Sacred 2 Fallen Angel
CIACK, SI GIOCA: “QUALCUNO HA ORDINATO 100 CHILI DI COBOLDI”?
L'azione di Sacred 2 si svolge, come già ampiamente anticipato prima, nella regione di Ancaria che possiede un perimetro di circa 40 km quadrati. Una volta scelto il nostro personaggio, la sua divinità, ed a quale campagna prender parte (luce od ombra), possiamo finalmente giocare. L'azione parte lentamente, quasi per far abituare il giocatore al duro, durissimo e lunghissimo, compito che dovrà svolgere.
Detto ciò, i ritmi salgono un po' anche se, almeno all'inizio, non raggiungono vette elevatissime. Questo aspetto lo riteniamo positivo: chi giocherà avrà anche il tempo di godersi appieno le bellezze paesaggistiche o architettoniche che via via incontrerà lungo il difficile cammino. E le insidie sono innumerevoli così come le missioni e la loro natura. Oltre 500 le quest presenti e con le patch di aggiornamento il numero potrebbe lievitare. Le distanze, inoltre, tra le città sono di discreta entità e quindi ci sarà molto da esplorare e da lottare.
I combattimenti, invece, sono del tutto simili al primo episodio o a qualsiasi hack'n slash: si punta l'avversario e col tasto sinistro del mouse si portano i colpi. Stesso discorso vale per il lancio delle magie, delle mosse speciali e delle combo che verranno attivate con il tasto destro. Con i tasti funzione si potrà variare il resto del reparto offensivo. Lupi, cinghiali, coboldi, goblin, non morti, draghi e tutto quanto il bestiario mitologico del repertorio fantasy è in grado di offrire è presente nel perimetro della vecchia Ancaria. Tutti dotati di propria intelligenza, tattica e comportamenti. Se, ad esempio, verremo aggrediti dai coboldi, questi preferiranno attaccarci in gruppo. Gli abitanti delle zone desertiche, invece, attaccheranno in modo improvviso, sfruttando il potere della magia della sabbia... e così via.
Di impatto l'interfaccia grafica. Gli slot delle armi e delle arti di combattimento sono rimasti sostanzialmente identici, mentre l'inventario è abbastanza capiente da contenere moltissimi oggetti utili. Le icone che compongono l'interfaccia sono molte ma abbastanza intuitive e la localizzazione del testo interamente in italiano aiuta a svolgere l'azione richiesta. Altra novità rispetto al passato è il sistema di resurrezione del personaggio (a patto, però che non si giochi a livello di difficoltà estremo, ndr.). Una volta morti, infatti, ricominceremo la nostra avventura dall'ultimo monile della resurrezione attivato. L'inventario funziona più o meno come in tutti i giochi del filone (se si esclude il controverso Loki, ndr.) ed è del tutto simile al predecessore. Viene riproposta dai programmatori la possibilità di collezionare altri oggetti in appositi bauli che troveremo nelle varie cittadine e villaggi disseminati in tutta Ancaria.
L'azione di Sacred 2 si svolge, come già ampiamente anticipato prima, nella regione di Ancaria che possiede un perimetro di circa 40 km quadrati. Una volta scelto il nostro personaggio, la sua divinità, ed a quale campagna prender parte (luce od ombra), possiamo finalmente giocare. L'azione parte lentamente, quasi per far abituare il giocatore al duro, durissimo e lunghissimo, compito che dovrà svolgere.
Detto ciò, i ritmi salgono un po' anche se, almeno all'inizio, non raggiungono vette elevatissime. Questo aspetto lo riteniamo positivo: chi giocherà avrà anche il tempo di godersi appieno le bellezze paesaggistiche o architettoniche che via via incontrerà lungo il difficile cammino. E le insidie sono innumerevoli così come le missioni e la loro natura. Oltre 500 le quest presenti e con le patch di aggiornamento il numero potrebbe lievitare. Le distanze, inoltre, tra le città sono di discreta entità e quindi ci sarà molto da esplorare e da lottare.
