Codemaster è sicuramente una certezza per quanto concerne i titoli di corsa: dopo averci regalato titoli di spessore quali Dirt e Grid, si riprepara a mettere su ruote le nostre console e PC con Fuel.
Fuel per Codemaster e Asobo Studios non rappresenta un semplice gioco; il suo sviluppo, infatti, è stato molto di più, è stata una sfida. A tal proposito il gioco è stato premiato con il Guinness World Record per il più vasto ambiente di gioco mai avuto in un videogame per console. Scopriamo insieme se la quantità può, in questo caso, sposare la qualità.

Un Mondo Infinito.

In un presente alternativo eventi meteorologici imprevedibili e il riscaldamento globale hanno trasformato gli Stati Uniti in un’immensa landa arida destinata alla competizione fra veicoli succhia benzina. Codemaster offre in Fuel la bellezza di 14.000 metri quadrati da esplorare: un territorio sterminato dove affrontare le varie sfide che il gioco ci offre, oppure da percorrere senza limiti né costrizioni alla ricerca di viste mozzafiato, nuove sfide e simpatici extra.

Lo sfondo offerto alle nostre corse è una continua sorpresa: sebbene sempre desolato, infatti, si alternano condizioni ambientali e meteorologiche sempre differenti, ritrovandoci, di fatto, da un momento all’altro a sfrecciare su un sabbioso deserto dopo aver attraversato una soleggiata radura.

Mettendo le mani su Fuel per la prima volta si ha un certo senso di dejavu. Chiunque abbia visto almeno un filmato di questo gioco ha sicuramente ben pensato di confrontarne i tratti con Motorstorm e Pure. Purtroppo in questa sfida il motore grafico prodotto dagli Asobo Studios non regge il confronto. Infatti, sebbene il comparto visivo nel complesso funzioni, nel dettaglio rivela le sue smagliature. La realizzazione dei modelli poligonali dei veicoli e di alcune textures, infatti, non è sempre felice, e il titolo, in più occasioni, soffre di alcuni evidenti problemi di pop-in e pop-out, offrendo un ambiente sotto il punto di vista grafico balbettante. A sopperire a tale mancanza interviene la vastità dell’ambiente, la varietà dei veicoli e la personalizzazione dei piloti, che in parte compensano tale lacuna, in parte innervosiscono proponendo una serie di alter-ego simili tra di loro, tutti dotati di apparenze degne di un pregiudicato.

Se dal punto di vista visivo Fuel si rivela traballante, dal punto di vista sonoro è completamente da dimenticare. Le musiche proposte sono ripetitive e sottotono, specie il motivo durante i caricamenti che, coadiuvato dall’insistenza di questi, in breve tempo risulta irritante.

Pronti alla partenza …

Codemaster ci mette alla guida di un incredibile numero di veicoli tra loro molto differenti, sia in prestazioni che nell’aspetto. Ogni veicolo, infatti, è caratterizzato da una serie di peculiarità che lo rendono adatto a particolari terreni, e questo porta il giocatore a stabilire durante la competizione la scelta di un percorso ad-hoc, indispensabile se si vuole arrivare al traguardo vincitori e proseguire nel gioco. L’immenso territorio offerto da Fuel, infatti, è suddiviso in zone, e per accedere alle sfide dei nuovi territori è necessario raggiungere il numero di stelle indicato.

Accumulare stelle vuol dire classificarsi primo nelle gare proposte (maggiore è la difficoltà, maggiore è il numero di stelle); inoltre vincere una gara o una sfida ci permette di vincere una certa quantità di Fuel, che nel gioco riveste il ruolo di moneta, e permette l’acquisto di veicoli indispensabili per alcune gare/sfide.

Le competizioni che il gioco ci offre ruotano intorno alla disposizione dei checkpoint ed ai giri di circuito, a seconda della gara; discorso differente per le sfide, che invece propongono obiettivi fra loro molto diversi, come sfidare elicotteri o rintracciare auto in corsa.

