Il successo di Steins;Gate e in generale il discreto successo di altre visual novel approdate in occidente negli ultimi anni, ha permesso a vari editori di continuare a pubblicare più o meno regolarmente altri videogiochi di questo tipo dalle nostre parti. Quello più attivo su questo fronte è sicuramente PQube, che dopo i colpi più che riusciti con Root Letter e Steins;Gate 0, si appresta a lanciare Chaos;Child per PlayStation 4 e PS Vita. Come è intuibile dalla ormai iconica struttura del titolo, si tratta del quarto gioco principale che compone la serie di avventure scientifiche realizzate dallo studio nipponico 5bp. Il giocatore che si approccia per la prima volta al genere deve capire per bene cosa sono e come funzionano le visual novel, chi invece già ne è a corrente deve sapere che questa avventura è diversa da quelle di Okabe Rintaro. Entrambe le cose possono essere un bene o un male e potremo venirne a capo solo giocando.

Come un libro, più di un libro

Una visual novel è un racconto, narrato solitamente dal protagonista dello stesso, durante il quale si alternano immagini statiche che ne mostrano i luoghi descritti, gli eventi, i personaggi, gli oggetti e tutto quello che può essere utile alla narrazione. Il testo scorre a schermo e le immagini si alternano mostrando ciò che viene descritto, al giocatore è demandata la pressione di un tasto al fine di permettere al testo di andare avanti. In alcune di queste, ad esempio quelle che prevedono la conquista di una o più ragazze, come i celebri simulatori di appuntamenti o quelle hentai, è possibile interagire maggiormente con i vari personaggi facendo e ricevendo domande alle quali rispondere scegliendo tra le opzioni a schermo. In altri casi l’interazione si sposta su altri elementi, vedi Steins;Gate dove è possibile usare il cellulare del protagonista, cosa che influenzerà gli eventi del gioco stesso. Sostanzialmente in questo tipo di giochi, molto celebri in oriente e specialmente in Giappone, il 90% e più di ciò che bisogna fare è leggere, ciò che resta è azione. Tenendo a mente che il genere è stato introdotto all’inizio degli anni ’90, potremmo definirle versioni più estreme delle avventure sviluppate da Telltale.

Gli Omicidi della Nuova Nuova Generazione

Essendo tutta trama, parlare approfonditamente di una visual novel è molto controproducente, perciò accennerò solo all’introduzione e ai personaggi principali. Chaos;Child è ambientato nel quartiere di Shibuya, nella città di Tokyo, nell’anno 2015 e riprende in parte gli eventi di Chaos;Head, il primo capitolo di quello che possiamo definire il ciclo Chaos e che non è stato pubblicato in occidente. Il gioco provvede a farci un veloce riassunto degli eventi più importanti, i quali vedono un terremoto che ha raso al suolo l’intero quartiere e una serie di omicidi definiti dalla stampa come “Gli Omicidi della Nuova Generazione”. Entrambe le cose accaddero sei anni prima, nel 2009. Nell’avventura vestiremo i panni di Takuru Miyashiro: studente delle superiori, presidente del club di giornalismo ma sopratutto unico della sua famiglia a essere sopravvissuto al terremoto. I personaggi principali che troveremo al suo fianco sono l’amica di infanzia Serika Onoe e la sorella adottiva Nono Kurusu. Takuru inizia pian piano a interessarsi a una serie di omicidi bizzarri, talmente bizzarri che le persone hanno iniziato a chiamarli “Gli Omicidi della Nuova Nuova Generazione”, proprio perché simili a quelli di sei anni prima. Nonostante le obiezioni di alcuni membri del club, il ragazzo è deciso ad andare in fondo alla faccenda, la quale si rivelerà essere più che incredibile.

Gigalomaniac

A differenza di Steins;Gate dove si fa uso solo di teorie scientifiche reali per costruire una situazione fantascientifica, come in Star Trek, creando una parvenza di verosimiglianza tale da rafforzare la sospensione dell’incredulità e arrivare a definire del tutto sensate e coerenti le cose che vengono proposte al giocatore, Chaos;Child infila nello stesso calderone sia scienza che elementi paranormali. I Gigalomaniac presenti nel gioco, sono persone capaci di rendere veri i desideri a patto che lo si voglia intimamente, a questo proposito l’unico elemento di interattività nel gioco consiste nel Delusion Trigger che permetterà di realizzare desideri positivi o negativi. Questo potere viene definito D-Sword, la cui manifestazione fisica è per l’appunto una spada invisibile alle persone normali. Parallelamente a ciò e a quello che ne consegue troviamo la parte scientifica: i desideri possono essere realizzati tramite l’interazione della D-Sword con il Mare di Dirac. Tirato in ballo, in modo più sensato, anche dalla celebre serie Neon Genesis Evangelion, il Mare di Dirac è un modello teorico del vuoto sviluppato dall’omonimo scienziato, cioè l’assenza di materia in uno spazio, che appare come un mare infinito di particelle di energia negativa. Si tratta di fisica relativistica, cosa che rende tutto il racconto meno credibile e coerente di quanto sarebbe potuto essere se fosse stato basato interamente su elementi paranormali.

Direzione artistica e longevità

Tecnicamente parlando il gioco non ha molto da offrire ma a livello artistico le cose cambiano. Fondali e personaggi sono realizzati da svariati artisti di alto livello e la qualità dei disegni lo dimostra senza alcun dubbio. La longevità è abbastanza alta, tra la storia principale, i quattro archi narrativi aggiuntivi che si sbloccano una volta terminato quello principale e il vero finale, che si blocca una volta terminate le storie aggiuntive, il gioco mi ha tenuto occupato per 15 ore circa.

Concludendo…

Il titolo sviluppato da 5bp. è una visual novel di pregevole fattura e al netto del miscuglio poco riuscito tra fantascienza e paranormale, risulta essere interessante. Elementi tipici di queste produzioni, come in generale in tutte le produzioni nipponiche, sono sicuramente i personaggi logorroici e prolissi ma gli appassionati di anime e manga troveranno il tutto molto familiare. Sta di fatto che Chaos;Child non riesce a impressionare e resta qualche gradino sotto Steins;Gate e Steins;Gate 0.

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Il primo Metal Gear Solid per PlayStation gli cambiò la vita e da allora capì che i videogiochi sarebbero stati la sua più grande passione. Collezionista accanito, amante del Giappone e di molte altre cose, ha lavorato per Square Enix e Nintendo nel ruolo di tester oltre ad aver collaborato con IGN e VG247.it. Non ha idea di cosa gli riservi il futuro, ciò che è certo è che da grande vuole fare il videogioco.