L’ultimo canto del cigno  

Quando ci si trova a recensire un titolo, riflettendo sul fatto che quello che abbiamo tra le mani rappresenta l’ultima opera di un glorioso team di sviluppo, la situazione si complica. Se a questo si aggiunge che lo studio di sviluppo che risponde al nome di Ensemble Studios, dei quali non possiamo dimenticare la sua lunga carriera iniziata poco più di 10 anni or sono grazie al pluripremiato Age of Empire, uno strategico in tempo reale così straordinario da aver creato un’intera saga di grandissimo interesse storico e videoludico, tutto si complica ulteriormente. Halo Wars si propone immediatamente come un titolo alquanto ambizioso, cercando di seguire la scia degli RTS che lo hanno preceduto gloriosamente su PC sin dal 1995 (anno di uscita di AOE).
L’obiettivo prefissato al principio di questo nuovo progetto era chiaro: sviluppare un gioco di strategia in tempo reale per Xbox 360 che si adattasse completamente ai mezzi offerti dalla console, sfruttando al meglio ogni sua peculiarità e, allo stesso tempo, dando la dimostrazione di come sia possibile creare un RTS per console.
Quale modo migliore di raggiungere quest’obiettivo se non con la licenza ufficiale di un best-seller come Halo, lo sparatutto in prima persona sviluppato da Bungie di cui sono usciti sino ad oggi tre capitoli?

CST Spirit Of Fire CFV-88

Le vicende di Halo Wars tratteranno gli episodi accaduti venti anni prima degli eventi narrati nel primo capitolo. Il personaggio principale di questa storia non sarà più Master Chief, bensì il Sergente Forge, membro del Consiglio di Sicurezza dell’UNSC.
Anno 2531. Il pianeta Terra ha vissuto un periodo di crisi demografica, motivo che ha spinto, al termine del secolo precedente, molti dei suoi abitanti originari a colonizzare altri pianeti grazie all’utilizzo di avanzate tecnologie che hanno permesso viaggi oltre la velocità della luce. Tale velocità, denominata ultreluce è una realtà da diverso tempo e il governo unificato della Terra, attraverso l’istituzione nota come Comando Spaziale delle Nazioni Unite, ha appoggiato con fermezza la colonizzazione.
Il compito di difendere la Terra così come le successive colonie da eventuali attacchi alieni fu affidato, nella seconda metà del XXII secolo, al CST (Comando Spaziale Terrestre). Quest’ultimo rappresenta il ramo militare del Governo Terrestre Unito ed è un organismo militare predisposto a mantenere l’ordine e a difendere l’umanità. Il CST dispone da circa cinquant’anni di navi colonizzatrici, ma con l’inasprirsi delle tensioni con le Colonie Esterne, questi mezzi subirono importanti modifiche agli armamenti. L’aggiunta di armi e supporti per gli scontri nello spazio l’hanno reso il velivolo di punta dell’esercito, in grado di garantire un completo supporto alle truppe terrestri, grazie ad armi quali il bombardamento orbitale, il trasporto tattico e le abilità del leader. La nave Spirit of Fire, un velivolo meno evoluto rispetto a quello visto nel primo episodio (Pillar of Autumn), è proprio una di queste. In Halo Wars sarà il centro di comando delle operazioni, dove troveremo il Capitano Cutter e la dottoressa Anders, la quale si occuperà di studiare il comportamento e le intenzioni dei Covenant. Questi personaggi saranno accompagnati  – e guidati – da Serina, un’Intelligenza Artificiale che ricorda molto da vicino la più evoluta Cortana del primo Halo.

Covenant

I Covenant, ancora poco conosciuti dagli umani, sono l’unione di diverse razze aliene tenute assieme da una fanatica devozione religiosa e da una tecnologia talmente avanzata da permettergli di controllare una vasta porzione del Braccio di Orione. Il potere dei Covenant è in mano ai capi religiosi che considerano la razza umana una terribile offesa agli dei, e perpetuano perciò una sanguinosa crociata contro tutti gli insediamenti umani nello spazio. Lo scopo dei Covenant è di riuscire a trovare il pianeta madre da cui ha avuto origine la razza umana, così da annientarla e spazzare via i suoi abitanti. Per il momento sembra che i Covenant siano ben lontani dallo scoprire dove si trovi…

