Grazie Insomniac

Lodare una software house non è sempre facile, eppure ci sono casi in cui farlo non è poi molto difficile. Questo è il caso di Insomniac Games. Guardando l’operato degli sviluppatori non possiamo che ritenerci soddisfatti del crescendo di titoli di qualità che la casa californiana è riuscita a confezionare dal lancio di PlayStation 3 ad oggi. Se da un lato le necessità di fornire un titolo all’altezza della nuova console di turno è una delle sfide più grandi per un team di sviluppo, sarà altrettanto difficile garantire una qualità e una quantità di titoli costante per il sistema lanciato sul mercato. Una buona dose di dedizione che ha prodotto dei risultati mediamente alti e che ha condotto gli sviluppatori ad acquisire dimestichezza con l’hardware di PlayStation 3. È così che siamo giunti a Ratchet e Clank: A Spasso Nel Tempo, capitolo conclusivo della saga Ratchet e Clank su PlayStation 3. Un capitolo imperdibile per tutti i fan e non solo; tutti gli amanti del genere farebbero bene a dedicare alta considerazione al titolo per una serie di motivi che vi illustreremo in questo articolo.

Ratchet & Clank: A Spasso Nel Tempo

Un’esperienza cinematica

Osservando i filmati di gioco notiamo con soddisfazione le prime migliorie rispetto il primo capitolo next-gen di Ratchet e Clank. Notiamo subito il maggior impegno riposto dal team in fase di sviluppo per ottenere dei filmati e un ritmo di narrazione che non ha nulla da invidiare ai capolavori Pixar. Se il livello grafico dei filmati non si attesta allo stesso livello delle ultime produzioni Pixar, il titolo Insomniac rasenta la qualità dei film d’animazione in computer grafica anni 90, In parole povere un risultato a dir poco d’effetto. Essere catturati dagli elementi cinematografici di Ratchet e Clank: A spasso nel tempo è roba da nulla dal momento che il filmato d’apertura ci mostra non solo i suddetti miglioramenti in ambito di ritmo e narrazione ma anche un doppiaggio italiano, delle musiche e degli effetti sonori che ci rimandano col pensiero alle grosse produzioni Pixar. La qualità della regia, della trama e non per ultima quella visiva, sono elementi che a nostro parere devono essere esaltati e lodati per la loro capacità di risucchiare letteralmente il giocatore (o spettatore) nelle vicende che si susseguono durante l’avventura.

Ratchet & Clank: A Spasso Nel Tempo

Un viaggio già iniziato

L’intrigante filmato d’apertura ci mette a conoscenza della posizione di Clank nello spazio. Sappiamo così che dopo essere stato rapito dagli Zoni per ordine del dottor Nefarius (l'”arci-ultra” nemico assoluto dell’universo) Clank è stato immobilizzato edisattivato. Nefarius, servendosi degli Zoni, porta avanti un unico obiettivo, ovvero, accedere alla Camera di Orvus grazie alla quale potrà comandare le leggi del tempo. Con un simile potere nelle mani Nefarius ambisce a raggiungere il controllo della storia manipolando passato, presente e quindi futuro. Clank in questo gioco di potere è la chiave per la camera di Orvus, l’elemento essenziale affinché si possa accedere alle leggi del tempo. Gli Zoni, fedelissimi a Clank, si rifiutano di aiutare Nefarius a conquistare una simile quantità di potere e chiariscono al dottore che solo “sire” (ovvero Clank) è autorizzato all’accesso. Dopo un piccolo diverbio con gli Zoni, Nefarius distratto da un problema elettrico lascia fuggire Clank a sua volta aiutato dal custode dell’orologio. La fuga viene tuttavia arrestata e Clank sviene dopo che Nefarius rivela il luogo in cui si trova: l’Orologio dell’universo, situato al centro dell’universo e luogo natio di Clank stesso. Nel frattempo Ratchet vaga nello spazio alla ricerca di Clank in compagnia del capitano Qwark. La tranquillità è subito attaccata da un’improvvisa anomalia non identificata che danneggia gravemente la navetta Aphelion dopo l’impatto con la superficie della foresta di Zolar i due sono salvi grazie ad uno squarcio spazio-temporale. I due eroi si precipitano alla ricerca di informazioni e di un modo per riparare Aphelion, senza sapere che grazie agli abitanti di questo pianeta, i Fungoid, otterranno una valida pista da seguire per poter arrivare a Clank. Non tutto continuerà ad andare per il meglio nel momento in cui Lord Varselon scambia Ratchet per un ribelle di nome Azimuth e lo rapisce per portarlo al suo cospetto. Da qui i destini di Ratchet e Clank proseguiranno autonomamente fino al momento del tanto atteso incontro.

