C’era una volta una piccola software house giapponese di nome Squaresoft, che tanto tempo fa, ben prima che in ogni angolo del mondo si urlasse “C’è crisi!!!!”, versava sull’orlo del fallimento. I problemi erano davvero tanti, e questa piccola software house non vedeva un futuro davanti a sé. Fu allora che decise un ultimo gioco, il proprio lavoro conclusivo. Il titolo era “Final Fantasy”. Non avevano fatto i conti col successo del gioco in questione, che di colpo risollevò le sorti della software house, fino alle dimensioni che conosciamo oggi. 13 episodi della serie principale (in costante aumento), innumerevoli spinoff, 2 film, apparizioni dei personaggi in altri giochi… Un vero e proprio fenomeno, il nome “Final Fantasy” è ormai a livello di una vera e propria leggenda. In mezzo al mastodontico numero di incarnazioni, quest’oggi siamo qui a sviscerare “Dissidia 012 Duodecim Final Fantasy”, atipico beat’em up basato sui personaggi del franchise seguito (o meglio, prequel) del quasi omonimo gioco uscito in esclusiva PSP pochi anni orsono. Il primo “Dissidia” fu molto controverso, complice il fascino della formula e dei personaggi coinvolti, ma con qualche pecca che non gli fece raggiungere lo status di capolavoro. Avrà corretto il tiro stavolta Square – Enix?

Corsi e ricorsi Dualismo. E non parliamo di Pato – Ibrahimovic, o Totti – Del Piero ai tempi in nazionale, ma di un’opposizione di spessore nettamente superiore. A dire il vero della madre di tutte le opposizioni: bene vs male, ordine vs caos. Nel mondo di Dissidia, questi concetti sono incarnati in due divinità: Cosmos, la dea dell’armonia, e Chaos, il dio della discordia. Essi però non si affrontano direttamente, ma mandano i loro guerrieri prescelti per assicurarsi il predominio sull’universo. Guarda caso, questi guerrieri altri non sono che gli eroi dei vari “Final Fantasy” che si troveranno di volta in volta di fronte i più grandi villains della serie. Ci sono proprio tutti. Non ci credete? Vediamo… Cloud? Facile, presente. Sephiroth? E che ve lo diciamo a fare, ovvio! Terra Branford? Ebbene sì, anche lei. Kain Highwind? Assolutissimamente sì. E non è tutto, ce ne sono molti molti altri, si va oltre i 20 personaggi selezionabili, fin dall’inizio i guerrieri di Cosmos, previo sblocco quelli di Chaos. Se il parco lottatori è fantasticamente ricco, lo stesso purtroppo non si può dire della trama, che sa di già visto e che è pure raccontata in maniera ben poco entusiasmante, fatti salvi i sempre eccelsi filmati in CG a cui Square-Enix ci ha abituati. E’ vero, è un beat’em up. Però stiamo parlando dei personaggi di “Final Fantasy”, di una proprietà intellettuale sterminata, della serie che con le sue storie ci ha regalato emozioni fortissime, della software house che narrativamente è sempre stata ai vertici. Più che lecito è quindi aspettarsi se non un capolavoro, almeno un comparto narrativo di un livello qualitativo alto. Decisamente il focus non è sulla storia, ma sull’azione… E allora entriamo in azione!

