Esiste una regola non scritta secondo cui un primo episodio di successo porta sempre la serie di appartenenza a diventare una trilogia. Non ci credete? “Il Signore degli anelli”, “Pirati dei Caraibi”, “Matrix”… Senza contare poi “Star Wars” che di trilogie ne vanta ben due! E se guardiamo in ambito videoludico il Corollario dei Tre Episodi si ripropone: “God of War”, “Phoenix Wright”, “Assassin’s Creed”, giusto per citarne alcuni. E così Level-5 , dopo lo strepitoso successo di pubblico e critica dei primi due giochi dedicati ad un simpatico gentiluomo inglese appassionato di enigmi di nome Layton, si è sentita in dovere di portare in esclusiva sugli schermi dei nostri Nintendo DS per la terza volta il Professore, Luke e un’altra avventura che si svolge a ritmo di indovinelli. E’ giunta l’ora (e l’espressione non è casuale) di vedere cosa ha in serbo per noi “Il Professor Layton e il Futuro Perduto” .

Non è tempo per noi

Per quei pochi che sono rimasti confinati tra Giove e Plutone negli ultimi anni, due anni fa la Nintendo pubblicò sulla sua console doppio schermo un gioco nato apposta per touch screen e pennino: “Il Professor Layton e il Paese dei Misteri”, un’avventura grafica molto particolare, sviluppata dallo studio Level-5. Trattasi di un gioco il cui cuore pulsante sono una serie di piccoli indovinelli in perfetto stile “Settimana Enigmistica”, tutti da risolversi con lo stilo del Nintendo DS allo scopo di arrivare a scovare cosa si nasconde dietro i misteri che prendono vita nel villaggio di St. Mystère. Protagonista di questo titolo era appunto il Professor Hershel Layton , un distinto ma affabile archeologo, appassionato di scherma ma soprattutto di enigmi, sempre dotato di un cilindro sulla testa e accompagnato dal suo fido aiutante Luke . Il dinamico duo l’anno dopo si è trovato coinvolto in una seconda avventura, dal titolo “Il Professor Layton e lo Scrigno di Pandora”, in cui stavolta erano alle prese con il mistero relativo ad una scatola che secondo la leggenda uccideva chiunque la aprisse. Anche qui il successo fu enorme, vista la già altissima qualità del primo titolo, riproposta con alcune modifiche volte a potenziarne alcuni aspetti. E così, dato che non c’è due senza tre, Level-5 ha dato vita ad un terzo capitolo, quello di cui ci occuperemo nel dettaglio qui: “Il Professor Layton e il Futuro Perduto” .

Tutto inizia con una lettera recapitata al piccolo Luke. La normalità più assoluta, se solo non fosse che questa missiva giunge da Luke di dieci anni nel futuro. Ecco allora che il giovane si rivolge al suo mentore per risolvere questo mistero, che apparentemente è collegato con la sparizione del Primo Ministro inglese durante un esperimento di una macchina del tempo. Non vi diciamo altro della trama, per il semplice motivo che il comparto narrativo è uno degli elementi più riusciti di questo gioco. La storia è di impatto e coinvolgente, e raccontata in modo sapiente, così da rendere il giocatore sempre più determinato a proseguire la sua avventura. Un’avventura grafica che si rispetti deve avere una trama che catturi, e “Il Professor Layton e il Futuro Perduto” sotto questo aspetto non perde un colpo, anzi, addirittura risulta ancora più efficace dei capitoli precedenti, in quanto non presenta alcuni dei cali di ritmo narrativo che si potevano riscontrare di tanto in tanto. Anche i personaggi sono resi in maniera molto più approfondita, soprattutto i due protagonisti, Layton e Luke, qui indagati in maniera approfondita sia nelle loro personalità che per quanto riguarda il loro passato. In particolare il Professore vedrà sviscerate sia la sua persona che i suoi trascorsi, operazione che gli conferisce uno spessore ancora superiore. In definitiva, la componente narrativa de “Il Professor Layton e il Futuro Perduto” è uno dei fiori all’occhiello di questo titolo e non risulta solo una cornice ad una serie di enigmi, ma ne è parte integrante.

