Prima di Skate c’era “Antonio Falco”

Daniel Lingen è un senior manager di Electronic Arts e, nella giornata di ieri, ha postato su Twitter un semplice “Skate4”, provocando una poderosa erezione al sottoscritto. Cosa potrà mai giustificare una reazione di tali… dimensioni? Per spiegarvelo è necessario compiere un viaggio a ritroso nel tempo di ben 18 anni. Electronic Arts ha rivoluzionato questa particolare categoria di videogiochi con il suo Skate, su questo non c’è dubbio, ma è parimenti fuori discussione l’attribuzione del merito per la nascita del genere alla tripletta delle meraviglie Hawk, Activision, Neversoft.

Chi vi scrive ha iniziato la sua carriera videoludica agli albori della prima PlayStation, e dire PlayStation significa anche parlare di Metal Gear Solid, Crash Bandicoot, Final Fantasy e Tony Hawk’s Pro Skater. Il sommo Antonio Falco, infatti, non è soltanto una leggenda vivente dello skateboard, ma è anche indissolubilmente legato alla storia dei videogiochi con gli splendidi titoli della succitata serie. Basta dare un’occhiata alla spaventosa media Metacritic di Tony Hawk’s Pro Skater 2 per capire di cosa si sta parlando.

Mi scende una lacrima quando ripenso al me settenne che esegue improbabili grind su ringhiere infinite e spettacolari Japan Air su mega rampa, il tutto sulle note del brano “No Cigar” dei Millencolin. I ragazzi di Neversoft, è proprio il caso di dirlo, riuscirono a dar vita all’impensabile su PlayStation: una serie videoludica di skateboarding basata su di una soundtrack ricercata, un gameplay allo stato dell’arte, e tante mappe pensate per divertire a suon di evoluzioni combinate.

La nascita di Underground e l’inizio del declino

La maestosità del filone Pro Skater non ha fatto altro che aumentare con l’avvento di PlayStation 2. L’impareggiabile quarto capitolo è, infatti, considerato a tutt’oggi come il pinnacolo della serie ma poi, all’improvviso, Activision ha deciso di tornare sui suoi passi per donare nuova vita ai titoli del “BirdMan”: era nato Tony Hawk’s Underground. Questa nuova incarnazione votata al cazzeggio presentava delle differenze sostanziali rispetto al passato: le arene avevano lasciato il posto a mini riproduzioni di città reali, si era concretizzata la possibilità di poter creare il protagonista di una vera (ignorantissima) modalità storia, e la rigiocabilità aveva superato i confini dell’umanamente concepibile grazie agli indovinati personaggi sbloccabili.

Tony Hawk’s Underground 2 ha visto la luce durante il periodo di massimo splendore dei Jackass (tra l’altro vantava ben due membri del folle gruppo tra gli skater selezionabili), ed è riuscito a imporsi ancora una volta sul mercato per merito di una trama pesantemente trash e di un gameplay mai così divertente. Inoltre era impossibile non cedere alla tentazione di fare skate con Shrek nel Triangolo delle Bermude con tanto di alieni, navi pirata alla deriva, e Faith No More in sottofondo.

Nessuno avrebbe potuto immaginarlo, ma la serie stava per conoscere un inesorabile declino.

Ecco cosa scrivevano i colleghi di Game Spot riguardo a Tony Hawk’s American Wasteland, il seguito di Underground 2, nel lontano 2005:

“Mentre il gameplay di American Wasteland resta solido, e il gioco rimane bello da vedere e da sentire, a questa settima installazione manca quella scintilla che ha sempre contraddistinto la serie”.

Questa scintilla non è mai più stata ritrovata.

Il rivoluzionario debutto di Skate

Il trend negativo non si è arrestato con l’uscita di Tony Hawk’s Project 8 e TH: Proving Ground, anzi ha proseguito fino ai giorni nostri con il recente (e discutibilissimo) Pro Skater 5 che della leggendaria serie ha mantenuto soltanto il nome. Ed è esattamente qui che ci ricolleghiamo al discorso di Skate 4.

Il primo Skate e TH: Proving Ground arrivarono su PlayStation 3 e Xbox 360 durante l’autunno del 2007, e la differenza che intercorreva tra i due in termini di comparto tecnico e gameplay era paragonabile a quella tra FIFA 09 e PES 2009.

L’obiettivo principale di Skate si riduceva al diventare uno skater professionista, ma era il “come” a destare l’interesse di tutti gli amanti del genere: farsi notare dagli sponsor, girare video delle proprie evoluzioni su tavola e… rompersi le ossa per colpa di impietose cadute. Queste attività erano estremamente divertenti e appaganti da svolgere poiché il gioco, così come i suoi successori, vantava un gameplay estremamente realistico e simulativo, e con simulativo intendo a partire dalla mappatura dei comandi: per effettuare un “ollie”, ovvero un salto, in un titolo di Tony Hawk bastava semplicemente premere il tasto corrispondente, invece Skate richiedeva il dover tracciare con l’analogico il movimento da effettuare nella vita reale con lo skateboard.

Immaginate il me quattordicenne appassionato di skate mentre scopre questa semplice quanto geniale soluzione di controllo…

In definitiva Skate era riuscito a spodestare la serie Tony Hawk dal trono, e questo per aver portato il modo di vivere lo skateboarding videoludico al livello successivo.

Il futuro del genere è alle porte?

Adesso pensate ad uno Skate 4 in Frostbite Engine, con un moderno comparto audio/video, e fisica al passo coi tempi. Lingen ha pubblicato il tweet e dopo pochi minuti è stato letteralmente soffocato dai commenti degli appassionati, segno che c’è davvero molta gente a desiderare il ritorno di Skate.

Electronic Arts voleva soltanto sondare il terreno, oppure si tratta di un vero e proprio annuncio? Abbiamo l’impressione che non ci vorrà molto per scoprirlo. Anche voi fate parte di coloro che vorrebbero veder tornare Skate in pompa magna?

Come se non bastasse, poco prima di pubblicare questo articolo, abbiamo appreso che anche Tony Hawk è al lavoro su di un nuovo videogioco. Unica certezza è che i rapporti con Activision si sono conclusi. Proprio così, la decennale collaborazione è finita, ce lo dice lo stesso BirdMan:

“Non è più con Activision. Sto potenzialmente lavorando a qualcosa ma è presto per parlarne. Non ho firmato ancora nessun contratto ma sono fiducioso. Stavolta penso che si tratti delle persone giuste con cui collaborare, dovrei saperne di più nei prossimi mesi.”

Sembra proprio che, prima o poi, vestiremo nuovamente i panni di Tony Hawk. E se lo skater fosse proprio la stella di Skate 4? Sarebbe troppo bello per essere vero.

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Ha conseguito una laurea triennale in fotografia, cinema e televisione e, attualmente, si dedica a tempo pieno alla divulgazione dell’arte audiovisiva definitiva: il videogioco. Gira e sceneggia cortometraggi, video di dubbia sanità mentale con The Gentlemen e cura il canale YouTube “Lo Spazio di Donte”. Assieme ai compagni d’arme in Cyberludus.com e VG24/7.it, cerca di crescere nel campo del giornalismo videoludico ma, mal che vada, continua a coltivare il sogno proibito: costruire un insieme di piattaforme in mezzo al mare senza il controllo di governi, sistemi e religioni… Outer Heaven.