I tre titoli della Taito che hanno reso famosi in tutto il mondo Bub e Bob, i draghetti, le bolle, gli arcobaleni ed anche gli ombrelli.

Bubble Bobble, Rainbow Island e Parasol Star. Cos’hanno in comune questi tre giochi? A primo acchito si direbbe la casa produttrice, la Taito, ed il fatto che tutti siano dei plattform. Ad un’analisi un po’ più attenta, invece, si scoprirà che la trama principale dei tre giochi è collegata a doppia mandata.

Dal punto di vista videoludico si tratta di una collezione che non può assolutamente mancare nella bacheca di un giocatore. Ma andiamo con ordine per tentare di descrivere questi capolavori. Inizia tutto nel 1986 quando esce in sala giochi, Bubble Bobble.

LA GENESI : BUBBLE BOBBLE

La storia narra di due ragazzi che, per un motivo sconosciuto a noi (pensiamo abbiano rubato la marmellata per condirsi i panini viste le fattezze, ndr.), sono stati trasformati in draghetti caccia palle, ossia draghetti spara bolle. Una sorta di legge del contrappasso: “Voi vi mangiate tanti panini con la marmellata che mi avete rubato e ruttate nuvole nubi tossiche apparentemente innocue all’aroma di albicocca, ed io, che di mestiere faccio il Dio, (veramente è un barone) vi trasformo in draghetti che sparano bolle e vi intrappolo in un labirinto di 100 stanze”.

LA TRAMA

Ebbene, i nostri eroi, i due draghettini, saranno costretti per venire a capo di questo pasticcio all’albicocca, diciamo, a superare 100 livelli pieni zeppi di insidie chiamati mostri, affrontare e sconfiggere il malvagio Baron Von Bubbla. E per superare le altre orde di nemici che vogliono fare la pelle ai draghi per confezionarsi delle belle scarpe, cinte e portafogli in pura pelle rettiliana molto cool fashion secondo le loro usanze.

Il gioco si svolge idealmente in un’enorme cava fatta da 100 stanze, nel gioco si vedono dei quadri “arredati” da piattaforme e nemici pronti a spolpare i protagonisti. L’azione diventa frenetica fin da subito con i nostri eroi che saranno impegnati anche a raccogliere bonus per migliorare le prestazioni… (c’è sempre l’ansia di prestazioni), e per risolvere più rapidamente il tutto.

Sono leggendari, infatti, i bonus accumulabili durante l’avventura il che fa di Bubble Bobble un titolo dalle tantissime sfaccettature e rende le partite sostanzialmente diverse tra loro. Attraverso questi bonus i nostri personaggi andranno più veloci, potranno sparare più bolle per intrappolare i nemici, o sparare bolle di fuoco per annientarli. Ci sono bonus che fanno anche saltare dei livelli per rendere più veloce la nostra missione. E nel finale, non troverete il malefico Barone, che appare durante il gioco nei momenti di difficoltà in cui il tempo sta scadendo, ma il professore Grumple Grommit o Super Drunk è il boss finale che si trova al 100° livello. L’unico modo per eliminarlo è usare le magie presenti nell’area di gioco.

Una volta liberi i nostri draghetti ritroveranno la forma umana e, viste le dimensioni e proprorzioni era meglio la permanenza nelle sembianze rettiliane.

RAINBOW ISLAND: RIPARTE L’AVVENTURA

rainbow islands

E così dopo un periodo di vacanza, circa un anno, sono di nuovo protagonisti di una nuova avventura e qui ci si allaccia a Rainbow Island. Nel 1987, infatti, la Taito, non paga del successo di pubblico e critica di Bubble Bobble, propone il suo seguito, appunto, Rainbow Island.

In questa occasione i nostri eroi sempre tondi nonostante siano tornati umani, riceveranno quando ancora impegnati nei festeggiamenti per aver concluso positivamente l’impresa precedente contro il barone ed i suoi scagnozzi, ripartiranno per una nuova avventura.

Scopo di questa avventura è salvare un gruppo di persone che ha subito lo stesso trattamento, cioè trasformata in lucertoloni, ma questa volta portata in un arcipelago e questa volta non potranno più inglobare i nemici in una bolla, ma potranno sparare (evitiamo battutacce grazie), arcobaleni.

Il mondo di Rainbow Island è suddiviso in 7 isole diverse a loro volta divise in 4 stage. Tuttavia, è possibile accedere ad altre tre isole segrete. Il che rende il tutto più gustoso.