Mission Start

Questo preambolo è servito a presentare le vicende che fanno da sfondo a questo nuovo capitolo della saga. Halo Wars racconta le tappe importanti della lotta tra le due razze, rivelando interessanti dettagli attraverso le scene d’intermezzo. Queste ultime, realizzate meravigliosamente in computer grafica, potrebbero fare invidia ad un blockbuster cinematografico. Il lavoro svolto sui video d’animazione è eccezionale così come la qualità del doppiaggio, realizzato con cura nella nostra lingua, che riesce ad imprimere alle voci la personalità di ciascun personaggio. Le vicende però non sono raccontate solo attraverso le sequenze filmate, il motore grafico del gioco permette, infatti, di viverle da un punto di vista differente rispetto al passato. Le missioni, quindici in totale nella modalità campagna, diversamente da quanto si possa pensare, sono state studiate per coinvolgere il giocatore. Per chi ha il timore di non comprendere gli eventi perché non ha giocato ai capitoli precedenti (temporalmente seguenti) di Halo, Bungie ed Ensemble hanno realizzato un’esauriente Cronologia, consultabile dal menù principale, che si arricchirà di volta in volta completando le missioni.
Una volta partito il gioco si può accedere alla modalità principale di Halo Wars, la Campagna. Quest’ultima, come abbiamo accennato, si compone di un totale di quindici missioni, tutte vissute dal punto di vista dell’UNSC. Nel corso di queste ci si recherà in diverse località per portare a termine gli obiettivi più disparati. La prospettiva antropocentrica proposta in Halo Wars preclude una campagna che abbia come protagonisti i Covenant, una nota del tutto strana se si pensa a ciò che è stato realizzato fino a questo momento con Age of Empire. Completare tutti i livelli che compongono la campagna è piuttosto semplice a livello facile, mentre risulterà più impegnativo, se non improbabile, completarla ai livelli più alti, ovvero normale, eroico e leggendario. In ogni caso prima di cimentarsi nelle partite multiplayer, sarebbe opportuno finire almeno i primi due atti per avere una padronanza del sistema di gioco tale da sfidare altri avversari.

Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci…    

I primi dieci minuti di gioco serviranno come guida per padroneggiare le truppe senza troppi problemi. Il semplice tutorial introduttivo avrà lo scopo di far prendere maneggevolezza con i controlli di gioco, le telecamere, la formazione di unità, la costruzione di basi e il loro sviluppo tecnologico. Potrebbe sembrare impossibile ma, come vedremo, controllare le truppe e le basi in Halo Wars è piuttosto immediato e semplice, complice il fatto di essere un RTS completamente pensato e sviluppato per la Xbox 360. Il sistema di controllo può essere definito in tre parole: veloce, accessibile e dinamico. Il primo elemento degno di nota è il puntatore, affidato allo stick sinistro del controller, che svolge la doppia funzione di selezione delle unità e di navigazione nello scenario, con il risultato che quest’ultimo è sempre al centro dello schermo, rendendo più facile il lavoro durante lo spostamento delle truppe. Allo stick di destra è affidato il compito di gestire (a volte con qualche difficoltà) la telecamera: si può ingrandire, rimpicciolire e inclinare la visuale, e seguire così le truppe da vicino. Il tasto A serve, invece, a selezionare le truppe in due modi differenti: premendolo una sola volta si seleziona una singola unità, premendolo più volte velocemente si selezionano invece tutte le truppe di quel tipo. Per la selezione parziale o totale delle truppe intervengono i tasti di spalla RB e LB. Le mosse negli scontri sono affidate ai due tasti X ed Y, rispettivamente l’attacco normale e quello speciale. Quest’ultimo è in dotazione a particolari unità e per riutilizzarlo bisogna aspettare che si ricarichi. Questo doppio attacco permette di gestire la situazione secondo le esigenze: se, ad esempio, il gruppo di Marines si trovasse di fronte ad un esercito di Grunt, utilizzare l’attacco secondario, ovvero la granata, non sarebbe così efficace come andare in contro al nemico. La situazione si potrebbe capovolgere qualora ci si trovasse di fronte ad un edificio, una base oppure una torretta. La selezione delle unità con il grilletto RT è veloce e intuitiva e consente, allo stesso tempo, di effettuare attacchi mirati con l’artiglieria. Infine i tasti direzionali sono utilizzati per la selezione veloce delle basi, dei vari contingenti e della nave madre.

