Mario Sports Mix

Super Mario e lo sport, un vecchio binomio Nintendo, che una volta significava vittoria (e a mani basse). I tempi, si sa, cambiano, e con loro cambiano anche (e soprattutto) le abitudini degli utenti e il modo di rapportarsi al videogioco e una loro determinata categoria. Il cambiamento di Nintendo e della sua filosofia trova in “Mario Sports Mix” una nuova e interessante sintesi , una sorta di concetto definitivo. Prima di entrare troppo nel metaforico è bene parlare di ciò che più ci interessa, la sostanza. Era da anni che non usciva su una console da casa un titolo sportivo dedicato unicamente a Mario, per questo dall’analisi sono esclusi i due spin-off olimpici con Sonic e il becero remake di “Mario Power Tennis” con i controlli “aggiornati”. Per la precisione l ‘ultimo gioco sportivo è stato il divertente e abbastanza riuscito “Mario Striker Charged Football” (limitato dall’eccessiva somiglianza con il sottovalutato “Mario Smash Football”, crepuscolare e incompleto episodio per GameCube). Da allora acqua sotto i ponti ne è passata, parliamo infatti di maggio 2007, e da allora Mario è tornato all’avventura, con i due eccellenti ” “Super Mario Galaxy” e “New Mario Bros. Wii”. L’annuncio di “Mario Sports Mix” all’E3 2010 è stata una sorpresa inaspettata, attesa da molti come un altro dei ritorni alle origini che si aspettava da Nintendo, proprio come il nuovo Donkey Kong bidimensionale. Il gioco, uscito in Giappone in autunno scorso, è finalmente giunto anche sugli scaffali europei e italiani, e siamo in grado di dare un giudizio completo sul nuovo prodotto Nintendo, sviluppato da Square-Enix.

Discipline e modalità

Le quattro discipline presenti sono Basket, Volley, Hockey e Dodgeball (una sorta di evoluzione della “palla avvelenata” a cui probabilmente avremo giocato tutti almeno una volta nella vita). In realtà ben tre dei quattro sono già apparsi in precedenti gioch i (il volley a partire da “Mario Party 4”, l’Hockey in “Mario Party 5” e il basket in “Mario Slam Basketball” per Nintendo DS). Ogni sport permetterà sia di giocare amichevoli disimpegnate, per prendere confidenza con i comandi o sfidare gli amici, che tornei (affrontabili anche in cooperazione) contro la CPU per sbloccare le arene e i personaggi nascosti. In alternativa potremo anche utilizzare i Mii. Presente anche un comparto online, che affronteremo successivamente.

Gameplay e schematicità diffusa

Un tempo gli “sportivi marieschi” si distinguevano per una qualità del gameplay sopraffina, immediato e profondo, e da una realizzazione tecnica di altissimo profilo. Cominciamo, come di consueto, analizzando la giocabilità nelle quattro discipline, ricordando che si tratta comunque di libere rappresentazioni degli sport stessi, quindi con regole riviste per l’occasione. Per ogni sport potremo comporre squadre da 2 o 3 giocatori, in ogni caso noi ne controlleremo sempre uno alla volta. Il basket e l’hockey risultano essere relativamente più profondi rispetto alle altre due discipline, in termini di controlli. Nel basket ruberemo la palla con A, per saltare dovremo dare uno scossone al Wiimote e un altro scossone sarà necessario per tirare a canestro; il Nunchuck viene, principalmente, utilizzato per muovere il proprio personaggio tramite lo stick. Anche l’hockey sarà molto incentrato sugli scossoni al Wiimote, sia per contrastare gli avversari che per tirare. Da notare come lo scossone sia calcolato senza profondità: muovendolo piano o forte non cambierà assolutamente nulla; per imprimere potenza dovremo premere il tasto Z del Nunchuk. Nel volley, ancora più semplificato, con il tasto A salteremo e con lo scossone di rito potremo schiacciare (una volta in aria, con lo stick prenderemo la mira). Per effettuare la ricezione basterà essere sul punto del pallone senza premere alcun tasto, nemmeno di direzionamento, e il pallone arriverà telecomandato al compagno di squadra. Nell’ultimo sport, il dodgeball, i comandi saranno A per passare il pallone, lo scossone per lanciare nella zona avversaria e colpire la squadra avversaria e la pressione di A e B per reagire in fase difensiva contro un pallone frontale. In tutti gli sport, quando sarà carica la barra in fondo allo schermo, potremo utilizzare un supertiro (sostanzialmente invincibile, in ogni disciplina), e se non li disattiveremo troveremo anche i blocchi di monete e oggetti sul campo. Gli oggetti hanno le stesse funzioni che già possedevano nella serie “Mario Kart” , dal guscio verde alla banana, mentre le monete sbilanceranno gli equilibri di ogni partita. Il massimo di monete trasportabili è 10, se si effettua un punto (o rete, in quanto vale per ogni sport), oltre a quello appena effettuato, andranno sommate anche le monete tenute. Questa discutibilissima soluzione non fa altro che rendere le partite aleatorie e assolutamente casuali, sminuendo l’abilità individuale. Tra le scelte discutibili non possiamo non citare la telecamera che, in singolo, si posizionerà sul giocatore controllato dall’utente, rendendo impossibile guardare l’esito delle azioni. La scelta di controllare un solo giocatore per volta, anche in multigiocatore, creerà parecchi grattacapi, sia per la reattività bassa dell’IA che per la confusione dell’azione stessa. Passando a analizzare gli sport, è davvero incredibile notare come tutte le precedenti incarnazioni, anche quelle in “Mario Party”, risultino nettamente più approfondite (e soprattutto divertenti) delle nuove. La confusione la fa da padrona in basket e hockey, che peraltro risultano le uniche discipline vicine alla sufficienza sul piano del gameplay: schiacciare tasti, e soprattutto scuotere il Wiimote a casaccio, sembrerà essere l’attività preminente durante le nostre sessioni di gioco. Va addirittura peggio nel volley, lento e monotono in modo davvero inaspettato. Si ha spesso la sensazione che la palla venga “bloccata” dai giocatori, che il tempo si fermi e via discorrendo. Il dodgeball, per gli stessi motivi degli altri sport, risulta gravemente insufficiente. Inutile aggiungere che se pensate di giocare con i soli Wiimote le cose riescono anche a peggiorare. Tirando le somme, se una volta il gameplay era il fiore all’occhiello degli sportivi di Mario, questo “Sports Mix” riesce con un poderoso colpo di spugna a cancellare questa tradizione: la profondità è davvero troppo poca .

