E’ arrivato sugli scaffali nel 1992 dapprima per Pc e Amiga, in seguito per moltissime altre piattaforme (tra cui Super Nintendo, Sega MegaDrive/Genesis e Atari ST). “Flashback” è il capolavoro sviluppato negli studi dell’ormai defunta software house francese “Delphine Software”.

Dallo stesso team di sviluppo avevamo ricevuto, in precedenza, un altro grande capolavoro di programmazione e narrazione che risponde al nome di “Another World”.  A lungo considerato (erroneamente) il seguito, non solo spirituale, di quest’ultimo titolo, “Flashback” è ricordato ancora oggi come il gioco che ha ridefinito il genere Platform.

Ciò che più stupiva i giocatori di quei tempi erano le animazioni del protagonista e dei personaggi secondari. Quando ancora la motion-capture non era lo standard di riferimento per creare animazioni fluide e umane, i ragazzi di “Delphine Soft.” inventarono la tecnica del “rotoscope” , che sebbene fosse certamente più complessa e dispendiosa, fu sviluppata e adottata con risultati davvero brillanti. Nessuno, infatti, poté dire che le animazioni di “Flashback” fossero peggiori di quelle del suo più illustre ispiratore e rivale: “Prince of Persia”. Gli sfondi, disegnati a mano, sono tra i più evocativi e raffinati che quel periodo potesse offrire agli occhi smaliziati dei videogiocatori. Le movenze del protagonista sono ai limiti del “foto-realismo”, tutte le azioni e i movimenti sono ricostruiti e collegati tra loro con una fluidità e una naturalezza davvero impressionanti. Non a caso, quando si gioca a “Flashback”, si ha la netta sensazione di giocare un autentico “film interattivo”, recitato da veri attori . La trama del gioco è degna di uno dei più bei film di fantascienza di quegli anni: alcuni non hanno perso tempo ad accostare la profondità di questo gioco a pellicole del calibro di “Total Recall” e “Blade Runner”, specie per i riferimenti a forme di vita non umane che si infiltrano nella società, come i più famosi Replicanti di Ridley Scott, o per il protagonista, affetto da amnesia, ma che lascia a sé stesso un filmato che possa aiutarlo a fare il punto della situazione, come avviene in “Total Recall“.

Questi occhi hanno visto cose…

La trama del gioco, come accennato in precedenza, si ispira dichiaratamente a ben note pellicole cinematografiche, rispettandone anche alcuni cliché. Il protagonista è Conrad Hart, un agente galattico che, in seguito ad alcune indagini, scopre che l’umanità sta subendo una silenziosa invasione aliena da parte di esseri che assumono la forma umana ma che, in realtà, di umano hanno solo le sembianze. Grazie ad uno scanner portatile di propria fabbricazione, Conrad scopre che i suoi sospetti sono del tutto fondati: per timore che gli alieni potessero rapirlo e cancellargli la memoria, l’impavido eroe decise di privarsi lui stesso della memoria, conservando i preziosi ricordi in un “olocubo” . I timori di Conrad ben presto assumono contorni più concreti, e non passerà molto tempo prima che un commando di alieni decida di stordirlo e rapirlo, trascinandolo verso una destinazione ignota. Al suo risveglio, Conrad approfitta della distrazione dei rapitori (confusi, inoltre, perché scoprono che l’umano si è privato di memoria) per tentare una rocambolesca fuga. La fuga non ha buon esito e il povero agente galattico si ritrova sperduto in una foresta che sembra non avere inizio né fine. Questo è solo il lungo prologo che ci attende, perché l’odissea di Conrad per poter tornare sulla Terra a sventare il complotto galattico sarà più ardua di quello che si possa credere. Gli effetti sonori non fanno certamente gridare al miracolo, tuttavia riescono a far calare il giocatore nell’atmosfera del gioco. Armi da fuoco, droidi e porte a scorrimento sono ben realizzati, ma niente, purtroppo, risulta eccezionale. Il tema musicale che accompagna le fasi prima di iniziare a giocare è molto interessante, e le musiche che ci accompagneranno negli spezzoni cinematografici lungo l’arco dell’avventura sono gradevoli e di compagnia. A volte quando ingaggeremo scontri a fuoco verremo sorpresi da una musica incalzante e frenetica che accompagnerà le nostre evoluzioni nel tentativo di sconfiggere o sfuggire dai nostri nemici.

Conclusioni

Dal momento della sua uscita, “Flashback” ha imposto nuovi standard al genere Platform nel quale si inserisce e del quale è, a tutti gli effetti, una pietra miliare. Il gioco di “Delphine Soft.” raggiunge vette qualitative viste soltanto nel primo “Prince Of Persia”, e in più ha il pregio di raffinare l’impianto visivo e le meccaniche di gioco già ampiamente esplorate dal gioco orientaleggiante. Novità degne di nota, inoltre, sono state una trama degna di un film di fantascienza e, per l’appunto, un background davvero inconfondibile e indimenticabile: un universo distopico, dove tutto è preda della tecnologia e alieni silenziosi propugnano un invasione che sterminerebbe la razza umana. Da quell’ora in poi, “Flashback”, per la sua qualità, solidità e profondità, sarà a lungo preso come metro di paragone. I Platform come li conoscevamo non sarebbero stati più gli stessi, sebbene molte famose serie abbiano continuato a riscuotere un certo successo, ma non per merito dell’innovazione e della bellezza intrinseca, come fu nel caso di “Flashback”.

Antonio “Aurenar” Patti

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