Grand Theft Auto: Chinatown Wars

La fortunata serie di Rockstar si avvicina per la prima volta alla console portatile di Nintendo, portando con sé Liberty City che si trasferisce su DS per un nuovo, esclusivo capitolo. Un evento, questo, che ha stupito molti giocatori sin dal momento in cui è stato annunciato, visti i contenuti violenti che non sono soliti apparire nei prodotti della grande N. Ma questa era un’occasione da non farsi sfuggire, dato il successo della serie e vista la necessità da parte della casa giapponese di accontentare quei giocatori più esigenti che qualche tempo fa si erano lamentati della scarsa attenzione riposta nei loro confronti, richiedendo a gran voce giochi ben più impegnativi dei tanti prodotti per casual che ultimamente affollano gli scaffali dei negozi. Vediamo ora se Rockstar ha saputo mantenere le alte aspettative e proporre anche in versione portatile l’alta qualità che ha sempre caratterizzato la serie.

Chinatown Wars 2

La storia

Huang Lee, il protagonista di Chinatown Wars, è un ragazzino ricco e viziato di Hong Kong. Suo padre, boss della Triade cinese, viene misteriosamente assassinato, ed egli viene chiamato a Liberty City dallo zio Wu “Kenny” Lee (un vecchio con problemi di dipendenza dalle droghe e coinvolto nel giro della prostituzione) per consegnare un “cimelio” di famiglia, la spada Yu Jian, tramandata di generazione in generazione e necessaria per assicurare che la sua famiglia mantenga il controllo della Triade. Ma quello che doveva essere un semplice viaggio privo di intoppi diventa presto una difficile impresa; appena Huang arriva in città viene rapito già in aeroporto, derubato della spada e ferito alla testa tanto da far credere agli assalitori che sia morto. La nostra avventura inizia cosi, con il nostro protagonista gettato mare: a colpi di pennino saremo noi a rompere il lunotto posteriore per uscire dall’auto scaraventata in acqua per andare a trovare il nostro boss, il quale ci affiderà a mano a mano le varie missioni col fine di scoprire la verità celata dietro la morte del padre, restituire la spada e, con questa, l’onore alla famiglia. Il viaggio è piuttosto lungo, ma il ritmo è cosi incalzante che sin dalle prime battute ci rendiamo conto di trovarci di fronte ad un gioco non meno ambizioso della controparte next-gen. La sensazione che ci accompagnerà in tutta la durata dell’avventura – ottima, la storia principale dura una quindicina di ore, se poi vogliamo dedicarci alle quest secondarie e allo spaccio di droga la longevità sale di moltissimo – è quella di poter fare un migliaio di cose.

Chinatown Wars 3

Una Liberty City vista dall’alto

Ambientato ancora una volta a Liberty City, stavolta sarà visualizzata tramite una visuale a volo d’uccello, presente nello schermo superiore del ds, capace comunque di ruotare a 360 gradi permettendo al meglio l’esplorazione della zona: visuale che si rivela utile e decisamente consona alle caratteristiche che il DS offre. Per ovviare alla verticalità della città, a volte vengono visualizzati dei doppi piani, un ingegnoso stratagemma che però può causare qualche incomprensione nel giocatore – vedere la metro passare sopra il nostro avatar per poi accorgersi che questa correva su un piano superiore non è il massimo -. Anche se per forza di cose è di livello tecnico inferiore, la città virtuale è totalmente fedele a quella presente nell’ultimo blasonato Gta IV . La Liberty City di Chinatown Wars è incredibilmente dettagliata in tutto ciò che offre, tanto che durante i vari spostamenti non sarà difficile riconoscere le zone più rappresentative della città vista sulle piattaforme casalinghe. La mancanza dell’isola di Alderney, costituente un terzo della mappa dell’originale Liberty City e non inserita a causa delle limitazioni tecniche, non si avverte assolutamente. Ed infatti il terreno di gioco è davvero enorme, tanto da risultare due volte più grande della Liberty City di Gta III, ad esempio. Sviluppata in toto in cell-shading, come le scene animate d’intermezzo, è rifinita in ogni suo elemento: si hanno i cicli giorno-notte (anche se poco visibili a causa dei limiti tecnici), cambiamenti delle condizioni climatiche e, ciliegina sulla torta, ombre dinamiche sia per gli edifici che per tutti gli altri elementi. Ogni componente della città è interamente tridimensionale e interattivo: i pali della luce si piegano se ci passiamo sopra con la macchina, gli idranti esplodono in getti d’acqua se tamponati, gli stand dei giornali possono essere sradicati e via dicendo. I passanti, dal canto loro, affollano continuamente le strade, si mettono in coda per un hot dog, si siedono sulle panchine, parlano gli uni con gli altri, aprono gli ombrelli in caso di pioggia, o addirittura litigano tra di loro. Addirittura è possibile assistere ad omicidi in cui noi siamo semplici spettatori.

