L’ardua impresa di Santa Monica

Ci sono videogiochi che diventano delle vere e proprie leggende tali da essere eletti icone insuperabili, osannati e prese a modello da cui attingere. Un esempio celebre è proprio God of War , action/adventure in terza persona esclusiva Sony , piombato a capolino su Playstation 2 nel lontano 2005. Il titolo diventò subito un successo  per diversi e significativi aspetti: su tutti il protagonista, Kratos, il brutale condottiero spartano al servizio degli Dei, in attesa di redenzione dai peccati commessi durante le sue sanguinose battaglie. Il Fantasma di Sparta rappresenta ancora oggi l’anti- eroe per eccellenza: un buono corrotto dal potere che a sua volta lo ha reso cattivo, spinto dal desiderio di vendetta, un desiderio cosi mefistotelico da distruggere ogni cosa sul suo cammino. La figura di Kratos ha letteralmente stregato. E’ una storia cupa quella del protagonista, ma anche con delle forti  tinte  epiche. E un racconto del genere poteva essere descritto solo attraverso scenari ispirati e ricercati, come quelli dell’antica Grecia, con i suoi personaggi mitologici e le sue atmosfere classiche e ineguagliabili. Tutto questo impreziosito da un comparto tecnico mai visto sulle console di seconda generazione, che vantava una grafica pazzesca senza il minimo rallentamento, ed una colonna sonora maestosa. God of War divenne il gioco del momento, e l’inevitabile seguito non solo superò di gran lunga il prequel, ma venne premiato come miglior titolo dell’anno 2007. Da quel momento, le attese per il terzo e ultimo (?) capitolo della saga, si sono fatte sentire, e non a caso sono serviti ben tre anni per la lavorazione e il completamento del sequel. Ma il rischio di creare un gioco troppo simile ai precedenti, la sfida del lavorare per la prima volta sulla potente, ma difficile, Playstation 3 e le esigenze dei fan, non hanno fermato il talentuoso team di Santa Monica Studio , cosciente di dover vincere una battaglia piuttosto difficile: superare l’eccellenza dei primi due capitoli e concludere nel migliore dei modi la trilogia. Dal 17 marzo God of War 3 è disponibile nei negozi, e Cyberludus ha testato a fondo per voi l’ultima fatica del team americano. Kratos sarà all’altezza delle aspettative? Scopritelo nel nostro viaggio verso l’Olimpo.

Alla fine..rimarrà solo il Caos

Come tutte le storie entusiasmanti, anche quella di God of War ha un inizio rocambolesco; dotato di abilità battagliere impressionanti, il generale spartano Kratos ha fatto della violenza la sua moneta per vincere le guerre e per attirare su di se l’attenzione degli Dei, soprattutto quella di Ares. Ma un patto pericoloso tra i due, da un lato regala al generale poteri incredibili, ma dall’altro lo acceca a tal punto da  portarlo ad uccidere involontariamente la sua famiglia. Odiato e temuto da tutta la Grecia, il Fantasma di Sparta può solo servire gli Dei, per tentare di placare il loro sdegno e ottenere la fine delle visioni che lo tormentano da anni. La sua vendetta contro il sadico Ares trova presto albergo nella missione assegnatagli; uccidere Ares, il Dio della Guerra attraverso il Vaso di Pandora, un potente artefatto che contiene un potere cosi letale da distruggere un Dio. Il viaggio di Kratos lo porterà faccia a faccia con l’odiato nemico, che morirà per mano sua. Come regalo, gli Olimpici lo faranno nuovo Dio della Guerra. Ma nemmeno l’immortalità è capace di scacciare le orrende colpe e le allucinazioni del nuovo sovrano, adesso odiato da tutti i suoi nuovi fratelli. Vittima di un inganno, Kratos perderà i suoi poteri e verrà ucciso per mano di Zeus. Ma nemmeno la morte riesce a fermare Kratos che, con l’aiuto dei Titani, oltrepasserà le porte dell’Ade, alla ricerca delle Sorelle del Destino, le uniche capaci di riportarlo indietro nel tempo per evitare la morte e uccidere Zeus. Durante l’impresa, il Fantasma di Sparta apprenderà parecchie verità scioccanti, come la rivelazione della morente Atena, che suo padre è proprio Zeus, il suo assassino. L’odio di Kratos a questo punto è fuori controllo; decide di riportare indietro tutti i Titani, gli antichi dominatori del mondo, sconfitti ed esiliati dagli Dei. Proprio da questo punto, ovvero dalle ultime battute del secondo capitolo, inizia God of War 3. Kratos in preda alla più feroce ira, spalleggiato dai Titani in cima verso l’ Olimpo, per dare il via alle grande guerra contro tutti gli Dei. Un bellissimo filmato realizzato in puro stile fumettoso racconterà le vicende precedenti, ed ecco che l’azione si scatena senza troppi preamboli. La prima cosa che colpisce è la spettacolare cura nei filmati di intermezzo che raccontano la storia. Il motion capture è incredibile e il realismo ottimo. La tensione e l’epicità della narrazione sono uniche e trasudano patos e immersione totale. Giocare a God of War 3 significa anzitutto diventare protagonisti di una storia antica quanto il mondo, un mito raccontato in maniera magistrale, che si appresta a recitare il suo ultimo atto. Come per ogni trilogia, anche in quella di Kratos si ritorna indietro a far luce su alcuni aspetti già conosciuti, ma non approfonditi abbastanza. Faranno ritorno anche alcuni personaggi noti a chi non solo ha giocato ai due precedenti capitoli, ma addirittura al prequel esclusivo Psp , Chains of Olympous . Kratos si conferma come un protagonista ineccepibile, dotato di carisma e fascino tali da confondersi tranquillamente con personaggi più del cinema che dei videogiochi. La sua storia cattura fino allo sconvolgente finale che, nonostante farà storcere il naso a molti degli appassionati, conclude in maniera molto “decisa” le vicende del condottiero spartano, proprio come succede nelle tragedie greche che tanto ci hanno affascinato a scuola. Non resta che mettere le mani sul finale completo, tolto dalle versione disco perché non ancora pronto, e presto disponibile gratuitamente su Playstation Network .

