GLI HELGHAN HANNO DATO INIZIO ALLA GUERRA…

In un remoto futuro, l’umanità conoscerà uno sviluppo tecnologico e militare che le consentirà di espandere i propri domini, colonizzare, ed infine dominare su gran parte dei pianeti abitabili.

Tra le varie organizzazioni, più o meno autorizzate, si distinguerà la Helghan Corporation, che porrà la sua base operativa sul pianeta Vekta, famoso per essere un luogo ricco di risorse.

Purtroppo la Helghan Corp sarà preda di mire espansionistiche e territoriali, che la porteranno ad affrontare anche la strada dell’illegalità per reperire le risorse necessarie alla propria esistenza.

Tutto ciò non potrà risultare gradito alla ISA (Alleanza per la difesa interstellare) che, con un severo giro di vite, ridurrà drasticamente l’egemonia Helghan al solo pianeta Vekta. Nel frattempo, però, gli Helghan accoglieranno un dittatore di nome Scolar Visari che, grazie al suo eccezionale carisma, instaurerà il regime degli Helghast, basato su ferrea disciplina, educazione militare e mire espansionistiche.

Questa è in sostanza la situazione politica che troveremo in Killzone 2 (conosciuto anche come Kz2, ndr), ultima ed attesissima fatica di “Guerrilla Games”, nonché titolo disponibile esclusivamente per Playstation 3.

Kz2 appartiene al genere, parecchio inflazionato, degli sparatutto in soggettiva (oppure Fps, come si chiamano in gergo) e arriva sui nostri schermi dopo un attesa di ben quattro anni dal suo annuncio all’ E3 di Los Angeles del lontano 2005.

Seguito dell’anonimo Killzone -approdato su Playstation 2-  questo titolo arriva con la seria intenzione di uscire dall’anonimato e per ritagliarsi un posto nell’olimpo di questo genere, forse il più giocato, sicuramente quello che conta numerosi e temibili metri di paragone che rispondono al nome di Half Life, Call of Duty, Doom e Quake.

…E NOI NE PORREMO FINE.

Noi giocatori saremo chiamati a vestire i panni del sergente Sevchenko, ribattezzato “Sev” dai compagni. Entreremo a far parte della squadra speciale Alpha, composta dai commandos Rico, Natko e Garza, alcuni tra i più decorati eroi di guerra ISA . L’invasione del pianeta Helghan è iniziata da tempo, ma la resistenza degli Helghast si è fatta spietata, le sorti stesse della guerra sembrano in bilico e solo alcuni “predestinati” potranno fare la differenza.

Prepariamoci, quindi, ad essere letteralmente scagliati nel cuore della battaglia, immersi in uno scenario di “guerra totale”, abbandonati in un pianeta ostile e devastato da anni di bombardamenti e battaglie. Dimentichiamoci, calde isole tropicali e romantiche colline europee. Ad aspettarci ci attendono fredde metropoli in sfacelo, nebbia, fumo e tempeste di polvere e sabbia. Ad allietare la nostra permanenza  e  a “riscaldare i nostri cuori” ci saranno solo fucili, lanciafiamme, granate e carri armati.

Ciò che più sbalordisce chi si ferma a guardare Killzone 2 in azione è l’impatti visivo, affidato ad un nucleo tecnico/grafico che nulla ha da invidiare alle storiche produzioni citate un po’ più in su e alle migliori approdate sulle varie piattaforme di gioco.

A partire dagli scenari, apocalittici, ricostruiti a regola d’arte, evocativi e quasi palpabili, tutto sembra suggerire un lavoro estremamente curato e votato all’eccellenza (decisamente di ben altro livello rispetto alla beta rilasciata poco tempo fa) .

I modelli dei personaggi sono estremamente dettagliati, rifiniti, espressivi, forse tra i migliori mai apparsi in uno sparatutto in soggettiva.

I nemici, sebbene siano tutti mascherati e ammantati di nero (non senza una spiegazione logica, ndr), riescono a imprimersi nella memoria anche per il loro aspetto, sicuramente studiato per incutere timore, smarrimento e disperazione negli animi più sensibili.