AD OGNUNO LA SUA ISOLA FELICE

Ogni isola ha la propria ambientazione: la prima è “Insect Island” dove si affronteranno graziose apine, ragnetti, e tanti insetti fumettosi come coccinelle, bruchi ed anche corvi (che pur non essendo insetti compaiono in questo livello). Battuto il ragnone gigante, si passa “Combat Island” dove Bub e Bob troveranno carri armati, cannoni, autocarri in miniatura e come boss un elicottero che sgancia graziose bombette. Si giunge così a “Monster Island”, isola cimitero popolata da scheletri, spettri, vampiri ed altri ammennicoli senza vita. Molto d’atmosfera, il boss finale è un vampiro che attacca con sciami di pipistrelli. A “Toy Island”, prossima meta del viaggio, i nemici appaiono colorati e risultano essere marionette, palle di gomma, pistole ad acqua e bambole. Il nemico finale di questo livello è una bambola gigante. “Doh Island”, invece, è un omaggio ad Arkanoid, uno dei tanti riferimenti a videogiochi della Taito. Musica ed effetti sonori del livello sono ripresi da Arkanoid ed i nemici sono rappresentati da solidi gemoetrici che rimbalzano a casaccio. Anche in caso di game over, la colonna sonora di Arkanoid sostituirà quella originale del gioco.

Battuto il Doh (che non è l’espressione di stizza di Homer J. Simpson ma il mostro finale), il tragitto ci porterà a “Robot Island”, una specie di fabbrica di automi in cui si dovrà affrontare viti, bulloni, chiavi inglesi e come mostrone conclusivo un grosso robot che spara i pugni. Si arriva così alla settima, ed ultima, isola regolare. La “Dragon Island”, ossia un mondo fantasy popolato da armature con spade magiche, fantasmi, ciclopi ed altra robetta simile. Il boss finale è un drago volante che sputa fuoco.

I LIVELLI SEGRETI DI RAINBOW

Ci sono, però anche tre isole segrete, come detto. Nell’ordine: “Magical Island”, un omaggio a Fairy Story, gioco del 1984, il boss è un demonietto che appariva nel gioco originale, “Darius Island”, altro omaggio con tantissimi riferimenti allo sparatutto Darius con Electric Fan, come mostro finale e Bubbel Island, chiaramente riferito al predecessore Bubble Bobble.

I QUATTRO FINALI POSSIBILI

Rainbow Island ha probabilmente lanciato anche la moda dei finali alternativi. Sono ben 4 i “The end” e non sono tutti “happy end”.

Il finale peggiore è quando si termina il gioco non raccogliendo tutti i diamanti giganti. I nostri eroi, dopo un messaggio di congratulazioni, appaiono seduti su una montagna di bonus. Tuttavia, in mezzo ai vari oggetti si trova un altro messaggio da parte delle persone che cercavano di salvare che chiedono aiuto. Il finale brutto lo si ottiene raccogliendo tutti i diamanti giganti: se si viene intrappolati da una bolla, si viene ritrasformati in draghetti ed imprigionati assieme alle altre persone tramutate in drago.

Il finale medio è dato dalla raccolta dei diamanti giganti ma non di tutti i tre specchi. I draghetti a quel punto possono essere liberati, ma rimarranno in questa forma.

Il finale migliore lo si ha quando vengono raccolti tutti i diamanti giganti ed i tre specchi che riporta tutti i prigionieri liberati nella forma originaria.

E ADESSO CONQUISTIAMO LO SPAZIO

Abbiamo superato le 100 stanze della mega cava, abbiamo conquistato le dieci isole e siamo ancora al punto di partenza. Già, perché un mostro non meglio identificato, tra le molteplici orde di quelli già sconfitti, è riuscito a farsela franca e ad invadere, udite, udite, i pianeti vicini a quello dove Bub e Bob, i golosoni di marmellata alle albicocche, passano le loro felici giornate giocando a tre sette ed a briscola.

PARASOL STARS: IL POTERE DEGLI OMBRELLI

parasol stars arcade

Giunta la notizia che sconvolge la normale routine dei nostri paladini (viste le forme meglio dire patatini) si cerca di andare ai ripari. Così, i protagonisti armati di tutto punto partiranno per questi fantastici mondi nel tentativo di riportare l’ordine. Un equipaggiamento quantomeno originale che supera ogni immaginazione. I nostri eroi combatteranno con un ombrello. Se prima sparavano bolle, poi arcobaleni, adesso usano gli ombrelli come arma letale. Nasce, così, nel 1991 Parasol Stars, terzo capitolo della serie di Bubble Bobble uscito solo per home computer e console da casa ma mai in cabinato per sala giochi. Anche questo titolo, come i sui predecessori, sfoggia una grafica tondeggiante, carina e ben variegata ed una buona realizzazione tecnica. L’arma, come dicevamo, è l’ombrello che può essere utilizzato in diversi modi: per colpire direttamente l’avversario o scaraventarlo lontano contro le piattaforme, ma anche per proteggersi dai nemici e per rallentare le cadute da una piattaforma all’altra. Ma c’è anche un’altra funzione: possono essere usati per raccogliere le gocce di vari elementi ed usarle contro i nemici ottenendo diversi bonus.

