Mercenaries 2: Mondo in fiamme

  • Mercenaries 2
  • Piattaforma: PC
  • Genere:Action
  • Produttore: EA
  • Distributore: EA
  • Anno: 2008

Lucidate i fucili, oliate i cannoni e… Scaldate i motori! State per addentrarvi nell’esplosivo (letteralmente) mondo di Mercenaries 2.

Fuoco e Fiamme!
Mai sottotitolo fu più appropriato di questo “mondo in fiamme”, ve ne accorgerete dopo pochi minuti di gioco e potrete tranquillamente confermarlo anche dopo diverse ore. Questo Mercenaries 2 ha un’anima dinamitarda, distruttiva e, talvolta, nichilista.
Superato il livello introduttivo (così mediocre da temere di aver sbagliato acquisto) questo titolo mostra come alla Pandemic abbiano attinto a piene mani dalla serie GTA per la realizzazione del gameplay di Merc2. Ci viene offerta la possibilità infatti di girovagare tra una missione e l’altra nella vastissima mappa di gioco per svolgere le missioni secondarie o, più semplicemente, disseminare distruzione e fiamme ovunque. Non vi sono dubbi a riguardo, quest’ultimo è l’aspetto più riuscito di Merc2, e molto probabilmente,  nessun gioco ancora offre un simile livello di “demolibilità” dei livelli di gioco. Tutto ciò che vedrete può essere raso al suolo, e il titolo non vi risparmia l’arsenale necessario allo scopo, decine e decine di veicoli di terra, aria e acqua e un centinaio di armi! Ce n’è davvero per tutte le esigenze.
 
 
Free Roaming portami via…
Oggi si parla di Next-Gen di fronte ad effetti grafici e post process evoluti, ma riguardo alle meccaniche di gioco si può tranquillamente porre un netto confine la dove GTA III, nel lontano 2001, gettò il sasso nello stagno. Da allora il mondo dei videogiochi è stato terribilmente influenzato dal brand Rockstar e Merc2 non se ne vergogna, anzi, fa spudoratamente vanto delle lezioni imparate e ci mette anche del suo. Ma non sempre bastano buone idee e grandi potenziali per ottenere un gioco eccellente. L’ultima fatica della Pandemic soffre di un difetto sempre più comune nell’ambiente videoludico, ovvero una realizzazione lacunosa e frettolosa, forse per rientrare nei tempi imposti. Se non fosse che il primo Mercenaries aveva un impostazione simile mi verrebbe da pensare che questo free roaming sia stato messo come rammendo. Questo è un vizio fin troppo frequente in molti titoli recenti ed abusato soprattutto dai tie-in su licenza (transformer, ironman e hulk, per citarne alcuni). In effetti la tentazione è forte per gli sviluppatori, un gioco cosiddetto “sandbox” è percepito in maniera decisamente superiore al suo effettivo valore, esattamente come Merc2 che senza free roaming perderebbe un paio di voti in pagella.
 
