Secret Maryo Chronicles è un platform ispirato, come i più attenti noteranno sin dal titolo, al più famoso Super Mario di Nintendo. Per chi non lo avesse mai giocato (ma dove vivete?) si tratta di una tipologia di gioco il cui obiettivo da raggiungere è quello di portare il proprio personaggio al termine di un determinato livello saltando da una piattaforma all’altra, collezionando monete e eliminando, o evitando, i nemici presenti sul nostro cammino.

Tra i power-up presenti in questa avventura ritroveremo alcuni classici : il fungo rosso , che trasformerà il personaggio in Maryo Grande, che resisterà fino a due attacchi nemici, il fiore che permetterà di sparare palle di fuoco, il fungo verde che aggiungerà una vita e infine la stella , che ci renderà invulnerabili per un limitato periodo di tempo. Sono presenti anche power-up più giovani, ispirati alle nuove avventure dell’idraulico Nintendo (come New Super Mario Bros per Nintendo DS e Wii, e i due Mario Galaxy per lo stesso Wii). Presenti all’appello quindi anche il fungo di ghiaccio , che ci darà l’abilità di congelare i nemici sparando palle di neve; il fungo fantasma , che renderà Maryo invisibile ai nemici e potrà farci interagirà con i blocchi nascosti nel livello, che spesso sveleranno la presenza di aree bonus ricche di monete; il fungo velenoso , una sorta di power-down, che per Maryo equivarrà a un colpo subito da un nemico, facendolo tornare piccolo nel caso in cui fosse equipaggiato un power-up, come il fungo rosso, o addirittura uccidendolo nel caso il personaggio si trovi nella “forma base”. Nel gioco sono presenti cinque mondi, a loro volta composti da vari livelli, e ci si può spostare da un mondo all’altro attraverso una mappa, che ricalca lo stile di Super Mario Bros 3 e Super Mario World.

Il gameplay è ben fatto, anche grazie all’aver basato lo stesso sulle consolidate meccaniche di platform di successo , con riferimento speciale ai Super Mario bidimensionali. Poco affidabile il salto in corsa di Maryo, a volte incontrollabile, che richiederà un po’ di pratica. Tra le note positive abbiamo Rokko , uno dei nemici che affronteremo. Rokko è un gigantesco proiettile, che ci verrà scagliato verso di noi, e contro il quale l’unica difesa sarà abbassarsi o scappare. In alcuni livelli comparirà talmente spesso che dovremo cambiare tattica di gioco per evitare di essere uccisi ad ogni passo. Tra i nemici sono da segnalare anche delle specie di “meduse incorporee”, che vagheranno per i livelli e che, pur muovendosi solo in orizzontale o verticale, complicheranno notevolmente anche le operazioni più semplici, come saltare un burrone. I power-up, come da tradizione, svolgeranno al meglio il loro compito, variando il gameplay e rendendo ogni livello interessante. Il gioco supporta sia la tastiera che il gamepad, i cui tasti sono riconfigurabili da menu. I controlli via pad sono ben studiati, una variabile non scontata nell’universo Linux ; unica nota stonata l’impossibilità di navigare i menu di gioco, accessibili solo via mouse e tastiera. Da segnalare l’opportunità, tramite il tasto F8, di accedere a una sorta di “apoteosi del cheating” : apparirà un editor che ci permetterà di modificare i livelli, spianandoci così la strada. Nonostante la mancanza di innovazione e personalizzazione, la giocabilità di Secret Maryo Chronicles si dimostra comunque soddisfacente e ben realizzata.

Non si può essere altrettanto soddisfatti del design dei livelli: in quelli più lunghi si sente la mancanza di un checkpoint che ci permetta di ricominciare da metà strada. Incontreremo livelli poco bilanciati, composti da una prima parte lunga e noiosa e da una seconda parte molto difficile, e prima di apprendere come superare l’ostacolo, saremo colpiti dalla frustrazione di dover ripercorrere tutto il livello. E’ un po’ come trovarsi di fronte a una persona noiosa che, prima, ci parla per mezz’ora della filosofia tedesca dell’ottocento e, poi quando meno te l’aspetti, ci accoltelli. Per evitare di venire “accoltellati”, potremo anche scegliere di salvare in ogni momento, a costo di 3000 punti, che verranno decurtati dallo score totale. Il sacrificio del nostro score sarà di certo ben accetto rispetto alla frustrazione provocata dalla continua ripetizione dello stesso percorso.