 

Il “tocco” di classe

Il touch screen è il vero e proprio gioiellino di questo gioco. Rockstar Leeds era consapevole delle possibilità offerte dal Ds, le ha sfruttate al meglio ma non ne ha, fortunatamente, abusato. Oltre ad ospitare il gps, lo schermo inferiore permette di svolgere vari minigiochi che in realtà vanno oltre il classico insulso metagioco che ci è stato propinato per anni, permettendo all’esperienza di essere ancora più immersiva, profonda e interattiva. Ci ritroviamo così a montare il fucile da cecchino, riempire le molotov ed utilizzarle semplicemente tracciando un arco, unire fili per accendere le auto ogni qual volta ne rubiamo una in un parcheggio: le attività sono molteplici, tutte brevi quanto piacevoli oltre che integrate perfettamente nelle meccaniche di gioco. Il PDA di Huang è una prelibatezza per tutti gli amanti degli aggeggini tecnologici e si rivela utilissimo e funzionale. Si chiama Panoramic, e fornisce appunto un panorama generale su tutto ciò che accade a Liberty City e riguarda il gioco come missioni, appuntamenti e contatti. Oltre che ad accedere alle statistiche ed alle opzioni, il PDA permette di leggere i messaggi lasciatici dai nostri clienti e boss. Nel caso volessimo rintracciarne uno basta semplicemente cliccare col pennino in basso al suddetto messaggio per tracciare il percorso e trovarlo senza alcun problema ed in poco tempo. Il gps in questo senso è decisamente efficace, permettendoci di non perderci mai nonostante la mappa di gioco sia davvero enorme.

 

Lo spaccio di droga

Capitolo a parte per la questione dello spaccio di droga che tante polemiche ha suscitato in passato, a causa della concezione, da parte di molti, del DS come una console indirizzata principalmente verso un pubblico giovane, in grado forse di farsi coinvolgere in “cattivi pensieri” (pensiero da parte dei benpensanti tanto superficiale quanto stupido se si tiene conto che il gioco ha un rating 18+ ). Quella dello spaccio è l’attività più remunerativa di tutto il gioco; ben presto si capisce che non bastano i pochi dollari ricavati dalle missioni per vivere degnamente a Liberty City e che è consigliabile sfruttare anche questa strada, guadagnando cifre altissime per poter comprare armi, munizioni, appartamenti, auto e tanto altro. Tutto ciò non è fondamentale ai fini della trama, ma risulta utile nelle varie missioni di gioco. Certo, si può tentare la fortuna acquistando qualche gratta e vinci, o guadagnare qualcosa lavorando come apprendista tatuatore, o facendo da tassista, o ancora svaligiando magazzini, ma nessuna di queste attività dà grossi guadagni. L’attività dello spaccio di droga è quasi interamente, e magistralmente, gestita tramite il PDA: una volta contattati tramite mail da uno degli ottanta spacciatori presenti a Liberty City, possiamo andare da loro ogni qual volta vogliamo per comprare le sostanze stupefacenti e rivenderle ad un prezzo maggiorato agli altri spacciatori o direttamente ai clienti, cercando di cogliere l’affare giusto. Acquistando infatti una partita di droga è possibile rivenderla anche dieci volte il prezzo di mercato, tanto da riempirci le tasche e diventare dei nababbi. Stupefacenti che possiamo decidere in quale dose portarci dietro, in modo da non vedere tutto il nostro “oro bianco” sequestrato nel caso in cui fossimo arrestati dalla polizia. Sono inoltre presenti ben cento telecamere di sicurezza nascoste per la città che possiamo cercare e distruggere in quanto influenzano il prezzo della droga in quel determinato luogo

 

Attenzione agli sbirri!

La polizia ha sempre avuto un ruolo centrale in questo gioco, anzi possiamo affermare che essa sia sempre stata il secondo protagonista. Il team di sviluppo, stavolta, ha pensato a un nuovo modo per gestire gli inseguimenti: non occorre necessariamente seminare le volanti uscendo dal loro campo visivo, poiché possiamo in alternativa cercare un contatto diretto per eliminarle. Peccato che la polizia abbia un’intelligenza artificiale davvero ridotta, e si allerta solo quando tamponiamo una volante con la macchina o spariamo ad un poliziotto o ad un nostro nemico con più di un proiettile. Nessuna sirena invece anche se investiamo un pedone proprio davanti a un rappresentante della legge o se provochiamo incidenti con altre macchine. Peccato, si sarebbe potuto fare davvero di meglio riponendo più attenzione su questo elemento.

