La predatrice di tombe

Era il 1996 quando su Pc e Psx una formosa avventuriera debuttò nel mondo dei videogames; battuta sempre pronta, coppia di pistole alla mano e doti atletiche da ginnasta professionista. Il resto è storia. Sono passati poco meno di 15 anni, ma la serie Tomb Raider non sembra avere alcuna intenzione di andare in pensione: tra successi unici (Tomb Raider 2 e 3) e mezzi passi falsi (The Angel of Darkness), Eidos ha inaugurato la nuova generazione da tempo, grazie alla collaborazione di Crystal Dynamics (Soul Reaver), sfornando capitoli interessanti e pregni di avventura e azione, come il recente Underworld. Il 2010 ha visto Square-Enix entrare nella grande famiglia Tomb Raider, promettendo novità e cambi di rotta per il destino della bella Lara. In attesa dell’annuncio del prossimo capitolo, i programmatori hanno deciso di omaggiare i fan dell’archeologa più famosa di tutti i tempi, attraverso un innovativo spin-off , venduto in digital delivery : Lara Croft e il Guardiano della Luce . Una nuova visuale, un compagno di avventure e una modalità cooperativa, sono solo alcune delle novità che attendono il giocatore. Pronti a profanare antiche tombe dimenticate?

Non toccare quello specchio

Le nove avventure (quelle principali) affrontate da Lara Croft nel corso degli anni, le hanno insegnato che certi segreti devono rimanere tali per il bene dell’umanità. Purtroppo la curiosità è una brutta gatta da pelare e spinge la protagonista ad avventurarsi nell’America centrale, alla ricerca dello Specchio Fumoso, un antico artefatto maya dai poteri sconosciuti. E’ troppo tardi quando Lara scopre che al suo interno sono imprigionati sia il crudele demone Xolotl , che il guerriero nonché guardiano che lo imprigionò sacrificandosi, Totec . A profanare l’antica tomba e a scatenare il risveglio del demone ci pensano Vasco , un mercenario senza scrupoli, e la sua combriccola di soldati. Lara è dunque costretta a rimettere le cose in ordine, prima che Xolotl distrugga il mondo grazie al suo esercito di non morti e creature del passato. A fiancheggiarla c’è Totec, deciso a combattere nuovamente contro la sua nemesi e sconfiggere la minaccia una volta per tutte. La trama di questo spin off non brilla certo per originalità; sceneggiatura, personaggi secondari e nemici sono stati inseriti così alla rinfusa, giusto per dare un motivo alla conturbante archeologa di fare il suo lavoro. Ma fa piacere constatare come il personaggio di Lara sia tornato agli antipodi: battuta tagliente, determinazione e più fatti e meno parole. Gli ultimi capitoli hanno rappresentato una protagonista troppo presa dai propri drammi familiari che dallo spirito d’avventura. La storia è raccontata attraverso la voce narrante di Lara, un po’ come un vecchio libro pronto a riaprirsi per essere letto. A completare l’opera ci pensano splendidi filmati in puro stile fumettoso, che coinvolgono il giocatore fino ai titoli di coda.

Benvenuti nello Yucatan

Tecnicamente il titolo si distingue da tutte le altre produzioni della serie per via della posizione delle telecamere. La classica visuale in terza persona lascia per la prima volta il posto a quella isometrica, regalando una visione totale dell’ambiente direttamente dall’alto. Quella che potrebbe sembrare una scelta drastica, si rivela all’atto pratico un’interessante trovata: nemici, segreti, passaggi e piattaforme, sono comodamente visibili, dando indicazioni precise su come procedere nell’avventura. I modelli poligonali dei protagonisti e dei nemici sono ottimamente realizzati e dotati di buon dettaglio e di fluidità nei movimenti. Anche con parecchi nemici su schermo l’azione non rallenta minimamente, e se Lara o Totec dovessero sparire dalla schermata, saranno contrassegnati da un’icona in alto ben visibile. Gli scenari strizzano l’occhio a Tomb Raider Underword: rovine perdute ricche di vegetazione che si muove al passaggio di Lara, tombe che si affacciano a fiumi in piena vicino a torbide cascate, fino ad arrivare a terre infuocate e giardini velenosi. La scenografia è molto varia e i nemici spaziano da soldati non morti, a golem animati e gigantesche lucertole sputa fuoco. La colonna sonora vanta i pezzi (e addirittura suoni e rumori) che hanno reso celebri gli ultimi capitoli, regalando quella sensazione di dejà vu che farà piacere a tutti i fan. Il doppiaggio dei personaggi secondari poteva essere curato meglio; ma per fortuna spicca come sempre l’interpretazione della bravissima Elda Olivieri, che presta la voce a Lara dal secondo capitolo della serie.