Questione di stilo

Ma passiamo ora al nucleo del gioco, cioè il gameplay. Le fasi come da copione sono due, una “esplorativa” e una di risoluzione degli indovinelli, che di volta in volta ci si pareranno davanti. Per quanto riguarda la prima, come nei capitoli precedenti saremo chiamati a spostarci attraverso diverse schermate singole, in cui saranno presenti personaggi e oggetti con cui interagire per poter accedere ai vari enigmi. Oltre a questi elementi, utilizzando lo stilo è possibile anche scovare nel paesaggio anche le “monete aiuto”, piccoli gettoni che una volta spesi durante la risoluzione di un enigma ci possono dare utilissimi indizi. Una volta interagito con l’elemento giusto (persona o oggetto che sia), accederemo all’enigma di turno. Come di consueto, la prima informazione che ci verrà data è il valore dell’indovinello in picarati, la valuta del gioco: ad un numero di picarati maggiore corrisponderà ovviamente una difficoltà maggiore dell’indovinello (a questo proposito, la difficoltà generale del gioco sembra leggermente calata, ma non mancheranno enigmi in grado di mettere alle strette anche i giocatori più ferrati). Nello schermo superiore troveremo le nostre “istruzioni”, mentre la parte interattiva è ovviamente collocata sul touch screen. Come di consueto, sarà possibile non solo dare la soluzione tramite lo stilo, ma anche utilizzare la funzione “appunti”, con cui potremo disegnare e fare annotazioni al fine di arrivare alla risposta esatta. Questo strumento è ora arricchito dalla possibilità di regolare lo spessore di tratto e gomma e anche utilizzare diversi colori. Qualora fossimo in difficoltà, sarà possibile, come accennato prima, richiedere un indizio spendendo una “moneta aiuto”, fino ad un massimo di tre. Raggiunto il limite, avremo l’opzione di richiedere un “super aiuto” con altre due monete, in pratica trovandoci ad una distanza veramente infinitesimale dalla soluzione. Una volta data quella che è la nostra risposta, qualora sia sbagliata potremo riprovare a risolvere l’enigma, ma questa volta con in palio una quantità di picarati inferiore rispetto a quella iniziale. Questo spinge il giocatore a dover riflettere attentamente prima di rispondere se vuole sbloccare un maggior numero di bonus al termine dell’avventura. Tutti gli enigmi una volta sbloccati sono ripetibili, oltre che abbandonabili (ma solo quelli facoltativi) e riaffrontabili in un secondo momento. Durante la vicenda sbloccheremo anche alcuni piccoli minigiochi, quali una macchinina da poter guidare oppure un album con diversi stickers da poter attaccare e staccare come facevamo da bambini. L’esperienza di gioco, forte di oltre 160 enigmi, risulta quindi ricca e solida come nei capitoli precedenti, con in aggiunta alcuni piccoli elementi che portano una ventata extra di varietà che non fa mai male.

Semplice ed efficace

“Il Professor Layton e il Futuro Perduto” fa bella mostra dello stesso stile che caratterizzava i precedenti capitoli della serie, cioè un semplice look da cartone animato ma molto curato sia per quanto riguarda i disegni che i dettagli di soggetti e animazioni. Le fasi di gioco sono intervallate da cut scenes di ottima fattura, sempre con il medesimo stile grafico, con una fluidità altissima e un taglio prettamente cinematografico. Le musiche sono sempre in linea con l’atmosfera, le tracce coerenti ma non ripetitive. Il doppiaggio è completamente in italiano, estremamente accurato sia nella traduzione che nella scelta delle voci per i diversi personaggi. Anche i testi sono totalmente localizzati, a testimoniare ancora una volta il lavoro approfondito che Level-5 e Nintendo hanno fatto con l’esportazione di questo titolo dalla Terra del Sol Levante.

In conclusione, “Il Professor Layton e il Futuro Perduto” di primo acchito sembra solo quello che viene definito un “more of the same”, ma in realtà non è così. Per quanto la struttura di fondo rimanga la medesima, solidissima, dei capitoli precedenti, molti aspetti, soprattutto inerenti all’atmosfera del titolo, sono stati limati, così da rendere questo capitolo familiare ai veterani, attraente per i neofiti, altamente coinvolgenti per entrambi. Il buon Professor Layton ha chiaramente ancora tanto da dare e finchè ai suoi caratteristici enigmi si accompagnerà un “contorno” di ottimo livello come in questo episodio, il suo futuro sarà tutto tranne che perduto.

CI PIACE

– Personaggi caratterizzati in profondità.
– Stile semplice ma efficace.
– Trama curata e incalzante.
– Gameplay ripreso dai capitoli precedenti…

NON CI PIACE

– …che alcuni potrebbero eccessivamente uguale.
– Tipologia di gioco non adatta a tutti.

8.5Cyberludus.com
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