Riflessioni Pericolose è una rubrica che nasce per offrire ai nostri lettori un punto di vista scanzonato, irriverente e satirico su alcuni aspetti “critici” dell’attuale panorama videoludico

Tutti quanti conoscono l’Uomo Ragno.

Ok, magari non proprio tutti, ma cercate comunque un attimo di fare attenzione.

Per molto tempo, quando la gente andava a comprare il fumetto de l’Uomo Ragno, sapeva cosa aspettarsi da quelle storie.

Cioè le storie dell’Uomo Ragno.

Tanto tempo fa, quando andavi a comprare l’Uomo Ragno (il fumetto non la persona fisica ovviamente), tornavi a casa e poi aprivi l’albo per leggere la storia di un uomo con indosso un costume da ragno.

Ogni persona del mondo era felice.

Perché conoscevi l’Uomo Ragno e sapevi che stavi leggendo le sue storie, non quelle di altri personaggi tipo l’Uomo Rogna.

Poi però un brutto giorno qualcuno ha deciso di cambiare per sempre la vita del ragno che si travestiva da uomo (o forse era il contrario?), regalando ai fan l’odiosa SAGA DEL CLONE.

In quel preciso momento è stato detto a milioni di lettori che per più di dieci anni (o forse anche venti) tutto quello che avevano letto su l’Uomo Ragno era falso.

L’Uomo Ragno in realtà non era veramente l’Uomo Ragno. Era un clone.

Un clone che stava lì dietro l’angolo a sghignazzare mentre urlava a squarciagola la frase VI HO PURGATO ANCORA.

Il sogno era finito. Ogni certezza si era frantumata.

Non c’era più nulla da fare. Non c’era più nulla da dire.

L’Uomo Ragno non era più l’Uomo Ragno. Era appunto un clone.

Tutti iniziarono a piangere duro e nessuno riuscì a riprendersi.

Un po’ di tempo fa è successa la stessa cosa con l’annuncio di PS4 Pro e Project Scorpio, le due console mid-gen più potenti delle console base ma comunque non così potenti da essere etichettate come console next gen.

Insomma, due console né carne né pesce che in realtà hanno al loro interno comunque un po’ di carne e un po’ di pesce, anche perché non sono più delle vere e proprie console anche perché sembrano in realtà un po’ tipo dei pc.

Ma allora, dico io, perché non prendersi direttamente un pc?

Milioni di videogiocatori all’inizio non volevano crederci.

Nessuno voleva crederci.

Ma poi i rumors sono diventati reali.

Per questo, oggi più che mai, bisogna capire cosa significa console.

Perché magari tra 10 anni usciranno 7 versioni diverse della stessa console, il cui modello successivo sarà sempre un po’ più potente del modello precedente ma non così tanto, ma quel tanto che basta per rendere il modello precedente un po’ meno potente del modello successivo spingendo così gli utenti di tutto il mondo ad acquistare sempre la nuova versione della console.

Sembra assurdo, ma una strategia del genere potrebbe addirittura funzionare.

Magari fai uscire un telefono che costa 800 euro che tutti si comprano e sei mesi dopo piazzi a quel modello un dettaglio in più che mancava in quello prima e così vendi il nuovo telefono che in realtà è quello vecchio ma che sembra nuovo a 900 euro.

Un meccanismo geniale e perverso degno dei migliori film di fantascienza distopica.

Ma è ovvio che nessuno cascherà mai in un tranello del genere.

Forse.

Comunque, tornando alle console, bisogna farsi una semplice domanda.

È troppo chiedere alle aziende di creare una console che appunto è una console e non un pc?

Una volta infatti le console erano console. Compravi il gioco, giocavi senza aspettare 6 ore per i vari download e, una volta finita l’avventura, compravi un altro gioco.

Oltretutto senza stare in pensiero per i requisiti massimi/minimi, perché appunto avevi tra le mani una console e non un pc.

Roba semplice per gente semplice.

Nulla di più.

Ma neanche nulla di meno.

Signore. Signori. Vi prego.

Salvate la ribellione.

Salvate il sogno.

E, se ci riuscite, salvate anche le console.

Perché il clone dell’Uomo Ragno è sempre lì dietro l’angolo a sghignazzare mentre urla la frase VI HO PURGATO ANCORA.

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Odia i giochi facili e anche quelli troppo poco difficili. Gioca a tutti i videogiochi ma proprio tutti, tranne quelli di calcio e quelli di macchine. Anche se è ricercato dalle organizzazioni segrete più pericolose di tutto il mondo, nel tempo libero scrive per vari siti tra cui Cyberludus. Per alcuni è un genio (del male?) visionario. Per tutti gli altri è solo un povero pazzo.