Siamo nel 1981 , durante il periodo di pieno potere del regno videoludico di Atari. Le luci della gloria brillavano ancora ardentemente e nessuno sapeva che, di lì a poco, si sarebbero spente improvvisamente, in quel fantasmagorico crash che ha rischiato, nel 1983, di distruggere l’industria del videogioco per sempre. In quell’anno, il programmatore Howard Scott Warshaw ha compiuto il suo primo passo su Atari 2600 con un titolo che, da molti, è considerato come il migliore mai uscito per questa storica console: “Yars’ Revenge” . Vista la recente uscita, su Xbox Live Arcade e PC, di un reboot/sequel della serie, è necessario dare rilievo anche alla gemma che ne ha generato l’idea, tornando indietro di 30 anni nel tempo e viaggiando verso un sistema planetario ben lontano dalla nostra cara galassia…

Yar e Qotile: una strenua lotta per la sopravvivenza

Sistema solare Razak , un piccolo crogiuolo di pianeti dove la vita scorre pacifica e tranquilla. La razza dominante di questo sistema, gli Yar , discende niente meno che dalle comuni mosche terrestri: durante una spedizione spaziale voluta dalla Terra ma conclusasi in tragedia, una mosca si era infiltrata sull’astronave, precipitando su un pianeta sconosciuto dove ha ottenuto, come unica sopravvissuta all’impatto, incredibili poteri e una nuova forma antropomorfa. La civiltà Yar ha vissuto un lungo periodo di prosperità e di sfarzo culturale ma le gioie sembrano essere giunte al termine: una razza ostile, i Qotile , malvagi esseri cibernetici pronti a fare uso di una tecnologia superiore per devastare le popolazioni apparentemente innocue, vuole invadere il sistema Razak, eliminando tutti gli Yar! Per fare questo, i Qotile hanno costruito una base su un satellite, proteggendola con uno scudo e sfruttando il potere di un’arma dal grande potere distruttivo, lo Swirl , insieme a uno sciame di missili a ricerca, pronti a sterminare gli abitanti uno per uno. L’unica speranza per gli Yar è un sistema di difesa incompleto, lo Zorlon Cannon : purtroppo non è stato ancora testato e l’unico modo per sfruttarlo consiste nello spedire nello spazio un soldato, pronto ad un coraggioso sacrificio per eliminare la minaccia Qotile.

Strategie multiple

In “Yars’ Revenge”, i l giocatore prende il controllo di una recluta Yar alla quale è stato mostrato, in totale segretezza, il piano per debellare la minaccia Qotile. Le uniche armi a sua disposizione sono un piccolo laser, l’abilità di divorare qualsiasi materiale esistente e un sensore di puntamento per lo Zorlon Cannon. Lo schermo è diviso in due parti dalla Ion Zone , una fascia difensiva di luci e colori dentro la quale lo Yar può rifugiarsi per evitare di essere annientato dal missile a ricerca spedito dalla base Qotile, posta sul lato destro dello schermo: tuttavia, la potenza della Ion Zone ha la capacità di mandare in tilt il sistema di attacco dell’insetto, impedendogli di utilizzare, al suo interno, il raggio laser e il sistema di puntamento. Uno Swirl , rappresentato da una veloce girandola , viene caricato e lanciato dalla base Qotile ogni circa dieci secondi e, per quello, nemmeno la Ion Zone può offrire protezione, rendendo la pura e rapida evasione l’unica possibilità di scampo. L’unico modo per superare indenni ogni livello è distruggere la base Qotile, perforando lo scudo che la protegge con il proprio laser e lanciando un attacco finale, allineando lo Zorlon Cannon e facendo fuoco sul nemico : per armare il cannone si può scegliere se mangiare una delle celle che compongono lo scudo o toccare la base stessa; il proiettile pronto al lancio apparirà, quindi, sul lato sinistro dello schermo e seguirà i movimenti del nostro Yar, pronto ad essere lanciato dopo aver preso la mira contro l’obiettivo. Si tratta di un processo semplice solo all’apparenza , in quanto bisogna fare continuamente i conti con il missile a ricerca, gli improvvisi attacchi dello Swirl e le celle rimaste dello scudo, che possono mandare in fumo ogni attacco senza il minimo problema. In alternativa, possiamo, in maniera fin troppo intrepida, sceglie di colpire lo Swirl durante il suo mortale attacco, centrandolo al volo: si tratta, tuttavia, di una scelta molto rischiosa, in quanto il proiettile dello Zorlon Cannon può eliminare anche il nostro Yar, ma, se portata a termine con successo, quest’azione ci ricompenserà con una golosa vita extra . Dietro a un insieme di regole così essenziale si nasconde un nugolo impressionante di strategie , in quanto ogni singolo movimento regala al giocatore un differente ammontare di punti (mangiare le celle è più proficuo del semplice abbatterle, per esempio), quindi ogni singola scelta, anche la più insignificante, potrà influire sul punteggio finale in maniera considerevole.

