare sfoggio dell’ormai inflazionato bullet-time, con le sue armi più o meno convenzionali, il suo sistema di coperture e le sue sparatorie adrenaliniche, tutto quanto in versione riveduta e corretta. Da quel poco che è possibile vedere, soprattutto l’interazione col paesaggio per cercare riparo è davvero passata ad un nuovo livello, con un aspetto di solidità e concretezza veramente degno di nota, sia che il nostro scudo sia materiale o umano, vista la possibilità di usare i corpi dei nemici come barriera. Il gameplay quindi sembra non si discosterà troppo dai predecessori, ma vedrà alcune sensibili migliorie e potenziamenti della già collaudata formula. Una novità però è certa, ed è figlia degli anni di difficoltà del povero Max. Il nostro eroe infatti è caduto in diversi vizi: la bottiglia prima, gli antidolorifici poi. E proprio quest’ultima dipendenza sembra avere un ruolo importante nel gioco, dato che dovremo stare attenti a curare la salute del nostro eroe, scansando overdose e crisi di astinenza. Allo stato attuale purtroppo non sappiamo in cosa si tradurrà concretamente, ma di certo sarà una variabile importante, che darà un pizzico in più di pepe alla vicenda.

La rabbia e l’orgoglio Quale può essere il motore grafico perfetto per animare un personaggio come Max Payne e il mondo in cui opera? Il RAGE ovviamente, cioè quel piccolo gioiello già apprezzato nel capolavoro Rockstar per eccellenza (ovviamente ci riferiamo a “GTA IV”), che vedrà alcune sapienti modifiche per poter arrivare ad un risultato ancora migliore. E dobbiamo ammettere che quel poco visto finora promette davvero bene. Oltre al nostro eroe, il RAGE muoverà anche la città di San Paolo, che gli sviluppatori promettono di riprodurre in maniera sorprendentemente realistica, forte dei sopralluoghi fatti ripetutamente, in cui giurano di aver catturato le diverse sfaccettature che caratterizzano la città. Il dottor Payne sembra essere invecchiato con gli anni insomma, ma come il buon vino appare anche di qualità superiore.

Che dire in conclusione? Il passaggio di consegne tra Remedy e Rockstar inizialmente ha fatto temere un po’ tutti, timore accentuato anche dalle notizie relative alla nuova location, che sembrava poco in linea con le atmosfere cupe e a tinte forti dei capitoli precedenti. Ma ora, alla luce dei dettagli trapelati, sembra proprio che Rockstar stia dando una sferzata di novità al franchise, che, per quanto glorioso, è rimasto in silenzio per otto lunghi anni. Da allora il panorama è cambiato, e Max Payne sembra cambiato con lui. Staremo a vedere se finalmente il nostro vendicatore riuscirà a trovare la tanto agognata pace. Forza Rockstar, stupiscici di nuovo!

Articolo precedenteSOCOM: Forze Speciali
Prossimo articoloPSN online entro fine maggio, forse
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.