Purtroppo giocando si fa presto ad essere assaliti dalla frustrazione. La causa principale é che, per andare avanti, bisogna necessariamente arrivare primi: arrivare secondi o terzi equivale ad essere sconfitti, e non porta ad alcun guadagno per il giocatore. Al contempo anche la stessa vittoria non è soddisfacente, poiché spesso si può trionfare sugli avversari semplicemente schiacciando a tavoletta sull’acceleratore, senza particolari abilità né strategia di gara, snaturando completamente l’esperienza appagante del trionfo in pista.

Molti di voi forse ricorderanno le parole di sfida lanciate da Codemaster nei confronti dei ragazzi di Criterion (aka i creatori di Burnout): il loro guanto di sfida recitava di voler far apparire Paradise City grande quanto un francobollo. Senza ombra di dubbio c’è del vero in quelle parole spavalde, ma bisogna considerare il modo in cui si è raggiunto quest’obiettivo. Il free roaming offerto da Fuel, infatti, è assolutamente obsoleto: all’utente viene offerta la possibilità di vagare senza meta per periodi di tempo smisurati, ottenendo, se si è fortunati, qualche nuova tonalità per i propri veicoli o una bella vista; sicuramente concorderete che non ne vale affatto la pena. Lo spazio sterminato di Fuel non sembra avere un significato concreto: é infatti possibile accedere alle competizioni dal menu di pausa, e le sessioni di gioco libero sono pressoché inutili. In questo modo presto l’utente prende coscienza che Fuel può essere ragionevolmente ridotto alle sole sessioni di gara.

Ah! Come amo le sfide …

Fuel delude dal punto di vista delle competizioni più tradizionali, riuscendo a soffocare ogni elemento adrenalinico e proponendo un gioco storpio e noioso. Unico elemento divertente e degno di nota sono le sfide (non tutte) che offrono invece obiettivi diversi e decisamente più divertenti, tra i quali Caccia all’elicottero, un improbabile sfida fra il pilota ed un elicottero a chi taglia per primo il traguardo, o cerca e distruggi, che impone di trovare un avversario in fuga e metterlo fuori gioco.

Le sfide sono anche il metodo più veloce per guadagnare Fuel, peccato che non contribuiscano al montepremi di stelle.

Sebbene Fuel mostri sicuramente il fianco alla concorrenza per quanto concerne l’esperienza offline, merita qualche riconoscimento per quanto riguarda le sessioni online.

Infatti il gioco raccogliendo l’eredità di Burnout Paradise offrendo, oltre alle solite gare multiplayer, anche la possibilità di effettuare una gara libera online, trasformando l’immensa mappa di Fuel in uno spettacolare teatro ove prendono parte più piloti.

Le sfide in rete risultano abbastanza fluide, e l’incredibile varietà di autoveicoli e scenari fornisce un divertimento vario, coadiuvato dalla possibilità di incontrare avversari sempre nuovi. Fuel online ci offre inoltre i mezzi per creare un nostro personalissimo tracciato, disponendo a nostro piacere i checkpoint sul terreno di gioco e sfidando i nostri amici in queste nostre creature.

Conclusioni

Esprimere un giudizio su Fuel è sicuramente difficile. Non solo va tenuto conto delle sue caratteristiche, ma anche della concorrenza che, sebbene sul mercato già da tempo, dimostra sicuramente di divertire maggiormente. L’esperienza di Fuel soffre di molte pecche, di tipo tecnico e relative al gameplay; inoltre alcune scelte sul fronte della presentazione risultano inspiegabili e spesso irritanti (come quella di somministrare consigli tutti all’inizio, prima delle gare, quando sarebbero potuti essere inserirli nelle numerose schermate di caricamento che si presentano). Se pensate che la varietà degli scenari e il brio offerto dalle sfide sia ben poca cosa per voi, un solo consiglio: evitatelo.

Marco “Revolver52” Rubino

CI PIACE
  • Multiplayer online ben riuscito
  • Sfide divertenti
  • Ambiente di gioco vastissimo
NON CI PIACE
  • Noioso e frustrante
  • Imperfezioni grafiche
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