I MONDI SONO TANTI MILIONI DI MILIONI…

Cip e Ciop, oh, scusate, Bub e Bob saranno catapultati in questi pianeti (otto regolari e due segreti), composti da un numero variabile di sotto livelli. Come negli altri giochi della serie ci sarà un tempo limite superato il quale apparirà la scritta, invito, in inglese “Hurry” (corri!) e poi saranno albicocche acide un po’ come in Bubble Bobble o come in Raimbow Island quando l’acqua sommergeva tutto e tutti se si perdeva troppo tempo. Si inizia dal “Music World”dove dei simpatici quanto infami strumenti musicali attenteranno alla nostra incolumità fisica e mentale per proseguire con il “Woodland World”, “Ocean World”, “Machine World”, “Casino World”, “Cloud World”, “Giant World”, “Raimbow World”. E poi i due mondi segreti: “Toy World” e “Nightmare World”.

SE C’E LA GOCCIA… E’ PARASOL

Quattro i tipi di gocce che incontreremo attraverso il nostro peregrinare: acqua, fuoco, fulmine e stella. Ognuno di questi elementi se raccolto può fare danni notevoli. Le gocce d’acqua hanno lo stesso effetto delle bombe d’acqua di Bubble Bobble scatenando un gavettone megagalattico che travolge tutto e tutti utile anche al giocatore stesso che tramite questo torrente può raggiungere luoghi di difficile accesso. Le gocce di fuoco generano una fiamma che genera una calamità da evitare anche per gli eroi che la lanciano perché stordisce e rende facili prede dei nemici.

La goccia di fulmine si muove in linea retta e trasforma in bonus ogni nemico che incontra. E poi la goccia di stelle. Probabilmente la favorita da Bub e Bob che la usano inzuppare nel latte a colazione. E’ l’elemento più potente del gioco e genera un vortice di stelle che si espande muovendosi a spirale.

CI STIAMO ATTREZZANDO PER TUTTO, ANCHE PER I MIRACOLI

Durante la frenetica azione, appariranno anche delle icone quadrate col simbolo delle quattro gocce precedentemente descritte. Se se ne raccolgono tre, appare la scritta “Miracle” e si verificherà, a seconda di quali icone siano state raccolte, un effetto differente che può variare dall’eliminazione istantanea di tutti i nemici sullo schermo ad una vita extra.

Nel caso in cui si giunga al boss di un mondo avendo raccolto tre icone uguali, una volta sconfitto il boss si aprirà nel centro del livello una porta che conduce a una stanza segreta. Tale stanza contiene un item gigante del valore di 100.000 punti il cui effetto sarà permanente per tutto il resto della partita, analogamente a quanto accadeva in Rainbow Island quando si raccoglievano in un mondo tutti e 7 i diamanti nell’ordine corretto dei colori. Cosa davvero difficile da fare a dire il vero, almeno per chi vi scrive.

L’unico modo per accedere ai due pianeti segreti al termine del gioco è quello di accedere a tutte le stanze segrete dei vari pianeti, ovvero terminare ogni pianeta avendo raccolto 3 icone dello stesso tipo.

CONCLUSIONI

Un vero e proprio “Colossal” videoludico composto da due giochi storici (Bubble Bobble e Rainbow Island) e da un buon, come terzo capitolo, titolo (Parasol Stars). Tutti sono plattform vari, simpatici che mettono il videogiocatore alle prese con mondi e nemici fantastici davvero teneri a guardare. Adatto a tutti, ragazzi, ragazze ma anche ai bambini. Non per questo però si debba dire che siano giochini. Tutt’altro. Finire tali titoli è un’impresa da videogiocatore consumato. Sulla realizzazione nulla da eccepire: tutti di buona fattura con grafica e sonoro all’altezza della situazione. Cenno particolare va per Bubble Bobble un autentico monumento dei videogiochi. In tutti e tre comunque ci sono omaggi ai videogiochi Taito ed anche ai predecessori. Così anche in Bubble Bobble. Sua maestà (Bubble Bobble) strizza l’occhio in alcuni casi a Chack’n Pop, altro plattformgame del 1983 sempre di casa Taito. Al 29° livello viene riprodotto uno degli schemi di Chack’n Pop dove sono presenti anche i Beluga, dei mostri, comuni sia in Bubble Bobble che in questo gioco semi-sconosciuto.

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