Un sogno che si avvera

Mentre Dragon Ball FighterZ veniva annunciato sul palco della conferenza Xbox dell’E3 di Los Angeles, chi vi scrive era in viaggio di ritorno da Piacenza. Fiaccato dalle interminabili ore in treno e desideroso di restare aggiornato sui momenti salienti dell’appuntamento “in verde”, andai a controllare i nuovi trailer – compreso quello relativo al nuovo progetto di Arc System Works. Fu amore a prima vista: un tie-in dell’opera di Toriyama che riuscisse a unire fedeltà all’anime a un sistema di combattimento stratificato a “cipolla” (per neofiti e non) è sempre stato il mio sogno segreto di appassionato, un sogno che con FighterZ sarebbe potuto diventare realtà.

Ho provato a fondo Dragon Ball FighterZ e ora sono pronto a parlarvene senza riserve, a metà tra un eterno bambino che ha rivisto combattere i suoi adorati Super Saiyan e un videogiocatore rimasto più volte scottato dalle relative produzioni degli ultimi anni. I ragazzi di Arc System Works hanno scelto di distaccarsi dalla formula di Xenoverse e dal ben meno riuscito Battle of Z, optando per la creazione di un picchiaduro tecnico ma accessibile, in grado di far fronte a una “quantità” di contenuti decisamente più ridotta a colpi di straripante “qualità”.

Battere gli iconici Budokai Tenkaichi 3 e Budokai 3 non sarebbe stato certo un compito facile, eppure Dragon Ball FighterZ si è tuffato con coraggio sul campo di battaglia, quasi come Gohan Supremo contro Super Bu e ha combattuto ferocemente: sarà riuscito a fare il miracolo e a dimostrare di essere la prima perla di un affollatissimo 2018?

Indossate i vostri Gi e accompagnateci in quest’avventura, tra nostalgiche rimembranze e tanta meraviglia tecnica.

 Vecchi amici, nuovi nemici, tante modalità

Dire che Dragon Ball FighterZ sia privo di una particolare attenzione alla competizione in multigiocatore, è dire il falso. Nonostante ciò, lo ripetiamo, Arc System Works non ha settorializzato l’esperienza di gioco e ha confezionato il suo titolo con un’interessante Modalità Arcade, una gigantesca Modalità Storia, gli immancabili scontri in locale e tante altre attività accessorie.

Come sbloccare Goku e Vegeta trasformati in Super Saiyan Blue? Chi non ha preordinato FighterZ verrà assillato da questa domanda nei suoi incubi notturni, anche se è solo con la risposta fornita dal gioco stesso che inizierà a provare sincero terrore. I potentissimi guerrieri potranno essere vostri in due modi: accumulando 300.000 e 500.000 Zenie – l’ormai nota moneta dei titoli di Dragon Ball – oppure completando con grado A o superiore i percorsi Arcade da cinque e sette scontri ma, badate bene, a difficoltà difficile. Il team di sviluppo è riuscito a rendere queste scalate estremamente interessanti, mediante l’introduzione di meccaniche semplici ma azzeccate. A seconda della valutazione finale di ogni scontro, il vostro percorso cambierà e vi ritroverete ad affrontare avversari sempre più agguerriti. Il potente assassino Hit vi si parerà davanti sul finire di Estrema Gravità (D)? Vi consigliamo caldamente di appellarvi al vostro santo protettore in quel caso, perchè verrete spazzati via con una singola combinazione di attacchi. Il dinamismo dell’IA degli avversari e della quantità di danni inflitti potranno anche essere soluzioni “cattive” ma sappiamo che verranno apprezzate da giocatori hardcore e dai veterani del genere picchiaduro. Forse avremmo desiderato un sistema di valutazioni un po’ meno severo ma, vogliamo ripeterlo, Dragon Ball FighterZ non è un gioco per soli principianti.

