A distanza di un anno da Divinity II – Ego Draconis , ecco che il prodotto sviluppato da Larian Studios torna a far parlare di sé.

Il team di publisher Focus Home Interactive , che ha prelevato il titolo da Kochmedia, ripropone le avventure dell’Ammazzadraghi con un cofanetto intitolato The Dragon Knight Saga che contiene oltre al gioco base Ego Draconis anche la sua espansione Flames of Vengeance .

Come spesso accade per le versioni GOTY, dunque, un convincente tentativo di incrementare le vendite proponendo al consumatore due titoli al prezzo di uno che, soprattutto ai fan della saga o a chi segue il genere GDR, non potrà non piacere.

Doppia identità

Divinity II è un action RPG dalle caratteristiche molto simili ai vari Gothic e **** The Elder Scrolls : templi, antiche leggende, dungeons e città medievali.

La peculiarità di Divinity II è però quella di offrire al videogiocatore una storia basata sui draghi, con l’opportunità non solo di conoscere il loro magico mondo ma addirittura di controllarli in vere e proprie fasi action. Sulla base di ciò, Divinity II regala come detto ben due avventure.

Flames of Vengeance comincia in un contesto temporale immediatamente dopo il finale di Ego Draconis , dunque consigliamo di partire con l’avventura base .

Gli sviluppatori però hanno pensato bene di scindere le due storyline offrendo la possibilità di scegliere quale cominciare per prima, andando incontro anche ai videogiocatori che magari hanno già vissuto la precedente storia. Per bilanciare il gameplay, durante la creazione del personaggio si potranno immediatamente distribuire tanti punti esperienza al proprio eroe, gettandolo così nel cuore del gioco già pronto per affrontare le varie missioni. Uno spettro andrà a “svegliare” l’eroe, erede di Ouroboros , poiché nel mondo la minaccia nemica non è ancora svanita.

Tornato nuovamente in vita verrà chiamato in causa da una guardia, Augustus, che lo informerà delle ultime vicende: pare infatti che Rhoda, nel tentativo di liberare l’anima di un grande mago, Behrlihn, sia in pericolo. Inoltre, anche Zandalor pare abbia bisogno di aiuto. Come se non bastasse, una maledizione negli ultimi tempi ha colpito il villaggio e onde di non-morti stanno gettando scompiglio tra la popolazione e l’esercito.

Gli input da cui parte Flames of Vengeance di certo non sono originali e la sensazione di trovarsi davanti ad un mondo con pretesti già scritti e vissuti è altissima. Va però detto che gran parte del fascino di Divinity II nasce dal plot narrativo della sua storia base, Ego Draconis . La storia si sviluppa nel mondo di Rivellon, più precisamente nella città di Brillalungi, dove la minaccia dei draghi è più forte e varie fazioni cercano di prendere il sopravvento. Destinato a far parte dell’Ordine degli Ammazzadraghi , il nostro eroe prenderà parte ad un severo rito di iniziazione che lo aiuteranno finalmente a padroneggiare le creature trasformandosi addirittura in uno di essi.

Caratterizzato da una grande intelligenza e volontà d’animo, ogni Ammazzadraghi è capace di leggere nel pensiero, possibilità che aprirà al videogiocatore nuovi scenari di dialogo: spendendo punti esperienza ma conoscendo i pensieri dell’interlocutore si guadagneranno informazioni più o meno utili per una missione, dando così la possibilità di ideare un nuovo approccio per completare la quest, magari evitando gli scontri.

User friendly

Il gameplay di Divinity II è caratterizzato da tutto ciò che ci si aspetta da un action GDR. Il titolo Larian attinge a piene mani dalla formula di gameplay proposta da esponenti del genere più blasonati.

Considerando sempre il titolo base, Ego Draconis , la fase iniziale che vi porterà al grado di Ammazzadraghi fungerà da tutorial, durante il quale il videogiocatore verrà messo davanti alle specializzazioni offerte: Sacerdote, Mago, Guerriero o Ranger .