L’arte degli Dei

I primi due God of War superarono i confini tecnici della mai dimenticata Playstation 2. God of War 3 si può attualmente definire come il migliore spettacolo mai visto su console. Il comparto grafico dell’ultima fatica di Santa Monica appare maestoso e mostra i muscoli fin dalle prime schermate. Le atmosfere dell’antica Grecia, i richiami alla mitologia e alla storia, prendono vita su Playstation 3 attraverso una ricchezza di dettaglio e particolari mai vista prima. Il modello poligonale di Kratos rasenta il realismo nella sua definizione della muscolatura piena di rivoli di sangue, nei particolari degli accessori, come il Vello d’oro sul braccio o le lame ben legate alle braccia. Ma ciò che colpisce sono i movimenti facciali, straordinariamente realistici e in grado di riprodurre alla perfezione piaghe, rughe ed espressioni. I personaggi secondari non sono da meno: gli Dei, i Titani e l’enorme bestiario di nemici che il protagonista incontrerà nel suo cammino verso la vendetta, vantano la stessa cura e la stessa magnificenza tecnica. Gaia e Atlante sono in questo capitolo così imponenti da rendere Kratos piccolo quando un’unghia; divinità come Ade o Poseidone sono realizzate in maniera talmente maestosa da sottolineare il loro potere e la loro immortalità. I nemici spaziano dai semplici soldati non morti, che in alcune schermate riempiono l’intera visuale di gioco, ai centauri, ai ciclopi, fino ad arrivare a creature terrificanti come Cerbero, uno scorpione gigante o mostri marini. Le ambientazioni sono semplicemente esagerate e mastodontiche: Kratos è un essere minuscolo davanti agli edifici sul monte Olimpo o nei meandri dell’Ade. Ogni schermata è stata studiata per mettere a disagio il giocatore, che si trova ad essere una piccola pedina in mezzo a una guerra di proporzioni bibliche, e dove potere e vendetta si scontrano all’ultimo sangue. I programmatori non hanno badato certo al risparmio con gli effetti speciali. Fuoco, acqua, polvere, ghiaccio esangue a fiumi; ogni singolo elemento è semplicemente perfetto, vivo e dinamico, come se la natura stessa albergasse in ogni schermata di gioco. Gli scorci panoramici, come la città di Olimpia in fiamme in lontananza, o le pendici innevate verso il Monte sacro, o ancora la schiena dei Titani come Gaia, sono solo piccoli esempi dei livelli che attendono il giocatore. Sia gli esterni che gli interni sono impreziositi da dettagli pregevoli, come vegetazione selvaggia, antiche statue, colonne e raffigurazioni divine come tele, gigantografie e tanto altro. Il sistema di illuminazione è probabilmente il miglior tocco di classe dell’intero prodotto; la maggior parte delle ambientazioni sono volutamente scure per dare libero sfogo agli effetti speciali delle armi, i cui riflessi illuminano le pareti e il pavimento. Per non parlare del realismo così delicato e perfetto delle fiamme dei lampadari e delle torce, che creano ombre sinuose e tenui. Tutto questo risulta godibile da ammirare attraverso una regia cinematografica. In questo capitolo infatti la solita inquadratura fissa dall’alto lascia il posto a telecamere dinamiche, che cambiano posizione a seconda del momento che il giocatore sta per vivere. Durante gli scontri contro i boss, ad esempio la telecamera sarà sempre in movimento per regalare inquadrature dall’alto, dal basso e dalle posizioni più assurde, come se ci si trovasse al cinema davanti al migliore dei colossal. Durante l’esplorazione e i combattimenti, l’inquadratura vanterà posizioni alla spalle del protagonista o illustrerà in maniera egregia il percorso da seguire. La sensazione di perfezione generale si respira in ogni livello, assieme al senso di vertigine davanti a strapiombi o sul dorso dei Titani, sensazione così reale da mantenere costante l’attenzione ad ogni passo. Il comparto audio non poteva essere da meno, e infatti la colonna sonora generale impreziosisce il prodotto attraverso musiche epiche e di sicuro impatto; la maggior parte sono nuove, altre estrapolate dai precedenti capitoli. Ciascun motivo richiama l’attenzione e lo stato d’animo del giocatore durante il suo viaggio. Il campionario suoni è realistico e farcito da particolari incredibili, come il respiro di Kratos, il rumore della lame quando vengono riposte dietro le spalle, o i versi delle creature nemiche che popolano i vari livelli. Un piccolo neo invece si riscontra nel doppiaggio, a tratti poco credibile. Ma nulla di così lampante da rovinare il crescendo di perfezione e armonia che regala l’intera avventura.

