Che l’utenza Sony soffra la mancanza di un valido esponente del genere jrpg lo sanno anche i sassi. Mentre i giocatori che hanno optato per la console Microsoft già da tempo godono degli splendidi titoli prodotti da Mistwalker, i fedeli utenti Playstation attendono con ansia il gioco di ruolo che riporti in vita gli antichi fasti, spesso anche lasciando passare inosservati titoli che meritavano qualcosa in più, come Demon Souls e lo splendido Valkirya Chronicles . Se vi era un titolo che pareva poter portare la luce in questo tetro scenario era proprio White Knight Chronicles, ultima fatica dei Level-5 , autori nella scorsa generazione di splendidi titoli quali Rogue Galaxy , Dragon Quest VIII e Dark Cloud. Il titolo mostrato per la prima volta durante il Tokyo Game Show del 2007, ha raggiunto le lande nipponiche già nel dicembre 2008; purtroppo, com’è solito avvenire per gli jrpg, e in particolare quelli marchiati Square Enix e Level-5, hanno un forte lag che separa la release nipponica da quella europea, tale da rendere un titolo stilisticamente vecchio rispetto a quanto già presente sul mercato, e assolutamente non in grado di appagare le aspettative del pubblico. Scopriamo insieme se il cavaliere bianco dei Level-5 è riuscito a mantenere le promesse.

** **Una principessa, un cavaliere bianco, un giovane garzone.

La vicenda intorno alla quale ruota la nostra avventura non può certo definirsi originale. Cisna , principessa del regno di Balandor, è pronta a esser introdotta nella società e festeggiar il compimento dei suoi diciotto anni; a tal proposito, il signor Rapacci, vinaio, e l’intero staff della sua bottega, in particolare Leonard , garzone e vero protagonista del titolo Level-5, saranno gravati del compito di contribuire alla preparazione della cerimonia. Ovviamente, tal evento mondano è l’occasione perfetta per mettere in atto il piano del malvagio generale Dregias e l’organizzazione dei Magi; questi, fingendosi un circo ambulante, riescono ad attaccare il castello, generando il caos e assassinando il Re. L’unico a mantenere la calma è Leonard, trovatosi lì al castello per consegnare il vino commissionato, porterà la principessa nelle cantine del castello, ed è qui che troverà l’armatura del cavaliere bianco . Come può facilmente desumersi dal titolo, la storia ruota attorno all’imponente armatura, il cui design riporta facilmente alla memoria i cieli di Escaflowne ; sin dalla battaglia al castello, Leonard potrà trasformarsi nell’enorme cavaliere bianco per attingere ai suoi immensi poteri. La storia si esaurisce in una serie di stereotipi narrati nella maniera più semplice possibile, fuggendo grosso modo ogni possibilità di colpo di scena. Come testimonierà anche il gameplay adottato, e molti altri piccoli particolari, Level-5 per WKC ha puntato a qualcosa di completamente differente da quanto ci si potrebbe aspettare dai creatori di Dragon Quest VIII e Rogue Galaxy. La storyline offerta è solo un pretesto per spingere l’utente alla battaglia, un modo gentile per proiettarlo nella realtà che lo aspetta; sforzo senza dubbio accettabile quello degli sviluppatori (specie se si pensa a quanto accade in Monster Hunter, dove il giocatore non ha modo di metabolizzare la realtà dove deve muovere i passi), tuttavia chi cerca in WKC quella profonda caratterizzazione dei personaggi, o l’esperienza onirica che ci erano soliti regalare i titoli Level-5, possono mettersi l’animo in pace, e continuare la ricerca altrove.

MMORPG?

