La software house svedese Starbreeze Studios, famosa per aver creato The Chronicles of Riddick: Escape from Butcher Bay, ci presenta nel 2007 The Darkness. Uno sparatutto in prima persona pubblicato per Xbox 360 e Playstation 3, ispirato all’omonimo fumetto, da non confondere con il gruppo heavy metal (il cantante dona la voce alla tenebra). Viene prodotto da 2K Games, produttore famoso per avere alle spalle titoli come: Bioschock, Bordelands, The Elder Scrolls IV: Oblivion e tanti altri.

Un giorno felice

Nel giorno del suo ventunesimo compleanno, Jackie Estacado sfreccia tra le strade di New York in compagnia di due mafiosi italo americani. La missione affidatagli da suo zio, nonché capo della famiglia mafiosa Franchetti, è quella di eliminare una persona scomoda. Qualcosa però va storto: inseguiti dalla polizia i tre killer non possono fare altro che guidare a grande velocità provocando un incredibile e rocambolesco incidente. Rimasto miracolosamente vivo, Jackie riceve dall’autista ormai morente, due pistole che lo accompagneranno nel corso della sua avventura e che gli daranno la forza per decidere di intraprendere la missione da solo. Con grande sorpresa viene a scoprire che tutta la vicenda è stata una trappola organizzata dallo zio per farlo fuori. Sfuggito miracolosamente a una bomba ad orologeria piazzata lì, per festeggiare il suo compleanno con il botto, si trova costretto a combattere contro gli uomini della sua stessa famiglia. Non può però sfuggire alle tenebre che nel cimitero lo avvolgono facendolo diventare un mostro. Jackie acquisisce improvvisamente poteri eccezionali e diventa uno spaventoso killer silenzioso intento a vendicarsi dei torti subiti, ma… tutto ha un prezzo.

Baciamo le mani

Nonostante il nostro Jackie sembri un metallaro calmo e silenzioso, si può osservare come nei dialoghi e nei video/monologhi presenti durante il caricamento del gioco, egli abbia un forte accento italo americano e un’espressività del volto e delle mani finemente accurata e tipica del nostro amato stivale, arrivando cosi a raggiungere un certo spessore caratteriale che difficilmente si può trovare in altri titoli simili.

Tra proiettili e tentacoli

Definire The Darkness come uno sparatutto in prima persona potrebbe risultare riduttivo. Il gameplay può ingannare e condurre verso tale definizione, ma l’ambientazione oscura e l’utilizzo del potere dell’ombra, fa si che si possa accostare in parte anche al genere survival horror. Sin dai primi minuti di gioco potrete notare che lo stile Rambo, ovvero sparare in mezzo alla folla, non è neanche lontanamente possibile. Il gioco richiede un certo grado di tattica, reso possibile grazie alla buona intuizione di sfruttare entrambe le mani per sparare (comandabili attraverso i grilletti del pad). Cosi facendo potrete uscire da un angolo e mirare con una singola mano o sparare con entrambe contro il povero malcapitato, attenzione però, i nemici sono duri a morire e colpi mal inferti non provocheranno l’effetto desiderato! Se non fosse per l’oscurità che avvolge il protagonista, il gioco non potrebbe confrontarsi con altri importanti titoli del medesimo genere, ma la sua presenza è sicuramente un punto di forza. L’ombra cattura Jackie poco dopo l’incidente in auto ed è letteralmente inquietante. La creatura parla al ragazzo che può sentirla nella sua mente, finché lo tramuterà orribilmente in un uomo tentacolare affamato di cuori. Saranno proprio i cuori che prenderà dal corpo delle proprie vittime senza badare troppo al bon ton, la fonte principale di energia del mostro. Questi vi permetteranno così di acquisire delle abilità aggiuntive. I tentacoli sono l’arma principale del gioco e non basta di certo un colpo di fucile per abbatterli. Oltre che cogliere di sorpresa il nemico nell’oscurità, o colpirlo con incredibile forza nella mischia, potranno curare il personaggio se nascosto nell’ombra. Il buio acquista un valore fondamentale ai fini della storia, senza di essa, l’ombra perderebbe le forze e non potrebbe aiutare il suo compagno. Una tattica sicuramente vincente è far si che non ci siano troppe luci presenti intorno a se’. Ogni singola lampadina, lampione, brochure o accendino da concerto dovrà essere eliminato. Una volta al buio potrete vedere il nemico che barcolla come un povero cieco e rinvigorire le vostre forze perse nello scontro.

