A fronte di una stagione secca e arida come quella estiva, un titolo dalla caratura di Dead To Rights: Retribution può spezzare l’apatia videoludica che, sovente, caratterizza questo preciso periodo dell’anno. Il periodo giusto, diremmo noi, per rivalutare e passare in rassegna lavori sornioni, rimasti inconsapevolmente vittima dell’indifferenza generale, a causa magari di concorrenti spietati e dal maggiore impatto artistico. A otto anni di distanza dalla prima esperienza poliziesca di Jack Slate ed il suo fido Shadow, Volatile Games torna per la terza volta sulla scena del crimine, proponendo un titolo decisamente più violento e frenetico dei predecessori. Ma analizziamo meglio gli aspetti fondamentali di questo Dead To Rights: Retribution .

Corruzione e violenza a Grant City

Come nei due precedenti episodi, anche qui vestiremo i panni dell’agente di polizia Jack Slate , uomo sicuramente noto per le sue sregolatezze in ambito lavorativo e la grande capacità di adattarsi ad ogni tipo di azione. Al suo fianco, ritroveremo sempre il buon vecchio Shadow, un husky siberiano ben addestrato e fedelissimo al suo padrone. A far da sfondo allo scenario di violenza ci pensa la città natale di Jack, Grant City, riproduzione libera e fantasiosa di una corrotta New York, nota sicuramente per essere la metropoli degli eccessi. In Dead To Rights, il messaggio chiave risuona chiaro e forte: “Sesso, droga e violenza”!. Il Rock ‘n Roll, stavolta, cede volentieri il posto ad un cyberpunk stilizzato e dalle evidenti tinte “cartoonesche”. Quello di Volatile Games , infatti, si presenta come una caricatura del mondo criminale, dominato da inverosimili bande cinesi, forzuti agenti di polizia e strutture architettoniche degne di una Gotham City alternativa. Il nostro paladino della giustizia, in questo caso, è Jack Slate. Giunto alla sua terza disavventura, Jack ripercorre, a mo’ di flashback, la sua faticosa e frenetica scalata tra le fila gerarchiche di un’organizzazione criminale, così potente da poter competere con l’esercito americano, tante sono le risorse tecnologiche di cui può disporre. A capo di questa “banda” vi è un certo Riggs, pazzo criminale intenzionato ad assumere il pieno controllo di tutta Grant City. Così, a fianco del fido Shadow, il nostro compito sarà quello di risalire a Riggs partendo dalle fondamenta, spazzando uno ad uno i tasselli che compongono l’organizzazione. Nel corso del gioco, quindi, avremo a che fare con una moltitudine di bande, a loro volta capeggiate dai rispettivi boss di turno.

La struttura narrativa del titolo Volatile Games funge più che altro da contorno: lo schema proposto dagli sviluppatori, in sostanza, segue di pari passo le azioni di gioco. Giusto qualche intreccio fra i personaggi principali arricchisce una trama che, volutamente, si dimentica di lasciare il segno. Fattore, questo, che evidenzia quanto i punti di forza di Dead To Rights: Retribution debbano essere ricercati altrove.

