Worldshift

  • Worldshift
  • Piattaforma: Pc
  • Genere: Rts
  • Sviluppatore: Fx Interactive
  • Distributore: Fx Interactive
  • Anno: 2008

Se pensate che il peggiore futuro dell’umanità possa essere determinato da inquinamento e innalzamento delle acque forse non avete ancora provato Worldshift.

Mars Attacks!
Registi, sceneggiatori, e sviluppatori di videogiochi proprio non riescono ad immaginare un futuro roseo per il nostro bel pianeta.
Dati alla mano, effettivamente, non possiamo tranquillizzarci, ma non si può nascondere il piacere (nel senso ludico del termine) che questi visioni pessimistiche hanno generato in noi.
Da Blade Runner a Matrix, da The Day after Tomorrow a Io sono Leggenda vi sono chiari esempi di come le catastrofi di carattere planetario o sterili e possibilissimi futuri catalizzino il nostro interesse.
Il perché di questa introduzione? Semplice, Worldshift ci narra di un futuro nel quale nessuno vorrebbe mai trovarsi: un pianeta in perenne conflitto (civile), uomini e mutanti combattono tra loro, i primi per l’egemonia del pianeta, i restanti per la sopravvivenza.
La causa di tutto ciò? Sembra sia stato un meteorite precipitato sulla terra ad aver distrutto la nostra civiltà al suo apice di sviluppo.
Niente megalopoli futuristiche quindi, gran parte degli scontri si svolgerà in lussureggianti foreste popolate, oltre che da soldati rivali, da animali mutanti più o meno amichevoli.
E’ noto che “tra i due litiganti il terzo gode” quindi, mentre sul nostro pianeta infuriano gli scontri, dallo spazio arriva una nuova minaccia.
Ad osservare il mondo dall’alto (e probabilmente deridendo la propensione umana all’autolesionismo) è una evoluta e, casualmente, bellicosa razza aliena mossa  da ambizioni espansionistiche.
Certo la trama non è scritta da Richard Matheson ne da Isaac Asimov ma è sopra le righe rispetto a quanto noi giocatori siamo mediamente abituati.
Dopo aver descritto brevemente la caotica situazione venutasi a creare possiamo conoscere meglio le fazioni che si sfideranno.

Osservando gli umani la prima cosa che percepirete sarà un vago (neppure troppo) senso di deja-vu, soprattutto se avete giocato a Dawn of War o al gioco di strategia da tavolo a cui quest’ultimo si ispira (Warhammer 40.000 ndr). Le armature della fanteria, e non solo, ricordano molto quelle usate dagli Space Marine in questione, sia chiaro: non che possa dispiacerci! Anzi…
Gli umani sono i superstiti della civiltà come noi la intendiamo, vivono nelle ultime cinque grandi città-fortezza: ultimi baluardi di una umanità minacciata dai pericoli della sostanza mutogena che lentamente plasma il pianeta.

I mutanti, come si può immaginare,  sono uomini e donne (o la loro discendenza per l’esattezza) contaminati dal meteorite, vittime delle metamorfosi per le quali hanno guadagnato l’attuale appellativo nonostante i retaggi umani nel loro aspetto e nella mente. Paradossalmente più umani dei cugini che li trattano con disprezzo e paura, hanno fattezze fisiche analoghe a quelle degli elfi di stampo warcraftiano; ed il fatto che vivano nelle foreste e si avvalgano di innati poteri magici enfatizza questa correlatività.

Gli alieni sono esattamente come ve li potete immaginare, evoluti, tanti, e cattivi, anzi cattivissimi. Non impiegherete molto ad accorgervi che non sono animati da sentimenti fraterni nei confronti dei terrestri.

Ora basta perderci in chiacchiere futili: imbracciamo i mouse e lanciamoci nella mischia, la guerra per la terra è appena iniziata!
 