Combattimenti su vasta scala

Nei diversi livelli, Il Sergente Forge porterà a termine diversi compiti, dal recuperare gli squadroni di Marines dispersi nei siti che hanno subito un attacco alieno, al proteggere la popolazione civile del pianeta Arcadia dopo l’invasione dei Covenant. Gli obiettivi sono chiari sin dal principio, ma ciò non deve escludere la necessità di sviluppare una strategia adeguata per ogni evento. La costruzione della base principale consente di sviluppare, negli appositi slot al suo interno, diversi edifici: la caserma, il cantiere, il deposito veicoli e l’armeria di campo, strutture che sviluppano tecnologie e producono veicoli, velivoli e soldati. Le risorse, invece, sono fornite da due infrastrutture: la base rifornimenti e il reattore. La prima le riceve direttamente dalla Spirit of Fire, mentre il reattore serve per fornire energia alle strutture della base che la richiedono. Selezionando un edificio viene aperto un menù circolare che mostra sulla destra le unità da produrre e sulla sinistra gli eventuali upgrade da sviluppare. Navigare in questo menù è piuttosto semplice e non richiede movimenti aggressivi o innaturali. Allo stesso modo, la produzione di unità e di edifici è abbastanza veloce. L’addestramento dei Marines, ad esempio, è affidato alla Caserma, mentre i velivoli vengono prodotti nel Cantiere.

Le due fazioni in gioco si distinguono soprattutto per i mezzi e i soldati a disposizione. Dalla parte UNSC, sono presenti i veicoli e i soldati apparsi nei capitoli precedenti, dalla Scorpion al Warthog fino al mitico soldato Spartan. I Covenant fanno affidamento su truppe diverse: Brute, Grunt, Jackal, che sono a loro volta supportati da mezzi come il Wraith, il Ghost e la navicella Banshee. Ogni unità presente nel gioco possiede delle caratteristiche uniche ed è contrastata, per equilibrare il gioco, da un mezzo simile appartenente all’altra fazione. Nell’universo di Halo Wars, oltre alle milizie standard, sono presenti dei soldati speciali detti eroi che, pur comportandosi come gli altri, possiedono delle capacità speciali, prima fra tutte la possibilità di non cadere in battaglia. Quando un nemico colpisce mortalmente un eroe, quest’ultimo si accascia a terra, rendendo necessario l’intervento di una squadra di marines per rianimarlo.

Nonostante la base sia munita di sufficienti alloggiamenti, la produzione di risorse sarà sempre insufficiente. Ci sono due metodi per produrre risorse extra: il primo, più veloce, è raccogliere le casse disseminate lungo la mappa; il secondo, più laborioso, è quello di utilizzare, sia in schermaglia che durante le missioni, alcune zone appositamente pensate per poter ospitare una base. Queste scelte ricoprono un ruolo strategico importante. Nonostante ci siano degli innegabili vantaggi, la costruzione di altre basi aumenta i rischi di un attacco nemico, e di conseguenza mettere in serio pericolo la partita. Gli scenari prevedono, infatti, un limite di trenta unità (leggermente migliorabile) per quanto riguarda la popolazione e di conseguenza i mezzi militari. Un velivolo avanzato e militarmente importante come un Vulture, ad esempio, occupa nove unità, un numero importante che bisognerà prendere in considerazione durante la pianificazione dell’offensiva.
La giocabilità, seppur semplice e immediata, evidenzia delle limitazioni nel processo di gestione e di creazione delle unità. L’elemento più evidente è rappresentato dalla costruzione delle basi, che dipende dalle zone prestabilite per la sua creazione, ragion per cui non è possibile collocarle arbitrariamente.

Serina

La modellazione delle unità e delle costruzioni rappresenta il simbolo del buon lavoro svolto negli uffici di Ensemble Studios. Ogni unità, ogni elemento della base, e ogni movimento dei mezzi è stato studiato minuziosamente per essere identico alle controparti già viste nella saga. Lo stesso vale per l’atmosfera sprigionata dall’ascolto delle musiche di gioco, che rappresentano componimenti che si rifanno alla melodia principale di Halo.
Al di là del lavoro artistico svolto dal team di sviluppo, i fan dello sparatutto di Bungie si sentiranno soddisfatti da questa trasformazione del franchise da sparatutto a strategico. L’ambientazione di chiaro stampo fantascientifico affiora in ogni momento del gioco e può essere apprezzata grazie alla solidità del motore grafico. Un innegabile vantaggio in questo senso proviene senza dubbio dal fatto che Halo Wars non è un porting da Pc, bensì un titolo espressamente sviluppato per Xbox. La fisica è ben sviluppata sia per quanto riguarda la realizzazione degli scenari di gioco che per le singole unità. Le navi da guerra, ad esempio, trasmettono una sensazione di realismo incredibile sia nei movimenti che durante gli scontri a fuoco. Questi ultimi saranno colmi di fumo, esplosioni, fuoco, realizzati in maniera lodevole e con una cura maniacale dei dettagli. Durante gli scontri più affollati potrà capitare qualche calo di frame rate, ma possiamo assicurarvi che è un evento che capiterà piuttosto raramente.