I combattimenti, invece, sono del tutto simili al primo episodio o a qualsiasi hack'n slash: si punta l'avversario e col tasto sinistro del mouse si portano i colpi. Stesso discorso vale per il lancio delle magie, delle mosse speciali e delle combo che verranno attivate con il tasto destro. Con i tasti funzione si potrà variare il resto del reparto offensivo. Lupi, cinghiali, coboldi, goblin, non morti, draghi e tutto quanto il bestiario mitologico del repertorio fantasy è in grado di offrire è presente nel perimetro della vecchia Ancaria. Tutti dotati di propria intelligenza, tattica e comportamenti. Se, ad esempio, verremo aggrediti dai coboldi, questi preferiranno attaccarci in gruppo. Gli abitanti delle zone desertiche, invece, attaccheranno in modo improvviso, sfruttando il potere della magia della sabbia... e così via.
Di impatto l'interfaccia grafica. Gli slot delle armi e delle arti di combattimento sono rimasti sostanzialmente identici, mentre l'inventario è abbastanza capiente da contenere moltissimi oggetti utili. Le icone che compongono l'interfaccia sono molte ma abbastanza intuitive e la localizzazione del testo interamente in italiano aiuta a svolgere l'azione richiesta. Altra novità rispetto al passato è il sistema di resurrezione del personaggio (a patto, però che non si giochi a livello di difficoltà estremo, ndr.). Una volta morti, infatti, ricominceremo la nostra avventura dall'ultimo monile della resurrezione attivato. L'inventario funziona più o meno come in tutti i giochi del filone (se si esclude il controverso Loki, ndr.) ed è del tutto simile al predecessore. Viene riproposta dai programmatori la possibilità di collezionare altri oggetti in appositi bauli che troveremo nelle varie cittadine e villaggi disseminati in tutta Ancaria.
SPADE, COMBO E RUNE ED UN PUGNO DI MAGIE
Il sequel di Sacred, come il suo predecessore, propone una pressoché infinita varietà di armi. Da taglio, da lancio, archi, balestre, mazze, mazzuole, asce, randelli e chi più ne ha, più ne metta. Un vero e proprio arsenale di armi convenzionali e magiche, armature, set unici e speciali a nostra disposizione ci permetterà di combattere le orde di nemici. Ogni arma, ha chiaramente le sue caratteristiche così come gli incavi (o slot) in cui inserire pietre, rune, o altri oggetti, per modificare a proprio piacimento gli effetti della nostra fedele compagna di battaglia. Il principio degli slot è identico a quello di Sacred. Ma ora, nel seguito, viene ampliato. Le armi modificabili avranno diverse colorazioni di incavi e, ad ogni colore, corrisponde la tipologia di oggetto da inserire. In Sacred era possibile introdurre tutti gli oggetti desiderati negli spazi senza distinzione. Qui, invece, la cosa è diversa e bisognerà fare attenzione. Andando dal fabbro si potrà scegliere cosa fare e le opzioni relative sono più ampie che nel primo capitolo. Le rune e le combo, invece, benché rinnovate, presentano la stessa dinamica di Sacred. Le proprie si memorizzano in modo tale da migliorare le proprie abilità speciali grazie alla pressione sul tasto destro. Quelle trovate lungo il cammino ed appartenenti ad altre categorie di personaggi, vengono convertite dal maestro di combo. Sempre tramite il maestro, si potrà decidere quale tipo di combo (o combinazione) si potrà elaborare. C'è un'altra novità però. Raggiunto il 75° livello di un'abilità, ne avremo la padronanza. Il che comporta altri effetti aggiuntivi.
