Correva l’ormai lontano 17 Giugno, con l’estate alle porte era in corso uno degli eventi videoludici più importanti dell’anno: l’E3 2010. In un 2010 nel quale alla parola ‘Kingdom Hearts’ viene spontaneamente associato “Birth By Sleep” , Square-Enix sorprese non poco quando annunciò “Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance” . E’ un gioco della serie inaspettato, da tempo ormai i fans attendono con fremito solamente “Kingdom Hearts III”: le parole di Nomura lo classificavano di seguito ai tre episodi per portatili (“Coded” – ora mutato in “Re: Coded”, “Birth By Sleep” e “358/2 Days”) annunciati dopo “Kingdom Hearts II”. Ora che tutti e tre sono finalmente sul mercato nessuno avrebbe scommesso 1 centesimo su un ennesimo spin-off. Destinato a rendere ancor più succulenta la line-up del nuovo Nintendo 3DS (come se non lo fosse già abbastanza…), “Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance” è un titolo emblematico, di cui mai si è parlato o accennato prima dell’annuncio; la scelta di tale piattaforma ed un implementazione del 3D nella saga sono poi degli elementi molto interessanti che prospettano una sorta di gameplay rivoluzionario. Nomura è un misterioso, viene criticato perché ama “lanciare il sasso e poi tirare indietro il braccio”, ha parlato tanto di “Kingdom Hearts III” ed alla fine ci ha sorpreso sì aggiungendo un 3 dopo il nome ‘Kingdom Hearts’, ma che sta ad indicare le nuove dimensioni alle quali s’espanderà questa saga.

La storia infinita…?

Se c’è una cosa di cui siamo sicuri è che il futuro di ‘Kingdom Hearts’ ha ancora molto da offrirci: “Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance” è previsto per il prossimo anno, è in sviluppo una versione inedita (denominata Final Mix) di “Kingdom Hearts: Birth By Sleep” e sul fantomatico “Kingdom Hearts III” ci sono ancora una marea d’incertezze dettate da molti rumors, ma siamo sicuri che prima o poi arriverà. Tetsuya Nomura ha dichiarato che i Kingdom Hearts attualmente in sviluppo sono “Birth By Sleep – Final Mix” e, appunto, “Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance”; se sappiamo per certo che il primo si tratta di una versione con contenuti esclusivi del capitolo per PSP, sul secondo si sa ancora poco: si colloca temporalmente dopo “Coded” (nell’articolata storyline della saga, questo episodio s’innesta cronologicamente dopo gli eventi di “Kingdom Hearts II”), probabilmente andrà a rimpolpare quei buchi della trama che servono a collegare meglio il secondo ed il terzo episodio principale; di questo possiamo starne certi in quanto lo stesso produttore ne ha confermato la veridicità accennando ad un “collegamento” con il terzo capitolo . A primo impatto ciò che balza all’occhio della prime immagini rilasciate è il ritorno alle origini di questo gioco: ritroviamo Sora e Riku con sembianze e fattezze identiche a quelle che avevano nel primo “Kingdom Hearts”, inoltre si nota che da sfondo agli screenshots ci sono le locations come la “Città di Mezzo” e “Le Isole del Destino”, luoghi dove iniziò l’avventura di Sora. La cosa più sorprendete è invece vedere un Nessuno (tipologia di nemici introdotti solamente dal secondo episodio) infestare questi mondi, e questo lascia spazio a molti dibattiti ed interpretazioni su cui non staremo a soffermarci: senza ombra di dubbio promette d’approfondire maggiormente una trama di fondo già molto articolata. Tutti questi richiami al passato sono ancora un mistero, ma – a detta di Nomura -, sono fondamentali per la storia dietro questo episodio. Come già successo in “Kingdom Hearts: Chain of Memories” (capitolo d’intermezzo fra il primo ed il secondo Kingdom Hearts, disponibile per Game Boy Advance), potremo controllare sia Sora che Riku , e questa scelta renderà l’esperienza di gioco differente a seconda di quale dei due impersoneremo. Di una cosa invece siamo certi: lo sviluppo di tutta la parte inerente al gameplay è completa, al team di sviluppo ora non spetta altro che entrare in fase di test ed adattarlo al meglio alla console. Le premesse sono buone, non ci resta che attendere e vedere le basi che questo capitolo getterà (si spera) per il terzo episodio conclusivo della saga.

