Splatterhouse (anteprima)

Once more, with feeling…

Remake, remake, remake. Una moda crescente negli ultimi anni, con titoli francamente risibili alternati ad altri (“Bionic Commando” e “Ninja Gaiden”, per citarne un paio) decisamente più riusciti. Cavalcando quest’onda Namco Bandai ha in preparazione “Splatterhouse”, il remake di un picchiaduro a scorrimento in salsa horror molto in voga negli anni ’90, la cui ultima reincarnazione risale al 1993, con “Splatterhouse 3” su Sega Genesis. Roba d’altri tempi, insomma, riveduta, corretta e portata nell’era 3D dai ragazzi di BottleRocket Entertainment, responsabili ai tempi in cui la PS2 la faceva da padrone di “The Mark of Kri” e “Rise of the Kasai”. Il denominatore comune dei titoli sopra citati era la violenza imperante, naturale quindi che lo studio sia stato scelto da Namco Bandai per lo sviluppo del titolo. E non sembra proprio che le intenzioni siano pacifiche…

Ma non era Halloween?

Ecco a voi Rick Taylor, giovane ragazzo carico di normalità, che insieme alla sua ragazza Jennifer studia alla Miskatonic University. La materia? Necrobiologia, cioè biologia dei morti, insegnata dal geniale Dr. West. Un giorno però delle simpaticissime creature demoniache dal beneaugurante nome di Corrotti rapiscono la bella Jennifer e riducono il nostro Rick in fin di vita. Trascinandosi verso un possibile aiuto, il giovane si imbatte in una maschera che in cambio della sua umanità gli può donare poteri pressoché illimitati. Affare fatto, e così Rick diventa un nerboruto ominide, dal volto semi scheletrico che ricorda un po’ Jason Voorhees e il corpo tendente allo scimmiesco (gli sviluppatori si dichiarano ispirati al personaggio di Mr. Hyde in “Van Helsing”). Oltre all’aspetto palesemente più incattivito, anche i modi del nostro giovane protagonista si fanno così molto meno inclini al dialogo e più propensi al mazzuolamento selvaggio. E qui di carne al fuoco (e anche un po’ sparsa in giro) ce n’è davvero in ottima quantità…

Dammi la mano, ti do un 2X4

Dopo la cura estetica a base di maschere demoniache, Rick diventa una vera e propria macchina da guerra. A mani nude, con armi più o meno improprie, o con il sempre caro bastone 2X4 con chiodo arrugginito in cima tanto caro ai fan dello “Splatterhouse” originale, il nostro prode eroe dalle scimmiesche fattezze è in grado di fare poltiglia di qualsivoglia aberrazione gli si pari davanti, in maniere creative e appaganti. Esempi pratici? Una combinazione uppercut – salto – schiacciata, oppure il divertentissimo “double slam”: si prendono due nemici e li si sfracella uno contro l’altro, per una doppia dose di membra distrutte e divertimento sanguinolento. Tutto il gioco è mosso dal motore Havok, che comporta una distruttibilità totale sia dell’ambiente di gioco che dei nemici che ci si parano davanti: la summa di queste possibilità di demolizione è data dalle “Splatter Kills”, uccisioni ad alto tasso coreografico che vedono Rick interagire con l’ambiente utilizzando il nemico come attrezzo. Un ultima abilità bellica in dotazione al nostro eroe è la possibilità di entrare in modalità Berzerker una volta accumulata l’energia necrotica necessaria uccidendo nemici a sufficienza: in questa modalità Rick vedrà spuntarsi addosso spuntoni vari e aumentare il proprio potenziale di offesa. Ovviamente però anche il nostro eroe non è esattamente indistruttibile, e così il suo corpo è oggetto di sfregi e tagli con i danni subiti da parte dei nemici, fino addirittura all’eventualità di perdere un arto e poterlo utilizzare a mo’ di oggetto contundente contro i nemici. Fortunatamente i poteri della maschera provvedono a fargli recuperare progressivamente la salute e gli arti perduti con una buona dose di pazienza.

Non si vive di sole botte

Descritto come è stato finora, sembrerebbe che “Splatterhouse” abbia poco da offrire a parte la mera violenza. Ebbene, non è così. Nel corso del gioco saranno presenti infatti anche sezioni platform, che ci vedranno impegnati a passare da un gancio all’altro, un po’ alla maniera di Nero in “Devil May Cry 4”. A questo proposito va detto che a differenza del titolo targato Capcom, qui è possibile anche sbagliare l’aggancio, rendendo così la sfida più impegnativa. Vi saranno infine alcuni enigmi sparsi per l’avventura, risolvibili anche tramite un altro potere del nostro Rick: egli è infatti in grado di evocare un gruppo di piccoli mostriciattoli ai suoi ordini, di modo da eseguire azioni e abbattere barriere altrimenti impossibili.

Gore!!! Gore!!! Gore!!!

E allora a quando la mattanza? In seguito a qualche cambiamento nel team di sviluppo, l’uscita del gioco è slittata ad un non meglio precisato Autunno 2010. Per cui appuntamento nella stagione delle foglie che cadono per un titolo che si preannuncia molto interessante. Forse non sarà superiore al leggendario capostipite del 1988, ma sicuramente si presenta in maniera fracassona, divertente e “pulp”, ma allo stesso tempo curata e intrigante. Speriamo che Namco Bandai porti a termine questo progetto nel modo migliore.

  • Genere:
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 26 Novembre 2010
  • Sviluppatore: Namco Bandai Games
  • Distributore: Namco Bandai Games
  • Publisher: Namco Bandai Games
  • Pegi:

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