Crysis Warhead

  • Crysis Warhead
  • Piattaforma: PC
  • Genere: FPS
  • Sviluppatore: Crytek
  • Produttore: Leader
  • Anno: 2008

Rispolverate la vecchia nano-tuta! Arriva l’espansione stand-alone del best seller targato Crytek!

La crisi di Nomad!
Poco meno di un anno fa i nostri pc furono messi alla prova da Crysis, uno sparatutto ordinario nel gameplay ma straordinario nella tecnica. Una perla di raro impatto visivo che non molti poterono godere al meglio per via delle altissime richieste hardware. Non furono risparmiate puntigliose critiche al gioco per questo motivo, ma non fu certo l’unico limite. Il gameplay era costruito intorno ai poteri della nano-tuta che, per chi non conoscesse il gioco, non è un costume da Brontolo o compagnia bella, ma una sorta di armatura futuristica  che aderisce alla pelle del protagonista. Grazie a questa bardatura guadagnavamo (oltre ad un aspetto temibile) particolari abilità speciali come resistenza ai proiettili, forza sovraumana, supervelocità e addirittura l’invisibilità, seppur per brevissimi periodi. Gli approcci con i nemici, sprovvisti della nostra stessa tecnologia (a parte rarissime imitazioni scadenti), erano sempre vari e divertenti, soprattutto grazie ai “tropicali” livelli non lineari che ormai sono marchio di fabbrica della Crytek.
 
 
La crisi di Psycho?
Finalmente possiamo ritornare agli eventi narrati mesi orsono, cambiando le vesti (si fa per dire dato che indosseremo la medesima nano-tuta) del soldato Nomad con quelle del “collega” Psycho. Per nostra fortuna Nomad non ci mancherà molto, il nuovo protagonista è decisamente più carismatico e meglio personalizzato,  come gia avevamo potuto notare nel primo episodio. E' il tipico spaccone da film d’azione, ma non sbagliatevi a chiamarlo yankee!
Veniamo al sodo, è giunto il momento di analizzare quanto di buono hanno fatto i ragazzi della Crytek in quest’anno (tenendo conto che stanno per sfornare anche l’attesissimo Far Cry 2) e se hanno imparato dalle critiche che sono state mosse contro il precedente capitolo.
Innanzi tutto il CryEngine, che muove anche questo titolo, è stato smussato per far guadagnare qualche frame in più, niente di rivoluzionario, ma si spera che nel frattempo le dotazioni hardware dell’utente medio siano migliorate. Non mi dilungherò oltre su questo aspetto per ora,  avremo modo di parlarne nel box tecnico. Il difetto più vistoso di Crysis era la scarsa I.A. nemica, che si comportava in maniera del tutto irreale. Questo particolare stupì in luce del fatto che furono gli stessi creatori di Far Cry (noto per la raffinatezza delle tattiche avversarie) a partorire un simile flop. Con Warhead, Crytek tenta di correggere il tiro e ci riesce. Ora le mosse degli avversari sono più credibili, ma siamo ancora lontani dai sofisticati schemi di accerchiamento, visti nel primo capolavoro della software house tedesca. Il gameplay invece, sostenuto dall’unico sostanzioso stimolo della nano-tuta, rimane sempre invariato, apprezzabile qualche tentativo di variare l’azione come il livello ambientato sul treno in corsa, ma nel panorama videoludico siamo ormai stati abituati a tutto. Avrebbe forse potuto aiutare qualche nuovo potenziamento della nano-tuta che è la stessa indossata un anno fa (anche se a livello cronologico i fatti si svolgono contemporaneamente) e riposta nel nano-armadio tra la nano-naftalina e le nano-mutande.  Anche i veicoli e le armi a nostra disposizione saranno i medesimi di Crysis, salvo una mitraglietta che potrà essere imbracciata con una sola mano (quindi potremo usarne due alla volta), ma che difficilmente preferiremo ai fucili di grosso calibro. A far fronte a questi difetti non ci viene certo in aiuto la trama, mero pretesto per giustificare le poche ore di esplosioni e sparatorie che il gioco propone. Le vicende di Nomad erano decisamente più interessanti e ricche di colpi di scena, la story-line di Warhead, invece, rispecchia il carattere di Psycho: impulsivo, burbero e drammatico.
In compenso il multiplayer è stato decisamente migliorato semplificando alcuni aspetti troppo complessi del precedente capitolo, anche se chi ormai ha messo radici nei server di CoD4 difficilmente migrerà a Warhead.
I punti di forza di questa espansione rimangono gli stessi di Crysis. Le vaste ambientazioni free-roaming (con le dovute eccezioni che variano l’esperienza di gioco) consentono ad ogni partita un diverso approccio ai combattimenti. Potremo evitare i nemici, aggirarli per colpirli alle spalle, affrontarli frontalmente a testa bassa, buttarci in mischia con un mezzo corazzato o lanciarci fuori dall’abitacolo all’ultimo momento per poi sparare alla tanica di benzina mentre è al centro di un manipolo di nemici. Queste sono solo alcune delle possibilità offerte dal gioco, a cui tra l’altro, si aggiungono le alternative offerte dalla vostra arma segreta. Provate a fare i cecchini invisibili da una collina, usate la superforza e balzate da dietro un cespuglio sulle teste dei nemici per stenderli a pugni, oppure lasciate una carica di esplosivo tra i piedi dei soldati e allontanatevi con la super velocità per poi premere il pulsante del detonatore. Spetta alla vostra fantasia il compito di sfruttare ogni potere e l’ambiente circostante per creare situazioni incredibili e talvolta piacevolmente esilaranti.
 