Fuori dal gioco

Uno degli aspetti più interessanti di “Yars’ Revenge” consiste nell’essere uno dei pochi videogiochi dell’epoca ad avere una narrazione estremamente solida e complessa : Atari, nella completa impossibilità tecnica di proporre una narrazione su schermo, ha ben pensato di allegare alla confezione un fumetto a colori, “The Qotile Ultimatum” , per far conoscere a tutti i giocatori la storia degli Yar, la loro origine e gli eventi precedenti alla missione del gioco. Il fumetto (presente come contenuto extra in “Yar’s Revenge”, reboot uscito di recente per Xbox 360 e PC) rappresenta un affascinante valore aggiunto a questo meraviglioso titolo e l’idea sarà presto recuperata in seguito per altre serie di videogiochi, tra le quali va citata la serie “Swordquest”, un enorme videogioco concorso che conteneva, come allegato, dei fumetti a colori realizzati nientemeno che dagli studi DC Comics. Tutti questi piccoli ma efficaci accorgimenti hanno portato “Yars’ Revenge” alla ribalta, trasformandolo in poco tempo in uno dei titoli preferiti del pubblico e rendendol o il videogioco originale più venduto sulla console Atari 2600 VCS !

Conclusione

Le guerre spaziali del sistema solare Razak hanno incantato generazioni di videogiocatori , accalappiati dalla magnificenza che questo titolo ha da offrire ancora oggi, dovuta al suo miscelare i comuni elementi di uno sparatutto a delle strategie variegate di attacco che portano, ogni volta, a diverse conseguenze. Forse gli Yar hanno continuato a prosperare dopo la lotta con i Qotile… Forse la loro civiltà superiore, nata da quei fastidiosi insetti che popolano tutti i giorni le nostre case, ha trovato una formula per la pace eterna, creando un universo privo di guerre, dominato da sapienza e cultura… Per trent’anni ci era data la possibilità di fantasticare sul loro misterioso destino ma, a quanto pare, Atari la pensava diversamente quando ha deciso di proporre un reboot/sequel della serie sulle console odierne: la pace è ancora un lontano sogno, ma prima di imbracciare di nuovo le armi e combattere per gli Yar è necessario guardare indietro, a quella devastante guerra piena di vittime che i nostri ‘antenati’ hanno saputo affrontare con coraggio. E chissà, magari da oggi in poi guarderemo anche le nostre mosche in modo diverso, coscienti che, in qualche bizzarro modo, noi dobbiamo a loro ore e ore di divertimento. Un ronzio con un significato nuovo , un vero e proprio grido di guerra.

CI PIACE

_ Tecnicamente notevole per un gioco Atari 2600
\n_ Nasconde molteplici strategie di gioco
\n_ La narrazione ‘esterna’, per l’epoca, era uno spettacolo
\n_ Eccellente curva di difficoltà

NON CI PIACE

_ I livelli avanzati sono davvero complessi

9Cyberludus.com
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