Quattro sport per me (non) posson bastare…

Tecnicamente parlando, dopo l’illusione dei primi minuti di gioco ci si trova di fronte a uno spettacolo poco entusiasmante . Dettagli praticamente assenti, costruzioni poligonali piuttosto povere, animazioni poco vivaci e un’atmosfera assente, tanto che si ha quasi la sensazione di non trovarsi nemmeno in un gioco ambientato nell’universo di Super Mario. Insomma, l’impressione è quella che Square-Enix abbia davvero svolto poco più del compitino scolastico, mascherando grazie a una sufficiente pulizia grafica un lavoro fatto con poca cura e poco stile. Il sonoro risulta poco incisivo , senza temi particolarmente orecchiabili, e pure senza i campionamenti ambientali accattivanti di una volta. Oltre a un gameplay davvero poco interessante, “Mario Sports Mix” soffre anche di una monotonia e di una pochezza contenutistica difficilmente riscontrabile nei giochi moderni. Offline potremo solo partecipare ai tornei contro la CPU, peraltro settata su un livello di difficoltà davvero basso, per sbloccare gli extra cui si accennava all’inizio. A salvare dalla piattezza ci pensa il gioco online grazie alla Wi-Fi Connection . Il buon numero di avversari e l’assenza di lag nelle partite da noi giocate in rete salvano la longevità generale del titolo.

Chiudendo la riflessioni introduttive

Che “Mario Sports Mix” non ci abbia convinto era facilmente intuibile. Il tonfo qualitativo di Nintendo è facilmente spiegabile, quando si arriva a affidare un titolo dedicato alla mascotte più importante e rappresentativa a un team esterno, ultimamente di dubbia affidabilità, la situazione, di per sè rischiosa, finisce per spiegarsi da sola L’impressione è che Nintendo si sia quasi svincolata, con notevole disinteresse, dallo sviluppo videoludico di nicchia. La mancanza di cura rispetto agli (alti) standard del passato è l’esempio lampante, come la mancanza di alcuni dettagli essenziali. Una sintesi errata della nuova filosofia Nintendo: la diversità del pubblico di riferimento non giustifica, di certo, un lavoro poco accurato.

Conclusioni

“Mario Sports Mix” più che una delusione è una triste conferma. Difficile salvare qualcosa da quello che può essere definito senza troppi patemi la peggior produzione legata a Mario dal 3D in poi. La scelta di affidare Super Mario a un team esterno non specializzato in produzioni sportive come Square-Enix è stata ben poco saggia. Gameplay piatto, controlli superficiali e imprecisi… perfino tecnicamente non si arriva oltre a una stiracchiata sufficienza. La longevità in single player, di per sé non proprio il punto di forza del genere, risulta di fatto inesistente, e alcune dissennate scelte di game design, la telecamera e la selezione personaggi in primis non aiutano affatto. A salvare l’incolumità del disco da aggressioni di utenti annoiati, o arrabbiati, ci pensa un buon l’online, senza lag e affrontabile anche in due. Una buona componente online in un gioco, a tratti, difficile da giocare: una sorta di paradosso, una clamorosa beffa dopo anni di mancati capolavori proprio per questa mancanza. Non può essere sufficiente un gioco basato su quattro discipline senza alcuno spessore e che non possiede troppe carte per interessare o divertire l’utente a lungo.

CI PIACE

_ C’è Super Mario
\n_ Online ben realizzato

NON CI PIACE

_ Gameplay inconsistente e inqualificabile
\n_ Meno profondo di qualsiasi Mario Party
\n_ Tecnicamente scialbo e senza identità
\n_ Longevità in single player inesistente

5.8Cyberludus.com
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Redazione
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