UNSC Vs Covenant

Oltre alla campagna per il giocatore singolo sono presenti altre modalità di gioco. La Schermaglia è, ad esempio, una classica partita con due o più squadre che si battono all’interno di una mappa, e costituisce una sorta di allenamento per le partite su Xbox Live. L’on-line multiplayer del gioco comprende invece sfide che possono ospitare fino a sei giocatori contemporaneamente. Prima di iniziare una partita online è possibile scegliere diversi parametri, dallo scenario al numero di squadre, arrivando perfino a far partecipare l’IA in match in cui non si raggiunge il numero desiderato di partecipanti. Le partite si suddividono in scontri 1vs1, 2vs2 e 3vs3, e la grandezza della mappa risulta direttamente proporzionale al numero di partecipanti. Durante le sfide online entra in gioco un altro parametro molto importante: il leader. Tra le due fazioni sono presenti, infatti, sei personaggi – tre per parte – che, per le loro abilità militari e non, si distinguono dal semplice soldato. Uno di questi è il Capitano Cutter, che possiede delle abilità che permettono al giocatore di sfruttare gli aiuti della Spirit of Fire come l’Esplosione CAM, l’Unità Unica, il Bonus Economia ed il Potenziamento Super. Questi poteri possono essere sfruttati in battaglia per ottenere degli indubbi vantaggi. Infine, in alternativa alle sfide multiplayer, Halo Wars offre la possibilità di giocare la modalità campagna in cooperativa con un altro giocatore.
Per chi non si accontentasse delle mappe multiplayer disponibili, Robot Entertainment, uno studio di sviluppo nato dalla scissione di Ensemble, lavorerà sui contenuti aggiuntivi di Halo Wars. In generale si può affermare che le sfide online sono piuttosto divertenti ed impegnative e non risentono di nessun problema legato ai cali di frame come osservato il mese scorso durante l’hands-on del gioco.

Concludendo…

Halo Wars è un gioco in grado di dimostrare come la console sia una valida piattaforma per sviluppare titoli di strategia, a patto che il lavoro di sviluppo sia accompagnato da un impegno esclusivo che tenga conto del controller piuttosto che adattare il mouse e la tastiera. Ensemble ha proprio seguito questa strada, sviluppando Halo Wars esclusivamente per Xbox 360. Per quanto riguarda il gioco, la campagna si presenta abbastanza longeva con quindici missioni da portare a termine. La giocabilità veloce, semplice e immediata è risultata meno complessa rispetto ad un gioco per PC, ma non per questo meno divertente. Il comparto grafico del titolo è corredato da ottimi filmati d’intermezzo e una buona grafica in-game. Sia i filmati che il doppiaggio sono stati ottimamente realizzati, anche se le voci durante il gioco potrebbero stancare dopo alcune ore. Ensemble Studios chiude il suo ciclo di vita con un titolo notevole per la sua qualità tecnica e per la sua giocabilità, elementi che mantengono intatte le atmosfere dello sparatutto targato Bungie, ma che, allo stesso tempo, esplorano il vero e proprio gioco di strategia in tempo reale. Un epilogo pieno di emozione che vede la fine di uno studio di sviluppo che non avrebbe mai meritato di essere chiuso…

CI PIACE
  • Un RTS sviluppato per console con una giocabilità semplice e immediata
  • Comparto grafico solido e curato
  • Ottimo utilizzo dell’universo di Halo
  • Sfide online e Co-op
NON CI PIACE
  • Framerate ballerino nei livelli più affollati
  • Manca di una campagna Covenant
  • Concept forse troppo semplice per gli esperti di RTS
Conclusioni

Halo Wars è un gioco in grado di dimostrare come la console sia una valida piattaforma per sviluppare titoli di strategia, a patto che il lavoro di sviluppo sia accompagnato da un impegno esclusivo che tenga conto del controller piuttosto che adattare il mouse e la tastiera. Ensemble ha proprio seguito questa strada, sviluppando Halo Wars esclusivamente per Xbox 360.

8.6Cyberludus.com
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