Dracula Origin
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Il vampiro più famoso della letteratura e del cinema torna per una nuova (ed ennesima) avventura grafica. Come sempre, sulle sue tracce ci sarà l’antagonista per eccellenza del malefico Conte: Van Helsing.
Ancora orecchie fischianti per il Conte Vlad
Non si smetterà mai di parlare del vampiro nobile della Transilvania, dalla sua prima apparizione, per mano di Bram Stoker, ad oggi, questo affascinante personaggio continua a godere di ottima salute. Ad alimentare il tutto ci pensano anche le molteplici rivisitazioni messe in atto da scrittori e registi. Al povero Conte fischieranno le orecchie ininterrottamente ormai. La trama di “ Dracula: Origin ” è una libera interpretazione (sarebbe più corretto parlare di stravolgimento) delle vicende narrate nel libro di Bram Stoker. Il nostro buon Van Helsing, dopo aver ricevuto una lettera dal malcapitato Johnatan Harker, decide di incontrarsi con Mina, compagna di quest’ultimo, e scopre così gli atroci delitti che si susseguono da diverse notti a Londra. Ovviamente la pista ci porterà immediatamente sulle tracce di un vampiro (chi sarà mai?), ma ben presto scopriremo che per salvare una persona a noi cara dovremo intraprendere lunghi viaggi per destinazioni impensabili (se non ci fossero state preventivamente svelate con degli screen durante l’installazione).
“Piacere, sono Van Helsing… Oh! Una collana preziosa, potrebbe tornarmi utile, la prendo…”
Fin dalle prime location appare chiaro come dovremo darci da fare per la minuziosa ricerca di indizi sparsi (nascosti direi) per gli ambienti che visiteremo. Per essere sicuri di non aver tralasciato importanti strumenti muoveremo il mouse su ogni pixel dello schermo e presto cederemo al lato oscuro della forza, ovvero l’uso della barra spaziatrice. La funzione assegnata a questo tasto infatti consente di poter visualizzare tutti gli oggetti o le aree interattive del luogo in cui ci troviamo. Inutile dire che questo cheat “autorizzato” può rovinare l’esperienza di gioco, ne sconsiglio l’uso se non in situazioni frustranti (vero intento degli sviluppatori), se siete videogiocatori maturi e dotati di una buona forza di volontà saprete resistere alla tentazione di sicuro. Van Helsing, si sa, è un brav’uomo, gentile e premuroso con tutti, ma ha un piccolo difetto: è un inguaribile cleptomane. Non è chiaro secondo quali criteri possa sapere quale oggetto può tornare utile o meno, fatto sta che nella sua valigetta non si farà mancare proprio niente, scale comprese! In effetti la preveggenza è un dono che affligge molti protagonisti di avventure grafiche, ma la spudorata collezione di oggetti, apparentemente, inutili (decisamente esasperata in Dracula Origin) rovina leggermente l’atmosfera e facilita il gioco. E’ davvero così impensabile far tornare il protagonista sui propri passi per raccogliere un oggetto utile? Gli sviluppatori hanno pensato fosse meglio far raccogliere tutto il raccoglibile fin da subito risparmiandoci lunghe camminate a ritroso.
Dopo poche ore di gioco noterete l’assenza di una componente fondamentale dei videogiochi: il game over. Impossibile cadere in fallo, o trovarsi al momento sbagliato nel luogo sbagliato; Van Helsing sarà sempre fuori pericolo. In rari casi verremo illusi che lo spettro del game over aleggi nell’aria, ma si tratterà di mero fumo negli occhi. Infatti anche trovandoci tète a tète con un cobra non ci sarà modo di farci mordere, e nemmeno di fronte ad un sarcofago semi aperto (con tanto di braccio di mummia che brancola alla cieca nel tentativo di afferrarci) potremo rischiare la vita. Inutile ogni tentativo kamikaze che ho provato fino ad ora… Van Helsing è protetto dalla grazia divina degli sviluppatori.