Il sequel di Sacred, come il suo predecessore, propone una pressoché infinita varietà di armi. Da taglio, da lancio, archi, balestre, mazze, mazzuole, asce, randelli e chi più ne ha, più ne metta. Un vero e proprio arsenale di armi convenzionali e magiche, armature, set unici e speciali a nostra disposizione ci permetterà di combattere le orde di nemici. Ogni arma, ha chiaramente le sue caratteristiche così come gli incavi (o slot) in cui inserire pietre, rune, o altri oggetti, per modificare a proprio piacimento gli effetti della nostra fedele compagna di battaglia. Il principio degli slot è identico a quello di Sacred. Ma ora, nel seguito, viene ampliato. Le armi modificabili avranno diverse colorazioni di incavi e, ad ogni colore, corrisponde la tipologia di oggetto da inserire. In Sacred era possibile introdurre tutti gli oggetti desiderati negli spazi senza distinzione. Qui, invece, la cosa è diversa e bisognerà fare attenzione. Andando dal fabbro si potrà scegliere cosa fare e le opzioni relative sono più ampie che nel primo capitolo. Le rune e le combo, invece, benché rinnovate, presentano la stessa dinamica di Sacred. Le proprie si memorizzano in modo tale da migliorare le proprie abilità speciali grazie alla pressione sul tasto destro. Quelle trovate lungo il cammino ed appartenenti ad altre categorie di personaggi, vengono convertite dal maestro di combo. Sempre tramite il maestro, si potrà decidere quale tipo di combo (o combinazione) si potrà elaborare. C'è un'altra novità però. Raggiunto il 75° livello di un'abilità, ne avremo la padronanza. Il che comporta altri effetti aggiuntivi.
TECNICAMENTE PARLANDO
Dal 2D isometrico con i protagonisti in 3d sfoggiato da Sacred, al 3d sontuoso del suo successore il passo non è stato così breve. Tutt'altro. Abbiamo capito adesso il motivo di tutta questa attesa, che per i tanti estimatori del titolo è stata anche spasmodica. Ricreare da zero un mondo ed arricchirlo con tonnellate di dettagli non è certamente una cosa semplice ed è stato frutto di un progetto ambizioso ed al tempo stesso oculato. Le Animazioni, la rappresentazione della natura con la sua vegetazione, i paesaggi, le strutture architettoniche, tutto è minuziosamente riprodotto per rendere l’esperienza di gioco davvero unica. Buoni anche gli effetti luce ed ombra esaltati dal ciclo giorno-notte e dalle condizioni atmosferiche variabili con pioggia, sole ecc. che aggiungono ulteriore profondità. Di minore impatto, ma non lo consideriamo un grosso difetto, la riproduzione dell’acqua che, seppure ottima, non raggiunge la qualità degli elementi sopracitati.
La visuale del 3d è variabile e grazie alla rotellina del mouse potremo cambiare lo zoom in modo tale da rendere la visuale simile a quella che si può definire in terza persona (estremamente bella ed accattivante per gli occhi ma poco utile ai fini del combattimento) ed anche l'angolazione. Potremo roteare la telecamera a nostro piacimento, contrariamente a quanto accadeva in Sacred la cui visuale era fissa, dunque avremo la possibilità di notare quanti più dettagli possibili.
Splendidi anche gli effetti sonori: da segnalare il fruscio dell'acqua, o il rumore emesso dai nostri passi sulle diverse superfici: terra, sterrato, sabbia o suolo montano, solo per citare alcuni esempi. Ottimo anche il rumore delle armi, sia durante il combattimento che nell'estrazione. Il parlato, come quasi sempre in questi casi, risulta limitato ed è forse uno dei pochi punti deboli del gioco.
I filmati sono di ottima qualità con una buona definizione ed ottimamente animati e doppiati. Le musiche, invece, meritano una menzione a parte. Parte della colonna sonora del gioco è infatti curata dai Blind Guardian, storica e famosa Metal Band tedesca . Le atmosfere del gioco vengono così ulteriormente rafforzate dalla bellezza e dalla potenza delle tracce presenti in game ed inoltre, portando a compimento alcune missioni, saranno sbloccate alcune chicche che non mancheranno di lasciarvi a bocca aperta. Mentre i dialoghi sono discretamente vari, anche se dopo un po' cominciano a diventare ripetitivi. La giocabilità sembra uno dei punti cardine di Sacred 2. La mappa è enorme, la varietà anche. Le missioni sono tantissime e le subquest sono ancora di più; e, ricordiamo l'ampia scelta di personaggi, delle relative divinità e della campagna, che rende il tutto estremamente giocabile, vario, e soprattutto, dato da non sottovalutare, longevo. Il player sarà invogliato ad andare avanti, a portare a termine Sacred II ed a rigiocarlo con un altro eroe, con un altro allineamento e sotto la protezione di un'altra divinità.
