Wakfu… Wakfu… Dove abbiamo già sentito questo nome? Ah già, è un MMORPG attualmente in fase di beta testing. Per coloro che si fossero persi qualche puntata, si tratta del seguito di “Dofus”, MMO creato dai francesi di Ankama, tanto semplice tecnicamente quanto profondo, che si è creato negli anni una discreta schiera di aficionados. E allora, aspettando appunto il suo seguito, che sta venendo rifinito proprio mentre state leggendo, Ankama ha deciso di regalarci (o meglio venderci) su Xbox Live Arcade “Islands of Wakfu”, gioco adventure/platform ambientato nel mondo dei due MMO francesi. Poche centinaia di Microsoft Points, ed eccoci pronti a recensirlo per voi.

Conosco il Wakfu Per la serie “il nuovo che avanza”, i nostri eroi sono anagraficamente appena usciti dal guscio. Si tratta di una bambina e del suo cucciolo di drago, rispettivamente dai nomi Nora ed Efrim, chiamati dalla Divinità a difendere il mondo degli Eliatrop dal tentativo di invasione dei Mechasme. No, non è “La Guerra dei Mondi” e sì, il canovaccio di base è quanto di più canonico esista. Giovani eroi chiamati a salvare il mondo, non crediamo suoni nuovo a tanti. Compito nostro, nei panni del dinamico duo, sarà arrivare alle Isole di Wakfu, una sorta di terra promessa capace di accoglierci e darci la conoscenza necessaria a respingere gli invasori. Per arrivare alla meta dovremo sfruttare le caratteristiche diverse, addirittura speculari, dei due protagonisti: da una parte la piccola Nora è esperta di combattimento corpo a corpo, può teletrasportarsi e può caricarsi di energia assorbendo delle specie di piccole farfalle presenti in giro per il mondo. Efrim al contrario, in quanto drago può colpire a distanza con le sue abilità a soffio e con l’energia raccolta dalla sua collega, oltre che volare. In qualsiasi momento, premendo il tasto Y, possiamo passare indifferentemente al controllo di uno o dell’altro, elemento che risulta come una forte iniezione di varietà nella formula di gioco. Già, il gameplay… vediamolo nel dettaglio.

Islands of Diablo Come accennato all’inizio, “Islands of Wakfu” è un gioco di categoria ibrida, a metà tra l’adventure e il platform, con più di una strizzata d’occhio agli hack’n’slash. Visuale isometrica, assenza del salto e “specializzazione” differente tra i due protagonisti altro non fanno che rafforzare questa considerazione. In generale quindi, il titolo è di stampo piuttosto classico. Nulla di veramente innovativo, il gameplay scorre sui binari di formule estremamente collaudate, puntando forte sulla varietà di approccio che il controllo di Nora o Efrim riesce a dare. Le fasi esplorative sono molto ridotte, l’epicentro del gioco ovviamente sono i combattimenti, che si svolgono come già detto in pieno spirito hack’n’slash. Le fasi platform sono invece caratterizzate dalla necessità di far cooperare i due eroi, sfruttando ora il teletrasporto di Nora, ora il volo di Efrim. Insomma, “Island of Wakfu” è un gioco che punta forte sul dualismo tra i protagonisti. Di fronte di volta in volta i nostri si troveranno animali, creature e esseri di varia forma e potenza, che vorranno fare loro la pelle. Se per i nemici “standard” il livello di difficoltà risulta diretto all’accessibilità, e quindi tendente al basso, questo schizza in orbita in alcuni momenti, coincidenti per la maggior parte delle volte con alcuni boss. Quest’ottovolante nel livello di difficoltà rappresenta un difetto piuttosto marcato, in quanto si passa dal non sentire la minima sfida alla frustrazione per l’ennesimo “Game Over” che ci si parerà di fronte. Questo sbalzo viene digerito meglio nella modalità cooperativa, in quanto l’aiuto di un compagno smorza un po’ la monotonia da un lato e l’eccesso di difficoltà dall’altro, ma l’equilibrio è decisamente un’altra cosa. A contribuire a far storcere un po’ la bocca sotto il profilo del gameplay ci sono i controlli, che non forniscono una risposta immediata e precisa, oltre che essere piuttosto limitati, soprattutto relativamente al movimento, confinato nelle 8 direzioni. Il gameplay di “Islands of Wakfu” si può sintetizzare nella formula “senza infamia e senza lode”.

Il giardino di Wakfu Ma allora è da stroncare questa fatica di Ankama? La risposta è no… Perché se il gameplay è difficilmente digeribile, se la trama è piuttosto trascurata, dall’altra parte siamo di fronte ad un titolo che trasuda stile. La grafica, rigorosamente in 2D, riporta alla mente un tempo in cui la bellezza non era data dal fotorealismo, ma dalla peculiarità del tratto. Il mondo creato da Ankama è una sorta di Eden ricco di colori e luci, un’atmosfera eterea e intrisa di magia. Il realismo non sta di casa qua, è il lato artistico che la fa da padrone, e lo fa in maniera prepotente, rapendo il giocatore e portandolo con sé all’interno delle Isole. Le musiche contribuiscono a questo “rapimento”, con le loro melodie eteree e sognanti. Sul piano prettamente stilistico e artistico “Islands of Wakfu” è estremamente ricco, riporta alla mente altri giochi che fanno del loro valore artistico il proprio cavallo di battaglia, ad esempio un “Okami” qualsiasi. Peccato che il lato tecnico non regga il confronto, altrimenti sarebbe stato davvero un gioco imperdibile.

“Islands of Wakfu” ha l’inconfondibile sapore di potenziale non sfruttato. Un prodotto dotato di un tasso artistico del genere meritava una realizzazione ben più curata, sia sul lato del gameplay, sia su quello della narrazione. Controlli farraginosi, plot banale e eccessivamente ricco di riferimenti agli altri giochi del franchise, difficoltà ballerina minano seriamente la bellezza del titolo di Ankama. Come preparazione a “Wakfu” ci può anche stare, ma quando assaggi un antipasto gustoso come l’arte di questo gioco e anche lecito ingolosirsi e pregare che tutto il pasto abbia lo stesso sapore. Altrimenti prevale l’amaro in bocca, e il pasto successivo rischia di non essere goduto appieno, per quanto ben preparato possa essere.

CI PIACE

Atmosfera che rapisce.
Due personaggi giocabili peculiari.
Co-op stimolante.

NON CI PIACE

Trama superficiale e poco originale.
Controlli limitati e poco convincenti.
Difficoltà sbilanciata.

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