Gli enigmi del vampiro
Gli enigmi proposti presentano difficoltà differenti, dall’eccessivamente semplice al frustrante, quest’ultima però non è risultato di complessi rompicapi ma di meccaniche illogiche. Ad esempio, mi sono trovato a dover aprire una cassaforte con le classiche manopole da ruotare, ovviamente dopo aver raccolto tutti gli indizi ed essere arrivato tramite logica alla soluzione corretta, la cassaforte non ne voleva sapere di aprirsi. Dopo vari tentativi e minuti frustranti passati a setacciare la locazione (con l’ausilio, meritato, della barra spaziatrice) ho scoperto l’arcano. Infatti per risolvere l’enigma era necessario trascrivere gli indizi nel diario, ovvero, finche non è scriptato ogni avanzamento nel gioco non è possibile (ne per logica, ne per fortuna) arrivare alla conclusione dell’enigma. Decisamente irreale, oltre che fastidioso. Per fortuna gli sviluppatori ci preservano dal deambulare per tutti gli scenari precedentemente visitati alla ricerca di un possibile indizio sfuggito ai nostri sguardi. Infatti la struttura di gioco è divisa in “compartimenti stagni” dai quali è impossibile uscire finchè non avremo raccolto tutto. Se rimanete bloccati quindi niente paura, tutto ciò che vi occorre è nel vostro inventario o non molto distante da voi.
La tecnica di Van Helsing
Splendide. Come si possono definire in altro modo le locazioni che attraverseremo? Saranno magnificamente realizzate, bidimensionali (come vuole la tradizione) e ricche di dettagli (per questo passeremo diverso tempo a perlustrare ogni screen per paura che ogni briciola debba essere raccolta). Alla qualità grafica si unisce un pregevole comparto sonoro che offre il meglio di sè tanto nelle musiche che negli effetti sonori, decisamente sinistri ed avvolgenti. Le atmosfere da brivido sono garantite, anche se difficilmente avrete la pelle d’oca per via della vostra invincibilità virtuale. Il doppiaggio, localizzato interamente in inglese, è ben realizzato ed integrato nell’atmosfera, esclusi i momenti nei quali Van Helsing (imperturbabile anche quando una grotta gli crolla sulla testa) si agita di fronte ad una serratura chiusa (IT’S CLOOOOSE!). Per fortuna i sottotitoli e i documenti sono tradotti in maniera quasi perfetta ed il gioco è fruibile anche ai non anglofoni. L’interfaccia pulita ed essenziale (“minimal” direbbe qualcuno) è perfettamente funzionale e i menù (ai quali si accede tramite tasto destro del mouse) sono facilmente consultabili. Alcuni bug (immagino che verranno presto corretti da una patch) mi hanno impedito in un paio di situazioni di proseguire nel gioco, costringendomi ad un riavvio risanatorio del programma. I requisiti hardware permettono di giocare alla grande anche con macchine datate. Con la mia configurazione (athlon 3.4 gh, 2 gb di ram e geforce 8800 da 320 mb) ho giocato al massimo del dettaglio consentito. Comunque la scalabilità è ottima e non faticherete a trovare il giusto compromesso che fa per voi.
Conclusioni
Nonostante molti difetti intrinsechi del genere (cleptomania e veggenza) “Dracula: Origin” è un titolo dall’ottima realizzazione tecnica, con un' atmosfera gotica invidiabile. Non decolla purtroppo per via di alcune cadute di stile, come intere scale infilate (chissà come) nelle proprie tasche, o di una provvidenza che lo tiene distante da ogni pericolo. Mi viene in mente il datato “Evidence” dove un errore poteva condurre ad una fine prematura del gioco. Frustrante? Forse, ma sicuramente più adrenalinico. Tuttavia, anche a voler trovare ogni minimo difetto, la considerazione finale è più che sufficiente. “Dracula: Origin” sa come far divertire, come tenerci incollati allo schermo, come farci dire “…ancora questo enigma e basta…” e anche inveire talvolta. Ed è proprio questo che alla fine conta no?
VOTO: 7
Articolo a cura di Davide " Fooljester " Bellani
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