Ratchet & Clank: A Spasso Nel Tempo

Un gameplay per due

Essere lontani tra loro non impedisce Clank e Ratchet di dare il meglio di se. Con l’intento di sottolineare questo aspetto dei due protagonisti, Insomniac ha suddiviso nettamente in due sezioni il gameplay e gli eventi stessi. La trama prosegue parallelamente raccontando i fatti vissuti da Clank e da Ratchet, il gameplay è stato quindi elaborato in modo da avere due fasi di gioco nettamente separate. Utilizzando Clank, giocheremo delle sezioni platform caratterizzate dalla risoluzione di puzzle tramite la manipolazione dello spazio-tempo, mentre, nei panni di Ratchet il gameplay rimane, alla base, il classico della serie condito di alcune interessanti novità e chiaramente più orientato al genere platform, un aspetto che rimanda ai primi capitoli della serie su PS2. Impersonando Clank, riceveremo prezioso aiuto e indicazioni dal custode dell’orologio. Proprio lui ci insegnerà ad effettuare salti con l’Eli-zaino, sferrare pugni, utilizzare i gadget raccolti e soprattutto si rivelerà un’esperta guida all’interno dell’Orologio dell’universo. Uno dei gadget più interessanti di Clank è il dispositivo di manipolazione spazio temporale che gli consente di sfruttare delle apposite pedane per registrare nello spazio-tempo. In termini più pratici, salendo su una delle due piattaforme (una verde e l’altra blu) potremo registrare le nostre azioni in modo che utilizzando una seconda pedana vedremo un nostro ologramma eseguire le azioni effettuate in precedenza. In questo modo attiviamo interruttori e macchinari che ci consentono il passaggio all’aria successiva. Le cose si complicheranno un po’ nel momento in cui dovremo registrare ben due ologrammi per aprirci la via risolvendo puzzle più complessi. Molto visionario è il livello della Camera di Orvus, ovvero il subconscio dello stesso Clank. Oltre ad essere rappresentato appropriatamente, il subconscio di Clank ci consegnerà il Cronoscettro, altro dispositivo di prima necessità per proseguire nella storia. Con il Cronoscettro potremo riportare gli oggetti rotti al momento in cui funzionavano e allo stesso modo lanciare granate che rallentano il tempo nella zona mirata. Dal lato opposto, il gameplay di Ratchet assume un ruolo portante nello schema di gameplay studiato da Insomniac. Un classico della serie rimane la grande varietà di armi, gadget e dispositivi di cui il protagonista dispone. Questo capitolo non tradisce la tradizione e consente, oltre a collezionare nuove armi, armature e dispositivi, di personalizzare le armi con poteri speciali, parti aggiuntive, modalità di sparo e perfino colore (con scelta di colori prestabiliti o personali). Le armi continuano ad essere originali e ben disegnate, tra tutte però spicca l’Eruttore o “richiamo amoroso letale” come viene chiamato scherzosamente dal gioco. Questo “richiamo” non è altro che un bel rutto emesso dall’arma. L’emissione di tale raffinato suono causa un’onda sonica che danneggia i nemici all’interno dell’area presa di mira. Per i combattimenti corpo a corpo, l’Onnichiave (una chiave inglese gigante) rimane la prescelta di Ratchet. Non manca qualche ottimizzazione della modalità di mira e spostamento laterale durante le sparatorie grazie alle quali possiamo contare su una maggior precisione. Elemento chiave, nonché novità della serie sono gli Hoverscarponi che ci consegnerà il Lombax Alister Azimuth sul pianeta Monoloth. Gli Hoverscarponi sono dei pattini volanti con cui potremo andare più veloce e planare dopo un salto. Dopo aver ricevuto questo gadget, le situazioni che ne richiederanno l’utilizzo saranno ricorrenti e questo certamente non dispiace visto che utilizzarlo è piuttosto divertente. Gli Hoverscarponi non sono l’unico nuovo elemento apportato alla serie. Infatti, una grossa novità è la libertà di esplorazione del sistema Breegus (dove prende atto la trama). Salpati da un pianeta non assistiamo più al solito filmato di caricamento in attesa di sbarcare sul prossimo, ma ci ritroviamo nello spazio a navigare a bordo della navetta Aphelion. Le meccaniche di navigazione sono costruite su un sistema di comandi 2D. Questo vuol dire che la navetta si sposta solo da destra e sinistra e procede costantemente in avanti. Delle meccaniche che ricordano i vecchi shoter 2D a scorrimento verticale ma sapientemente applicate in un ambiente realizzato in 3D. Durante gli spostamenti possiamo essere attaccati da navette nemiche e durante il combattimento otteniamo bonus come Bolt X2, energia extra e proiettili migliori. Altri elementi che ricordano i vecchi shoter 2D e che rendono più piacevole il viaggio spaziale. Consultando la mappa galattica, vediamo visualizzati tutti i pianeti e le lune all’interno del settore in cui ci troviamo (il sistema Breegus è suddiviso in settori esplorabili). Per viaggiare da un settore all’altro bisogna utilizzare forzatamente la mappa, mentre, se non siamo in vena di viaggi spaziali basta selezionare un qualsiasi pianeta per sbarcare in modo diretto su di esso. Atterrando sulle lune possiamo raccogliere alcuni extra come bolt d’oro, Zoni e potenziamenti delle armi. Raccogliere bolt d’oro serve a sbloccare opzioni e costumi bonus, mentre potenziamo la navetta Aphelion ogni tot di Zoni raccolti. Raccogliere Zoni può rivelarsi prezioso visto che con gli upgrade della navetta saremo chiamati a superare delle missioni secondarie il cui premio sono degli scintillanti e tintinnanti bolt. Una libera esplorazione non è tale se dei tediosi caricamenti la ostacolano. Fortunatamente questo è stato ben chiaro ad Insomniac che ha astutamente reso le Lune esplorabili senza che il minimo caricamento si mettesse in mezzo all’esplorazione e allo sbarco. Solo sbarcando su un pianeta dovremo attendere qualche secondo di pausa del tutto sopportabile. Mantenere il ritmo in un titolo come Ratchet e Clank: A Spasso nel Tempo è assolutamente necessario visto che a tenere incollato il giocatore allo schermo è proprio l’alternarsi delle fasi di gameplay e filmati. Nell’ottica di “mantenimento del ritmo” è inevitabile riscontrare dei chiari problemi di gestione dell’inventario (gli stessi che affliggono la serie da sempre). Nonostante è possibile impostare una selezione veloce dei gadget affidandosi ai tasti direzionali, per poter selezionare un’arma dobbiamo aprire l’apposito menù tenendo premuto il tasto triangolo, mettendo in pausa l’azione finché non avremo selezionato l’arma. Tutto ciò non sostiene per nulla il ritmo, anzi lo blocca nettamente.