I combattimenti sono intuitivi fino all'estremo, mentre l'enorme quantità di rune, armi ed armature a nostra disposizione ci apre un orizzonte anche alla strategia dello sviluppo delle nostre caratteristiche.
Il sistema di salvataggi, invece, è diverso da Sacred 1 e si rifà ai più recenti titoli del settore. Come in Titan Quest, con le sue fontane, Sacred 2: Fallen Angel attua i propri salvataggi con i monili della risurrezione. Non più salvataggi liberi quindi. Saremo, infatti legati al raggiungimento di questo o di quel monile per riprendere successivamente la partita dal luogo desiderato. Scelta questa che potrebbe non essere condivisa da tutti.
Dal 2D isometrico con i protagonisti in 3d sfoggiato da Sacred, al 3d sontuoso del suo successore il passo non è stato così breve. Tutt'altro. Abbiamo capito adesso il motivo di tutta questa attesa, che per i tanti estimatori del titolo è stata anche spasmodica. Ricreare da zero un mondo ed arricchirlo con tonnellate di dettagli non è certamente una cosa semplice ed è stato frutto di un progetto ambizioso ed al tempo stesso oculato. Le Animazioni, la rappresentazione della natura con la sua vegetazione, i paesaggi, le strutture architettoniche, tutto è minuziosamente riprodotto per rendere l’esperienza di gioco davvero unica. Buoni anche gli effetti luce ed ombra esaltati dal ciclo giorno-notte e dalle condizioni atmosferiche variabili con pioggia, sole ecc. che aggiungono ulteriore profondità. Di minore impatto, ma non lo consideriamo un grosso difetto, la riproduzione dell’acqua che, seppure ottima, non raggiunge la qualità degli elementi sopracitati.
La visuale del 3d è variabile e grazie alla rotellina del mouse potremo cambiare lo zoom in modo tale da rendere la visuale simile a quella che si può definire in terza persona (estremamente bella ed accattivante per gli occhi ma poco utile ai fini del combattimento) ed anche l'angolazione. Potremo roteare la telecamera a nostro piacimento, contrariamente a quanto accadeva in Sacred la cui visuale era fissa, dunque avremo la possibilità di notare quanti più dettagli possibili.
Splendidi anche gli effetti sonori: da segnalare il fruscio dell'acqua, o il rumore emesso dai nostri passi sulle diverse superfici: terra, sterrato, sabbia o suolo montano, solo per citare alcuni esempi. Ottimo anche il rumore delle armi, sia durante il combattimento che nell'estrazione. Il parlato, come quasi sempre in questi casi, risulta limitato ed è forse uno dei pochi punti deboli del gioco.
I filmati sono di ottima qualità con una buona definizione ed ottimamente animati e doppiati. Le musiche, invece, meritano una menzione a parte. Parte della colonna sonora del gioco è infatti curata dai Blind Guardian, storica e famosa Metal Band tedesca . Le atmosfere del gioco vengono così ulteriormente rafforzate dalla bellezza e dalla potenza delle tracce presenti in game ed inoltre, portando a compimento alcune missioni, saranno sbloccate alcune chicche che non mancheranno di lasciarvi a bocca aperta. Mentre i dialoghi sono discretamente vari, anche se dopo un po' cominciano a diventare ripetitivi. La giocabilità sembra uno dei punti cardine di Sacred 2. La mappa è enorme, la varietà anche. Le missioni sono tantissime e le subquest sono ancora di più; e, ricordiamo l'ampia scelta di personaggi, delle relative divinità e della campagna, che rende il tutto estremamente giocabile, vario, e soprattutto, dato da non sottovalutare, longevo. Il player sarà invogliato ad andare avanti, a portare a termine Sacred II ed a rigiocarlo con un altro eroe, con un altro allineamento e sotto la protezione di un'altra divinità.