Anche la grafica della World Map , che rappresenta grossomodo il tipo di ambientazione che andremo a affrontare, è totalmente incoerente rispetto contenuto dei livelli stessi. Per esempio in uno dei livelli del primo mondo guardando la mappa avremo l’impressione di affrontare un percorso ambientato in un lago mentre, in realtà, una volta in gioco scopriremo di essere su una montagna, con tanto neve e burroni. Nel World 2 non è stato nemmeno fatto lo sforzo di disegnare una World Map comprensibile, per non parlare di World 3 e 4, le cui mappe probabilmente sarebbero state migliori anche se disegnate da un bambino di otto anni, con il Paint a 16 colori. Nella grafica di gioco le cose migliorano, anche se i troppi gradienti danno ai fondali un aspetto patinato irreale perfino per un cartone animato. Inoltre lo sfondo risulta troppo spesso saturo e confuso, con il rischio di distrarre il giocatore, oltre ad essere monotono e ripetitivo. L’aspetto dei nemici, anche se ben realizzati, è incoerente. Nella maggior parte dei casi saranno “piatti”, senza né ombre nè luci, come Maryo stesso e le tartarughe ispirate ai Koopa , mentre in altri è riscontrabile una maggiore cura, con ombreggiature, trasparenze e alcuni addirittura realizzati in tre dimensioni. La causa di questa discontinuità è probabilmente dovuta al grande numero di artisti che si sono succeduti negli anni: in mancanza di una linea artistica condivisa , gli sviluppatori e i disegnatori sono andati a ruota libera. L’aspetto di Maryo, come accennato su, è un altro punto dolente: a peggiorare le cose noteremo pochissima differenza tra Maryo Grande e il Maryo Piccolo, creando una confusione che potrebbe persino portarci a perdere delle vite. Inoltre è incredibile che, nel terzo millennio, un personaggio giocante disponga di soltanto tre animazioni durante la corsa (riassumibili con “piede su” , “piede a mezz’aria” e “piede giù” ). Infine, stona molto il volto del personaggio stesso, su cui è disegnato un persistente, oltre che ingiustificato e irritante, sorriso a trentadue denti. Gli effetti sonori sono gradevoli, e di norma adatti alla situazione. Alcuni campionamenti sonori sono letteralmente rubati dal più famoso Mario, come il motivetto della morte del personaggio. Alcuni suoni purtroppo non sono stati ben scelti (lanciando una palla di neve ascolteremo un’improbabile arpa!), ma per fortuna si tratta di una minoranza. Spiace constatare che praticamente tutta la colonna sonora risulti copiata, e in alcuni casi in malo modo, dai classici del passato, assomigliando talvolta più a un affronto che a un omaggio.

L’assenza totale di trama si farà pesante con l’avanzare del gioco. Con l’alternanza di livelli difficili e livelli noiosi inizieremo a porci domande ontologiche, come chi siamo o perché stiamo facendo tutto questo. Non avremo alcuna damigella da salvare né un cattivo da annientare, non potremo far altro che iniziare a pensare che il buon Maryo sia stato abbandonato su un’autostrada all’inizio del gioco, e che tutto questo peregrinare serva a fargli ritrovare la strada di casa, vagabondando ovunque. Il travagliato sviluppo del gioco è probabilmente la causa dei suoi maggiori difetti. Nato come fan-game, cioè volendo ricreare l’aspetto e gli ambienti di un classico Super Mario, il progetto è rimasto fino a qualche tempo fa persino con l’omonimo personaggio come protagonista. Nel tempo gli autori hanno cercato di differenziarsi, modificando la grafica e introducendo nuovi elementi di gioco, ma troppi artisti si sono succeduti, ognuno con il proprio stile, generando spesso solo confusione. Questa evoluzione è ancora in corso e, in base alle dichiarazioni, verrà ultimata con la versione 2.0 del gioco, che promette di essere completamente indipendente, con una trama e personaggi propri. Inutile dire che vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Conclusioni

In definitiva, Secret Maryo Chronicles è un gioco carino, gli sforzi per differenziarlo dalla saga Nintendo sono visibili ma molte ingenuità, derivanti dalla mancanza di una visione unitaria del progetto, ne compromettono il valore globale. I livelli accusano uno scarso testing, trasformando spesso la sfida in frustrazione, facendo aumentare la voglia di abbandonare il gioco. I fan di Super Mario probabilmente vorranno vendicarsi con chi ha composto la musica, soprattutto quella del menu, ma tenendo duro riuscirete a passare in modo alternativo alcune ore.


Comodità installazione: ottima

Il gioco è incluso nei repository “universe” di Ubuntu, già impostati nell’installazione base: basterà solo aprire l’Ubuntu Software Center e cercare il titolo tra i giochi. Se vorremo installare anche la musica di sottofondo sarà necessario spuntare “Add-on: music” nella scheda di riepilogo di installazione.

Articolo scritto da Giuseppe D’Aquì

CI PIACE

Buon gameplay
\nPad ben supportato

NON CI PIACE

Livelli mal strutturati
\nGrafica incoerente
\nElementi copiati male da giochi più famosi

6Cyberludus.com
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