Rompicapo e indagini, nella letteratura l’associazione di queste due parole a Sherlock Holmes diventerebbe piuttosto scontata ma, per un motivo o per un altro, non lo è mai stato realmente nel mondo videoludico. Dopo i successi dei ragazzi di Level 5 e del loro ormai leggendario Professor Layton, che ha avuto il merito di riportare in auge un certo tipo di gameplay non troppo dissimile da quello delle avventure grafiche per computer di antica memoria, nella mente di qualche game designer sarà sicuramente risuonato il nome del personaggio creato da Arthur Conan Doyle. I programmatori di Focus Home Interactive hanno probabilmente colto al balzo l’occasione data del successo del Professor Layton per ideare un’avventura con protagonista Sherlock Holmes, forti soprattutto dei loro precedenti lavori per PC con protagonista proprio il celebre detective inglese. Il rischio di trovarsi di fronte a una mera imitazione del Professor Layton è molto forte, ma il fascino del duo Holmes-Watson riesce a distogliere l’attenzione dalle logiche commerciali e a incuriosire quanto basta.

Segreti a palazzo reale

La nostra avventura inizierà proprio a Baker Street, nello studio di Sherlock Holmes dove, insieme a Watson, il detective esamina i casi più importanti che gli vengono proposti tramite le lettere a lui indirizzate. Tra la moltissima posta giunge anche l’interessante invito di Sir Brainstorming, un vecchio amico di Holmes. Una volta recatisi a casa sua e dopo aver risolto alcuni piccoli enigmi, il detective riceve dei pezzi di un puzzle. Tornato a casa e incastrati i pezzi, si intuisce la reale natura della lettera. Una seria minaccia si sta per abbattere sul palazzo reale e il governo inglese conta sull’abile detective. Sherlock Holmes si recherà quindi a Windsor, dove è in corso un lavoro di restauro all’ala del castello contenente alcuni documenti sull’albero genealogico della famiglia reale, dove è stato da poco commesso un probabile furto. Da quel momento inizierà realmente la nostra indagine. Tra documenti sottratti, un misterioso omicidio e un altrettanto misterioso pretendente alla corona inglese, ci sono tutti i presupposti per un buon giallo.

Enigmi e gameplay

Innanzitutto, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare da un gioco del genere, i dialoghi che incontreremo saranno piuttosto scarni e non molto importanti né in termini di caratterizzazione che di narrazione. I personaggi infatti risultano un po’ troppo schematici e “l’azione” è fin troppo legata a Holmes e il personaggio di Watson risulta fin troppo in ombra. I pochi, e poco importanti, dialoghi fanno intuire anche che l’indagine non sarà una vera e propria indagine, ma un insieme di enigmi attraverso i quali arriveremo alla soluzione del mistero. Peccato per la mancanza di una vera componente investigativa che, forse anche più degli enigmi, sarebbe stato lecito attendersi dall’investigatore di Doyle. Nel totale il gioco conta 39 enigmi, piuttosto vari, legati al touch screen del nostro Nintendo DS. Niente di particolarmente originale, spesso si tratterà di operazioni legate a dei puzzle o al riordino di alcune stanze o disegni, ma comunque abbastanza efficace. La difficoltà non risulta elevatissima ma, per via di una scelta di design difficile da interpretare, non vi sarà alcuna spiegazione dell’enigma che si sta affrontando. In altre parole, dovremo anche intuire cosa il gioco si aspetta da noi. Potremo ricorrere a degli aiuti ma, così facendo, decurteremo il punteggio messo in palio dal gioco stesso. L’esplorazione delle stanze, in maniera analoga a quanto avviene nelle avventure del Professor Layton, è basata sulla ricerca degli oggetti interattivi che, però, non saranno evidenziati al passaggio dello stilo. Grazie al tasto con il punto interrogativo, posto in un angolo dello schermo, potremo evidenziare gli oggetti interattivi, evitandoci lunghe sessioni di “ricerche casuali” sul fondale bidimensionale. La gestione dell’inventario, pur ben lungi dall’essere rivoluzionaria, si rivela soddisfacente, dandoci la possibilità di unire alcuni oggetti complementari per liberare blocchi, oppure per rileggere i dialoghi o rigiocare gli enigmi superati, oltre che ovviamente a salvare i nostri progressi di gioco in qualsiasi momento. Nonostante i limiti della struttura di gioco risultino evidenti praticamente da subito, l’atmosfera azzeccata e le buone sfide proposte faranno chiudere un occhio al giocatore. Nel complesso quindi ci troviamo di fronte a una giocabilità dignitosa e accettabile, che non osa molto ma che riesce ugualmente nell’intento di intrattenere e far riflettere il giocatore, il tutto senza sbilanciarsi troppo con idee particolarmente originali o ambiziose.

Aspetto tecnico e longevità

Graficamente il gioco si presenta piuttosto bene, grazie a una buona cura delle ambientazioni, che riescono a ricreare molto bene l’atmosfera vittoriana. I fondali, interamente bidimensionali come il resto del titolo, sono molto gradevoli e mostrano un buon livello di dettaglio e in certo senso aiutano a caratterizzare anche i personaggi. Particolare attenzione è stata riposta per il leggendario studio del detective, riuscendo a renderlo quasi familiare al giocatore. I disegni scelti per i personaggi svolgono il loro lavoro senza entusiasmare troppo, specialmente per Holmes, il cui volto risulta forse un po’ troppo caricaturale. I personaggi, purtroppo, non sono animati in alcuna maniera, apparendo così come delle semplici sagome statiche. Nel complesso, il gioco riesce a raggiungere una qualità grafica più che accettabile, nonostante la semplicità della struttura. Il sonoro, al contrario, risulta inspiegabilmente povero. Una sola, tediosa e ripetitiva, traccia musicale ci accompagnerà per tutta la durata della nostra esperienza ludica e i suoni ambientali sono pochissimi e quasi indistinguibili tra di loro. Davvero deludente la scelta di presentare un comparto sonoro così scarno, addirittura frustrante e che, con grande probabilità, convincerà molti utenti a giocare senza audio, rendendolo l’unico comparto davvero insufficiente di tutta la produzione. La longevità dell’avventura è piuttosto bassa, ai più esperti non ci vorranno più di tre ore per portare a termine l’indagine, mentre i neofiti è probabile che impieghino poco meno del doppio del tempo. Gli unici extra una volta terminata l’avventura saranno solo quattro enigmi supplementari, che non aumentano la durata complessiva del gioco né offrono incentivi per la rigiocabilità.

Conclusioni

Sherlock Holmes arriva su Nintendo DS con un’avventura ben confezionata ma che non va molto oltre “il compitino scolastico”, corretto nella forma ma con poco apporto personale. Tirando le somme, il gioco di Focus Home Interactive se la cava con una sufficienza piena, puntando tutto su una buona realizzazione visiva, tutta incentrata sulla ricreazione dell’atmosfera dell’Inghilterra vittoriana ed una storyline essenziale per mantenere l’attenzione del giocatore ai livelli sufficienti fino alla fine della (piuttosto breve) avventura. Forse un po’ troppo semplice per chi ha giocato la serie del Professor Layton, ma un buon inizio per chi si avvicina al genere per la prima volta.

CI PIACE

Il fascino del duo protagonista
Buona realizzazione dell’Inghilterra vittoriana

NON CI PIACE

Niente di nuovo sotto il sole
Sonoro fastidioso e irritante
Longevità non eccelsa

6Cyberludus.com
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