La Modalità Storia, diversamente dal solito, non ripropone gli eventi originali dell’anime – per quello ci sono i Dramatic Finish di cui parleremo dopo – ma è ambientata prima della Saga di Zamasu in Dragon Ball Super. Per l’occasione, Akira Toriyama stesso ha partorito una nuova e potentissima nemica: Androide N. 21. L’ingannevole antagonista metterà a dura prova i Guerrieri Z e i villain più famosi dell’universo di Dragon Ball, fiaccandoli – per dirlo in formula libera da spoiler – “nel corpo e nello spirito”. Man mano che avanzerete nel viaggio per salvare la Terra, potrete reclutare nei vostri ranghi tanti alleati, in modo da diversificare il più possibile le battaglie che compongono i tre lunghi archi della trama. Nonostante la particolare formula di progressione in stile gioco di società, la presenza degli indovinatissimi Eventi Collegamento – durante i quali stringerete letteralmente amicizia con i vostri guerrieri preferiti – e le migliori sequenze filmate mai realizzate per un Dragon Ball, la storia è estremamente dilatata rispetto a ciò che può realmente offrire, per non parlare dell’infimo livello di sfida generale. Di contro, i già citati Eventi Collegamento e i siparietti tra i vari personaggi vi spingeranno ad andare avanti senza esitare e riusciranno a strapparvi un sorriso più di una volta: impossibile perdersi l’espressione imbarazzata di Tenshinhan quando viene a sapere da Goku che l’ex malvagio Piccolo, da bravo babysitter, cambia i pannolini alla piccola Pan quando necessario.

Il sistema di combattimento di Dragon Ball FighterZ è profondo, sfaccettato e tutto da esplorare, ecco perchè gli sviluppatori hanno introdotto una Modalità Allenamento completa, ottima per imparare le basi ma anche per padroneggiare le difficili combinazioni di mosse e raggiungere, di conseguenza, le porte della competizione online. In relazione a quest’ultima, segnaliamo la presenza di un menù dedicato alla visione dei replay che deciderete di salvare – una chicca imprescindibile per i veri “FighterZ”.

La Sala d’Attesa del giocatore è interamente esplorabile con uno dei moltissimi avatar disponibili  (chi vi scrive va attualmente a zonzo con Goku SSJ3) e presenta anche un Negozio dove poter acquistare targhe, avatar, adesivi Z e colori alternativi per i costumi dei lottatori. In tutta onestà, non tutti i colori secondari ci sono sembrati consoni al “mood” di Dragon Ball: basti pensare a Vegeta SSGSS in tuta rosa, un vero pugno nell’occhio. Vegeta con i colori dei primissimi abiti di gioventù è senz’altro una bella trovata ma in generale questi collezionabili si sono rivelati ben poco invitanti, alla stregua di chincaglierie assortite. Speriamo vivamente che i lottatori introdotti mediante Season Pass vengano accompagnati da una serie di costumi alternativi per gli attuali membri del roster, perchè – nel caso in cui non si fosse capito – a oggi mancano del tutto.

Biggu Ban Atakku!

Arrivati a questo punto della disamina dovreste averlo realizzato, Dragon Ball FighterZ non è un gioco perfetto e di certo non possiamo affermare che non abbia dei piccoli difetti. Detto ciò, sappiatelo: ci troviamo di fronte a una vera lezione di combat design. La storia dei videogiochi legati a questo brand senza tempo già annoverava dei capitoli particolarmente fedeli all’opera originale ma, prima di oggi, nessun Dragon Ball è stato in grado di rivaleggiare con i grandi mostri sacri del genere picchiaduro in quanto a profondità del sistema di combattimento.