 
In cash we trust.
Il macchinoso menù rotante composto intorno a dollari animati ci catapulta nella tropicale e polverosa Venzuela così ben realizzata da aver suscitato polemiche per alcune analogie con la realtà. Scelto il nostro mercenario tra una lista di tre stereotipi masticati e fin troppo banali (però il punk svedese è decisamente il migliore n.d.r.) affronteremo la suddetta povera missione introduttiva e poi il gioco si farà duro… E sappiamo tutti cosa fanno i duri a questo punto…
Entrati in possesso (sicuramente non tramite agenzia immobiliare) di una fastosa villa, inizieremo a far crescere il nostro particolare business. Con noi lavorerà la nostra inflessibile “manager”, vera dispensatrice di notizie e missioni che resterà perennemente in contatto radio con noi ripetendoci alla noia, e con frequenza assillante, vari consigli. Non mancherà nemmeno di farci sapere quanto ci tenga alla sua fiammante sportiva rosa parcheggiata di fronte alla villa, che puntualmente ruberemo, salvo poi ripagarla come nuova nel caso venisse “accidentalmente” demolita. Al nostro gruppo si aggiungeranno nuovi membri come un giovane e intraprendente pilota di elicotteri, una meccanica autoctona dal carattere d’acciaio, ed un ubriacone dall’accento est europeo addetto alla guida dei jet. Il ruolo dei suddetti piloti si rivelerà essenziale nel gioco poiché saranno loro che ci forniranno un supporto aereo; che si tratti di consegnarci mezzi e munizioni, prelevare casse di denaro e taniche di carburante o compiere bombardamenti a tappeto.
La vasta mappa esplorabile sarà suddivisa nei domini di varie fazioni proprio come accade in GTA, solo che qui non ci sono mafie e associazioni criminali ma fazioni militari come l’esercito venezuelano, una grande compagnia petrolifera, ribelli di stampo comunista, pirati etc. Ogni fazione può dispensarci missioni (previo pagamento ovviamente), ma lavorare per qualcuno comporta necessariamente danneggiare qualcun altro. Quindi se ci teniamo ad una certa alleanza dovremo prestare molta attenzione ai briefing delle missioni prima di accettarle, anche perché le fazioni che ci considerano avversari, oltre a sparare a vista, non accetteranno i nostri servizi.
La vita del mercenario ci ricorda che niente è gratuito e tutto ha un prezzo, attenzione quindi a non buttare via munizioni perché pagherete ogni singola pallottola che non raccoglierete dai nemici caduti. Anche le munizioni dei mezzi non saranno infinite e questo all’inizio sarà piuttosto frustrante, in seguito però, quando il contante non mancherà, non sarà più un problema. Eppure in mezzo a questi ottimi elementi vi sono annidati infimi difetti che ne minano la giocabilità, uno su tutti è la ripetitività delle missioni, tutte troppo simili tra loro e risolvibili in maniera fin troppo semplice, soprattutto quando si metterà mano all’arsenale avanzato. La sfida proposta dalla IA nemica non ci viene certo in aiuto, anzi, peggiora la già precaria situazione. Gli avversari sono quanto di più stupido si sia mai visto: se sono allo scoperto rimangono fermi a prendersi le nostre scariche di proiettili o attendono di essere investiti anche se guidiamo a passo d’uomo, mentre se sono al riparo per qualche strano motivo escono spesso e volentieri allo scoperto. Tutto ciò è appena sopportabile su console dove i pad analogici non consentono un controllo ottimale del mirino (e la sfida è di conseguenza maggiore) ma con il mouse ci si sente invincibili come Robocop contro dei lobotomizzati. Proseguendo nel gioco ci troveremo spesso ad impadronirci impropriamente dei veicoli che incrociamo, ovviamente potremo rubare tanto i veicoli civili quanto (slurp!) i corazzati nemici. C’è, però, la differenza che per impadronirsi di un veicolo militare si dovrà superare con successo un breve quick time event, nel quale verremo ai ferri corti con i piloti attraverso spettacolari animazioni. Peccato che, mentre per console appaiono chiari i tasti dei joypad (triangolo, cerchio, etc), per PC compaiono icone dall’intuitività non proprio immediata (come i piedi, un pugno, il caricatore) costringendo a rigiocare più volte i primi quick time event che affronteremo.
 
 
Tecniche da mercenari
Graficamente Merc2 non è all’altezza degli ultimissimi prodotti, seppur decisamente gradevole alla vista, soffre della superiore richiesta hardware che accomuna i sandbox ed impedisce mediamente di raggiungere vette di splendore tecnico. Dietro alla sfavillante facciata gira un motore fisico di tutto rispetto che gestisce in tempo reale ogni collisione, esplosione etc. Peccato che pecchi clamorosamente nella gestione dei veicoli, che pattinano in maniera talvolta incontrollabile, soprattutto le moto che sono estremamente instabili ma impossibili da ribaltare, proprio come se avessero le rotelle.
L’audio è buono negli effetti sonori, peccato che altrettanto non si possa dire per il comparto sonoro caratterizzato da  musiche  mediocri e da un doppiaggio appena sufficiente. Tutto ciò ha comunque un certo prezzo, per giocare ad un buon dettaglio vi occorrerà un pc giovane se non nuovo.
 
 
Conclusioni
Mercenaries 2 è un buon gioco d’azione senza pretese, maturato male, nonostante sia in grado di fornire una grande dose di svago. Peccato che i numerosi difetti (probabilmente figli di un lancio sul mercato immaturo) gli impediscano di balzare nell’olimpo dei “must have” relegandolo piuttosto nel limbo dei capolavori mancati che chiedono una rivincita. Dopo averne provate le potenzialità, un Mercenaries 3 sarebbe davvero il benvenuto, purchè la gatta di Pandemic non faccia ancora i gattini ciechi, per ora valutiamo attentamente l’acquisto se non siamo fanatici dell’azione estrema, senza se e senza ma.


Voto: 7

Davide Bellani

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