Una volta inserito il disco nella console, e aver atteso l’installazione di 2.8 GB sul vostro hard disk, il gioco anziché introdurvi subito alla vicenda di White Knight Chronicles, vi pone davanti un editor per la creazione del vostro alter-ego. Già, perché almeno in linea teorica, il giocatore non impersona Leonard, il protagonista, ma un assistente assunto dal signor Rapacci, un avatar al quale è possibile dare liberamente forma; tale scelta si risolve nella necessità di ovviare a un personaggio proprio nelle sessioni multiplayer online, mentre durante il single player sarà possibile in ogni momento passare al controllo di qualsiasi altro dei personaggi del party, Leonard incluso. L’ editor offertoci da Level-5 è senza dubbio particolareggiato, potremo caratterizzare anche i dettagli più minuti del nostro personaggio, come ciglia e sopracciglia, il peso o le espressioni facciali, dando vita alle combinazioni più disparate. Tal esordio, come già su citato riguardo alla storyline, risulta perfettamente calzante alla formula di gioco confezionata da Level-5; WKC, infatti, in molti suoi tratti ricorda la struttura più tipica del gioco di ruolo massivo multiplayer ( MMORPG , in gergo), genere di grande successo su PC, che conta esponenti quali Aion o Final Fantasy XI. A suggerirci ciò anzitutto è l’HUD proposto; a margine inferiore una barra menù ci permetterà di opzionare gli attacchi/magie più utili in battaglia, mentre come accade in tutti gli MMORPG nell’angolo superiore destro, sono riportate le statistiche dei giocatori, e nell’angolo sinistro le mosse e messaggi dei personaggi che prendono parte alla battaglia. Le similitudini continuano ovviamente anche nel battle system; gli avversari sono liberamente visibili su mappa, e come avveniva anche in Final Fantasy XII, alcuni di questi ci attaccheranno, altri rimarranno indifferenti alla nostra presenza; il giocatore ha il libero controllo del personaggio selezionato, mentre gli altri saranno mossi dall’intelligenza artificiale, anch’essa programmabile dall’utente, tramite la pressione del tasto L3 durante la battaglia, o anche dal menù opzioni (come avviene in Star Ocean Last Hope, o con il sistema Gambit di Final Fantasy XII). Il combattimento, che avviene in tempo reale, è scandito da una barra temporale circolare, in una sorta di ATB (Active Time Battle); nell’attesa che questa si riempie, il giocatore può comunque muoversi liberamente nella mappa, o meglio ancora selezionare l’attacco da apportare fra quelli disponibili a margine dello schermo con la croce direzionale. Tutto sa ancora una volta di già visto, fortunatamente però, i ragazzi di Level-5 hanno lavorato anche di inventiva, aggiungendo a quanto già richiamato una serie di novità assolute, che se opportunamente sfruttate saranno elementi strategici di primaria importanza. Spendendo un quantitativo non irrilevante di Punti Azione, avremo accesso al vero tratto distintivo del gioco, la trasformazione in White Knight, utilissima durante gli scontri con i Boss o nemici di grossa taglia, data la potenza del nostro alter-ego in questa forma, inoltre, sarà possibile creare delle combo personalizzate, in grado di concatenare più attacchi nella stessa unità di tempo, e quindi infliggere danni maggiori.Ogni vittoria, come la tradizione più genuina vuole, ci permetterà di ottenere oggetti (spesso utili per l’evoluzione dell’equipaggiamento), ma in special modo esperienza. Con l’accumulo dell’esperienza il nostro alter-ego salirà di livello, e permettendo al giocatore di ottenere Punti Abilità, utili alla crescita tecnica del personaggio. Tramite un pratico menù disposto a sfere, sarà possibile spendere i punti abilità ottenuti per sbloccare nuove caratteristiche, o nuove abilità, le quali sono ben cinquanta per ogni tipologia di arma. In questo modo, Level-5 ci permette di specializzare nella maniera più completa il nostro personaggio, ed ottenere un team perfettamente equilibrato e in grado di fronteggiare qualsiasi battaglia.