Ratchet & Clank: A Spasso Nel Tempo

Audio e video di alto profilo

Sebbene Insomniac abbia dichiarato di voler abbandonare i 60 FPS nelle sue prossime produzioni in cambio di una resa grafica superiore, sfruttando le tecniche ormai acquisite dallo studio, in Ratchet e Clank: A Spasso nel Tempo i 60 FPS hanno garantito una fluidità delle animazioni notevole. Il motore grafico ricostruisce con efficacia ambientazioni futuristiche dalla fantasiosa direzione artistica e gestisce senza problemi migliori effetti luce e colori rispetto il precedente episodio. I modelli dei protagonisti sono ora più dettagliati come numero di poligoni e textures. Gli elementi su schermo sono cresciuti di numero, specialmente quelli presenti in profondità. Altre migliorie le troviamo negli effetti particellari e nelle esplosioni, ora con un look più cartoonesco. Il design dei nemici e delle armi rimane fedele alla serie e ben ispirato, il tutto si amalgama in un’unica soluzione con i suoni e gli effetti ad essi applicati tanto che è rimasto appagante ancora il tintinnio dei bolt caduti a terra dopo aver spaccato una cassa o un nemico, in particolar modo fa il suo effetto la scia di bolt che Ratchet o Clank attirano su di sé per raccoglierli. Nota di pregio va agli effetti fisici dell’acqua, non per fedeltà con la realtà ma per effetto visivo restituito, tra i migliori visti (finora) in questa generazione. Completano il quadro le musiche orchestrate e di ottima scelta, non andremo a canticchiarle in giro molto probabilmente ma, durante le partite coinvolgono più che adeguatamente il giocatore. C’è però un elemento del sonoro che a differenza di molti casi, non è stato realizzato con approssimazione e disinteresse, stiamo parlando del doppiaggio in lingua italiana. Del resto un ottimo doppiaggio italiano ha sempre accompagnato la serie, ma in un episodio così cinematico si attesta sui più alti livelli mai visti in un videogame completamente localizzato. Le voci e la loro tonalità caratterizzano e donano personalità ad ogni creatura o robot del gioco, in una parola sola: superbo.

Conclusioni

Insomniac l’ha fatto di nuovo. Il capitolo conclusivo della saga Ratchet e Clank su PlayStation 3 ha raggiunto il livello più alto toccato dall’intera serie, un must have per tutti i fan. Gli amanti del genere platform non avranno molte alternative e scegliendo Ratchet e Clank: A Spasso nel Tempo non potranno che realizzare un vantaggioso acquisto. L’esperienza di gioco è sostenuta dal giusto ritmo e le sequenze filmate sono degne di essere paragonate ai migliori film d’animazione. Il titolo di Insomniac Games è un piacere per tutti i sensi, compreso l’udito grazie a una colonna sonora di qualità e un doppiaggio italiano ai massimi livelli. La possibilità di esplorare liberamente le lune e i pianeti del sistema Breegus ha apportato ulteriore longevità all’avventura, inoltre, esplorare le aree in cerca di Zoni, Bolt d’oro e oloprogetti per la super-arma Rino V vi porterà via diverse ore di gioco (almeno più di 15) e vi divertirà in tre modalità selezionabili sin da subito: facile, medio e difficile. Il tempo attende solo di essere manipolato, saltate su e non ve ne pentirete.

Danilo “ilDake” Recchia

CI PIACE
  • Produzione dei filmati di alto livello
  • Gameplay variegato e divertente
  • Doppiaggio italiano superbo
  • Ritmo d’azione sostenuto…
NON CI PIACE
  • Livello di sfida non sempre alto
  • …ma limitato dal poco efficiente menù in game
9Cyberludus.com
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