E’ tempo di fantasy

Quello degli action/adventure è un genere in continua evoluzione: da sempre, programmatori di tutto il mondo intavolano idee e progetti per creare prodotti innovativi, carichi di temi avvincenti, grafica pompata e gameplay rivoluzionari. Ma esistono anche le avventure “diverse”, quelle esperienze di gioco uniche, che nascono per essere vissute come se stessimo per leggere un libro piacevole. L’universo videoludico vanta perle rare e preziose, come la serie Zelda , l’incompreso Okami , ed i più celebri I co e Shadow of The Colussus , in cui la storia e l’atmosfera rappresentavano pura poesia.

In attesa di The Last Guardian , questo Natale il team Game Republic ha pensato di regalare ai giocatori un’avventura all’insegna dell’amicizia: Majin and the Forsaken Kingdom . Saranno riusciti i programmatori a partorire un nuovo prodotto di nicchia per chi preferisce le favole alle sparatorie? Scopriamolo insieme.

Un amico speciale

C’era una volta un magnifico regno incantato, sul quale però l’Oscurità aveva posato i suoi avidi occhi, conquistandolo e trasformandolo radicalmente, riducendolo in schiavitù e in rovina. Solo un uomo si è fatto avanti per salvare la situazione e riportare tutto com’era prima: un giovane ladruncolo di strada.

Questa premessa è solo un piccolo assaggio della atipicità di questo titolo: niente cavalieri e guerrieri senza macchia e senza paura. Qui gli eroi sono il furfante Tepeu e Teotl , un gigante di pietra, o più precisamente un Majin . I Majin sono dei guerrieri dotati di poteri straordinari, e Teotl rappresenta l’unica speranza per salvare il regno. Una volta liberato dalla sua prigione, il gigante buono e Tepeu inizieranno la loro avventura e contemporaneamente a coltivare la loro amicizia.

Il duo funziona a meraviglia e vede l’alternarsi della determinazione e del sarcasmo di Tepeu con l’ ingenuità e la simpatia di Teotl, tanto dolce quanto letale con i nemici.

La storia, raccontata attraverso pregevoli sequenze in stile fumettoso , non è semplice ma coinvolgente, caratterizzata non solo dall’amicizia, ma anche dalla diatriba tra bene e male raccontata attraverso due personaggi divertenti e da animali parlanti, che non possono non strappare più di un sorriso.

Un regno senza tempo

La prima cosa che cattura, una volta entrati nel misterioso mondo di Majin, è senza dubbio l’atmosfera: il design dei livelli e dei personaggi è ispirato alle favole orientali; giardini ricchi di corsi d’acqua e alberi di ciliegio e castelli in rovina pieni di marchingegni da attivare sono solo alcuni esempi dei livelli che attendono il giocatore, che vedrà l’alternarsi della notte e del giorno in tempo reale. Il sistema di illuminazione funziona bene e sfoggia scorci di mattinate assolate e serate al chiaro di luna, in un cielo ricco di stelle cadenti e nuvole dalle forme curiose. Azzeccata anche la scelta dei colori brillanti, che rendono il risultato volutamente esagerato, passando dal giallo canarino al verde intenso e al bluastro, a seconda dello scenario e del tempo. I nemici finiscono per ripetersi livello dopo livello e ricordano non poco quelli di Prince of Persia del 2008 in cell shading . Se il design dei livelli e (dei protagonisti) sono realizzati ottimamente, lo stesso non si può dire per l’engine grafico non proprio attuale. Analizziamo la versione Ps3 utilizzata per questa recensione: i poligoni di ogni scenario sono troppo pochi per rendere giustizia all’atmosfera e le texture sono di bassa qualità e ricordano, in certi frangenti, le prime produzioni next gen . Il doppiaggio in italiano svolge bene il suo lavoro: il problema di fondo sta nel copione del gigante Teotl, che ripete praticamente le stesse cose ogni qualvolta lo si interpelli. Ottima la colonna sonora, che immerge egregiamente nello spirito del gioco, soprattutto durante le fasi di esplorazione degli ambienti.