Arc System Works ha compiuto un passo decisivo in questa direzione con il suo FighterZ, avendo dato vita a un gioco tanto godibile da un ragazzino, magari da poco unitosi all’immensa famiglia di appassionati, quanto da un malato di Street Fighter e di Marvel vs Capcom. FighterZ è strutturato in scontri 3 vs 3 ma presenta un bel po’ di differenze con le succitate serie di Capcom. Ad esempio, non aspettatevi di trovare un’opzione per disattivare le combo automatiche perchè non esiste. Le combinazioni basilari, eseguibili con la ripetuta pressione di quadrato o triangolo (nel caso di PS4 Pro), non sono state inserite per introdurre gli esperti al nuovo sistema di combattimento ma per permettere anche ai più giovani di potersi divertire pur non essendo dei campioni. Coloro che mirano alla competizione, invece, si preparassero a oltrepassare “i limiti del Super Saiyan” o per essere più chiari, a farsi un fondoschiena quadrato in Allenamento.

Il combat system è in definitiva stratificato a cipolla e prevede almeno tre livelli differenti di padronanza (basilare, amatore e professionsta). Tutto ciò di cui abbiamo parlato sino a ora appartiene al campo delle “regole generali” e non può riassumere efficacemente la complessità del lavoro svolto da Arc System Works. Che cosa intendiamo? Che ciascun membro del roster di FighterZ è un mondo a sè stante, una meravigliosa incarnazione virtuale a tutto tondo della sua controparte disegnata: agilità, potenza bruta, mosse peculiari e – addirittura – la lunghezza degli arti, tutto fa brodo in battaglia. Imparare a scegliere con attenzione i membri del proprio team diventa fondamentale. Una squadra ben assortita potrebbe fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta e, a livelli alti, rappresentare la nascita di un “macro lottatore”, che si manifesterebbe in combinazioni di colpi nate da fluidi scambi Z calcolati al secondo.

A rendere adrenalinici e spettacolari i combattimenti di Dragon Ball FighterZ è anche un altro fattore di primaria importanza: la caratterizzazione dei personaggi. Stiamo parlando di una vera punta di diamante della produzione, superiore rispetto a quanto ottenuto da qualsiasi altro gioco di Dragon Ball nella storia. Eravamo i primi a nutrire dei dubbi sul numero ridotto di combattenti e sulla scelta degli stessi ma la verità è che abbiamo dovuto ben presto ricrederci. Siamo onesti, da quanto tempo non vedevamo un Dragon Ball che facesse venire la voglia di giocare nei panni di Ginyu o di Tenshinhan? Il fiero comandante dell’omonima squadra si avvale dell’aiuto di tutti i suoi strampalati sottoposti e, nel caso in cui le cose dovessero mettersi male, è in grado di scambiare il corpo con quello dell’avversario – proprio come fece con il povero Goku durante la Saga di Freezer in DBZ. Il fu allievo dell’Eremita della Gru, invece, fa sfoggio di tutta la sua abilità nelle arti marziali, tra colpi rapidi e possenti prese, senza vacillare quando deve mettere a repentaglio la propria vita nel lanciare ripetutamente il suo Shin-Kikoho (il Nuovo Cannone dell’Anima).

Non bisogna tralasciare un’altra sfida superata quasi a pieni voti dal team capitanato da Junya Motomura e Tomoko Hiroki: la necessità di dover bilanciare i personaggi. Pensare soltanto a come poter mettere sullo stesso piano i protagonisti di Dragon Ball è un qualcosa che potrebbe condurre facilmente alla pazzia. Crilin doveva essere messo in condizione di sfidare Black Goku SS Rosè ma allo stesso tempo quest’ultimo doveva risultare potentissimo, trattandosi di uno degli antagonisti più feroci mai apparsi in Dragon Ball Super. Nonostante l’estrema difficoltà di questo gravoso compito, Arc System Works è riuscita quasi del tutto nel suo intento, con la sola eccezione di Kid Bu.

Dragon Ball Super HD Remastered? Forse anche meglio

Senza finire con l’aprire un gigantesco dibattito sulla qualità visiva e stilistica di Dragon Ball Super, anche perchè non ci troviamo nella sede adatta, vogliamo limitarci a lodare l’estrema perizia di Arc System Works nel riprodurre il mondo immaginato da Toriyama a 360 gradi. Il sapiente utilizzo di Unreal Engine ha permesso la nascita di una vera e propria opera d’arte in cel shading, capace di fare la gioia dei fan dall’occhio più esigente e di superare l’anime stesso, almeno in alcuni frangenti.