 

Qualche problemino di fondo

Come abbiamo accennato precedentemente, anche se il motore di Chinatown Wars è interamente tridimensionale la prospettiva usata è simile a quella del primi due GTA; ciò consente al nostro DS di gestire il motore grafico in modo da evitare fastidiosi rallentamenti o cali di frame rate. Purtroppo l’uso di questa visuale sul piccolo schermo della console è forse il problema più grande di questo gioco, anche se a nostro avviso era l’unica soluzione possibile: l’area visibile è molto limitata e di conseguenza, quando siamo impegnati a guidare per le strade della città, dobbiamo tenere d’occhio contemporaneamente sia lo schermo superiore – la strada – che lo schermo inferiore – il gps -sbattendo così contro muri, edifici e tutti quegli ostacoli che non è possibile visualizzare con sufficiente anticipo da evitarli. Altra, seppur piccola, pecca di questo GTA risiede nella discutibile giocabilità delle fasi di guida, che soffrono di alcuni problemi di manovrabilità probabilmente dovuti alla croce direzionale della console, per nulla precisa. Per fortuna, Rockstar ha pensato di includere la guida assistita che corregge automaticamente le traiettorie quando non si prende al meglio una curva. Questo piccolo problema è comunque risolvibile con un po’ di pratica e non mina assolutamente la giocabilità. In quanto alle missioni, esse si presentano più ricche e varie che mai. Sono anche interessanti, e prevedono a volte l’utilizzo di vari mezzi, anche alternativi, come ad esempio i motoscafi. Sì, perché non manca proprio niente in questo capitolo: moto, barche, autobus, metropolitana, aerei e tutto ciò ci si aspetta da un vero GTA. E non possiamo che gioirne.

 

Multiplayer

In ultimo sono da segnalare le due modalità multiplayer. La prima, tramite Wi-Fi Connection, permette di condividere e scaricare dai server Rockstar punteggi e statistiche, oltre che di scambiare oggetti con i propri compagni di scorribande grazie ai codici amico. La seconda, decisamente più interessante, permette in locale di poter sfidare un proprio amico – dotato anche lui sia di console che di cartuccia di gioco – in tre differenti modalità: una classica quanto mai noiosa corsa clandestina, una sorta di guardie e ladri in cui uno trasporta un furgone carico di droga e l’altro deve impedirne l’arrivo in tutti i modi, ed una specie di “modalità orda” in stile Gears Of War 2 in cui entrambi i giocatori devono difendere la propria base da continue ondate di nemici.

 

Conclusioni

Liberty City e Vice City Stories sono stati titoli che hanno spremuto notevolmente le potenzialità della console portatile Sony, offrendo due immense avventure che non avevano niente da invidiare a quelle su console. Confrontare questi due precedenti titoli con Chinatown Wars è inevitabile. Tuttavia, il titolo Rockstar Leeds è un gioco che pur riprendendo diversi elementi dalla sua controparte Ds, lo stile, la storia e l’aspetto grafico, si mostra davvero soddisfacente su tutti i fronti, con una trama profonda, personaggi ben delineati e una quantità di missioni, minigiochi e attività secondarie che ci terranno incollati alla console per parecchio tempo. Il titolo Rockstar, insomma, rappresenta un pezzo destinato a finire nella collezione di ogni fan della saga.

CI PIACE
  • Personaggi e trama ben delineati
  • Sistema di gioco immediato.
  • Longevità elevata.
  • Ottima colonna sonora.
NON CI PIACE
  • Assenza di filmati e dialoghi parlati.
  • Diversi problemi alla guida per i molti ostacoli visivi.
  • Quick time event troppo semplici.
Conclusioni

Liberty City e Vice City Stories sono stati titoli che hanno spremuto notevolmente le potenzialità della console portatile Sony, offrendo due immense avventure che non avevano niente da invidiare a quelle su console. Confrontare questi due precedenti titoli con Chinatown Wars è inevitabile. Tuttavia, il titolo Rockstar Leeds è un gioco che pur riprendendo diversi elementi dalla sua controparte Ds, lo stile, la storia e l’aspetto grafico, si mostra davvero soddisfacente su tutti i fronti, con una trama profonda, personaggi ben delineati e una quantità di missioni, minigiochi e attività secondarie che ci terranno incollati alla console per parecchio tempo. Il titolo Rockstar, insomma, rappresenta un pezzo destinato a finire nella collezione di ogni fan della saga.

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