Ormai sembra quasi una prassi… Ad un periodo di pace, in ogni possibile universo, pare che debba per forza seguire sempre un periodo di guerre, senza nessuna eccezione. Il principe del regno viene ucciso in una battaglia e questi sanguinosi scontri sembrano volgere al peggio, vista la morte del più forte guerriero esistente… Ma quanto durerà questo stato? A quanto pare le fate, gli spiriti che vagano sulla Terra, sanno che il principe è l’unico che può fermare la confusione che sta corrodendo gradualmente il paese e decidono di offrirgli una seconda possibilità, facendolo tornare in vita non come un comune non morto ma come un essere umano nel pieno della sua forza e coscienza… Un essere umano che non avrà riposo fino a che la pace non sarà tornata nel suo regno disposto a tutto per ottenere il suo obbiettivo, perfino ad allearsi con questi singolari spiritelli… Tenetevi pronti, orde di strani nemici vi attendono nelle frenetiche prigioni di “Dungeon Hunter”!

“Diablo”, ma non guasta

Fin dai primissimi momenti di gioco si notano subito delle incredibili somiglianze con un titolo per PC che ha stregato milioni e milioni di giocatori in giro per il mondo: “Diablo”, il profondissimo hack’n slash che ha, a suo tempo, portato Blizzard in un universo di successi (e di guadagni). Una volta iniziata una nuova partita il giocatore potrà scegliere fra le tre tipiche classi disponibili: Guerriero, Ladro e Mago. Ognuna di queste predilige un determinato tipo di approccio al nemico: il Guerriero è più esperto nei combattimenti di massa corpo a corpo e punta tutto sulla caratteristica della Forza, utile per equipaggiare armi dall’incredibile potere distruttivo; il Ladro è veloce, può schivare i colpi più agilmente ed è in grado di indossare armature più resistenti grazie ai suoi altissimi valori di Destrezza; il Mago, da ultimo, predilige inevitabilmente gli attacchi magici, utilizzando al meglio la sua Energia, per sconfiggere i nemici nella maniera più sicura possibile. Oltre a queste tre caratteristiche ne è presente anche una quarta, Resistenza, utile per aumentare i propri punti vita e l’efficacia stessa degli equipaggiamenti. Una volta abbandonato il villaggio di Thamos, il quale funge da efficiente hub per le varie missioni di gioco, si viene condotti in una mappa molto esplicativa dalla quale si può selezionare una destinazione per il proprio viaggio: scelto il luogo d’arrivo si può così subito intraprendere l’avventura, evitando l’esplorazione necessaria per passare da un luogo all’altro, come se si utilizzasse una sorta di magico teletrasporto. I sistemi di controllo selezionabili sono 2: un joystick virtuale posto nell’angolo in basso a sinistra dello schermo oppure, in pieno stile “Diablo”, un’interfaccia touch grazie alla quale il nostro personaggio cambierà direzione e obiettivo a seconda della posizione del dito. La malleabilità del sistema di controllo rende “Dungeon Hunter” un titolo giocabile anche da chi, per un motivo o per un altro, spesso trova scomodi i controlli touch dei sistemi portatili Apple. Attaccando i nemici si incrementa gradualmente l’esperienza e aumentando di livello si possono distribuire due punti tra le varie caratteristiche presenti e scegliere di potenziare una delle quindici abilità, attive o passive, proprie di ogni singola classe. L’andamento delle nostre caratteristiche, inoltre, influisce sulle nostre possibilità di equipaggiamento, rendendo più o meno versatile l’inventario: alcuni oggetti, infatti, siano essi armi, armature o attrezzi di vario genere, possono essere equipaggiati solo se si posseggono determinati requisiti in termini di punti caratteristica. Le armature, per esempio, richiedono alti valori di Destrezza (rendendo il Ladro il personaggio più idoneo) mentre le armi pesanti richiedono moltissima Forza (diventando così una prerogativa del Guerriero). Tutti gli equipaggiamenti e le armi, inoltre, che possono essere recuperati in giro hanno diversi status di resistenza (Fragile, Debole, Buona ecc. ecc.) e un determinato numero di potenziamenti extra, indicati, da zero a quattro, attraverso una “scala” di colori: Bianco, Verde, Azzurro, Viola e Oro. Le fate, dal canto loro, forniscono automaticamente all’eroe un potere magico e un’abilità passiva ma, sfortunatamente, non più di una per volta.

Conclusione

“Dungeon Hunter” è un meraviglioso clone di “Diablo” ma finisce per aggiungere alla leggendaria perla Blizzard quel qualcosa in più che a lei mancava: la struttura narrativa, la presenza delle fate e una migliore gradazione degli equipaggiamenti sono tutti elementi che aiutano questo gioco a brillare nel firmamento dell’AppStore, trasformando la cifra di acquisto automaticamente in soldi ben spesi. Gli unici problemi risiedono, forse, in una poco efficiente calibrazione delle quattro caratteristiche dell’eroe ma, nel complesso, troviamo miscelati al meglio un gameplay eccellente e una realizzazione tecnica decisamente interessante e superiore alla media. I patiti dei giochi di ruolo e azione hanno trovato pane per i loro denti!

CI PIACE

Giocabilità massiccia, davvero accattivante
\nLe possibilità di personalizzazione molto vaste
\nDifficoltà bilanciata
\nImpegna a lungo vista l’opportunità di sperimentare!

NON CI PIACE

A volte gli oggetti richiedono fin troppo di sviluppare una sola caratteristica

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