I combattimenti sono intuitivi fino all'estremo, mentre l'enorme quantità di rune, armi ed armature a nostra disposizione ci apre un orizzonte anche alla strategia dello sviluppo delle nostre caratteristiche.
Il sistema di salvataggi, invece, è diverso da Sacred 1 e si rifà ai più recenti titoli del settore. Come in Titan Quest, con le sue fontane, Sacred 2: Fallen Angel attua i propri salvataggi con i monili della risurrezione. Non più salvataggi liberi quindi. Saremo, infatti legati al raggiungimento di questo o di quel monile per riprendere successivamente la partita dal luogo desiderato. Scelta questa che potrebbe non essere condivisa da tutti.
SBAGLIARE E' UMANO, ECCO LA PATCH DI AGGIORNAMENTO
Il gioco uscito in Italia il 3 ottobre ha subito una patch. Ventiquattro ore dopo, venerdì scorso in pratica, la Ascaron ha rilasciato la patch di aggiornamento 2.10 (grande 456 mb) che migliora ulteriormente il prodotto. Tra le variazioni più importanti segnaliamo: l'arrivo del puntatore hardware (migliore giocabilità sui computer di fascia bassa), il tasto Alt che mostra gli oggetti a terra (come in tutti gli action rpg), il tasto F9 salva l'attuale posizione nello slot di salvataggio (viene resettata se si muore) e svariate altre novità allettanti.
E con la patch le cose migliorano davvero, rendendo ancora più comodo all'utente l'utilizzo del prodotto.
Il gioco uscito in Italia il 3 ottobre ha subito una patch. Ventiquattro ore dopo, venerdì scorso in pratica, la Ascaron ha rilasciato la patch di aggiornamento 2.10 (grande 456 mb) che migliora ulteriormente il prodotto. Tra le variazioni più importanti segnaliamo: l'arrivo del puntatore hardware (migliore giocabilità sui computer di fascia bassa), il tasto Alt che mostra gli oggetti a terra (come in tutti gli action rpg), il tasto F9 salva l'attuale posizione nello slot di salvataggio (viene resettata se si muore) e svariate altre novità allettanti.
E con la patch le cose migliorano davvero, rendendo ancora più comodo all'utente l'utilizzo del prodotto.
IL MULTIPLAYER
Ascaron e Deep Silver hanno certamente dato un ampio compartimento per le partite online multi giocatore in modo da rendere ancora più vario ed allettante il gioco. Si potrà scegliere per giocare in rete locale ed in multiplayer online. Ci dovremo prima iscrivere ad i server dedicati e poi cominciare la partita. Finestra chat, lista amici, lista ignorati vi faranno compagnia durante le campagne. In breve saremo in grado di contattare chiunque per giocare e poter essere in grado di fare party numerosi fino ad un massimo di 16 giocatori. Implementati anche i PvP (giocatori contro giocatori) ed il PvE. Ed il ricchissimo manuale dà anche qualche consiglio. Ad esempio quello di restare uniti vista la grandezza di Ancaria e per farlo basterà cliccare il tasto Ctrl e cliccare col pulsante sinistro del mouse sul ritratto del personaggio in alto a sinistra, come capitava in Sacred I. Nella descrizione del gioco multiplayer c'è anche quella del bottino. Gli oggetti lasciati a terra dai nemici uccisi saranno riservati al giocatore che ha inferto loro l'ultimo colpo, ma l'esperienza verrà divisa automaticamente tra i membri del gruppo.