Darkling scelgo te!

I tentacoli non saranno l’unica arma oscura disponibile nel vostro cammino. Andando avanti nel gioco avrete la possibilità di evocare, da un altro piano elementale, dei mostri di bassa statura chiamati Darkling. Non fidatevi dell’apparenza, possono sembrare delle creature carine e docili ma non è per niente così. Il loro scopo di vita è quello di eliminare tutte le forme di vita che si frappongono tra voi e le vostre pistole. Per farlo arriveranno ad utilizzare ogni sorta di armi non convenzionali come tagliare la testa di uomo con una vecchia sega o trafiggerne il petto con un martello pneumatico. Ci saranno quattro Darkling disponibili. Il primo da poter utilizzare è il berserker, la sua caratteristica principale è quella di non saper calmare la propria ira prima di essere ricoperto dai cadaveri dei suoi nemici. Se sfruttati bene saranno un ottimo aiuto nei momenti difficili, ma attenzione: anche loro non devono essere troppo esposti alla luce o saranno privi di forze.

Due passi a piedi

Vivrete in modo molto intenso la città, soprattutto dei bassifondi. La metro sarà un mezzo che utilizzerete spesso per spostarvi velocemente e che vivrete intensamente data la cura quasi maniacale nella sua realizzazione stilistica. È possibile notare diversi graffiti presenti nei muri della stazione, buona parte dei quali molto diversi tra loro. Anche spostarsi a piedi sarà un piacere, potremmo osservare persone accuratamente dettagliate e con un vestiario personalizzato. Ottimi i dettagli di alcuni pavimenti ma non esaltanti invece alcuni palazzi che risultano particolarmente sottotono. Passeggiare per China Town ed esplorare Manhattan potrà essere un passatempo divertente… finché cambierete location, e li ci sarà veramente da avere paura! Ma non voglio rovinarvi la sorpresa, tra voi e la curiosità sta solo il tasto di avvio del gioco!

Il sentiero è tortuoso

The Darkness non è un titolo ricco esclusivamente di fattori positivi. Come ogni gioco che si rispetti, riesce a creare qualche difficoltà di giudizio al suo possibile acquirente! Chi non è avvezzo al genere, si ritroverà spesso ad essere resuscitato dall’ombra per via delle continue morti. Non poche volte vi ritroverete a soccombere e ad imprecare contro il vecchio Pdor figlio di Kmer. Sarà inoltre fastidioso vedere come ogni singolo nemico avrà l’obiettivo di uccidervi tanto che non si preoccuperà di tutto ciò che ha intorno, se non a voi. Considerando il grande pericolo che interpreterete nel gioco, sarebbe stata gradito un AI che permettesse tattiche di attacco o di sopravvivenza dei poveri malcapitati. Ultimo, ma non per importanza, è la lentezza dei caricamenti tra uno scenario e l’altro. Fortunatamente coadiuvata dall’idea vincente di presentare durante questi momenti, dei video del protagonista che parla o ammira le proprie armi.

La luce alla fine del tunnel

Se amate ambientazioni dark, mostri mangiacuori e tutto ciò che riguarda il terrore, potreste cominciare ad essere seriamente attratti dal titolo. Se inoltre amate anche gli sparatutto e l’accento stile Marlon Brando nel Padrino, beh… potrebbe essere un acquisto perfetto! Avendo queste caratteristiche potreste entrare così tanto nel mondo di The Darkness, da non badare eccessivamente a quelli che purtroppo sono dei contro abbastanza visibili. Essi si celeranno nel momento in cui deciderete di dedicare la vostra anima, e soprattutto il vostro cuore, alla causa di Jackie.

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