L’anno scorso abbiamo avuto l’occasione di incontrare un nuovo amico: sul doppio schermo del Nintendo DS ha trovato casa Maxwell lo scribblenaut, un ragazzino intraprendente in possesso di un taccuino magico capace di materializzare tutto ciò che viene scritto su di esso. Grazie a questo quaderno, Maxwell è riuscito a recuperare tutti gli stariti, degli strani manufatti a forma di stella, presenti nel suo mondo. Ora il suo obiettivo, però, è molto più ambizioso: ora Maxwell punta alle stelle! In “Super Scribblenauts” il giocatore ritorna ad accompagnare Maxwell nella sua avventura, attraversando il firmamento con un taccuino ancora più potente, capace di comprendere e materializzare non solo i nomi ma anche tutti i loro possibili aggettivi!

Il parco giochi degli esperimenti

Il primo impatto con “Super Scribblenauts” è esattamente identico a quello del primo episodio: Maxwell è raffigurato all’interno di un palco e il giocatore può controllarlo liberamente e può scegliere di materializzare a piacimento tutti gli oggetti che desidera, nel limite del metro indicato sullo schermo superiore. Questo è il momento migliore per prendere confidenza con i controlli del gioco e con le incredibili potenzialità del taccuino di Maxwell! A differenza del primo episodio, ora il giocatore può scegliere di controllare il protagonista mediante la croce direzionale, utilizzando lo stilo per la gestione della telecamera. I movimenti e le collisioni di Maxwell, forse il più grosso dramma dell’episodio originale, sono stati rifiniti: ogni movimento, ora, si concluderà senza il benché minimo scivolone e tutti gli oggetti toccheranno i loro obiettivi con una precisione prima impensabile. Attivando il taccuino, il giocatore può scrivere una singola parola, restando nell’ambito degli elementi concreti, e far seguire ad essa un numero elevatissimo di aggettivi: l’oggetto che si materializzerà avrà tutte le caratteristiche selezionate o utilizzerà tutte quelle che non saranno causa di contraddizioni. La regola principale per gli aggettivi è una sola: si possono usare solo attributi di una parola; non funzionano, quindi, gli attributi composti come ‘a righe’, ‘a pallini’, ecc. ecc. ma non esiste nessun problema nell’utilizzo di superlativi o altri modificatori (ad esempio, scrivendo ‘Macchina a righe’ apparirà una semplice auto, scrivendo ‘Macchina velocissima’ si paleserà un’auto più potente delle altre). La modalità ‘Parco’ rappresenta, probabilmente, la parte più affascinante di tutta l’esperienza di “Super Scribblenauts”: la fantasia è l’unico ostacolo e insieme il mezzo definitivo per riuscire a ricreare delle ambientazioni divertenti, surreali, dove tutto può succedere e ogni possibile scenetta può prendere vita, scatenando la nostra immaginazione oltre ogni limite.

Esploriamo il cielo notturno, armati di ingegno e inventiva!

La nuova modalità per il giocatore singolo si compone di dodici costellazioni, ciascuna delle quali è costituita da un numero che va dai dieci ai dodici livelli, per un totale di circa 130 livelli. Di queste dodici costellazioni, dieci sono dedicate ai puzzle e alle soluzioni di ingegno, due, invece, richiamano i livelli di tipo ‘azione’ presenti nel primo episodio, dove l’unico scopo è recuperare uno starite posto sullo schermo fin dall’inizio, in condizioni disastrate. A seconda della loro struttura, i livelli ‘puzzle’ si dividono in ‘livelli classici’ e ‘livelli aggettivo’: nei primi di questi, le parole senza attributi saranno più che sufficienti per raggiungere i propri scopi; nei secondi, invece, sarà necessaria una maggiore dose di intelletto, trovando la combinazione idonea di parole e aggettivi per superare l’avversità del momento. Una volta che l’inghippo è stato risolto, Maxwell potrà recuperare lo starite e una nuova stella apparirà all’interno della costellazione: man mano che le nuove stelle illumineranno il cielo faranno capolino sempre nuove costellazioni, e una volta completate queste ultime esse diventeranno dei disegni, che andranno a decorare il cielo notturno mentre il giocatore si avvicina all’obiettivo finale, accumulando successo dopo successo. In moltissime occasioni, il giocatore potrà guadagnare degli ollari, la valuta del mondo di ‘Scribblenauts’: grazie agli ollari, il giocatore potrà acquistare diversi avatar (per un totale di 50), i quali potranno essere utilizzati, a mero scopo estetico, al posto del normale sprite di Maxwell. Da questo episodio, gli ollari possono essere utilizzati anche per acquistare dei suggerimenti, molto simili a quelli acquistabili nella serie ‘Professor Layton’ con l’ausilio delle monete aiuto: questi suggerimenti contengono delle informazioni lessicali, utili per completare il puzzle in corso seguendo le linee guida. In tutto questo processo, tuttavia, si nota una piccola vena di disequilibrio: i suggerimenti, purtroppo, non lasciano nulla di nascosto o di supposto ma si limitano a fornire, la maggior parte delle volte, la soluzione completa dell’enigma. Il gioco, così, si trasforma in un viaggio estremamente semplice e vi troverete a viaggiare per tutte le costellazioni nel giro di ben poche ore e senza il minimo sforzo… Anche se in realtà, un motivo per sforzarsi c’è eccome, ma non riguarda la nostra capacità di ragionamento…