Ascaron e Deep Silver hanno certamente dato un ampio compartimento per le partite online multi giocatore in modo da rendere ancora più vario ed allettante il gioco. Si potrà scegliere per giocare in rete locale ed in multiplayer online. Ci dovremo prima iscrivere ad i server dedicati e poi cominciare la partita. Finestra chat, lista amici, lista ignorati vi faranno compagnia durante le campagne. In breve saremo in grado di contattare chiunque per giocare e poter essere in grado di fare party numerosi fino ad un massimo di 16 giocatori. Implementati anche i PvP (giocatori contro giocatori) ed il PvE. Ed il ricchissimo manuale dà anche qualche consiglio. Ad esempio quello di restare uniti vista la grandezza di Ancaria e per farlo basterà cliccare il tasto Ctrl e cliccare col pulsante sinistro del mouse sul ritratto del personaggio in alto a sinistra, come capitava in Sacred I. Nella descrizione del gioco multiplayer c'è anche quella del bottino. Gli oggetti lasciati a terra dai nemici uccisi saranno riservati al giocatore che ha inferto loro l'ultimo colpo, ma l'esperienza verrà divisa automaticamente tra i membri del gruppo.
IN CONCLUSIONE
Le paure, naturali, basate sulla vera efficacia di Sacred II: Fallen Angel saranno subito sopite. Ascaron e Deep Silver hanno svolto un lavoro maestoso in termini tecnici e non solo. Lavorando molto, a quello che ci è parso di capire, anche sulle innumerevoli richieste degli appassionati che hanno passato notti insonni a giocare con il primo Sacred. Le enormi differenze tra i due titoli sono giustificabili dai tre anni di distacco. Ed era inevitabile.
Come dice un vecchio adagio: il tempo è galantuomo. E pensiamo che chi abbia aspettato tanto possa trovare Sacred II un ottimo seguito per storia, ambientazione e soprattutto tecnica. Tantissime le chicche, una fra tutte la partecipazione del gruppo tedesco dei Blind Guardian. I detrattori del genere potranno obiettare che si tratti di una mera lotta a suon di spade e magie, ma questo è un problema secondario visto che si sta parlando sempre di un rpg d'azione. E che azione, aggiungeremo noi. Unica nota leggermente stonata, ma assolutamente correggibile con successive patch di aggiornamento, è un piccolo bug visivo che compare dopo alcuni combattimenti. Quando si uccide un nemico, qualche volta questi continua a combattere senza arrecare danni e senza essere colpito. In pratica va a vuoto e si incanta pur essendo già morto. La patch 2.10 uscita venerdì 4 ottobre dovrebbe aver, almeno in parte, risolto il problema che è comunque di secondo piano ed ampiamente correggibile con patch successive. Sacred II Fallen Angel non tradisce le attese, soprattutto quelle degli amanti del genere che verranno catturati da un'atmosfera fantasy proiettata nella next generation, dove per “next generation” si intende la tecnologia che fa girare questo gioiello firmato Ascaron-Deep Silver. Sacred II, quindi, si presenta al termine di un progetto ambizioso e dopo un cammino lunghissimo in cui è maturato, giorno dopo giorno, quello che ci sentiamo di dire una piccola grande perla di valore nel suo genere. Adatto a tutti. Ai neofiti per la facilità e l'immediatezza d'azione, e soprattutto agli amanti dell'rpg d'azione che troveranno in questo titolo un'ampia e nuova sfida da giocare da soli, con gli amici o con gli avversari.
Chiaramente, un gioco di questa portata richiede un hardware all'altezza. Per molti ma non per tutti, quindi, anche se ormai chi usa il pc per giocare è in grado di possedere un computer con queste caratteristiche tecniche.
I requisiti minimi sono i seguenti:
Processore 2,6 ghz o superiore
1 ghz di ram
Scheda grafica da 128 mb compatibile con DirectX 9.0d (incluse nel gioco, ndr.) e supporto pixel shader 2.0
Scheda audio compatibile con DirectX 9.0
Unità dvd-rom
Windows XP con Service Pack 3 o Windows Vista con Service Pack 1
Connessione ad internet o indirizzo e mail per l'attivazione online del gioco.
