Mai accontentarsi… Mai!

Nel pieno spirito della loro campagna pubblicitaria americana che asseriva, in maniera assolutamente indisponente, “Genesis does what Nintendon’t!”, SEGA decise di proseguire il suo percorso in una unica direzione: sconfiggere Nintendo , in ogni campo… Il porcospino blu sarebbe stato un’ottima arma per continuare a contrastare Mario, su questo ne erano incredibilmente certi. Abbiamo già visto che, con “Sonic Spinball”, SEGA aveva già iniziato i suoi esperimenti, e il risultato era stato solo discreto, nulla di particolarmente esaltante. Naturalmente non si sentiva ancora il bisogno di cambiare troppo strada: tra “Sonic 2” e “Sonic 3”, infatti, SEGA pubblicò sullo sfortunato add-on SEGA CD (conosciuto come SEGA MegaCD in Europa) il titolo “Sonic CD” , una avventura in solo di Sonic, strutturata secondo una trama da viaggio nel tempo, con diversi effetti speciali e alcune interessanti scelte aggiunte con l’ausilio del supporto digitale. Il SEGA CD, però, fallì quasi in tutto il resto e SEGA cercava un modo per recuperare… Nel frattempo era Nintendo quella che aveva cominciato a sperimentare: il primo episodio di “Super Mario Kart” aveva calcato la scena con estremo successo e SEGA non poteva stare con le mani in mano… Avrebbe dovuto: questo desiderio di primeggiare (o, quantomeno, di pareggiare) diede vita a “Sonic Drift”, pessimo titolo di guida per Game Gear, insipido, un vero errore… Che ha avuto pure un seguito, “Sonic Drift 2” , apparso sulla stessa console poco tempo dopo…

Gli esperimenti portatili

Nessuno poteva aspettarselo, ma SEGA ritenne più adeguato il Game Gear (forse per un più violento conflitto con il GameBoy ) come sede di molti dei successivi esperimenti legati a Sonic e ai suoi compagni. “Sonic Drift” fu solo l’inizio di una vera e propria serie di piccole creazioni con molta infamia e poca lode che sarebbero nate successivamente. Cominciamo dalla nota più dolente, ovvero “Sonic Labyrinth” , un titolo Sonic che di sonico non ha assolutamente nulla… Motivi? Innanzitutto, è un vero e proprio puzzle game, dove Sonic deve farsi strada lungo intricati livelli in prospettiva isometrica per cercare le tre chiavi utili per accedere allo schema successivo. In secondo luogo, Sonic è LENTO! Il motivo per il quale Sonic cerca le chiavi è che queste gli servono per raggiungere il Dr. Robotnik che, pensate un po’, gli ha rubato le sue scarpette rosse… Per tutto il gioco si controlla un Sonic lentissimo, velocizzato in parte solo da un incoerente e ingestibile Spin Dash. Negli anni successivi, SEGA si è discostata dal personaggio di Sonic, creando dei titoli particolari solo per la sua spalla: nascono, perciò, “Tails’ Adventures”, uno strano platform con alcuni elementi strategici (poca cosa, comunque), e “Tails’ Sky Patrol”, difficilissimo gioco puzzle dove controlleremo la volpe gialla costantemente in volo, alla ricerca di superare alcuni livelli pieni di ostacoli con l’ausilio di uno strano anello. Dopo questi strani diversivi, SEGA decide di ritornare alle sue origini anche sulla loro console portatile… D’altronde il GameBoy aveva dei normali giochi di Mario, quindi loro dovevano creare dei giochi di Sonic senza troppi fronzoli per poterlo contrastare. Il risultato sono le già citate conversioni dei titoli Master System, più alcune piccole novità, come “Sonic Triple Trouble”, capitolo successivo di “Sonic Chaos” , e “Sonic Blast”, strano titolo con una grafica prerenderizzata dove è possibile controllare per la prima e unica volta anche Knuckles su Game Gear (escludendo “Sonic Drift 2”).

