Attenzione: l’articolo potrebbe contenere spoiler, pertanto a tutte le persone che ancora non hanno avuto modo di vedere il film non consigliamo la lettura.

Come sito dedicato – principalmente – all’intrattenimento videoludico è raro scorgere tra le nostre pagine una recensione dedicata ad un film o ad una serie TV. Eppure è impossibile rimanere estranei a quella che è – a tutti gli effetti – l’uscita cinematografica più importante degli ultimi anni: Star Wars – Gli Ultimi Jedi.

L’ottavo capitolo ufficiale di uno tra i franchise fantascientifici più celebri ed apprezzati sul globo terracqueo è finalmente giunto nelle nostre sale, a due anni di distanza dal precedente episodio, Il Risveglio della Forza. Il primo capitolo della “trilogia sequel”, annunciata in seguito all’acquisizione di Lucasfilm da parte del mega colosso Disney (che per altro ha da poco annunciato l’acquisto della 21th Century Fox alla “modica” cifra di 52,4 miliardi di dollari), ha indubbiamente attirato a sè una incredibile ondata di attenzioni e di consensi positivi. Il primo film (da molti ritenuto molto simile al primo storico episodio di Guerre Stellari, ovvero il IV nella cronologia ufficiale), dal canto nostro, riuscì a gettare basi concrete per i futuri due episodi, proponendo una giusta fusione tra vecchio e nuovo. Il capitolo diretto da J. J. Abrams riuscì a ritagliarsi un piccolo spazio nel nostro cuore di fan ma, senza dubbio, questo VIII capitolo – scritto e diretto da Rian Johnson – è riuscito a fare molto di più…

Il film spezza molte delle catene che tenevano il suo predecessore incollato ai “dogmi” della trilogia originale, andando a toccare tematiche già note in maniera del tutto differente. Una tra le particolari caratteristiche della gestione targata Rian Johnson è riscontrabile sicuramente nella maggior caratterizzazione dei personaggi (escluso uno). Ben Solo, in arte Kylo Ren, è uno tra i personaggi che più hanno beneficiato da questo capitolo. Gli eventi di questo film sono riusciti a definire ottimamente quello che è – a nostro parere – uno tra i personaggi più affascinanti e, senza dubbio, riusciti della nuova trilogia cinematografica. Il combattutto Jedi “oscuro”, interpretato da un ottimo Adam Driver, insieme a Rey (con cui verrà instaurato un particolare rapporto per tutta la durata della pellicola) è sicuramente uno tra i personaggi chiave di questa pellicola nonchè uno tra i villain più inusuali dell’intera saga. In questo ottavo capitolo, molte delle lacune del passato di Ren saranno finalmente colmate, in particolare sul suo rapporto con il maestro Jedi Luke Skywalker. Ed è proprio da quest’ultimo personaggio che vorremmo continuare. Luke è cambiato, non è più il giovane eroe della Ribellione, il cavaliere Jedi che è stato in grado di affrontare Darth Vader – e riportarlo sulla retta via in extremis. Skywalker vive da vecchio eremita, respingendo il suo passato da Maestro Jedi. Lo stesso rapporto tra Rey (la giovane protagonista del film, interpretata da Daisy Ridley) e Luke si instaura infatti in un modo per nulla scontato (non con il classico rapporto maestro-allievo a cui più volte abbiamo assistito nello svolgimento di questa saga). Così come Adam Driver e il suo Kylo Ren, che ci ha convinto parecchio in questa pellicola, abbiamo inoltre davvero apprezzato le performance di Oscar Isaac, nei panni del comandante Poe Dameron, e – ovviamente – la nostra principessa Carrie Fisher che lascerà un vuoto incolmabile nel cuore di tutti i fan della saga. Entrambi i personaggi, forse troppo di contorno nel precedente episodio, ci sono parsi invece più solidi che mai grazie a scene in grado di evidenziare al meglio la loro personalità.

Se da un lato il trio Luke-Kylo-Rey ha goduto appieno di una ottima caratterizzazione, dall’altro abbiamo lasciato la sala un po’ dubbiosi in merito alla gestione di alcuni personaggi, in particolare su quella del Leader Supremo Snoke. Il misterioso e oscuro personaggio interpretato in motion capture da Andy Sarkis, non è stato utilizzato nella maniera in cui ci saremmo aspettati…ma forse è proprio questa caratteristica a render Gli Ultimi Jedi così diverso e particolare rispetto agli altri capitoli della saga. Semplicemente, ci saremmo aspettati una maggior profondità narrativa nei confronti di questo misterioso personaggio, magari evidenziandone le origini e i suoi primi contatti con Ben Solo. Purtroppo così non è stato ed infatti, uscendo dalla sala, si rimane un po’ amareggiati per aver visto quasi “gettare” al vento un personaggio sulla carta così interessante…

La trama scorre via che è un piacere, grazie a ritmi ben calcolati e a scene in grado di tenere il telespettatore incollato alla poltrona. Le oltre due ore e mezza de Gli Ultimi Jedi evidenziano le ottime capacità di Rian Johnson in cabina di regia e siamo davvero contenti della scelta di affidare a quest’uomo la scrittura della nuova trilogia, di cui tuttavia ancora non sappiamo nulla. Il film non è un capolavoro assoluto, questo è poco ma sicuro, ma è difficile rimanere delusi dal risultato finale: personaggi, scenografie, dialoghi (tra cui spiccano anche inaspettati momenti di comicità), musiche ed una CGI tarata a dovere e mai invasiva, sono gli elementi che rendono Gli Ultimi Jedi un must watch per gli appassionati della saga, un capitolo che sicuramente rimarrà negli annali ed in grado di far da ponte agli eventi finali del IX capitolo che, arrivati a questo punto, non vediamo già l’ora di vedere.

Ottimo lavoro Johnson, la Forza scorre potente in te!