Batman The Dark Knight
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Tre anni dopo Batman Begins, ecco nelle
sale il nuovo film di Chris Nolan sull’uomo-pipistrello, intitolato
The Dark Knight (Il Cavaliere Oscuro in Italia); pellicola che sta
sbancando tutti i box-office, grazie anche (purtroppo)
all’alone maledetto che lo circonda, legato alla prematura
scomparsa di Heath Ledger (oltre alla morte di un tecnico durante le
riprese). In questo nuovo episodio Bruce Wayne dovrà affrontare
più nemici: oltre alla mafia che forma nuovi ricchi riciclando
denaro e approfittando della facile corruttibilità di Gotham
City abbiamo un oscuro personaggio, truccato e “definitivamente”
sorridente, che si fa chiamare Joker (interpretato da Heath Ledger).
Nolan (che anche in questo caso firma la sceneggiatura con il
fratello Jonathan) si conferma assoluto genio cinematografico, il suo
secondo Batman riesce ad essere fedele a se stesso seppure con
qualche cambiamento, riuscendo a tenere sempre con il fiato sospeso
grazie ai magistrali effetti speciali. Il film (di pari passo con
Gotham city) vive di tutt’altra atmosfera rispetto al precedente
episodio, molto meno pessimistica e cupa, senza quell’ombroso
malessere che lo pervadeva, Gotham sembra rinascere ma è solo
una triste apparenza: i suoi nemici infatti sono diventati più
scaltri, più sfuggenti, spolpano la città pian piano
dall’interno. Il male viene quindi rappresentato sotto tutt’altra
veste, più colta e perbenista, Nolan inoltre vuole evidenziare
che il male è tutt’altro che univoco e coerente, cosi come
il rapporto tra il male e il bene si rivela ambiguo, sempre pronto ad
essere reinterpretato, e lo fa servendosi di un magistrale Heath
Ledger nei panni di Joker, già candidato dalla critica
all’oscar postumo, premio che sarebbe più che meritato.
Anche se privati dell’audio originale che senz’altro sarebbe
servito per completare il giudizio (il doppiaggio di Joker è
stato affidato ad Adriano Giannini, curiosamente il celeberrimo padre
Giancarlo aveva doppiato il Joker-Nicholson nel Batman di Tim Burton
) l’interpretazione di Ledger spezza in due la pellicola, la sua
maschera sensazionale fa intuire quanto Joker fosse entrato
nell’anima dell’attore australiano sino a portarlo
all’auto-distruzione: anche se si rivelava un impresa ardua
portare sullo schermo un personaggio cosi enigmatico, denso di
contraddizioni ma non privo di acume social-politico, violento al di
fuori di ogni limite e allo stesso tempo giocherellone come un
bambino, Ledger lo fa al meglio, basta solo citare la frase che il
collega Gary Oldman (il detective Gordon nel film ) ha citato alla
stampa dopo la morte di Ledger : “Calato nel personaggio di
Joker era come sintonizzato su una frequenza radio che noi non
riuscivamo a sentire".La rabbia di Joker parte dalla
considerazione bieca che egli ha della società moderna, basata
sul denaro e sull’egoismo in tutte le sue accezioni; il suo
obiettivo è dimostrare tutto questo, far vedere a Batman che
tutti possono agire come Joker, perfino Batman stesso, solo avendone
il coraggio o l’opportunità (esemplare in questo caso si
rileverà la figura dell’integerrimo procuratore Harvey
Dent). Anche se la sensazione è che il film sia leggermente
inferiore rispetto al folgorante Batman Begins e nonostante qualche
pecca (in alcuni passaggi il regista calca la mano con il classico
action-movie americano e inoltre la parte finale poteva essere più
decisa e meno sacrificata all’altare del prossimo episodio) il film
mantiene le attese, visive e non, lasciandoci come ci deve lasciare
un film del genere, ovvero felici per quanto abbiamo visto, e
tremendamente curiosi e impazienti nell’aspettare il prossimo
Batman, privo, ahìnoi, del magistrale Joker firmato Ledger.
Articolo curato da Pasquale Romano
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Eccellente
Io ho visto questo film a