Scontro tra Titani

God of War 3 eredita a piene mani tutto quello che ha reso i primi due capitoli eccellenti, ovvero un gameplay veloce e adrenalinico, che si basa sullo scontro ravvicinato con i nemici, l’esplorazione e la risoluzione di enigmi. Questo non vuol dire che sia un clone tirato a lucido grazie a una grafica poderosa. Significa che ogni singolo elemento è stato reinterpretato e perfezionato, non solo per la nuova generazione, ma anche per concludere in maniera coerente una trilogia unica, che ha fatto del suo stile e del suo gameplay i propri cavalli di battaglia. La prima cosa che salta all’occhio è la velocità e l’immediatezza delle azioni quando si controlla il personaggio principale; Kratos è rapido, scattante e naturalmente letale. Come sempre i due stick analogici serviranno per muoversi e per schivare, mentre i tasti triangolo e quadrato asservono alla funzione di attacco pesante e attacco leggero. Con il tasto x si salta e si plana grazie alle ali di Icaro, con R1 si effettua la parta e con il cerchio la presa sui nemici, che darà il via a sequenze all’insegna del sangue. In effetti, questo terzo capitolo è il più violento e il più truce, dove guerra, azione e sangue non solo abbondano ma sono espressi in maniera pittoresca e a tratti sgradevole per i deboli di stomaco. Kratos non ha certo i guanti di velluto, e la sua efferatezza si esplica dall’inizio alla fine. I nemici dal canto loro, non se ne staranno certo a guardare e attaccheranno in massa. Intere schermate di gioco saranno occupate da parecchi soldati comandati da un centauro, da cani infernali, gorgoni e ciclopi. I programmatori hanno pensato bene di dare la possibilità al giocatore di uscire dai guai in diversi modi; il primo è fare piazza pulita di nemici alla cieca. Ma il secondo è più spettacolare, in quanto alcuni mostri possono essere sfruttati a proprio vantaggio per scopi bellici. Le gorgoni ad esempio, una volta uccise, pietrificano tutto quello che compare su schermo; in questo modo Kratos ha tutto il tempo per distruggere i nemici trasformati prima che si liberino dal loro stato. Oppure ci sono i ciclopi o i cani a tre teste, che possono essere pilotati una volta tramortiti, e diventare strumenti di morte perfetti contro nemici protetti da scudi o magie. Ritornano le sequenze quick time event , rese adesso ancora più spettacolari; premendo i tasti su schermo al momento giusto, il protagonista darà libero sfogo di arte bellica e violenza gratuita. I combattimenti contro i boss soprattutto, sono così studiati a livello visivo che fanno impallidire parecchie produzioni cinematografiche. Alcune sezioni in groppa ai Titani richiamano alla mente Shadow of The Colossus . Non mancheranno infine sezioni in volo e sott’acqua. Gli strumenti di morte del nostro spartano non si fermano naturalmente alla Lame dell’Esilio (regalate da una vecchia conoscenza..) ma comprendono strumenti letali, come Cestus di Nimea, ovvero una coppia di guanti indistruttibili a forma di bocca di leone, o gli Artigli di Ade, due poderosi ganci magici, in grado di evocare le creature degli Inferi. Alle armi principali si affiancano poteri secondari (ma altrettanto efficaci e letali), come la testa di Elio, in grado di illuminare percorsi bui e scovare porte e scrigni segreti, o l’arco di Apollo, infallibile negli attacchi a distanza e per attirare nemici alati. In effetti le armi secondarie in questo capitolo fungono non solo da strumenti di combattimento ma anche da chiavi per risolvere gli enigmi. Ad esempio, se il giocatore si trova davanti a un baratro insuperabile, potrà attirare a se con l’arco delle arpie nelle vicinanze e aggrapparsi su di esse per atterrare dall’altra parte. O ancora, sfruttare la potenza della testa di Elio per farsi strada lungo labirinti totalmente bui. Tutte le armi sono come al solito potenziabili attraverso l’intuitivo menù di upgrade, che comprende anche occhi delle gorgoni, piume di fenice e corni di minotauro per potenziare rispettivamente: le barre della salute, della magia e della Furia di Sparta, grazie alla quale per una manciata di secondi Kratos sarà invulnerabile e letale. L’avventura, portata a termine in modalità standard, durerà circa 10/12 ore, longevità da non sottovalutare considerato il genere; longevità che aumenta di parecchie ore grazie alle modalità sbloccabili come le Sfide e le Arene e la ricerca dei preziosi Tesori degli Dei, che arricchiranno le successive partite di poteri eccezionali.

