Oh it’s true, it’s damn true!

Che se ne parli in positivo o con costatazioni negative e infelici, il Wrestling resta lo sport entertainment più popolare al mondo. Grazie ad una schiera di oltre quaranta milioni di accoliti, la WWE è oramai la compagnia più potente e influente della scena globale. 2K ha saputo cogliere la palla al balzo, ereditando dalle mani della defunta THQ la serie dedicata a tale sport e facendone tesoro. Ansiosi di prendere a sediate qualche colonna vertebrale, apprestiamoci dunque a recensire l’annuale iterazione di WWE 2K.

Try this at home

Come la sagoma dagli occhi spiritati di un Undertaker di pessimo umore, ciò che più impressiona è il grande passo in avanti fatto dagli sviluppatori di Yuke’s Visual Concepts. Non solo tecnicamente – ci arriveremo con calma – ma anche dal punto di vista del gameplay, WWE 2K18 risulta notevolmente migliorato se paragonato ai suoi predecessori. In tal senso, potremmo non avere alcun problema nel definire l’annuale iterazione del brand come “uno dei capitoli più completi della serie”.

Esattamente come il fornitissimo Network, la scelta di lottatori, arene, titoli e stipulazioni è pressoché sconfinata. Il roster include ogni singolo membro dei principali show WWE, compreso NXT: dal “Phenomenal One” AJ Styles e Aleister Black (disponibile purtroppo solo tramite DLC) a Zack Ryder, sarà possibile riconoscere numerosi protagonisti dell’era moderna. Sebbene manchino all’appello alcune leggende hardcore della ECW (Sabu, Tommy Dreamer, Rey Mysterio, Dudley Boyz), saranno selezionabili quasi tutti i membri della Hall of Fame. Nonostante i nomi di Ricky “The Dragon” Steambot, Larry Zbyszko, Kerry e Kevin Von Erich suonino come nuovi alle orecchie degli appassionati più giovani, i seguaci più “stagionati” avranno davvero l’imbarazzo della scelta. La selezione del proprio lottatore sarà quindi davvero ardua: rompere ossa con Stone Cold Steve Austin o divertirsi con Fandango e Tyler Breeze in versione Fashion Files? Degne di menzione sono anche le numerose varianti per alcuni personaggi, tra cui “Stunning” Steve Austin, Undertaker in veste classica o da biker americano, John Cena del 2006 e The Rock degli anni 2000. Ogni combattente è classificato in base ad una statistica – chiamata anche overall – come in molti altri titoli sportivi. Passi il palese push di Roman Reigns a “uomo della compagnia” con un totale di 95 (superiore anche a The Rock e Stone Cold) ma tale ordinamento resta però poco chiaro, senza spiegare come possa Hideo Itami essere potente quanto Heath Slater.

Notevole anche il numero di venue e titoli con cui cingere la vita dei nostri beniamini: se si escludono i campionati oggi utilizzati, sarà impossibile non versare qualche amara lacrima nostalgica dinanzi al WCW World Heavyweight Championship o al WWE Championship vinto di rapina da Eddie Guerrero contro Brock Lesnar a No Way Out 2004. A proposito di quest’ultimo, a mancare saranno inspiegabilmente proprio alcune delle arene principali della Ruthless Aggression Era. Mentre da un lato potremo lottare sui magici ring di Summerslam ’88, Saturday Night’s Main Event o WCW Monday Nitro, dall’altro mancheranno pay-per-view come Vengeance, Judgement Day o The Great American Bash.