Due, in ultimo a conclusione del nostro servizio, le versioni di sacred che dal 3 ottobre sono disponibili nei negozi: la prima è quella “liscia” contenente il gioco (2 dvd) ed il manuale. L'altra, invece, è la Collector's edition che contiene un artboock di 24 pagine, il poster (su un lato la cover sull'altro la mappa di Ancaria), un audio cd con i suoni del gioco, la “High Resolution Version of Sacred”, oggetti in game, oggetti in game graphic displayed on a card ed il Tattoo Set (4 grafiche)
VOTO: 8,5
Le paure, naturali, basate sulla vera efficacia di Sacred II: Fallen Angel saranno subito sopite. Ascaron e Deep Silver hanno svolto un lavoro maestoso in termini tecnici e non solo. Lavorando molto, a quello che ci è parso di capire, anche sulle innumerevoli richieste degli appassionati che hanno passato notti insonni a giocare con il primo Sacred. Le enormi differenze tra i due titoli sono giustificabili dai tre anni di distacco. Ed era inevitabile.
Come dice un vecchio adagio: il tempo è galantuomo. E pensiamo che chi abbia aspettato tanto possa trovare Sacred II un ottimo seguito per storia, ambientazione e soprattutto tecnica. Tantissime le chicche, una fra tutte la partecipazione del gruppo tedesco dei Blind Guardian. I detrattori del genere potranno obiettare che si tratti di una mera lotta a suon di spade e magie, ma questo è un problema secondario visto che si sta parlando sempre di un rpg d'azione. E che azione, aggiungeremo noi. Unica nota leggermente stonata, ma assolutamente correggibile con successive patch di aggiornamento, è un piccolo bug visivo che compare dopo alcuni combattimenti. Quando si uccide un nemico, qualche volta questi continua a combattere senza arrecare danni e senza essere colpito. In pratica va a vuoto e si incanta pur essendo già morto. La patch 2.10 uscita venerdì 4 ottobre dovrebbe aver, almeno in parte, risolto il problema che è comunque di secondo piano ed ampiamente correggibile con patch successive. Sacred II Fallen Angel non tradisce le attese, soprattutto quelle degli amanti del genere che verranno catturati da un'atmosfera fantasy proiettata nella next generation, dove per “next generation” si intende la tecnologia che fa girare questo gioiello firmato Ascaron-Deep Silver. Sacred II, quindi, si presenta al termine di un progetto ambizioso e dopo un cammino lunghissimo in cui è maturato, giorno dopo giorno, quello che ci sentiamo di dire una piccola grande perla di valore nel suo genere. Adatto a tutti. Ai neofiti per la facilità e l'immediatezza d'azione, e soprattutto agli amanti dell'rpg d'azione che troveranno in questo titolo un'ampia e nuova sfida da giocare da soli, con gli amici o con gli avversari.
Chiaramente, un gioco di questa portata richiede un hardware all'altezza. Per molti ma non per tutti, quindi, anche se ormai chi usa il pc per giocare è in grado di possedere un computer con queste caratteristiche tecniche.
I requisiti minimi sono i seguenti:
Processore 2,6 ghz o superiore
1 ghz di ram
Scheda grafica da 128 mb compatibile con DirectX 9.0d (incluse nel gioco, ndr.) e supporto pixel shader 2.0
Scheda audio compatibile con DirectX 9.0
Unità dvd-rom
Windows XP con Service Pack 3 o Windows Vista con Service Pack 1
Connessione ad internet o indirizzo e mail per l'attivazione online del gioco.
Due, in ultimo a conclusione del nostro servizio, le versioni di sacred che dal 3 ottobre sono disponibili nei negozi: la prima è quella “liscia” contenente il gioco (2 dvd) ed il manuale. L'altra, invece, è la Collector's edition che contiene un artboock di 24 pagine, il poster (su un lato la cover sull'altro la mappa di Ancaria), un audio cd con i suoni del gioco, la “High Resolution Version of Sacred”, oggetti in game, oggetti in game graphic displayed on a card ed il Tattoo Set (4 grafiche)
VOTO: 8,5
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Collector Edition a me!
bravo!
grande
Tutto ciò mi ha incuriosito...
bhe il ttolo merita tanta