The Whispered World – Recensione

Tinte brune e nebbie fitte per paesaggi mai angusti e che non angustiano, pumblei sospiri e sordi sussurri nel giusto mondo non turbano, meravigliano.

Tetro e avvilito, afflitto e sconsolato, immusonito e inetto. Basso e goffo, dal colorito spento e cinerigno. Questo è Sadwick protagonista di Whispered World . Un clown triste che non ha ancora attutito il duro e continuo impatto con la vita, un po’ annoiato e un po’ vinto e domato dalla tediosa routine di tutti i giorni.

Whispered World è un’avventura grafica vecchio stampo, disegnata e animata totalmente in ambiente 2D basata sull’interazione con oggetti e fondale e che per caratteristiche del soggetto protagonista e per il mondo brunastro patinato da un alone di mistero reclama a sé le più disparate attenzioni.

Questa è l’ultima storia che ti racconto…

E questa narra di un regno sull’orlo della fine e di un clown triste di nome Sadwick che viaggia con la sua famiglia, una compagnia di saltimbanco composta dal fratello Ben e dal nonno e dal suo miglior amico, il lombrico Spot.

Sadwick è vittima di incubi ricorrenti che lo tormentano nel sonno, a causa di questi vede il regno di Corona e tutte le sue terre adiacenti cadute, invase dal male e distrutte. Il dubbio sulla credibilità di questi sogni spingono il triste clown ad iniziare l’esplorazione della Foresta d’Autunno in cerca di risposte alle sue domande. Quando incontra Bobby il Chaski , specie abile e coraggiosa, apprende che il regno di Corona e il suo re sono sotto assedio dei terribili esseri malvaggi Asgil e che solo l’oracolo Shana e la Pietra Bisbigliante possono aiutarli ad avere delle risposte.

La trama si sviluppa tra usi di retine per capelli, dentiere sporche e tanti altri oggetti improbabili e battute di sarcasmo acceso e spento accompagnate da lunghi e profondi sospiri, quelli di Sadwick. Egli è un personaggio debole e privo di scopi, arreso al volere del fratello maggiore e alla vecchiaia del nonno, ancora alla ricerca di un ruolo che lo identifichi agli occhi di tutti. Non brilla di carisma e può essere giudicato da molti patetico e scansafatiche, sebbene avrà l’occasione di dimostrarsi valoroso ma mai sprezzante.

Le terre di Corona riflettono gran parte del protagonista. Come lui sono caduche e dai colori smorti e olivastri. Un paesaggio autunnale che ben evidenzia lo stato di svigorimento e declino del regno ma che lascia spazio ad ampie vedute di monti lontani, di grandi laghi, di corsi d’acqua e distese d’erba.

Occhi, bocca e tatto. Le vie per interagire

Sadwick ha a sua disposizione tre comandi base per entrare in contatto con cose, animali e persone che lo circondano, da questi semplici comandi nascono una numerosa e disparata serie di combinazioni. Ogni oggetto va quindi esaminato con l’uso degli occhi, della bocca e del tatto (del resto i comandi sono i classici del genere). Mentre il primo comando fornisce informazioni indicative, il secondo in genere serve a parlare con altri personaggi mentre il terzo serve per lo più a raccogliere l’oggetto o ad usarlo. Per proseguire e avere sempre maggiori indizi è importante approfondire i dialoghi articolandoli il più possibile. Altrettanto importante è visionare per bene ogni ambiente per cercare oggetti che non sempre sono i più scontati. Il lombrico Spot ci segue per tutto il corso dell’avventura e la sua presenza può essere sfruttata per risolvere alcuni enigmi. Spot infatti, assume diverse forme per superare prove e ostacoli differenti.

La ricerca di oggetti sempre nuovi da combinare a vicenda per disporre di utili attrezzi (unire un ramo con una retina per capelli usata può essere un’alternativa alla classica canna da pesca) è alla base del gameplay e aumenta la difficoltà degli enigmi. Quest’ultima è costante in tutta l’avventura, pur presentando qualche picco in alcune fasi rispetto che in altre.

La soluzione all’enigma non è quasi mai concentrata in un unico scenario (o schermata), spesso è necessario esplorare prima un’area e poi un’altra per disporre del materiale e delle indicazioni determinanti. La struttura “a schermate” è complementare all’esigua libertà d’esplorazione di ognuna di esse per rendere sostenibile la ricerca della soluzione disseminata su più scenari accessibili tramite mappa. Non mancano battute di spirito e sarcasmo quando si prova ad utilizzare oggetti inutilmente compatibili o inconciliabili. Sadwick pare portato per natura al sarcasmo, basti pensare al fatto che egli sia un clown malgrado il suo carattere imbronciato e avvilito.

Oh fascinoso 2D, tu si che lambisci il nostro inconscio

I fondali di Whispered World sono interamente disegnati a mano e per tanto sfoggiano una cura nei dettagli notevole e una totale nitidezza che solitamente un motore 3D non è in grado di riprodurre senza una massiccia dose d’impegno. Ma se vogliamo dirla tutta, il 2D ha sempre un fascino diverso per alcuni generi di videogiochi e le avventure grafiche (tranne alcune sparute eccezioni) hanno sempre tratto maggior vantaggio dalle due dimensioni. Whispered World non è da meno e propone dei fondali disegnati a mano realizzati con dedizione e ricchi di dettagli esaltati da fluide animazioni. L’impatto visivo e sonoro sono quelli più evocativi e riescono a riesumare nel giocatore sentimenti malinconici e di compassione per l’infelice clown. Il tutto assume una sensazione simile all’apertura di un libro fiabesco usurato dal tempo e inumidito da un’inaccurata conservazione in cantina o in soffitta.

Conclusioni

Whispered World è un’avventura grafica affascinante e inedita, inconsueta nella scelta del protagonista e dei toni cupi e grotteschi che evocano i dialoghi, le musiche e gli scenari. Non si pone come obiettivo quello di rinnovare o rivoluzionare il genere delle avventure grafiche, piuttosto preferisce usare bene gli elementi classici riproponendoli in chiave moderna e con rinnovato impegno nella loro realizzazione. Nessun intreccio elaborato della trama nessun protagonista copiosamente stratificato, tutto deve far parte di una fiaba o di un racconto atipico dalle uggiose tinte marroncine.

Lo apprezzerete vuoi come appassionati del genere, per i suoi elementi atipici e lo stile classico, vuoi come novelli dell’avventura grafica “punta & clicca” per la sua semplicità e per il suo peculiare soggetto.

CI PIACE

– Espressivo e sui generis
– Disegni di pregio e curati nei dettagli
– Musiche cariche d’atmosfera
– Difficoltà costante

NON CI PIACE

– Doppiaggio inglese inappropriato e a tratti molesto

8Cyberludus.com
Articolo precedenteBattle Tanks
Prossimo articoloLe uccisioni di Splinter Cell: Conviction in video
Redazione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.