Time to play the game

Che preferiate un classico match uno contro uno o che optiate per una lunga ed estenuante Royal Rumble, WWE 2K18 saprà accontentarvi. Nella modalità Esibizione troverete disponibili quasi tutte le stipulazioni ad oggi adottate – eccezion fatta per alcune davvero inusitate come l’Inferno match o il Triple Cell WCW – che spaziano dalle più standard fino a quelle estreme senza squalifica alcuna. Messa da parte questa opportunità di ottenere divertimento immediato, il vero fulcro dell’offerta videoludica risiede nel WWE Universe. In tale modalità, proprio come dei veri General Manager, potrete gestire l’intera programmazione degli show, prendendo parte agli incontri con le superstar predefinite. Proprio in quest’ambito, WWE 2K18 riesce ad eccellere: la grande cura riposta nei dettagli rende il titolo adatto sia ai neofiti più casual sia agli appassionati hardcore, i quali conoscono le dinamiche dietro la produzione di ogni spettacolo e storyline. Non solo sarà possibile creare faide più o meno lunghe e dalla violenza variabile, ma si potranno addirittura gestire i contendenti, sciogliere o creare tag team e organizzare con cura la scaletta di ogni episodio con eventuali promo. Se sapientemente uniti, tutti questi elementi daranno vita ad uno spettacolo quanto più vicino alle canoniche edizioni di SmackDown, Raw ed NXT. La sensazione che ne deriverà sarà quella di essere seduti davanti alla TV o al proprio computer durante la visione di un episodio degli show settimanali WWE, con tanto di sigla d’apertura e fuochi d’artificio.

Passando alla realizzazione degli spezzoni serali veri e propri, è necessario partire con calma dai promo. Come per ogni buona faida che si rispetti, le rivalità andranno coltivate pian piano tramite le parole, gli insulti e le sfide. Grazie ad un sistema di scelte multiple, potrete condurre il dialogo verso la direzione da voi desiderata, guadagnandovi la stima o i fischi degli spettatori. Punto a sfavore è l’assenza del doppiaggio: per quanto improponibile con le leggende del passato, dotare ogni lottatore attuale della propria voce e di frasi predefinite avrebbe sicuramente giovato all’immersività, rendendo ancora più realistico e convincente ogni diverbio.

Saltando dalle parole ai fatti, è innegabile come il team di sviluppo si sia impegnato per rendere ogni incontro quanto più realistico possibile. I colpi inferti restituiscono un buon feeling, le reazioni dei personaggi sono meno legnose e innaturali. Persistono purtroppo alcuni problemi, come l’interazione con le corde: sbalzando il nostro avversario a bordo ring, esso provocherà di tanto in tanto una strana reazione delle funi elastiche, le quali si muoveranno in maniera strana, come impazzite. Il nucleo principale del gameplay risiede in un sistema di contromosse per neutralizzare gli attacchi nemici. Premendo al momento giusto il grilletto destro, potrete eseguire un reversal e invertire le sorti dello scontro. Da rivedere il QTE legato allo schienamento, non più ancorato pesantemente al vigore del lottatore, il quale – se non dotati di buoni riflessi – potrebbe farvi perdere l’incontro a pochi minuti dall’inizio. Ogni match sarà provvisto inoltre di un sistema di valutazione a stelle: per ottenere un discreto punteggio, dovrete eseguire una buona varietà di mosse, sfuggire al pin all’ultimo momento, sfruttare le armi e la drammaticità dell’azione. Davvero utile è anche l’elenco mosse aggiornato per ogni membro del roster, il quale si unisce in maniera interessante a svariate abilità speciali potenziabili.

Adoperando sapientemente il ricchissimo editor, sarà possibile creare un proprio lottatore per intraprendere la My Career o la Road to Glory. Nella prima vivrete l’intera trafila professionale di una superstar WWE, partendo dal Performance Center – luogo dove vengono formati i giovani talenti – passando per NXT, fino ad arrivare ai blasonati palchi di RAW e SmackDown Live. Sebbene anche nel backstage i protagonisti non abbandonino la propria gimmick, sarà comunque entusiasmante intrattenersi per una chiacchiera, entrare negli spogliatoi e girovagare tra i corridoi del palazzetto. Ogni evento, ogni intreccio e scontro facenti parte della carriera di un wrestler professionista – seppur celati dalla finzione – vengono proposti fedelmente, rendendo pressoché totale l’immedesimarsi nel proprio lottatore. Road to Glory è invece una modalità online, nella quale – sempre utilizzando il personaggio da voi creato – vi scontrerete con avversari in rete per ottenere ricompense (come mosse speciali, abiti e animazioni) e qualificarvi per i pay-per-view più importanti. A livello strutturale, essa ricorda molto il FIFA Ultimate Team: potrete sbloccare e utilizzare potenziamenti, ottenere denaro per comprare loot box dal pregio variabile e scalare il ranking mondiale. A differenza del titolo EA, la valuta sarà puramente virtuale e non saranno presenti microtransazioni di sorta richiedenti il vostro sudato denaro.

