Se Nintendo Wii ha avuto qualche merito dal punto di vista della “riscoperta dei generi”, questo sta sicuramente nell’aver resuscitato il sottostimato genere dei “rail shooter”, sparatutto su binari, dove il nostro compito sarà solo quello di sparare su schermo a tutto (o quasi) ciò che si muove. In realtà non è esattamente così semplicistico, ma di certo è una tipologia di gioco che fa dell’immediatezza il proprio cavallo di battaglia. Le costose periferiche simil-pistola, che forse hanno fatto davvero un po’ di breccia solo su Dreamcast, hanno sempre scoraggiato gli sviluppatori e gli acquirenti, per via del costo aggiuntivo da sostenere per poter giocare (specialmente in cooperativa) e per la breve durata fisiologica dei giochi stessi. Insomma, è proprio il caso di dirlo, il gioco non valeva la candela. Ora, grazie al Wiimote, che fornisce “nativamente” una tecnologia simile a quella di una periferica pistola (a essere precisi più simile a un puntatore di un mouse, ma l’effetto è lo stesso), la tendenza s’è invertita e moltissimi sparatutto su binari si sono affacciati su Nintendo Wii, con fortune alterne. Se gli exploit sono sicuramente firmati Capcom e Sega, la prima con i due titoli dedicati a ‘Resident Evil’ e la seconda con i porting dei due ‘House of Dead’ (usciti per Dreamcast) e dell’eccellente capitolo ex-novo “HOTD: Overkill”, anche altre case hanno saputo dire la loro. Oggi analizziamo ‘Western Heroes’, fatica di Neko Entertainment, che ha scelto di ambientare il gioco nell’ambientazione Far West, che sta pian piano tornando di moda.

Il cattivo Molina e l’ennesima rilettura steampunk

Avremo a disposizione quattro possibili eroi, piuttosto diversi tra loro: la pistolera Chava; il classico cowboy, chiamato Jesse (si, proprio come il celebre criminale del West, Jesse James); il caporale Jake; l’indiano Qualetaqua. Una volta scelto chi impersonare, l’avventura comincerà con una corsa contro il tempo all’inseguimento di di un treno. Subito capiremo che su quella locomotiva è presente una bomba inventata dal dottor Molina, scienziato pazzo di turno, che intende radere al suolo l’intero West: i nostri, con tutti i mezzi a disposizione, dovranno impedirlo. Questo significherà andare su e giù per il West alla ricerca di Molina, passando dai Saloon ai villaggi indiani, per fermarlo. La trama, come prevedibile e standard per giochi del genere, è appena accennata. Un discorso a parte lo merita la scelta di caratterizzazione dell’ambientazione: come i più attenti avranno notato leggendo la trama, la sola presenza di una bomba e di uno scienziato stona non poco con la tradizione cinematografia (e non) sul Far West. Nel gioco è presente, infatti, una commistione degli elementi appartenenti al filone steampunk, ovvero riletture di determinati periodi storici con la sostituzione tecnologica del vapore al posto di quella elettrica: dal braccio meccanico di Molina fino ai giganteschi macchinari a vapore che distruggeremo sul nostro cammino… Davvero un film western diverso dal solito! Se da una parte si tratta sicuramente di un’operazione coraggiosa, dall’altra i fan del western tradizionale apprezzeranno molto poco questa rilettura.


