Dopo i fasti di “Baldur's Gate” e “Star Wars: Knights of the Old Republic”, Bioware abbandona l
Dopo i fasti di “Baldur's Gate” e “Star Wars: Knights of the Old Republic”, Bioware abbandona la strada dei videogiochi di ruolo su licenza e si dedica, per la prima volta, allo sviluppo di un universo narrativo originale, non più preso in prestito: nasce e si realizza l'idea di “Jade Empire”, Action-Gdr orientaleggiante, inizialmente esclusiva Xbox e poi convertito per piattaforma Pc Windows.
Non più sotterranei e galassie lontane lontane
“Jade Empire” è il primo titolo targato Bioware a non basarsi sui “Forgotten Realms” di Dungeons & Dragons né sulla galassia di Star Wars. Trae, invece, ispirazione dai miti e dalle leggende cinesi, senza dimenticare citazioni dai film di arti marziali. Indipendentemente dal protagonista scelto (sono sette e torneremo a parlarne a breve), la storia comincia in un pacifico villaggio di monaci guerrieri, dediti allo studio e alla pratica delle arti marziali come risorsa spirituale ed “ultima ratio” per risolvere i conflitti. Il primo impatto con “Jade Empire” è di quelli che non si dimenticano. La scelta cromatica e sonora, nonché il doppiaggio inglese affidato a professionisti del settore, concorrono ad elevare la qualità complessiva del gioco ben al di sopra della media. L'attenzione dedicata alle texture dei livelli e dei modelli, la cura riversata ai movimenti dei personaggi, inoltre, sono tra le caratteristiche di maggior spicco di questo titolo. Le mappe prediligono gli spazi esterni e solo raramente entreremo in sotterranei e catacombe per risolvere le missioni che ci saranno assegnate dagli immancabili Npc (personaggi non giocanti, in gergo). Il vantaggio di una lunga avventura ambientata “all'aperto” è quello di poter godere di paesaggi, monumenti e orizzonti veramente evocativi, mistici ed emozionanti. Le mappe sono “chiuse” e di conseguenza il gioco si allontana dal concetto di “free-roaming” (libertà totale d'esplorazione) promosso da “Morrowind” e “Oblivion” di Bethesda, ma il carico di cose da fare e da vedere non sarà mai sotto i livelli di guardia: gli ambienti sono molto ampi e man mano che si procede nel gioco saranno sempre più grandi. Se dobbiamo fare un paragone – nemmeno troppo forzato - lo stile di gioco di “Jade Empire” somiglia molto a quello del più recente “The Witcher” di Cd-Project. I personaggi secondari, come di consueto, non godono del livello di cura dedicato a quelli principali, ma sono senz'altro di ottima fattura, ben caratterizzati e molto raramente odoreranno di “già visto e sentito”.
Le sette stelle dell'impero di giada
I personaggi a nostra scelta sono sette (incluso il personaggio dell'edizione speciale) e sono i seguenti: Ming “il furioso”, Shen “la tigre”, Wu “il fiore di loto”, Ling “l'erudita”, Lu “il prodigioso”, Jen Zi “la radiosa” e Zheng “il monaco”. La scelta del personaggio non influisce sulla trama del gioco ma solo sullo stile di combattimento: vi sono personaggi come Shen che basano la loro forza sul combattimento marziale; altri come Ling prediligono un approccio poco fisico al combattimento e preferiscono la magia; un personaggio come Lu, invece, essendo molto equilibrato, riesce a dimostrarsi versatile in ogni disciplina senza, però, eccellere in nessuna di queste. Le caratteristiche principali da tenere sotto controllo sono tre, Corpo, Mente e Spirito e da queste dipendono direttamente tutte le altre caratteristiche quali Forza, Concentrazione e Ki. Quest'ultimo altro non è che il “mana”, energia spirituale utile per recuperare salute o per potenziare gli attacchi fisici, che si rivela indispensabile quando si sceglie di attuare una temporanea metamorfosi. Il nostro personaggio può, infatti, trasformarsi in un mostro mitologico di sua conoscenza e sfruttarne i punti di forza per aver la meglio sui nemici più coriacei. La concentrazione ha la duplice funzione di fare da “timer” quando si attiva il “focus” richiamo a un bullet time à la “Max Payne” – oppure per sfruttare le tecniche di combattimento all'arma bianca. La Forza, come di consueto, incide sui danni arrecati dai nostri attacchi e sulla nostra resistenza fisica.
Il sentiero del “palmo aperto” o il cammino del “pugno chiuso”
In “Jade Empire” vi sono due sentieri che ogni uomo è costretto a percorrere, sia questa una scelta consapevole oppure no. Il sentiero del “palmo aperto” è il sentiero del bene, della verità e della luce ma anche il sentiero della purezza ad ogni costo e di scelte difficili da comprendere per il genere umano. Chi, infatti, potrebbe essere tanto ardito dal decidere della vita di un uomo per un bene superiore o il “bene ultimo”? Pochi, sicuramente. Il cammino del “pugno chiuso” invece è quello del male, dell'egoismo e dell'oscurità: colui che segue questa via è mosso da sentimenti principalmente egocentrici ma anche da un senso dell'onore più radicato ed estremo. Chi sceglie questo cammino ha rispetto solo per se stesso, per le persone simili a lui (pur non nutrendo fiducia per nessuno) e considerazione solo per il proprio vantaggio personale. Qualunque sia il sentiero che il giocatore sceglierà, non esiste una netta distinzione da “ciò che è giusto e ciò che è sbagliato” perché le implicazioni che risiedono nell'assoluta fedeltà al “sentiero” non sono sempre moralmente accettabili. Questa raffinata concezione delle scelte morali e della via da seguire, pur strizzando l'occhio a quanto già visto in precedenza in “Knights of the Old Republic” ed essendo somigliante alla concezione di “Lato Chiaro” e “Lato Oscuro” della Forza, è valso al team di sviluppatori il plauso per aver compiuto uno sforzo non indifferente, per approfondire ulteriormente il peso che il giocatore dona alle sue scelte.
Quando il combattimento diventa arte la pausa non è contemplata
Il sistema di combattimento, così come il sistema di controllo, sono altri due aspetti che hanno tanto colpito gli appassionati e i critici al tempo in cui “Jade Empire” uscì. I controlli sono molto intuitivi, semplici e reattivi. Esplorare, interagire ed infine combattere non è mai risultato così semplice eppure, al contempo, profondo. Con l'aiuto della croce direzionale avremo la libertà di scegliere lo stile di combattimento che più ci aggrada o, addirittura, cominciare una sequenza di colpi fisici per poi passare, al volo, ad un colpo di grazia “magico”. L'effetto di queste particolari combinazioni di colpi sono molto efficaci e si riassumono in un solo termine fornito dal gioco stesso: “combo armoniche”. Il particolare sistema di controllo degli attacchi e delle difese del personaggio, di conseguenza, preclude o quasi la pausa tattica tipica di tutti i titoli Bioware a favore di scontri più emozionanti e spettacolari. Vedere il nostro personaggio schivare, eludere e parare gli attacchi avversari per contrattaccare ed atterrarli con una “combo armonica” non ha prezzo.