La fortuna aiuta l’audacia Se la trama è piuttosto dimenticabile, il gameplay di Dissidia invece è sicuramente uno dei punti di forza del titolo. Ma andiamo con ordine. Principalmente le modalità di gioco sono due: storia e battaglia. Per quanto riguarda la prima si tratta di un’alternanza di piccole parti di esplorazione (quasi inutili a dire il vero), a brevi scorci narrativi (come detto poco sopra non esattamente indimenticabili, a parte i sempre ottimi filmati in CG), al nucleo vero e proprio della modalità, cioè la famigerata scacchiera prima (su cui è possibile spostarsi per ingaggiare i nemici, e i combattimenti 1 contro 1. Questi si svolgono in entrambe le modalità su arene di grandi dimensioni in cui è possibile correre in libertà, spostarsi su diversi livelli e “grindare” sulle linee di energia che scorrono sull’arena. Obbiettivo della sfida, ovviamente è portare la barra HP dell’avversario e 0. Accanto alla barra HP, c’è un’altra statistica fondamentale, cioè l’audacia, ovvero la quantità di danni che i nostri colpi infliggono alla vita dell’avversario. Per far sì che i nostri attacchi siano efficaci è necessario quindi sferrare alcuni colpi con il tasto cerchio, che è quello adibito ai cosiddetti “bravery attacks”. Ma non è tutto: invocazioni che potenziano o depotenziano l’audacia dell’avversario, schivate, parate, abilità speciali… Non vi basta? E allora caricate la vostra barra EX e scatenate la modalità omonima, che altro non è che uno stato potenziato in maniera diversa a seconda del personaggio e da cui è possibile sferrare le celebri Limit Breaks. Il meccanismo del gameplay è un po’ ostico inizialmente, ma con un po’ di sanissima pratica lo si può padroneggiare in maniera approfondita, e credeteci, le possibilità sono numerose. Ma non solo, la preparazione della battaglia, come da grande tradizione RPG, passa anche fuori dall’arena. E’ possibile infatti customizzare i personaggi nell’equipaggiamento e nelle tecniche, elemento che dà uno spessore tipico del gioco di ruolo anche a “Dissidia”, che in fin dei conti un debito nei confronti del genere lo ha. “Dissidia 012 Duodecim” è divertente e accattivante, unisce un uso esteso delle nostre capacità cerebrali (fidatevi, buttarvi a testa bassa nella pugna non servirà a nulla) ad un’azione frenetica. Pollice alto per il gameplay, decisamente. Al termine della battaglia guadagneremo denaro da spendere, oggetti (che verranno anche creati raggiungendo alcuni obbiettivi durante laaa sfida), punti esperienza, PP e AP. Gli AP sono i classici Ability Point adibiti all’assegnazione delle abilità di attacco o supporto del nostro combattente, mentre coi PP si possono sbloccare tanti succosi extra, come ad esempio i guerrieri giocabili di Chaos, arene e artworks.

Ordo sovrano imperat Narrazione rimandata, gameplay promosso, comparto tecnico… “nì”. Sul piano grafico, il gioco è fluido e ricco di poligoni e texture ben definite, anche se non siamo a nuovi standard assoluti. In pratica qui Square ha fatto il compitino, ben riuscito, ma sempre inferiore alle sue potenzialità, a parte i già citati filmati in CG che sono davvero di un livello stratosferico. Anche gli effetti visivi seguono la tendenza del resto della grafica, sempre una qualità buona ma non eccelsa. Il sonoro invece è una nota davvero lieta. Le musiche sono dei riarrangiamenti delle grandi colonne sonore dei vari “Final Fantasy” (e combattere sulle note di “One Winged Angel” vi farà venire decisamente i brividi), cosa che da sola fa schizzare alle stelle il livello qualitativo. A questo però aggiungete anche il doppiaggio dei personaggi, tutti dotati di una propria voce, anche decisamente appropriata. Se la cosa non fa notizia per i provenienti dai “Final Fantasy” a partire dal decimo in poi, sorprendente è il lavoro fatto coi loro predecessori. Ogni personaggio è doppiato in maniera davvero curata, con anche una scelta delle voci che ben si sposa col personaggio, dal tenebroso Kain, all’energico Laguna, fino al doppiaggio semplicemente perfetto di Kefka. Un grosso applauso a Square Enix per la cura riposta nel comparto audio. Infine il gioco è localizzato in un ibrido linguistico un po’ strano: testi e dialoghi scritti sono in italiano, tutto il resto è in inglese. La scelta non impedisce una corretta fruizione del gioco, però ci si chiede in certi momenti il perché non si sia scelta una sola via delle due, l’impressione è di un lavoro superficiale.

“Dissidia 012 Duodecim Final Fantasy” è un gioco che sfrutta solo parte del suo potenziale, ma c’è da dire che lo fa in maniera molto curata. Sugli scudi sicuramente sono da tenere il gameplay, il fascino dei protagonisti, la varietà di gioco e il fantastico sonoro. Decisamente più deludenti invece il comparto narrativo e la localizzazione. Non ci sentiamo di parlare però di occasione sprecata, perché rimane in ogni caso un titolo di alto livello, assolutamente consigliato soprattutto ai fan della serie. Square-Enix però si è fatta la nomea negli anni di software house sinonimo di profondità narrativa, di cura dei dettagli, insomma di quasi perfezione dei prodotti. Onore al merito per un lavoro ottimamente confezionato, ma confidiamo nel fatto che in futuro si possa guardare ad un altro “Dissidia” acclamandolo come capolavoro assoluto. Il potenziale c’è tutto.

CI PIACE

– Gameplay profondo e coinvolgente.
– Il carisma dei personaggi è indiscutibile.
– Il sonoro rasenta la perfezione.

NON CI PIACE

– La trama è tutto tranne che indimenticabile.
– La localizzazione è solo parziale, senza un criterio.

8.5Cyberludus.com
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