Essere schematici non è un pregio

Spesso e volentieri, nello “Scribblenauts” originale, capitava di andare incontro ad alcuni problemi relativi alla scelta e all’utilizzo dei vocaboli all’interno dei puzzle: il gioco aveva in antipatia tutti i sinonimi e molte situazioni potevano essere risolte solo grazie a parole estremamente precise. Ora provate a immaginare lo stesso problema, solo riproposto con il doppio della sua precedente entità: gli aggettivi, che tornano utili per le fantastiche e folli avventure nel parco, diventano, nella modalità in singolo, un vero e proprio strumento di tortura, capace di far perdere la pazienza anche al più calmo dei giocatori. In moltissime occasioni, la soluzione dell’arcano richiede una combinazione di aggettivi precisa o un attributo estremamente specifico: il gioco si fregia di una nuova, maligna schematicità, la quale rischia di rovinare l’esperienza di gioco in tutto il suo insieme. L’esempio più grave risiede nell’aggettivo ‘maculato’: un quiz richiederà la creazione di un oggetto a pallini ma, sapendo già che sia ‘a pallini’ che ‘a pois’ non possono funzionare, al giocatore non resta che utilizzare l’aggettivo ‘maculato’, così come suggerito dagli stessi aiuti acquistabili tramite gli ollari… Peccato che il gioco non conosca affatto, e sembra una vera e propria contraddizione, l’aggettivo ‘maculato’: è vero, esistono altri sinonimi, ma sono decisamente più di nicchia e non tutti, specie i più giovani, potrebbero conoscerli o ricordarseli, se non dopo lunghissimi ragionamenti. Per fortuna, la funzione di editing e creazione dei propri livelli, grazie alla quale possiamo costruire le nostre avventure utilizzando tutte le strutture ludiche che la modalità in singolo offre, sfrutta gli aggettivi alla grande: grazie alla stessa fantasia protagonista della modalità ‘parco’ si potranno creare livelli complessi, a volte più complessi di quelli proposti dagli stessi programmatori, i quali potranno essere condivisi con altri giocatori. Presente, per quanto abbastanza di sfondo, un sistema di bonus (obiettivi in tutto simili a quelli dei giochi per le console casalinghe) che permette di guadagnare più velocemente un bel po’ di ollari portando a compimento alcune missioni o facendo comparire determinati numeri e classi di oggetti.

Conclusioni

“Super Scribblenauts” prende il suo predecessore e ne riconosce tutti i difetti. Poi decide di muoversi in due direzioni: la prima, sensata, vede la correzione di alcuni di questi; la seconda, insensata, ne vede l’amplificazione. Il sistema di controllo, la modalità ‘Parco’ e l’editor di livelli offrono alcune delle esperienze più intriganti e complete su Nintendo DS. La modalità per il giocatore singolo, invece, si rivela trascinata, poco curata e poco fantasiosa, oltre ad essere a tratti frustrante e svilente, in completo controsenso con la filosofia stessa del prodotto. Perché donarti tutte queste possibilità per non fartele sfruttare? E’ come avere tra le mani tutte le opportunità del mondo e avere dei limiti nel poterle esaurire, spolpare… vivere… Maxwell ritorna, è nuovo, grande, bello, affascinante… ma anche sbadato, e nella sua sbadataggine inciampa in ostacoli linguistici poco piacevoli.

CI PIACE

– Supporta tantissimi aggettivi!
\n- I controlli sono stati corretti e ora funzionano al meglio
\n- La modalità ‘Parco’ offre un divertimento davvero spensierato
\n- Editor di livelli migliorato e completissimo

NON CI PIACE

– Gli aggettivi, purtroppo, sono un arma a doppio taglio e sono più facili da gestire in altre lingue…
\n- Alcuni livelli sono troppo schematici
\n- Un dizionario interno avrebbe fatto comodo
\n- Talvolta i suggerimenti distruggono la sfida

7.3Cyberludus.com
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