Humans must Survive!
Una volta inserito il cd del gioco avremo modo di scoprire le basi di Worldshift mentre attendiamo che il programma di installazione svolga il suo compito. Infatti durante il lento procedere della loading bar avremo modo di guardare, direttamente dalla finestra del setup, video tutorial che ci introdurranno brevemente alle tecniche di gioco.  Finita l’installazione possiamo registrare il nostro profilo sul server di Worldshift, interessante novità del mondo videoludico. Infatti i nostri salvataggi finiranno direttamente sul server, rendendo possibile l’accesso alle nostre partite da qualsiasi pc che abbia installato una copia del gioco. Dopo questa lunga procedura potremo finalmente calcare il campo di battaglia! Nelle prime partite della campagna “giocatore singolo” noteremo come la difficoltà non arrida ai novellini. Non è possibile raccogliere materie prime ne reclutare nuovi rinforzi (se non attraverso una particolare abilità). Se siete abituati a mandare soldatini al massacro, vi troverete disorientati. Gli obiettivi del single player non brillano per originalità e dopo poche missioni si mostreranno ripetitivi. Per riuscire a portare a termine i nostri compiti dovremo sfruttare al meglio le capacità dei nostri eroi, unità speciali alle quali tutti gli appassionati di RTS sono avvezzi. Le capacità dei nostri eroi crescono col tempo e con il superamento delle missioni, così come quelle delle nostre truppe, grazie ad una serie di oggetti/potenziamenti che potranno essere raccolti sulla mappa del gioco o vinti alla fine di ogni missione. La particolarità di Worldshift è che questi potenziamenti rimangono impressi nel nostro profilo e potranno essere utilizzati nelle partite online.
Come conseguenza logica il single player diventa una tappa obbligatoria anche per chi volesse gettarsi subito nella mischia online, perché senza potenziamenti non andrete molto lontano, soprattutto nel multiplayer dove gli hardcore gamer sanno sfruttare ogni minima risorsa a loro vantaggio. Le azioni consentite sono ridotte all’essenziale, selezioneremo le unità, le indirizzeremo verso un determinato luogo o nemico e useremo le abilità dei nostri eroi per uscire dalle situazioni difficili o avere la meglio su gruppi numerosi di soldati nemici.
In fin dei conti il single player non introduce rivoluzioni nel genere degli strategici in tempo reale ma è concepito come accessorio al Multiplayer, vera leva del gioco!
Ne è la prova che  si puo’ scendere in campo di battaglia solo se connessi alla rete, anche se per una semplice partita in solitaria. In definitiva WorldShift è un gioco ibrido che strizza l’occhio ad un futuro (sempre più votato al multiplayer) per il genere che, a differenza degli sparatutto, non può vantare ancora titoli esclusivi per il gioco on-line.
 


Tecnologia aliena
Visivamente Worldshift non è un miracolo tecnologico, è doveroso dirlo, ma ha comunque un dettaglio notevole, sufficiente per soddisfare anche i palati più esigenti. In alcuni casi riesce anche a stupire con effetti (come il bagliore dei lampi) davvero eccellenti. La parte audio è caratterizzato da musiche d’atmosfera di qualità, sfruttate da un’intelligente regia, ottimi anche gli effetti sonori ed il doppiaggio interamente localizzato in italiano.
 

UFO low-cost
Come molti ben sanno, tutti i titoli della FX Interactive vengono commercializzati al prezzo irrisorio di 19-20 euro. Worldshift non fa eccezione e si va ad aggiugnere al corposo catalogo di titoli di qualità, seppur a prezzo budget. Come se non bastasse avremo a disposizione un numero verde di assistenza sempre disponibile, anche se solo per consigli e tattiche di gioco o richieste di cheats. In definitiva è incredibile come un servizio così completo possa essere offerto ad un prezzo così ridotto. Che la FX venga presa ad esempio: commercializzare giochi a meno di 20 euro è possibile, quali scuse hanno i concorrenti per vendere a più del doppio del prezzo proposto per Worldshift e soci?
 
 
Conclusioni
In conclusione Worldshift è un gioco che non presenta nessuna meccanica innovativa nel gameplay e a risentirne è soprattutto il single player, debilitato dall’eccessiva semplicità delle azioni disponibili. Per fortuna il Multiplayer salva il gioco dai pericolosi abissi della mediocrità e, anzi, lo eleva tra i titoli pù interessanti di questa estate. Anche se non brilla per pregi tecnici, la grafica è in grado di saziare gli appetiti degli utenti più esigenti. Tenendo conto anche del rapporto qualità/prezzo a cui siamo stati abituati, non posso che consigliare questo prodotto a tutti gli appassionati di RTS, soprattutto a coloro che avranno il fegato di confrontarsi in rete con altri avversari in carne ed ossa.  Plauso quindi per il lavoro dei ragazzi della Black Sea Studios, il cui talento è stato notato proprio pochi giorni fa dalla software house tedesca, Crytek, che ne ha acquisito lo staff.

VOTO: 7

Articolo curato da Davide " Fooljester " Bellani

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