Le fattezze dei guerrieri, gli effetti dell’aura e dei potentissimi colpi energetici, sono distanti anni luce da quanto visto nelle serie Xenoverse e Raging Blast ed è con questa consapevolezza che gli sviluppatori hanno donato ai loro personaggi le caratteristiche sequenze d’entrata e d’ uscita e le incredibili mosse finali. Una volta attivato il colpo decisivo, la telecamera si sposta fluidamente a distanza ravvicinata e ci mostra il combattente in tutta la sua magnificenza mentre rilascia il potentissimo attacco, rivelando ancora una volta la natura 2.5D del progetto. Questo ben di dio viaggia a 60 frame per secondo granitici e non manca di regalare vere e proprie emozioni grazie alle Dramatic Finish. Scegliete Gohan Ragazzo SSJ2 e assicuratevi che combatta contro Cell Perfetto nel mitico scenario del Gioco di Cell: assisterete alla morte del povero Androide N. 16 per mano del mostro creato dal Dottor Gelo e alla conseguente trasformazione del figlio di Goku nel potente guerriero di secondo livello. In caso di vittoria, avrà luogo la leggendaria scena della sconfitta di Cell con l’altrettanto iconica Kamehameha Padre-Figlio.

Abbiamo notato, da bravi pignoloni quali siamo, che le corporature di Goku e Vegeta Super Saiyan Blue sono esattamente identiche a quelle delle loro versioni Super Saiyan e questo non ci è piaciuto: le prime dovrebbero apparire più snelle delle seconde, specie nel caso del caro principe dei Saiyan. Sono dettagli, sia chiaro ma in un’opera così fedele anche le piccole disattenzioni risaltano con maggior intensità.

Il comparto audio è curato esattamente quanto quello grafico, dalle musiche composte appositamente per il gioco, passando per i suoni della battaglia fino al doppiaggio in giapponese e in inglese. Aspettatevi un ulteriore approfondimento in materia nel mese di marzo, quando verrà pubblicato l’Anime Music Pack – un pacchetto aggiuntivo contenente alcune memorabili tracce tratte dagli anime originali.

 Concludendo…

Dragon Ball FighterZ è, nel complesso, il miglior gioco di Dragon Ball mai realizzato fino ad ora – mica bruscolini. Arc System Works ha fatto felici i fan più sfegatati e al contempo è riuscita a donare al suo titolo la stessa dignità di un picchiaduro blasonato, capace di divertire i neofiti e di galvanizzare coloro che cercano un’esperienza più tecnica e matura. La Modalità Storia presenta una serie di imperfezioni, è vero, e in generale sarebbe stato lecito aspettarsi un maggiore sforzo sul fronte dei contenuti secondari (si pensi alla mancanza dei costumi alternativi) ma siamo di fronte a un’opera talmente solida ludicamente parlando che è impossibile da non premiare con un “voto tondo”. Arcade, scontri in locale e online sapranno tenervi incollati allo schermo per ore e ore, come solo i migliori esponenti del genere sono in grado di fare.

In breve

  • Genere: Picchiaduro
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 25 gennaio 2018
  • Sviluppatore: Arc System Works
  • Distributore:
  • Publisher: Bandai Namco
  • Pegi:

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Ha conseguito una laurea triennale in fotografia, cinema e televisione e, attualmente, si dedica a tempo pieno alla divulgazione dell’arte audiovisiva definitiva: il videogioco. Gira e sceneggia cortometraggi, video di dubbia sanità mentale con The Gentlemen e cura il canale YouTube “Lo Spazio di Donte”. Assieme ai compagni d’arme in Cyberludus.com e VG24/7.it, cerca di crescere nel campo del giornalismo videoludico ma, mal che vada, continua a coltivare il sogno proibito: costruire un insieme di piattaforme in mezzo al mare senza il controllo di governi, sistemi e religioni… Outer Heaven.