In quattro si spara meglio

E’ difficile aspettarsi innovazioni in uno sparatutto binario e “Western Heroes” non fa eccezione. Il puntatore su schermo si comporta al solito in modo molto affidabile, mostrando ancora una volta la naturale predisposizione del Wiimote per questo genere videoludico. A differenza di altri esponenti del genere, la ricarica non sarà affidata allo scossone del Wiimote (come avviene per esempio negli ‘House of Dead’) ma con il tasto A. Questa scelta si rivela piuttosto scomoda, in quanto relativamente lontano da premere, ma dopo un po’ ci faremo l’abitudine. Anche nei menu la tendenza cambia: il grilletto con cui spareremo, al solito il tasto B, sarà il tasto che utilizzeremo per confermare ogni nostra scelta (come se si “sparasse” per confermare) mentre normalmente viene utilizzato il tasto A. Escludendo questi dettagli, il gioco rimane molto classico: oltre alle sparatorie sommarie a “tutto ciò che si muove su schermo”, giocando in cooperativa troveremo sezioni “individuali” durante la campagna. Un giocatore per volta sarà chiamato a sparare contro i nemici che arriveranno, senza che l’altro utente possa intervenire. Molto interessante la possibilità di giocare la storia in contemporanea fino a quattro giocatori, una cosa inusuale per la categoria (di solito limitata a due giocatori), che va a influire anche sulla longevità di gioco.

Aspetto tecnico e longevità

Lo stile grafico di “Western Heroes” mostra subito che il gioco è indirizzato a un pubblico molto giovane, con colori vivaci e modelli poligonali che si ispirano al cel shading. La caratterizzazione dei personaggi lascia un po’ a desiderare – sono davvero troppo stereotipati – anche se non li vedremo praticamente mai durante il gioco, quindi non pesa moltissimo sulla valutazione complessiva. Gli scenari si sono rivelati piuttosto spogli e, soprattutto, quasi privi di interazione: questa mancanza quasi totale lascia molto l’amaro in bocca e diminuisce il potenziale divertimento. Il frame-rate durante le sequenze in cui correremo perde colpi, anche se non intacca il gameplay. Il sonoro si dimostra piuttosto anonimo, con un solo ossessivo tema principale, con tanto di gingle ripetitvi e ipnotici, e manca completamente il doppiaggio dei personaggi, totalmente in silenzio. Se dal punti di vista tecnico la situazione non è esattamente spettacolare, la longevità del gioco se la passa un po’ meglio. La storia sarà completabile in una manciata di ore, cosa scontata per questo genere di giochi, e il livello di difficoltà si attesta su livelli piuttosto blandi. Qualche occasione di rigiocabilità è data dal record dei punteggi in ogni livello, da fare esclusivamente in singolo, in quanto in cooperativa i giocatori finiranno col dividersi i punti disponibili. Avanzando di livello sbloccheremo, poi, dei minigame, da affrontare anche in cooperativa, che possono offrire un’opportunità divertente per sfidare gli amici.

Winchester Bundle

Il gioco viene venduto in bundle con una periferica simile alla Zapper di Nintendo: si tratta di una riproduzione del celebre Winchester, fucile celebre nell’epoca del Far West. E’ possibile inserire all’interno della periferica sia il Wiimote che il Nunchuk (quest’ultimo con qualche difficoltà legata al cavo), in modo da utilizzare l’accessorio anche in altri giochi compatibili con la Zapper. Relativamente pesante, per dare l’impressione del fucile, questo Winchester risulta un valore aggiunto per il gioco, non tanto in termini di gameplay, sostanzialmente identico, quanto per immedesimazione. Chicca degna di nota è la ricarica, pensata come nel fucile originario.

Conclusioni

“Western Heroes” si dimostra un gioco dignitoso, che raggiunge in pieno la sufficienza. Nonostante tecnicamente non rappresenti certo uno standard, né rivoluzioni in alcun modo alcun chè, il prodotto di Neko Entertainment svolge il suo compito in modo corretto e centra il target di riferimento, ovvero i nostri fratellini più piccoli o i nostri figli. Si tratta, inoltre, di buon prodotto per famiglie: la parte del leone, infatti, è data dalla modalità cooperativa per quattro giocatori. Il bundle con il Winchester è un gustoso valore aggiunto al gioco.

CI PIACE

– Divertente per tutta la famiglia
\n- Storia giocabile in 4
\n- Bundle con il Winchester

NON CI PIACE

– Grafica e caratterizzazione scialbe
\n- Sonoro quasi inascoltabile
\n- Non troppo longevo
\n- Banalità diffusa

6.2Cyberludus.com
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