Di male in peggio…

Dopo aver qui elencato un mucchio di giochi che, per fortuna, nessuno ricorda, vorrei poter concludere questo capitolo della retrospettiva con qualche chicca, con qualcosa di esilarante… Purtroppo non posso: i titoli della libreria SEGA sono solo la punta dell’iceberg della terribile serie di idiozie che la casa giapponese avrebbe compiuto in seguito… D’altronde, il potere tecnologico concesso al Game Gear era poca cosa, rispetto a quello che i programmatori potevano fare su MegaDrive, Saturn e Dreamcast… Torniamo indietro di qualche anno rispetto alla generazione Game Gear: il MegaDrive non era ancora completamente morto; il SEGA CD aveva tentato di resuscitarlo nella lotta contro l’ormai imbattibile Super Nintendo ma aveva fallito… SEGA, quindi, se ne uscì con un nuovo add-on, il 32X, capace, sulla carta, di replicare i primi giochi 3D proposti da SEGA nelle sale giochi , come “Virtua Fighter”… Sulla carta… In realtà pure il 32X si rivelò un colossale fallimento, soprattutto per i prezzi assurdi ai quali veniva venduto: l’unico gioco del porcospino blu compatibile con questo add-on, pensate, non ha nemmeno il porcospino blu come protagonista! Si tratta, infatti, di ” Knuckles Chaotix” , platform che ha, appunto, il rosso rivale come personaggio principale, accompagnato da quelli che saranno poi i personaggi del Team Chaotix nel futuro “Sonic Heroes”. Il gioco è un platform discreto con alcuni elementi puzzle: si controlla Knuckles, agganciato con una catena a un secondo personaggio , ognuno con le sue abilità; questo personaggio risulta, in diverse situazioni, indispensabile per superare alcuni passaggi e attivare certe piattaforme, allo scopo di raggiungere zone altrimenti inaccessibili. Nel frattempo, sul MegaDrive standard, prende vita “Dr. Robotnik Mean Bean Machine” , uno spudorato clone di “Puyo Puyo”, sul quale non è necessario spendere altre parole, se non per ricordare che ne esiste una versione Game Gear… Conclusa una generazione se ne fa un’altra: SEGA chiude la storia del MegaDrive e lancia sul mercato il suo nuovo sistema, il SEGA Saturn! Ho sempre cercato di capire, esattamente, con chi questa console cercasse di competere… Ora l’avversario era diverso, Nintendo aveva ancora “solo” il Super Nintendo dalla sua, mentre, dal Giappone, un altro colosso era pronto a sconvolgere il mondo… Sony si stava facendo avanti con la sua Playstation e per SEGA era il momento di correre ai ripari e sfornare qualcosa di davvero accattivante e interessante… Già… I titoli per Saturn dedicati al porcospino sono pochissimi, e molti, come “Sonic Jam”, si limitano ad essere raccolte di vecchi titoli per i sistemi passati… SEGA non ignora nemmeno il vecchio “Sonic 3D” , e lo recupera migliorandolo minimamente e riproponendolo su Saturn… Ma il vero titolo che molti giocatori ricordano con puro orrore non era nessuno di questi… Dopo i fallimenti di “Sonic Drift”, SEGA decide di riproporre il genere di guida con un simulatore di corsa a piedi dal titolo “Sonic R”… Mamma mia… A parte la stranissima colonna sonora cantata, ispirata ai più classici brani j-pop, erano la grafica pessima e un sistema di controllo completamente devastato a farla da padroni in questo orribile scempio… In seguito, SEGA tentò un esperimento tutto nuovo per il nostro Sonic: avendo provato ormai tutti i generi si accorsero che ce n’era uno in particolare sul quale non avevano ancora puntato… Quello dei picchiaduro… Nasce così “Sonic: The Fighters”, pessimo titolo arcade , pieno di strani e inutili personaggi che non verranno mai più riutilizzati, complice un character design davvero sotto la media… Dopo tutti questi esperimenti falliti, SEGA decise di fermarsi un po’, fino all’avvento del Dreamcast… Sappiamo bene che Dreamcast è sinonimo della nascita della serie “Sonic Adventure”, che risolleverà a stento le sorti del porcospino blu… Ma nella libreria Dreamcast è presente anche un titolo semisconosciuto, ” Sonic Shuffle”, spudorato clone di “Mario Party”, con una IA mal bilanciata e una giocabilità solo discreta…

Concludendo…

Wow… Sembra proprio un periodo nero per Sonic… Il personaggio viene inserito da SEGA nelle peggio schifezze, in un mondo di giochi semplicemente non suoi, non adatti al suo personaggio… Sonic era già veloce di suo, i giochi di guida quindi non avevano senso… Ma anche gli altri generi stonano, in generale: se si costruisce un personaggio su una caratteristica non si può, di punto in bianco, decidere di buttarla all’aria… E’ strano che il franchise sia sopravvissuto fino ad oggi, ma una cosa è certa: la corsa dal passato al presente non è priva di buche e ammaccature… Lo scopriremo nel prossimo e ultimo capitolo, “Retro-Spectives: Sonic The Hedgehog! L’era moderna del porcospino!”.

Alessandro “Il Notturno” Perlini

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