I livelli di gioco sono stati costruiti con dovizia di particolari e con cura che definiremmo certosina. Questi, sebbene siano molto lineari, come ogni classico sparatutto, godono di una discreta varietà, che ci permette di affrontare i nemici nella maniera che più ci aggrada. Possiamo decidere di affrontare lo zoccolo duro della resistenza dalla via principale, oppure uscire dal seminato e prendere i soldati avversari ai fianchi o alle spalle.

Tutta questa magnificenza grafica, comunque, non sarebbe sufficiente a giustificare l’acquisto, perché la storia di questo genere insegna che senza solide fondamenta basate sulla giocabilità e la stabilità tecnica, ci troveremmo ad un titolo traballante e privo di spessore. Per fortuna non è questo il caso.

Ancor più della grafica e del background fantascientifico; ancor più del level design e degli effetti speciali, ciò che più lascia sgomenti anche i giocatori più esperti è l ‘impressionante intelligenza artificiale dei nemici.

Enormi sforzi sembrano essere stati profusi nel rendere la nostra esperienza, sul pianeta Vekta, la più coinvolgente e stimolante possibile.

I nemici, infatti, non soffrono di quelle “esigenze di copione” presenti in altri titoli di questo genere, come ad esempio il replicarsi costantemente finché il giocatore non alza la “linea del fronte” (Call of Duty docet). Essi accorrono ai ripari e distingueremo subito i più esperti dai più temerari. Questi ultimi saranno facili bersagli del nostro fucile, mentre gli altri ci daranno davvero del filo da torcere.

Non abbandoneranno le coperture neanche per prendere meglio la mira, ma si coordineranno per tempestarci con un costante fuoco di copertura. Altri, al contempo, proveranno a snidarci dal nostro nascondiglio lanciandoci delle granate o venendoci a stanare con un letale coltello da guerra. Sono anche incredibilmente reattivi: per esempio, ci è capitato di provare a fiancheggiare un plotone di soldati per prenderli di sorpresa. Questi, però, vedendoci, sono corsi subito ai ripari vanificando la nostra sortita; non è passato poi tanto tempo da quando hanno provveduto ad aggirarci e a decretare prematuramente la fine della partita. Stupefacente.

In un tripudio di effetti speciali, eredità perfettamente tradotte dai grandi classici del genere e intelligenza artificiale più unica che rara, trova spazio una interessante novità: un sistema di copertura mai visto prima in uno sparatutto. Questa potrà essere attivata tramite la pressione di un tasto dorsale, e permetterà di “agganciarci” al più vicino elemento dello scenario valido per ripararci. Da qui potremo scivolare verso il bordo laterale e sporgerci o fare capolino dal bordo superiore. Nei primi tempi questo sistema risulterà ostico, macchinoso, per nulla naturale, ma dopo aver preso confidenza con i comandi ci è sembrato davvero azzeccato, e innalza notevolmente il realismo facendoci sentire veramente in battaglia e con la vita sempre sul filo del rasoio.

NON BECCHERESTI NEMMENO IL C…O DI MIA NONNA!

La guerra, chi la conosce veramente, lo sa, è terribile, spietata, capace di trasformare e segnare a vita. Andare in guerra significa, tra le tante cose, imbracciare armi pesanti, adoperare esplosivi, all’occorrenza azionare macchinari. Kz 2 sembra non aver dimenticato niente di tutto questo e lo propone nel migliore dei modi: la sensazione di imbracciare un pesante fucile d’assalto, un potente revolver, un affusolato fucile da cecchino o un bazooka tanto pesante da rompere la schiena, è tanto ben resa che ci sembrerà quasi di essere dentro lo schermo.

Quando prendiamo la mira con il fucile da cecchino dovremo ghermire per bene il controller e tenerlo massimamente fermo, altrimenti le vibrazioni che provocheremo con le mani si tradurranno in oscillazioni del mirino telescopico.

