Eastern Promises
|
Dopo History of violence , Cronenberg ci riprova, evidentemente affascinato da storie torbide e personaggi misteriosi, ruoli cupi che il regista taglia su misura ancora sulla pelle di Viggo Mortensen. In questo film, La promessa dell'assassino, ci troviamo a Londra ma quasi non si direbbe vista la dominanza territoriale sovietica; nell’arco temporale che va (non casualmente) dal 24 al 31 dicembre una famiglia russa legata ad un clan mafioso si trova a gestire improvvisamente una intricata situazione: un ostetrica possiede un diario appartenente ad una giovane prostituta morta dando alla luce il figlio, diario che possiede scottanti verità sulla famiglia. Ed eccoci così servito il più classico dei triangoli, immancabile in ogni noir che si rispetti : da una parte la ragazza vuol fare luce sulla vicenda per il bene del neonato, dall’altra la famiglia vorrà insabbiare il tutto costi quel che costi, e in mezzo troviamo l’affiliato (Viggo Mortensen) che fa parecchia strada all’interno della famiglia guadagnandosene presto il rispetto ma allo stesso tempo affascinato dalla ragazza ; gli eventi porteranno i protagonisti a compiere alcune scelte…
Il film conferma l’indubbio talento di Cronenberg, che disegna con garbo una fredda Londra misurando i giusti toni e le giuste sfumature ; ottima la riflessione sulla famiglia, sui valori da salvaguardare e su una morale da mantenere per non offendere prima di tutto se stessi, buona la scelta di evitare (come accaduto nel precedente History of violence) un finale grottescamente violento stile “Kill bill + John woo”. Ma l’impressione è che alla fine il piatto preparato nel ristorante di proprietà di Armin Mueller-Stahl e Vincent Cassel ( padre furbo e distaccato e figlio alcolista e inesperto) sia cucinato a fuoco lento ; la pietanza manca di sapore e spessore, almeno nella parte finale troppo sbrigativa e sempliciotta. Il prodotto è sicuramente di qualità, non mancano momenti di grande cinema (su tutti la tanto attesa scena della sauna che mantiene pienamente le attese ) e le interpretazioni dei 3 protagonisti maschili sono all’altezza, specialmente quella del glaciale Mortensen; invece la Watts risulta la nota debole del cast, rimane troppo poco da segnalare della sua interpretazione . Anche se non perfetto sicuramente molto interessante questo La promessa dell’assassino, un deciso passo avanti di Cronenberg nel campo del thriller\noir ; qui la violenza non viene mostrata, se non in parte: quello che fa piu’ male si trova all’interno, diviso tra occhi lucidi e immobili di prostitute minorenni e tatuaggi che mostrano solo l’inchiostro, senza far vedere in che modo hanno scalfito e solcato l’esistenza.
Articolo curato da Pasquale Romano



