 
Tutti al mare tra coreani e alieni!
Ovviamente l’ambientazione rimane il solito gruppo di isole tropicali; il mix spiaggia, mare, sole, militari e mostri aberranti sembra non stancare mai. Eppure non tutto il gioco è ambientato in una cartolina. Presto alcuni eventi catastrofici cambieranno l’aspetto del paesaggio intorno a voi, e chi ha giocato a Crysis capirà a quali eventi mi stia riferendo. Lo scopo, oltre che sparare a tutto ciò che si muove, sarà quello di intercettare un container coreano contenente un alieno conservato in modo tale da impedirne l’autodistruzione. Ovviamente l’esercito coreano, che ricordiamo ha scatenato la furia di questi alieni (o presunti tali) scavando nelle profondità di una montagna nel primo episodio, vuole portarsi a casa questo simpatico souvenir dalle isole per poterlo analizzare e magari farci qualche foto assieme da mandare poi agli amici. Preparatevi quindi ad affrontare plotoni di soldati asiatici e agghiaccianti (nel vero senso della parola) alieni tentacolati. Tre fazioni in lotta per riappropriarsi di un alieno sottovuoto, ecco la trama di Warhead in poche parole.
 
 
Nanotecnologia
Il CryEngine era e rimane il più potente motore grafico ad oggi disponibile, sembra non conoscere limiti, se non negli hardware dei giocatori, ma nonostante l’anno di età è in grado di consentire prestazioni migliori (rispetto alla sua versione precedente) e nuovi effetti. Anche la fisica dei veicoli e delle esplosioni rimane di ottimo livello (a parte qualche rara incertezza), cosi come gli effetti sonori e le musiche di atmosfera.
 
 
Conclusioni
Un gioco che, come potete notare, non ha molto da dire di nuovo. Warhead ha fatto passi avanti rispetto a Crysis, ma è difficile giustificarne l’acquisto. Nonostante il prezzo sia ridotto, questa espansione stand-alone può essere terminata dopo circa 5 ore di gioco a livello normale (a livello difficile probabilmente  potreste impiegarci un’ora o due in più). Di sicuro è sconsigliabile l’acquisto a chiunque non abbia provato Crysis, ma anche chi avesse gia indossato la nano-tuta non troverà niente di nuovo, a meno che non siate disposti a spendere 30 euro per ripetere la stessa esperienza di gioco (in formato ridotto) con una IA nemica migliorata e una inutile nano-mitraglietta. A questo punto per decidere chiedetevi: “Ma quanto mi è piaciuto Crysis?”.
 
Voto: 7.5
 
Davide " Fooljester " Bellani

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