Stando ad un impiegato di Trend Micro, Kevin Stevens , nella community dei cracker si è iniziato a discutere sulla eventuale vendita dei dati copiati dal PlayStation Network nell’attacco della scorsa settimana. In più, è stato proposto a Sony un accordo (che, in fin dei conti, è un riscatto) di svariate migliaia di dollari per cancellare tutti questi dati: come prevedibile, la compagnia giapponese ha preferito rifiutare.

I dati di cui sopra, però, non sarebbero quelli relativi ai dati personali degli utenti (quindi nome, cognome, residenza e così via), ma bensì quelli relativi alle carte di credito : in totale, i cracker potrebbero essere in possesso di più di due milioni di numeri di carte di credito, inclusi di date di scadenza, generalità del titolare e codici di sicurezza (CVC o CVV2). Non c’è comunque una conferma ufficiale di ciò, è quindi plausibile che si tratti solo di invenzioni dei cracker, che magari puntano a scatenare un’asta per il database.

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