Cavalieri in rete

La storyline principale offerta da WKC tiene occupato il giocatore intorno alle trenta ore, un quantitativo al di sotto a quanto ci si aspetterebbe da un jrpg (che in alcuni casi hanno anche toccato quantitativi a tre cifre), nonostante questo, non si può certo dire che Level-5 abbia peccato sul fronte longevità. Infatti, dopo poche ore il gioco, presso qualsiasi save points è possibile accedere a Geonet , il fantastico network creato da Level-5 per gestire nel modo migliore la componente online di WKC. Su Geonet il giocatore può curare un proprio profilo, tenere e seguire blogs, gestire liste amici (gli amici su WKC sono distinti dagli amici del PSN), reclutare persone al fine di portare a compimento le quest multiplayer messe a disposizione dal gioco. Ma se Geonet non fosse abbastanza da capacitarvi della bontà della componente online dell’ultima fatica Level-5, non potrete che essere sorpresi di Georama . I Level-5 hanno trasposto su WKC il sistema Georama già incontrato in Dark Cloud e Dark Chronicles, ove era possibile creare e personalizzare delle città, e popolarle di personaggi non giocanti, utilizzando tale meccanica ai fini del multiplayer online; già, perché le città create dai giocatori funzioneranno un po’ da Lobby, i nostri amici potranno visitarle, e potremo addirittura scambiare quanto prodotto nelle nostre città con gli altri utenti, al fine di sbloccare nuovi edifici con cui adornare la nostra cittadina, o incrementare quanto prodotto. Per quanto concerne le quest online, è possibile utilizzare il proprio alter-ego (quello creato grazie all’editor iniziale), che manterrà le statistiche e l’equipaggiamento del single-player, e unirsi ad altri tre giocatori per portare a termine delle missioni. Le missioni online sono senza dubbio divertenti, e Level-5 nella versione International Edition destinata a noi europei ha introdotto anche la chat vocale in game e il supporto alle tastiere USB per la chat testuali , valorizzando ancor di più la cooperazione fra giocatori, nodo centrale del multiplayer online.

Come nelle fiabe, il cavaliere bianco arriva sempre alla fine

White Knight Chronicles, dal punto di vista tecnico, soffre oltremodo il lungo periodo di gestazione che è intercorso prima che raggiungesse il nostro territorio. Il comparto grafico, infatti, si rivela alquanto antiquato, se confrontato direttamente con quanto già presente sul mercato; le textures offerte da Level-5 mancano di profondità, e i modelli poligonali si propongono decisamente come datati. Sebbene vaste, anche le ambientazioni non sono delle migliori, alla lunga risultano ripetitive e anonime, tali da causare spesso una sensazione di deja-vu. Ovviamente il risultato complessivo non è da buttare, anzi, tuttavia ci si aspettava qualcosa di meglio da un prodotto Level-5. Sul fronte audio, il titolo non delude, le musiche offerteci sono senza dubbio calzanti, peccato per lo scarso impegno dimostrato nel doppiaggio dei personaggi durante le cut-scenes, dove il più delle volte il parlato non coincide con il labiale dei protagonisti.

Conclusioni

White Knight Chronicles, ultima fatica dei Level-5, purtroppo non mantiene le promesse fatte nell’ormai lontano 2007. Sebbene il prodotto nel complesso sia sicuramente godibile, grandi lacune, quali una storia incredibilmente banale, un battle-system che sa di già visto, e un comparto tecnico chiaramente datato, non possono certamente soddisfare la sete di jrpg degli utenti Sony. In un bilancio non troppo felice come questo, lo splendido lavoro fatto con il multiplayer online non può da solo giustificare l’acquisto dell’ esclusiva Ps3, in un periodo dove gli scaffali dei negozi espongono nomi quali Final Fantasy XIII e Resonance of Fate. Peccato.

CI PIACE

Multiplayer online molto curato
\nMusiche evocative e calzanti
\nGuidare il White Knight è sicuramente appagante

NON CI PIACE

Storia banalissima
\nComparto tecnico datato
\nDoppiaggio da dimenticare

7Cyberludus.com
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