Il Sacerdote è un abile evocatore che fa uso del Mana per richiamare non morti o creature tipicamente fantasy per aiutarsi in battaglia. Inoltre punta molto l’aspetto psicologico dei nemici cercando di ammaliarli o impaurirli. Il Mago sfrutta il potere magico per richiamare palle infuocate o cerchi che affliggono punti ferita in un determinato range d’azione.

Il Guerriero si specializza in attacchi potenti con le spade e nell’agilità in combattimento corpo a corpo.

Infine, il Ranger è l’eroe abile dalla distanza con archi e frecce.

In questo classico ventaglio di specializzazioni si inserisce l’inedita classe Ammazzadraghi , che comporterà abilità d’apprendimento passive quali maestria con le armi, abilità nello scassinare le serrature, maggiore capienza dell’inventario e così via.

Sostanzialmente, seppur ci siano tantissime abilità da apprendere e, successivamente, sviluppare, l’offerta è meno ampia di quanto si possa pensare, poiché non esiste davvero una diversificazione tra le abilità tale da cambiare l’approccio al combattimento, tant’è che dopo una decina di ore il giocatore riuscirà a “governare” un eroe pressoché invincibile.

Come già anticipato, la caratteristica tipica dell’Ammazzadraghi è, oltre quella di poter acquisire le sembianze di un drago, anche il saper leggere nella mente dei personaggi.

Noteremo fin da subito come questa opzione risulti determinante e, piuttosto che provocare un nemico, potrebbe facilmente aiutarci a farlo arrendere, approccio sicuramente più gradito soprattutto da un titolare di una caverna o all’interno di un castello.

Tripla durata

Se l’edizione Divinity II – The Dragon Knight Saga offre di fatto due titoli in uno, dal punto di vista della longevità siamo davanti ad un prodotto che ne vale tre.

Ego Draconis vi terrà impegnati per circa 60 ore grazie ad una corposa quest principale e tante missioni secondarie, mentre Flames of Vengeance ne può garantire almeno altre quindici.

Se queste 75 ore circa non dovessero bastare, le numerose vie traverse che potrete intraprendere per ogni missione garantiscono davvero un’ottima, se non quasi obbligata, rigiocabilità, magari vivendo il titolo con un atteggiamento opposto rispetto a quello adottato per la prima sessione di gioco.

L’ottima longevità non viene sprecata dal comparto tecnico: seppur vi siano numerose lacune, come modelli poligonali trascurati e dettagli ambientali da rivedere, Divinity II – The Dragon Kinight Saga può contare su una superba caratterizzazione dei personaggi: co-protagonisti carismatici, dettagliati e ripresi dai classici eroi del mondo fantasy-gotico.

Gli effetti particellari sono ottimi, ed ogni paesaggio è ricco di fascino. Il doppiaggio è accettabile, mentre la colonna sonora compie il suo lavoro egregiamente senza spiccare per qualità.

Globalmente, però, ci saremmo aspettati più di un ritocco soprattutto per via dei vari bug che affliggono il gioco: gli sviluppatori hanno avuto tanti mesi a disposizione per limarne i difetti, ma sia Ego Draconis che Flames of Vengeance ereditano gli stessi “problemi” delle singole versioni.

Aspettando Divinity III

Divinity II – The Dragon Knight Saga è un’edizione “da occasione” per tutti coloro che non hanno potuto giocare l’avventura Ego Draconis uscita lo scorso Novembre, trovando al suo interno anche l’ultima espansione, Flames of Vengeance , pronta per essere giocata. Un action gdr puro in grado di appassionare, grazie ad un’inedita avventura di Ammazzadraghi , per oltre 70 ore!

Per chi invece abbia già giocato Ego Draconis e la sua espansione, l’acquisto è sconsigliato se non per collezione personale, poiché non troverà né alcun extra da sfruttare nel gioco né miglioramenti in termini tecnici e di gameplay.

CI PIACE

Ogni quest offrirà diverse possibilità di completamento \nBella e ben sfruttata l’idea di poter leggere nel pensiero

NON CI PIACE

Alcuni bug \nI personaggi potevano essere curati di più\nDialoghi troppo lunghi e noiosi

7Cyberludus.com
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