Piccola menzione infine per la difficoltà complessiva del prodotto: anche a livello “Normale”, i meno esperti troveranno molto arduo vincere anche solo un match. Sarà quindi necessario un po’ di allenamento prima di poter padroneggiare ogni tecnica ed eludere gli attacchi dell’avversario. Grazie alla gavetta all’interno del Performance Center, potrete apprendere rapidamente e facilmente quasi tutte le meccaniche principali del gioco.

Here comes the pain

Come sottolineato all’inizio della recensione, gli sviluppatori di Yuke’s Visual Concepts hanno confezionato un ottimo prodotto dal punto di vista grafico. La maggior parte delle superstar sono pressappoco identiche alle controparti reali, con un’ottima resa della muscolatura. L’illuminazione rende quindi giustizia al fisico dei lottatori, mettendo in risalto ogni rigonfiamento in maniera credibile, senza sembrare dei pupazzoni colorati. Piccola nota negativa invece per i volti dei wrestler del passato: se da una parte Cesaro, Bobby Roode e AJ Styles presentano tratti somatici ed espressioni facciali convincenti, dall’altro lo stesso non si può dire per Edge e qualche altro membro della Hall of Fame.

Tecnicamente WWE 2K18 esegue un buon lavoro, mantenendo costantemente un onestissimo framerate intorno ai 30 fotogrammi e una risoluzione di 1080p stabile. Si potrebbe invece incorrere in qualche piccola incertezza – come un’immagine non molto pulita – durante i fuochi artificiali o con l’utilizzo di luci particolari al momento dell’entrata sul ring. Un tearing abbastanza pesante potrebbe inoltre affliggere le vostre camminate nelle sezioni free roaming della My Career, mentre i caricamenti siderali tra una fase e l’altra gravano non poco sul ritmo complessivo e sui nervi del giocatore. Dente marcio da eradicare sono invece i numerosi hard crash nei quali si incappa durante la modalità WWE Universe: sicuramente 2K ovvierà al problema prossimamente con un aggiornamento correttivo ma è nostro dovere segnalare questo fastidiosissimo problema.

Concludendo…

WWE 2K18 si conferma come uno dei capitoli più completi e curati della serie. Forte di un parco lottatori sconfinato, di un comparto tecnico migliorato, di una grande perizia nei dettagli e un’ottima dose di divertimento, il titolo è adatto sia ai nuovi utenti sia ai veterani di questo entusiasmante sport. Il prodotto offre tante ore di gioco grazie ad un WWE Universe davvero curato, nuove modalità entusiasmanti come la My Career e una vastissima scelta di superstar e arene. Questo purtroppo non è affatto esente da difetti, perlopiù di natura tecnica: alcuni volti non sono convincenti come altri, talvolta le corde interagiranno in maniera insolita con i corpi dei contendenti e – si spera solo per poco – numerosi caricamenti e hard crash interromperanno le vostre sessioni di gioco.

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Laureando in Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università degli Studi di Napoli L'Orientale, si avvicina al mondo dei videogiochi già in tenera età. Appassionato di cinema e cortometraggi, carica su internet video satirici e talvolta demenziali con i 3Gamersacaso e The Gentlemen. Il suo obiettivo ultimo? Guidare le masse incolte sfruttando un pensiero laico, razionale e scientifico. A volte riesce persino ad essere serio.