Premessa

In corso di sviluppo dal 2016 con il titolo originale “Project Automata”, Rise of Industry è un videogame gestionale della neonata Dapper Penguin Studios, un piccolo team indie con sede in Spagna. Rilasciato lo scorso 9 febbraio su Steam nella sempre più frequente modalità “Early Access” (la recensione si basa sulla versione 0.5.0) (con l’inglese come unica lingua disponibile al momento), Rise of Industry doveva essere rilasciato contemporaneamente per Windows, Linux e Mac, ma con uno sfortunato post dell’ultimo minuto i creatori hanno informato che la versione Mac sarà rilasciata in un secondo momento per problemi tecnici.

Ecco le nostre iniziali considerazioni sul titolo…

Per fare un tavolo…

Il gioco appartiene, fondamentalmente, alla tipologia strategico/gestionale e, per chi lo conosce, è evidente l’ispirazione al vetusto Transport Tycoon Deluxe: in pillole lo scopo è costituire una società di produzione, trasporto e vendita di beni partendo da zero, possibilmente generando del profitto fino a conquistare il mercato sbaragliando la concorrenza (guidata da una IA ancora un po’ immatura, vedasi più avanti).
In un gioco di questo tipo si inizia, ovviamente, con l’immancabile tutorial che tutto sommato riesce nel suo intento, introducendoci i comandi basilari e dandoci la possibilità di costruire la prima catena di produzione operativa: si inizia scegliendo una città e, acquistando il permesso per costruire nei suoi confini, quindi si procede ad acquistare gli edifici per la raccolta di materie prime (acqua, legna, petrolio, etc.), poi alla loro lavorazione ed in fine al trasporto e la vendita nei mercati per (si spera) creare guadagno.

Nonostante le linee guida, una volta tuffati nella mischia della carriera ufficiale ci si ritrova un po’ spaesati – alcuni aspetti del gioco non sono ben spiegati (come la scelta della città e del terreno) e soprattutto risulta arduo intuire come cominciare su un ramo produttivo differente da quello esposto nel tutorial. Dovete sapere infatti che alla partenza tutte le costruzioni sono inaccessibili e per accedervi occorrerà spendere dei punti R&D (ricerca e sviluppo ndr) nelle 4 categorie primarie (coltivazione, industria, raccolta e logistica) – ve ne vengono da subito forniti 5 per sbloccare alcune tecnologie ed iniziare a costruire. Punti aggiuntivi si ottengono raggiungendo determinati obiettivi sulla base del vostro operato: per il ramo coltivazione, ad esempio, dovete generare prodotti agricoli, per l’industria produrre beni e così via).

Questo aspetto di crescita graduale in sé potrebbe funzionare ed essere coinvolgente, ma in questo caso sono presenti diversi problemi di “gioventù” che minano fortemente il fattore divertimento, a cominciare dall’algoritmo di generazione del mondo che rende davvero difficile posizionare alcuni edifici, passando per barche che attraverso mura di terra solida e per finire sull’intelligenza artificiale degli avversari che ignora completamente le regole di etica edilizia sottolineate durante il tutorial, costruendo all’impazzata proprio accanto alle città ed alle vostre installazioni senza preavviso.

E’ corretto aggiungere che esistono al momento altre 2 modalità di gioco: Freeplay che permette di giocare avendo subito a disposizione tutto l’albero delle tecnologie e Custom Game dove è possibile creare un mondo personalizzato tramite numerosi parametri (quantità di laghi, fiumi, città, etc.). Secondo la roadmap di sviluppo, Rise of Industry vanterà in futuro anche una modalità Storia.

Tecnicamente parlando…

Rise of Industry è stato sviluppato con il sempre più collaudato engine di Unity. Il comparto visivo è di buon livello e la grafica tridimensionale è davvero molto pulita e fluida; tutti gli edifici ed i mezzi sono resi adeguatamente anche se, a detta degli sviluppatori, molte strutture sono ancora in attesa delle appropriate animazioni che arriveranno in futuri aggiornamenti.

I menu ed in generale l’interfaccia utente risultano decisamente user-friendly e di piacevole interazione, anche se alcune scelte “stilistiche” lasciano un po’ a desiderare: tutte le finestre sono fisse e non sono ridimensionabili (e alcune sono davvero minuscole – siamo nell’era del 4K, che senso ha?), abbiamo inoltre riscontrato sporadici bug nella gestione dei contorni che causano la fuoriuscita di pezzi di menu fuori dai loro margini e per finire un menu di selezione risorse rappresentato da infauste icone spesso irriconoscibili – sarebbe certamente gradito poter utilizzare un più pratico elenco testuale.

Il settore audio è costituito dagli effetti sonori di rito (principalmente presenti nell’interazione tra i vari pulsanti, qualche avviso e rumori ambientali) ed una serie di musiche di sottofondo in stile classico molto rilassanti che accompagnano bene la tipologia del gioco e non stancano neanche dopo lunghe sessioni davanti al monitor.

Concludendo…

In generale è difficile esprimere un parere su Rise of Industry in questo stato – la base è senza dubbio solida, il comparto audio-visivo è decisamente promosso, ma il gameplay e i contenuti necessitano ancora di molti interventi per dar vita ad un’esperienza piacevole e duratura. Benchè la roadmap del gioco preveda durante l’arco del 2018 numerosi miglioramenti e integrazione ai contenuti, al prezzo attuale di 22,99 € al momento ci sono in giro titoli di questo tipo fermamente più appetibili e completi (senza considerare OpenTTD che è completamente gratis) – occorre quindi solo attendere fiduciosi i futuri sviluppi ed una release ufficiale per vedere se gli sviluppatori saranno in grado di mantenere le promesse e sfruttare tutto il potenziale del gioco!