Corri, salta e spara

La classica, ma vincente formula, che ha reso celebre la saga, si traduce in questo episodio in azione frenetica. I 14 livelli da superare, vedono Lara impegnata in trappole mortali, baratri senza fondo e a fare piazza pulita di nemici agguerriti. Per fortuna, la protagonista vanta un inventario da non sottovalutare: al rampino magnetico per saltare strapiombi e scalare pareti e alle fide pistole dalle munizioni illimitate, si aggiunge un cimelio interessante; la lancia. Questo artefatto magico, non solo funge da arma che può essere duplicata più e più volte come proiettili da scagliare contro i nemici, ma è utile anche per creare appigli sui muri per raggiungere altezze altrimenti inarrivabili. Proseguendo per i livelli, troverete e sbloccherete lanciafiamme, lanciarazzi, mitragliatrici e tutto ciò che un soldato possa desiderare. I nemici sono piuttosto feroci e il gioco risulta impegnativo ( ma mai frustrante) anche nella modalità più facile. Lara può anche recuperare degli artefatti mistici, che le doneranno abilità speciali, come allungare la barra della vita e dell’intensità di fuoco delle armi, o velocità e potenza nella lancia o nelle bombe infinite che può lanciare. Per curarsi, basterà recuperare i medipack lasciati dai nemici, oppure avvicinarsi alle fonti della salute disseminate lungo i livelli. I comandi sono più o meno gli stessi che tutti i fan conoscono, fatta eccezione per l’analogico destro che, anziché ruotare la telecamera, funge da infallibile puntatore contro i nemici o gli interruttori. Gli enigmi si ritagliano un posto d’onore, grazie a brillanti trovate ambientali risolvibili con un po’ di materia grigia e l’utilizzo della fisica. Le missioni, seppur non lunghissime, possono essere rigiocate per completare tutti gli obiettivi secondari, le missioni segrete e il recupero dei tantissimi manufatti magici per sbloccare abilità, armi e costumi extra. Ciliegina sulla torta, la modalità cooperativa offline : in compagnia di un amico potere cimentarvi nell’avventura scegliendo Totec come secondo giocatore. Sfortunatamente, non abbiamo avuto modo di provare la cooperativa on line, in quanto gli sviluppatori hanno deciso che la versione Playstation 3, che abbiamo testato per la recensione, riceverà solo in seguito questa opzione, attraverso un aggiornamento o addirittura un DLC (a pagamento?). Tralasciando commenti su queste tecniche commerciali non proprio felici, ci auguriamo ancora più divertimento con la nostra Lara, in compagnia di giocatori di tutto il mondo.

Conclusioni

Inizialmente stroncato per via della nuova e inusuale visuale, oggi Lara Croft e il Guardiano della Luce si rivela un ottimo spin-off della serie Tomb Raider, ma soprattutto, un prodotto da prendere come esempio per il commercio in digital delivery . Il titolo mescola azione, avventura e platform in una miscela esplosiva, da gustare più e più volte, sia da soli che in compagnia. La predatrice di tombe per eccellenza è più in forma che mai e il futuro della serie si affaccia davanti a nuovi ed inesplorati orizzonti.

CI PIACE

Tantissimi extra
Avventura, azione e platform ben distribuiti nei livelli
Comparto tecnico notevole
Divertente modalità cooperativa off line..

NON CI PIACE

..ma assente quella on line su Pc e Ps3!
Prima o poi finisce

8.5Cyberludus.com
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