Azione portatile

La serie Tom Clancy è entrata da anni ormai a far parte degli appuntamenti annuali su Playstation Portable , attraverso esclusive non proprio eccelse, ma che incarnano comunque lo spirito fantapolitico della saga prodotta da Ubisoft . Ghost Recon rappresenta in tutto e per tutto uno spartutto tattico in terza persona e dopo i due deludenti Ghost Recon Advanced Warfighter, è toccato al team Virtuos risollevare le sorti del brand con il nuovo Ghost Recon Predator . Conflitti bellici, fazioni nemiche e tanta azione ritornano in gran carriera su piccolo schermo. Ma saranno sufficienti per destare l’attenzione degli appassionati? Scopriamolo insieme.

Squadra speciale

Come da tradizione, la storia catapulterà il giocatore senza troppe cerimonie nel bel mezzo di una situazione disperata: lungo le coste della Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka, alcune navi americane sono state attaccate improvvisamente e senza apparente motivazione valida. Inutile dire che l’episodio rischia di sfociare in un conflitto non proprio piacevole. Ed ecco che entra in scena la nostra squadra Ghost, incaricata di scoprire le cause che hanno scatenato l’attacco alle navi e naturalmente di salvare la situazione in settantadue ore, prima che l’esercito americano faccia piazza pulita senza pensarci due volte. Ci troviamo di fronte all’ennesimo pretesto narrativo per giustificare ettolitri d’azione; la serie Ghost Recon non brilla certo per sceneggiature da oscar, e i fan della serie lo sanno bene. Tuttavia, il ritmo delle vicende e qualche sequenza di intermezzo mozzafiato, rendono la trama sufficientemente valida per essere seguita fino ai titoli di coda, nonostante la presenza di protagonisti e personaggi secondari stereotipati.

Tecnica fuori moda

Tecnicamente Ghost Recon Predator sfrutta in maniera piuttosto mediocre le potenzialità di Psp.

Gli scenari rappresentano una continua ripetizione di costruzioni urbane, ostacoli e macerie realizzati alla buona e poveri di particolari e dettagli. La linearità della scenografia nel titolo Ubisoft non tarderà a farsi sentire. I nemici vantano animazioni a dir poco ridicole e poligoni che si potrebbero contare sulle dita. Si salvano solo i modelli della squadra, fluidi e dotati di animazioni appena sufficienti. Una maggior cura dell’aspetto grafico avrebbe sicuramente risollevato le sorti di questa produzione, il cui comparto tecnico è inaccettabile in un periodo in cui titoli come Mgs: Peace Walker e Gow: Ghost of Sparta hanno dimostrato di cosa Playstation Portable sia davvero capace. Vedere un compagno che non riesce a scavalcare un muretto e perciò costretto a fare il giro per trovare le scale fa accapponare la pelle. Senza contare che capiterà spesso e volentieri che i nemici riescano a sparare oltre barriere, muri e soffitti, come se fossero invisibili. Si può chiudere un occhio sul comparto audio, che offre una colonna sonora gradevole ed un campionario suoni azzeccato per ogni situazione di gioco, dalle urla, alle armi ai diversi effetti ambientali. Di buona fattura anche il doppiaggio inglese, anche se ci saremmo aspettati la lingua italiana e non i sottotitoli.

Un gameplay anomalo

Il primo livello fungerà da vero e proprio tutorial del gioco, utilissimo per chi si avvicina per la prima volta alla serie. All’inizio di ogni missione (che terrà conto del tempo, delle morti e delle prestazioni della squadra per assegnare punti esperienza), la squadra avrà in dotazione 5 kit per ripristinare la salute dei compagni caduti negli scontri a fuoco. Rimanendo nascosti o protetti per una manciata di secondi, sarà possibile recuperare energia. Il gioco dispone di ben 4 classi da reclutare in battaglia; esploratori, fucilieri, cecchini e combattenti corpo a corpo. I primi sono dotati di una furtività maggiore, utile per avvicinarsi senza farsi scoprire; i secondi vantano potenza nelle armi e quindi in grado di avere la meglio sui mezzi corazzati leggeri senza troppi problemi; i terzi sparano a distanza in maniera impeccabile e i quarti hanno una maggiore resistenza. Basterà scegliere due membri per ogni classe,  per un totale di otto membri, e la partita potrà cominciare. Impartire ordini alla squadra, controllare e modificare l’equipaggiamento delle armi e destreggiarsi con la mappa, saranno azioni indispensabili per procedere nella missione. Sfortunatamente la sensazione di legnosità nei movimenti si farà sentire dopo qualche minuto: lo stick analogico permette di avanzare lungo gli ambienti, ma durante l’esplorazione il giocatore non potrà muovere la propria arma verso il basso o verso l’alto, elemento che condizionerà totalmente le sorti della squadra, se braccata all’improvviso da una truppa nemica. Una manciata di secondi fatali sarà infatti sprecata per prendere la giusta mira e a pagarne il prezzo sarà la vostra energia. Il sistema di copertura rappresenta più un nemico che un vantaggio, dato che i soldati sono curiosamente capaci di sparare oltre le barriere e allo stesso tempo di proteggersi grazie ad oggetti dello scenario che, pur non comprendo interamente un avversario lo rende immune dai colpi  durante le sparatorie. Complice di questi “episodi misteriosi” un pessima realizzazione. Alla fine di ogni missione, ogni singolo membro della squadra potrà essere potenziato al meglio, ma la scarsa intelligenza artificiale dei nemici li renderà cosi ottusi da permettere alla vostra squadra di terminare il gioco senza troppa difficoltà. Seguire il segnale e fare piazza pulita di nemici saranno le uniche cose da fare durante le 4-5 ore di gioco necessarie per completare la campagna principale, elemento sfavorevole per la valutazione della longevità, che allunga la brodaglia con qualche missione secondaria e la modalità cooperativa(fino a tre giocatori) attraverso la connessione Wi Fi.

Conclusioni

Ghost Recon Predator non risolleva certo le sorti della serie su Psp. Un comparto grafico decisamente sotto gli standard, bugs imbarazzanti e un’intelligenza artificiale ridicola sono elementi sufficienti per ritenere che questo titolo sia stato confezionato velocemente per essere venduto, senza soffermarsi troppo sulla sviluppo. Il titolo va consigliato solo ed esclusivamente agli appassionati della saga, ma con le dovute riserve, dato che l’apparente tatticità e la potenziale strategia nel gameplay, si risolvono nella pratica in banali sparatorie alla cieca contro nemici in balia di se stessi. ****

CI PIACE

E’Ghost Recon
Atmosfera gradevole
Buon comparto sonoro

NON CI PIACE

Scarsa realizzazione tecnica
Intelligenza artificiale ridicola
Costanti bugs grafici
Gameplay legnoso e ripetitivo

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