Io sono la mente, tu la forza

Il gameplay del titolo prodotto da Namco-Bandai , si basa essenzialmente sulla stretta, anzi indispensabile, collaborazione tra i due protagonisti della storia. Tepeu è abile nel nascondersi e nell’avanzare in maniera silenziosa lungo gli ambienti: non a caso, parecchi livelli si basano su vere e proprie sezioni stealth , in cui il giovane ladro dovrà sgattaiolare a carponi mentre i nemici pattugliano la zona, ma potranno essere sorpresi e attaccati alle spalle con una mossa istantanea dal giocatore. Il nostro ladro maneggia anche una sorta di bastone magico, ma farlo combattere da solo equivale a morte quasi certa. Entra qui in ballo il Majin, che quando si tratta di sollevare o distruggere macigni, spaccare muri e le teste dei nemici, mette da parte il suo lato “coccoloso”. Il gigante è controllato dalla IA, ma il giocatore può richiamare un semplice menu in tempo reale, con il quale impartire ordini specifici: si va dal semplice “Avanza” e “Fermati” ai più richiesti “Attacca” e “Distruggi”. Nonostante l’apparente rigidità degli ordini, il Majin agisce anche di testa propria; se da un lato questo pregio sarà fondamentale, dall’altro potrebbe causare non pochi problemi in alcune situazioni, come ad esempio quando il gigante si ostinerà a combattere nemici lontani mentre il ladro si ritrova altrettanto accerchiato e senza via di scampo. Sarà saggio quindi stare attaccati al proprio partner, anche perché insieme potranno sviluppare delle combo per avere la meglio sui cattivi.

Nel corso dell’avventura le abilità di Tepeu ed il rapporto con Teotl aumenteranno e di conseguenza anche l’unione delle loro forze in combattimento. Bisognerà però fare attenzione alla salute dei protagonisti: per quella del giovane basterà avvicinarsi al gigante, che lo medicherà istantaneamente; per il Majin saranno necessari i fiori che troverete lungo il cammino. Inoltre sarà importante raccogliere altri oggetti, come i frutti per i poteri del gigante e i frammenti dei ricordi per Teotl.

Combattimenti ed esplorazione saranno accompagnati dalla risoluzione di ingegnosi enigmi che richiederanno la collaborazione di entrambi i protagonisti. In alcune sessioni, purtroppo, la scarsa precisione dei controlli sarà oggetto di frustrazione. Il giovane ladro infatti ha qualche difficoltà nei salti, inconveniente che potrebbe farvi ripetere più e più volte determinate sessioni.  Rimanendo in tema, le fasi di backtracking attanagliano questa produzione, poiché dovrete ripercorrere parecchie zone inizialmente inaccessibili.

I nemici, che non sono parecchio ostici ma nemmeno facili da abbattere, ritorneranno in ogni locazione appena abbandonata. Interessanti gli scontri con i boss, in cui l’ingegno verrà prima della forza bruta.

Ottima la longevità complessiva che risulta sopra la media rispetto ai titoli simili in commercio.

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Conclusioni

Majin and the Forsaken Kingdom è stato uno dei titoli più attesi di fine 2010 per le grandi aspettative che lo circondavano. Ma la somiglianza con avventure senza tempo come Ico è purtroppo solo marginale. Se da un lato la trama deliziosa e il design dei livelli richiama alla memoria racconti incantati e favole perdute, dall’altro il gameplay macchinoso e ripetitivo ed un comparto tecnico sotto la media, esiliano questo prodotto tra i “successi mancati” . Un vero peccato, perché il titolo Ninja Theory di potenziale ne ha davvero tanto. Fatta questa premessa, il gioco rimane comunque un’esperienza da assaporare, a patto di chiudere un occhio su qualche magagna tecnica per lasciarsi coinvolgere completamente dalla magia e dall’atmosfera.



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CI PIACE

Atmosfera molto curata e coinvolgente
I protagonisti sono divertenti
La collaborazione tra i due funziona..

NON CI PIACE

..ma non sempre bene nei combattimenti
Backtraking a volte seccante
Comparto tecnico sotto la media
Controlli di Tepeu non sempre precisi

8Cyberludus.com
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