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  • **Baraka**
  • **Durata: 96″**
  • **Genere: Documentario**
  • **Anno: 1992**
  • **Regia: Ron Fricke**

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Vi siete mai chiesti quale sia l’elemento essenziale del cinema, la sua matrice, la sua unità fondamentale, l’unica cosa senza la quale non può esistere? Che sia statica o in movimento, a colori o in bianco e nero, l’unica e sola cosa imprescindibile per creare quell’arte ultima e meravigliosa che chiamiamo cinema è ovviamente l’immagine. Ora, a quanti di voi è capitato guardando un film di emozionarsi o di commuoversi per le singole immagini, indipendentemente dai dialoghi, dalla recitazione, dalla storia o da tutto il resto? Quanti di voi sono in grado di cogliere l’essenza, la massima espressione della bellezza cinematografica? Da un pò di tempo, dal 1992 per l’esattezza, abbiamo la possibilità di comprendere se siamo effettivamente in possesso di quella sensibilità che ci apre le porte al sublime e all’estatico, se siamo realmente capaci di comprendere e di vivere un film al 100%. Questa possibilità si chiama Baraka. Nato dalla mente e dagli occhi geniali di Ron Fricke, Baraka è un documentario che con lo schermo giusto e un buon impianto sonoro sospenderà per un ‘ora e mezza la vostra capacità di giudizio, regalandovi un esperienza visivo-emozionale mai provata. Girato interamente in 70 mm, dotato quindi di un dettaglio qualitativo impressionante, è una parabola sulla bellezza e sull’esistenza della natura e dell’uomo, racchiusa in un viaggio intorno al mondo dall’alba fino al tramonto. Cullati da una splendida colonna sonora ambient-elettronica ci spostiamo da un luogo all’altro senza accorgercene, come in un sogno, quando posti distanti si fondono in un unico armonioso movimento. Dall’immobilità al caos, dal minuscolo all’infinito, troverete qualunque riflessione in questo film che è più di un capolavoro, dove immagini e musica parlano più di un racconto, di un monologo, con una poesia altissima che invade emozioni e sensazioni, pura, universale, svincolata dal legame col suono e con la parola. Baraka meraviglia con la cosa più semplice e importante che ci sia, la vita. Naturalmente, trattandosi di un documentario piuttosto lungo e senza parole molti lo troveranno pesante e inguardabile, ed è qui la sua forza, il suo potere, la sua utilità. Grazie a questo film potrete scoprire se avete effettivamente quella sensibilità, quella grazia mentale che vi permette di apprezzare veramente la fatica e le motivazioni di chi fa arte, qualunque essa sia. Nulla di discriminatorio o di offensivo, coloro i quali non ameranno questo tesoro non sono da condannare o da compatire, potranno semplicemente continuare a rivolgersi al cinema e alle altre arti con l’occhio di chi si intrattiene per svago, proseguendo a vivere andando al cinema a Natale, al Blockbuster, leggendo Gazzette dello Sport e guardando partite di calcio o magari Uomini e Donne, dopo pranzo.

Articolo curato da Mauro ” Il Giostraio” Santoro

 

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