MSN Lock alias Benzoy impazza in Europa


Il software creato da una madre olandese sbanca in Europa e convince Bruxelles a regole più stringenti per proteggere i minori davanti ai videogiochi violenti.
Chi l’avrebbe mai detto che questa volta ad agitare i sonni mai tranquilli di Microsoft sarebbe stata nientemeno che una madre olandese, Carola Eppink, di mezza età, con tre figli? La sig.ra Eppink, proprietaria di una piccola azienda informatica (che adesso diventerà molto grande…), la Unicaresoft Corporation, si è ritrovata qualche giorno fa davanti la porta di casa i legali della Microsoft che le preannunciavano un’azione legale milionaria nei suoi confronti. Il motivo del contendere è un programma, MSN Lock, creato dalla Eppink per vigilare sull’uso di internet da parte dei suoi figli. Questo nuovo software consente di limitare l’uso della rete, anche attraverso l’invio automatico di messaggini istantanei che sollecitano la disconnessione, dà la possibilità di controllare i siti visitati e filtra le parole, evidentemente sconcie, contenute da e-mail o altri tipi di dialoghi telematici. Il motivo ufficiale per cui Microsoft si è scagliata contro la mamma olandese è il nome dato al programma: MSN Lock. Per i legali di Bill Gates rivela una palese violazione della proprietà intellettuale nell’uso del marchio MSN che è presente sia per il prodotto che per il suo dominio internet. La sig.ra Eppink, tramite i suoi legali, ha tutta l’intenzione di continuare la sua battaglia legale ma per evitare il peggio (e soprattutto probabili risarcimenti milionari) ha messo in commercio il prodotto col nome di Benzoy. In realtà il problema di Microsoft sembra essere un altro: perché non ha intentato, con lo stesso spirito pugnace, altrettanti giudizi contro le decine di siti, soprattutto pornografici, che usano l’acronimo MSN? Gli interessi economici che ruotano attorno al mondo del porno sono tanti; gli utenti più sprovveduti ed indifesi davanti a queste aggressive sollecitazioni virtuali sono proprio i ragazzini: creare programmi che tendono ad una larga diffusione e con un’elevata dinamicità nella selezione dei contenuti può arrecare un notevole danno a chi specula in questi mercati. Del resto pare che anche la Comunità Europea si stia muovendo nella stessa direzione in maniera molto decisa. C’è in progetto l’emanazione di un codice di condotta vincolante per tutte le società che operano nel settore dei videogiochi per difendere i più piccoli. L’attacco sarà duramente rivolto sia verso la limitazione della distribuzione di quei videogiochi considerati diseducativi o, peggio, violenti; sia ad una maggiore sensibilizzazione nei confronti dei genitori rispetto all’età consigliata presente nelle etichette dei videogiochi. Resta il fatto che oggi a “farne le spese” è la madre della Unicaresoft che si è vista privare della possibilità di utilizzare il domain name MSNLOCK.
Walter Tripodo

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