Quale modo migliore, per ruotare una valvola di contenimento, se non serrando la presa tenendo premuti i dorsali del pad e ruotando questo in senso antiorario? Un discorso analogo sarà fatto per armare una mina o un esplosivo al plastico.

In guerra, inoltre, è veramente raro esclamare qualcosa di ricercato o sofisticato. Anche questo crudo aspetto è stato ben reso affidando ai nostri compagni di avventura, esclamazioni e battute che talvolta è riduttivo definire scurrile.

Niente di scandaloso, specie davanti al confronto di produzioni ben più esplicite e irriverenti. In fondo, siamo circondati da soldati la cui unica occupazione consiste nell’uccidere degli umanoidi del tutto intenzionati a sterminare la razza umana per affermare la propria.

Essendo, questo, il primo aspetto crudo ed esplicito in cui ci imbatteremo e che ci accompagnerà per tutto l’arco della campagna, potrebbe fare storcere il naso a qualcuno.

Il secondo aspetto che può lasciare perplessi, è l’esiguo numero di ore di impegno che richiederà la campagna del giocatore singolo. Si è stimato che un giocatore che non è nuovo a questo genere di videogiochi, possa portare a compimento tutte le missioni in dieci ore al massimo. Il grado di rigiocabilità è garantito dalla presenza di trofei e sfide, da sbloccare soddisfacendone le richieste. Non è un segreto, però, che il vero cavallo di battaglia del gioco sia la modalità multiplayer che approfondiremo in un box a parte.

Altra nota di demerito, che non permette di raggiungere la perfezione a questo ottimo titolo, è la pessima intelligenza dei nostri compagni, del tutto insoddisfacente se paragonata alla disarmante e brillante intelligenza tattica degli avversari.

Non sarà raro poi dover accorrere in aiuto di uno dei nostri rimasto a terra, ferito e invocante il nostro soccorso. Infatti saremo gli unici a poter rianimare i feriti. D’altra parte, se cadessimo in battaglia, non verrà nessuno a rianimarci e dovremo ricominciare dall’ultimo check-point. Questa scelta ci è sembrata molto discutibile, come lo è la capacità dei vari Rico, Garza e Natko, di ritrovarsi sotto il fuoco incrociato dei nemici mettendo a repentaglio tutta la missione.

Conclusioni

Killzone 2 racchiude in sé il meglio di ogni sparatutto che ha fatto la storia del genere, porta alla ribalta un sistema di copertura tanto innovativo quanto migliorabile ed è blindato da un comparto tecnico d’avanguardia. Al di là della magnificenza grafica, gode di un ottimo grado di difficoltà offerto dai nemici e da piccoli grandi accorgimenti che aiutano a sentirsi “dentro” il gioco e nel vivo dell’azione. Per tutto questo, non ci sembra di sbagliare dicendo che, in ambito console, sia il titolo migliore mai realizzato. Sappiamo bene che la perfezione non esiste, ma se volessimo citare un titolo che si sia avvicinato di molto al concetto quello sarebbe Killzone 2. Praticamente obbligato agli amanti del genere, autentico pezzo da collezione per tutti coloro che cercano l’Arte nei videogiochi.

Antonio “Aurenar” Patti

CI PIACE
  • Tecnicamente maestoso
  • Intelligenza artificiale d’avanguardia
  • Estremamente coinvolgente
NON CI PIACE
  • Campagna single-player breve
  • Compagni non all’altezza degli avversari
  • Linguaggio ?fastidioso? per alcuni
Conclusioni

Killzone 2 racchiude in sé il meglio di ogni sparatutto che ha fatto la storia del genere, porta alla ribalta un sistema di copertura tanto innovativo quanto migliorabile ed è blindato da un comparto tecnico d’avanguardia. Al di là della magnificenza grafica, gode di un ottimo grado di difficoltà offerto dai nemici e da piccoli grandi accorgimenti che aiutano a sentirsi “dentro” il gioco e nel vivo dell’azione.

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