God of War 3 Ultimate Trilogy Collection

L’esclusiva Sony è disponibile in diverse edizioni, ma è doveroso citare la più importante e la più ricca, ovvero la God of War 3 Ultimate Trilogy Collection , in tiratura limitata, che impreziosisce la terza avventura di Kratos con succulenti doni. Anzitutto la confezione comprende una riproduzione del Vaso di Pandora, la celebre reliquia dei primi capitoli, bellissima da vedere e da esporre; al suo interno troverete il disco di God of War 3, le cartoline ufficiali, codici da riscattare su Psn per ottenere oggetti extra, artbook e vario materiale sulla realizzazione del gioco e soprattutto, la God of War Collection, ovvero il blu ray disc che contiene i primi due episodi della serie rimasterizzati per il debutto su Playstation 3. Questa edizione “degna di un Dio”, non è certo economica, e si aggira attorno alle 150 euro, ma è una perla rara che farà gola ai collezionisti, ed è caldamente consigliata a chi si è perso i primi due capitoli su Playstation 2 che, sulla sorella maggiore, girano a 60 Fps e fanno la loro bella e dignitosa figura nonostante l’età.

Conclusioni

God of war 3 rappresenta la massima espressione delle gesta di Kratos, uno dei protagonisti più amati e vincenti del repertorio videoludico. Questo terzo capitolo eleva all’ennesima potenza l’eredità lasciata dai precedenti capitoli, sfoggiando un comparto tecnico perfetto, una regia cinematografica degna di un colossal hollywoodiano e un gameplay immediato, divertente e impegnativo, anche se in parte riciclato. Se proprio dobbiamo trovare qualche pecca (impresa davvero ardua), la si può riscontrare nella mancata precisione dei comandi in alcune azioni, ma che si verifica in maniera davvero sporadica. Ma parliamo di piccoli nei, appena visibili su uno strato di assoluta perfezione videoludica. God of War 3 è una magnifica produzione, da vedere, da giocare e soprattutto da vivere. Questo titolo rappresenterà il nuovo termine di paragone su console, oltre che la killer application Playstation 3 più amata e desiderata da tutti. Una leggenda raccontata in pixel che un giorno verrà superata a livello tecnico da un’altra, ma che come i migliori miti della storia, non potrà mai essere  dimenticata.

CI PIACE

Storia appassionante e protagonista inimitabile
Comparto tecnico maestoso
Giocabilità immediata e senza eguali

NON CI PIACE

Impercettibili incertezze nei controlli
Il vero finale della storia è stato tolto dalla versione originale per essere rilasciato in seguito
Poteva essere più longevo
Sostanzialmente nessuna novità di rilievo

9.8Cyberludus.com
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