Aliens: Colonial Marines

Era il lontano 1979 quando un giovanissimo Ridley Scott terrorizzava l’Occidente con il suo fanta-horror per eccellenza Alien. Da lì la nascita di un vero e proprio culto della fantascienza, fatto di seguiti e spin-off di ogni genere e natura, in grado di abbracciare non solo il mondo del cinema, ma anche quello dei fumetti, della letteratura, dei videogiochi. Un’icona indelebile quella di Alien, ritornata da poco in auge grazie all’ultima, nonché terza fatica di Rebellion, dedicata alla serie Aliens vs Predator. Un titolo, quest’ultimo, sicuramente meno travagliato del tanto atteso quanto misterioso Aliens: Colonial Marines. Affidato, da Sega, alle menti creative di Gearbox Software, Aliens: Colonial Marines rappresenta, come lo stesso titolo ci fa intuire, un evidente omaggio al secondo film della saga, Aliens appunto, curato all’epoca dal talentuoso James Cameron. Uscito ben sette anni dopo il capolavoro di Scott, Aliens è forse il film che meglio si appresta, date le sue caratteristiche prettamente “splatter”, ad una vera e propria trasposizione videoludica. A tali potenzialità, paradossalmente, ci aveva già pensato la poco nota Check Six Games, la quale, nel lontano 2001, era in procinto di pubblicare come esclusiva Playstation 2 un titolo omonimo a quello Gearbox. Strane vicende ne impedirono tuttavia la distribuzione da parte della stessa EA, a causa, probabilmente, di una qualità del titolo non all’altezza. Scopriamo allora quali saranno gli intenti di questo interessantissimo Aliens: Colonial Marines.

“Escono dalle pareti!”

A voler sfatare questo misterioso tabù è intervenuta proprio Gearbox, responsabile tra l’altro dell’apprezzata serie Brothers in Arms e del recentissimo Borderlands. Dal 2006 ad oggi, anno in cui è stato annunciato per la prima volta Aliens: Colonial Marines, siamo stati sommersi da continui rumor inerenti allo stadio di sviluppo del gioco, arrivando persino ad ipotizzare una cancellazione definitiva da parte di Sega. Sembra però che il richiamo di “Alien” sia più forte delle ambizioni e dei rischi che gravitano attorno ad un simile progetto, da qualche mese riconfermato ed in stato di completamento. Data l’indole action, Aliens: Colonial Marines si presenta come un classico sparatutto in prima persona, caratterizzato però da una massiccia componente tattica. Nel corso del gioco, infatti, potremo impartire ordini ai propri compagni e coordinare così azioni di attacco o difesa in base alle circostanze. Colonial Marines proporrà una campagna in solitaria nei panni di un marine spaziale, sbarcato, assieme agli altri componenti della squadra, all’interno di un’astronave apparentemente “innocua”. Lo scopo della missione sarà quello di capire il motivo che ha causato l’interruzione delle comunicazioni radio tra l’astronave e la colonia terrestre presente sul pianeta limitrofo; inoltre, saremo incaricati di rintracciare nientemeno che il tenente Ripley, figura chiave di tutta la saga, il caporale Dwayne Hicks e il resto dell’equipaggio, nella speranza che siano ancora vivi. Inconsapevoli di cosa li spetta realmente, i quattro colonial marines si ritroveranno all’interno di una vera e propria trappola, attaccati dagli xenomorfi Aliens e dagli inquietanti Facehugger, che tutti ricorderanno come i piccoli parassiti in grado di depositare le uova degli Aliens all’interno di un corpo ospitante, in questo caso quello dell’uomo. A rendere le cose più difficili ci penserà il gioco stesso, che ci priverà di tutti quegli elementi tipici di un Fps; a partire dall’HUD, ossia l’interfaccia grafica mostrante lo stato del nostro marine (salute e armamenti) e la mappa di gioco, l’unico oggetto in grado di tenerci compagnia sarà il famosissimo rilevatore di movimento; questo particolare accessorio, proprio come nel film, ci indicherà sul radar la posizione degli Aliens che si troveranno nelle strette vicinanze, amplificando a dismisura quelle sensazioni di ansia e adrenalina che solo una creatura come Alien è capace di infondere alle proprie prede. A detta degli sviluppatori, non mancheranno atipici scontri corpo a corpo con le creature xenomorfe, strutturati principalmente secondo classiche sequenze di Quick Time Event, o, ancora, non mancheranno sontuosi boss di fine livello, quali regine o altre misteriose creature, con tanto di sequenze che si preannunciano epiche e dall’alto tasso cinematografico.

Semper Fidelis

Una delle modalità che farà certamente felici gli amanti non solo della saga cinematografica, ma degli Fps in genere, sarà quella cooperativa. Aliens: Colonial Marines, infatti, vanterà la presenza di una modalità cooperativa affrontabile sia in split-screen a due giocatori sia online a quattro, con ogni giocatore impersonante un membro della squadra. Naturalmente, il comparto multiplayer non si fermerà alla già sostanziosa cooperativa: classici scontri a squadre o ad obiettivi saranno all’ordine del giorno.

Conclusioni

Gearbox Software si è incaricata di un lavoro che richiede enormi responsabilità; tuttavia, conoscendo la software house, la fiducia in essa riposta potrebbe essere facilmente ripagata. Aliens: Colonial Marines rappresenterà, se non altro, il primo vero tentativo di trasposizione diretta del mondo di Alien e, nonostante le notizie abbiano spesso vacillato nel buio, le speranze che il titolo Sega possa rivelarsi un ottimo prodotto sono comunque giustificate dalle enormi potenzialità che risiedono nel marchio. Se poi teniamo conto delle ambientazioni labirintiche e claustrofobiche che caratterizzano il film, Aliens: Colonial Marines avrà tutte le carte in regola per imporsi come survival horror dell’anno.

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Redazione
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