Pura azione splatter

Infatti, ad emergere senza troppi fronzoli è proprio il gameplay, contraddistinto da meccaniche semplici ed immediate. L’impressione generale è quella di assistere ad un B-movie interattivo, ove splatter e violenza dominano la scena. Dead To Rights: Retribution si pone al giocatore come un hack ‘n slash moderno, all’interno del quale vengono esaltate le grandi doti combattive del nostro Jack. Anzi, in un certo senso, Volatile Games ha saputo fondere due generi, dando vita ad un sapiente mix tra sparatutto in terza persona e picchiaduro a scorrimento, precludendo al giocatore anche un solo momento di relax. L’azione è ferrea e continua, senza sosta, all’interno di un contesto che raggiunge picchi di violenza mista ad una sorta di ilarità generale, dovuta principalmente all'”ironico” carisma del protagonista. A suon di pugni, calci e mazzate, vedrete sangue sgorgare da tutte le parti, anche dove non richiesto. Le fasi di sparatoria seguono gli stilemi tipici del genere, con un sistema di copertura a la Gears of War ed un arsenale bellico in grado di far impallidire persino Rambo. Ma la vera natura del gioco affiora nei combattimenti corpo a corpo, favoriti dalla prestanza fisica di Jack da una parte e dalla scarsa IA nemica dall’altra. Se infatti il corpo a corpo rappresenta il fiore all’occhiello della produzione Namco , l’IA non proprio efficiente ne esalta ulteriormente questa dote. Capita spesso, infatti, di vedere i nemici venirci incontro senza porsi troppi problemi, preferendo gli scontri diretti ad un più sicuro riparo.

La particolarità di Dead To Rights: Retribution risiede proprio nel sistema di combattimento; gli sviluppatori si sono concentrati su questo aspetto a tal punto da dedicargli una sezione “combo”. Disarmi, esecuzioni, calci rotanti e quant’altro sono così all’ordine del giorno, per una sequela di azioni appaganti e stilisticamente rozze.

Il migliore amico dell’uomo

Tuttavia, Retribution non si limita a proporre intimi scambi culturali tra Jack ed i suoi antagonisti, ma offre spunti sia tattici che stealth. Attraverso le croci direzionali possiamo comandare il fido Shadow e ordinargli di seguirci in un determinato punto o attaccare un preciso bersaglio. A questa piccola componente strategica si affiancano le fasi stealth del gioco, ossia quelle in cui impersoniamo direttamente il micidiale husky siberiano. A fronte di obiettivi semplici da portare a termine, quali recupero chiavi per aprire serrature bloccate e affini, i sensi di Shadow permettono di muoverci silenziosamente tra i nemici, ascoltarne i battiti cardiaci e studiarne dettagliatamente i movimenti. Anche con Shadow gli attacchi ravvicinati sono una componente essenziale e, da un lato, gratificano persino di più il giocatore, grazie ad una serie di esecuzioni letali e sanguinolente.

Una scialba Grant City

Purtroppo, nonostante lo stile adottato completi un lavoro tutto sommato accettabile ed azzeccato, il tasso tecnico offerto da Dead To Rights: Retribution non riesce a renderne giustizia. Graficamente, il titolo si presenta alquanto scialbo e monocromatico, non aiutato di certo dalle ambientazioni, in parte ripetitive e prive di uno spessore artistico degno di nota. A spiccare, sono solo i modelli poligonali di Jack e Shadow ed alcuni effetti di illuminazione. La solidità del gameplay, per fortuna, riesce comunque ad oscurare i difetti tecnici di cui il gioco soffre. Discorso a parte, invece, per il doppiaggio, supportato degnamente dalla lingua originale, priva quantomeno di quella fastidiosa censura che spesso vede protagonisti gli adattamenti nostrani.

Conclusioni

Volatile Games ha saputo confezionare un titolo senza troppe ambizioni, leggero e divertente, nato col solo scopo di intrattenere il giocatore, anche grazie ad un gameplay solido e immediato. Un gameplay che risulterebbe persino ripetitivo se non fosse per la longevità standard offerta dal single player, approssimabile a circa 8 ore di gioco. Se siete amanti dell’azione pura, a metà strada tra sparatutto e picchiaduro a scorrimento, e avete bisogno di un ottimo anti-stress senza troppe pretese sul fronte tecnico e narrativo, Dead To Rights: Retribution è il titolo che stavate cercando.

CI PIACE

Gameplay solido e appagante
Ottimo mix d’azione e picchiaduro
Shadow è davvero il nostro migliore amico

NON CI PIACE

IA nemica non proprio eccelsa
Scarsa rigiocabilità
Comparto tecnico e narrativo trascurabili

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