Una trama più che articolata

Al momento non sappiamo nulla ancora sui possibili risvolti che assumerà la trama in questo spin-off, ma sappiamo per certo che sarà un altro tassello fondamentale nel puzzle intricatissimo che è diventata la storia della saga. Per quanto concerne gli eventi intercorsi nell’arco temporale che vanno dall’inizio di “Birth By Sleep” (prequel della saga) fino a “Kingdom Hearts II”, tutto ci è stato chiarito con ben due spin-off d’intermezzo, ma ora finalmente la saga s’è affacciata al futuro: non solo con “Coded” avremo una panoramica ancora più accurata sugli eventi riguardanti il capostipite della saga, ma con “Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance” finalmente daremo un’occhiata al preludio degli eventi che dovrebbero precedere l’attesto terzo capitolo . Dal poco materiale che abbiamo fra le mani possiamo dedurre che non basterà “Coded” a chiarirci gli aspetti sconosciuti riguardo l’inizio dell’avventura: gli screenshots mostrano sia Sora che Riku da ragazzini, come li avevamo lasciati al termine del primo capitolo, nei luoghi che ci accompagnarono nelle primissime avventura nell’ormai epico “Kingdom Hearts”. Inoltre, proprio qui si colloca la principale incongruenza: un Nessuno infesta la piazza della Città di Mezzo, nemico apparso solamente in “Kingdom Hearts II”. Ciò indica la probabile volontà di Nomura di scavare ancora più a fondo nella storia dei Nessuno e che gli eventi narrati in 3″58/2 Days” non sono tutto quello che c’è da sapere . Poi, il “ritorno al passato” già accennato potrebbe proiettarci in una rivisitazione di esso, che incuriosisce parecchio dal momento che (almeno apparentemente) di dubbi e “vuoti” evidenti nella storia di Sora non ce ne sono. Di carne al fuoco ce n’è parecchia, potrebbero prospettarsi risvolte interessanti e colpi di scena inaspettati, non ci resta che attendere.

Orizzonti incerti

La saga “Kingdom Hearts” è sicuramente uno dei massimi apici Square-Enix; dal 2002 ad oggi si è procurata orde di fans, riuscendo ad amalgamare un mix geniale: da una parte l’innata bravura nello strutturare ottimamente un rpg giapponese, frutto di anni ed anni d’esperienza e produzione di capolavori leader del genere, innescati in una trama capace di equilibrare perfettamente profondità, complessità, emotività e divertimento; per non parlare poi dei personaggi tratti dalla pluripremiata serie ‘Final Fantasy’ e gli intramontabili dell’universo Disney. Peccato che negli ultimi anni, come impone il mercato videoludico odierno, si stia sfruttando eccessivamente il marchio per lanciare spin-off su ogni piattaforma e ricavare il massimo profitto con il minimo sforzo . Naturalmente fans che hanno vissuto pienamente il boom di questa saga (io compreso) sperano che non vada a ricalcare le orme della decaduta ‘Final Fantasy’ che ultimamente porta in sé solamente il nome di un capolavoro passato ed inimitabile. Criptico ed eclettico, Nomura non si smentisce mai: basti pensare al fatto che “cadere” è l’aggettivo che ha ritenuto maggiormente appropriato quando gli è stato chiesto quale esperienza ludica offrirà “Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance”. E’ saltato fuori con questo nuovo episodio handheld con capacità 3D deludendo (malgrado il titolo si prospetta intrigante) le aspettative di chi da anni non aspetta altro che “Kingdom Hearts III”, ma ribattendo alle accuse con risvolti molto interessanti legati a questo capitolo. Non c’è ombra di dubbio che Square-Enix stia marciando imponentemente sul brand, uno dei più acclamati dell’intero panorama videoludico, lanciando il quarto spin-off su 6 giochi totali; può darsi che stiano esagerando? Sarà il tempo a dirlo…

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